domenica 17 maggio 2026

Maurizio Estate

 


Morì tra le braccia del padre, crivellato dai colpi. Maurizio Estate aveva solo ventitré anni e la sua colpa fu quella di non essersi voltato dall'altra parte.


Era un "semplice" lavoratore di un autolavaggio a Napoli. E il 17 maggio 1993, quando vide due camorristi rapinare un uomo, decise che la cosa più giusta da fare fosse intervenire. Iniziò a gridare, corse verso di loro e riuscì a sventare la rapina e ad evitare il peggio. Un gesto semplice, ma spontaneo e di grande valore.


Lo pagò poche ore dopo, quando dai Quartieri Spagnoli, su ordine del boss, i camorristi tornarono a bordo di una vespa all’autolavaggio per vendicarsi. Spararono all’impazzata, coperti da passamontagna: lo crivellarono di colpi, uccidendolo mentre con lui c'era il padre, che lavorava anch’egli nell’autolavaggio.


Era il 17 maggio 1993 e lui aveva solo 23 anni.


Medaglia d’oro al valor civile, è stato un grande esempio di senso del dovere, di coraggio.


Ricordando cosa sono le mafie e il male che provocano ogni giorno, il pensiero anche quest'anno va a questo ragazzo, assassinato per non essersi voltato dall’altra parte.

Leonardo Cecchi 

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