Oggi Taranto ha alzato la voce per ricordare Bakary Sacko.
Centinaia, migliaia di persone sono scese in piazza per dimostrare solidarietà, per dissociarsi con forza da quell’omicidio terribile che continua a ferire la coscienza di tutti. Non era solo una manifestazione: era un grido collettivo contro l’odio, contro il razzismo, contro ogni violenza che spezza vite innocenti.
In quelle strade c’erano volti segnati dalla tristezza, ma anche dalla determinazione. C’erano passi lenti, carichi di rispetto. C’erano mani unite e cuori che battevano all’unisono per dire che la vita di Bakary contava. Che ogni vita conta.
Taranto oggi ha scelto la parte giusta: quella della dignità, della solidarietà, dell’umanità. Una città che ha deciso di non restare in silenzio, di difendere la diversità e di opporsi a ogni forma di discriminazione che continua a portare via troppe vite.
Perché il ricordo di Bakary non sia solo dolore, ma diventi memoria viva e impegno quotidiano. Perché nessuno debba più morire per odio. Perché l’umanità vinca sul silenzio.
Soumalia Diawara

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