venerdì 15 maggio 2026

Anche Electrolux ci sfancula!

 




Electrolux ha annunciato 1.700 esuberi in Italia e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi. L’azienda parla di “ottimizzazione del proprio assetto organizzativo e produttivo”, di “efficienza operativa”, di “organizzazione più agile e competitiva”. È il linguaggio freddo del capitalismo: trasformare licenziamenti di massa, chiusure e fallimenti in termini tecnici e impersonali. L’obiettivo è deresponsabilizzare le proprietà aziendali, come se queste scelte fossero il frutto di eventi soprannaturali. Electrolux sostiene che il settore attraversa una fase difficile a causa della domanda debole e della concorrenza globale. Ma il peso del fallimento della proprietà viene fatto pagare sempre alle persone che lavorano. E non agli azionisti, ai manager o a chi prende decisioni nei consigli di amministrazione lontano dalle linee produttive e dalla vita reale delle persone, che alla peggio se ne va con qualche milione di euro di buonuscita. 

A fronte di 1.700 licenziamenti la reazione delle istituzioni è come sempre imbarazzante. 

Da decenni la politica italiana rinuncia a governare davvero l’economia e si limita a piegarsi ai diktat delle grandi multinazionali e dei capitali finanziari. Governi che continuano a parlare di “attrarre investimenti”, di “mercato”, di “flessibilità”, mentre interi pezzi dell’industria nazionale vengono smantellati senza alcuna strategia pubblica, senza alcuna difesa reale del lavoro e senza alcuna tutela per i territori colpiti. Quando le aziende fanno profitti privatizzano i guadagni. Quando decidono di licenziare socializzano i costi scaricandoli sulla collettività, sui lavoratori, sul welfare pubblico. E lo Stato, subordinato agli interessi dei grandi gruppi industriali, invece di difendere chi lavora e produce ricchezza reale si eclissa. Solidarietà totale alle lavoratrici e ai lavoratori Electrolux, che rischiano di pagare una scelta politica ed economica precisa: quella di chi per difendere e aumentare costantemente il proprio cieco profitto è disposto a sacrificare la vita di migliaia di famiglie.

Cronache Ribelli 

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