Nel DNA dei siciliani c'è il 2,5% di Neandertal. Nel Nord Italia solo l'1,5%.
In Europa il DNA neanderthaliano di solito diminuisce scendendo verso sud. In Italia accade esattamente il contrario — e per anni nessuno aveva capito perché.
Nel 2019, un team di ricercatori guidato da Raveane ha analizzato 1.616 genomi italiani, uno per ogni provincia delle 20 regioni. Era lo studio genetico più granulare mai fatto sull'Italia fino a quel momento.
Il risultato era chiaro: più scendi verso Sud, più il tuo DNA è antico. Non in senso metaforico — letteralmente, in senso biologico.
La spiegazione era nascosta nell'Età del Bronzo, tra il 2500 e il 1500 a.C. In quel periodo, popolazioni provenienti dal Caucaso e dall'Iran neolitico raggiungono il Sud della penisola. Non erano tanti, ma portavano con sé qualcosa di preciso: una quota di alleli neanderthaliani più alta rispetto a qualunque altra popolazione che stesse entrando in Europa da Nord in quegli stessi secoli.
Quegli alleli si sono sedimentati. Nel Nord, i flussi migratori successivi — quelli delle steppe eurasiatiche, dei popoli germanici, delle rotte baltiche — hanno progressivamente diluito il segnale arcaico. Nel Sud, senza quella sovrascrizione, il contributo caucasico-iranico è rimasto intatto.
Raveane et al. lo dimostrano con la correlazione: il componente Iran/Caucaso neolitico nel genoma spiega circa il 70% del gradiente Nord-Sud per il DNA neanderthaliano. Calabria e Sicilia sono in cima. La Sardegna, che ha una storia migratoria ancora più isolata, ha valori intermedi — circa 1,8-2,1%.
Lo studio è pubblicato su Science Advances, open access sul PMC. I dati sono su 144 varianti SNP specifiche dei Neandertal, confrontate con il genoma di riferimento della Neandertal di Vindija.
Non è folklore. Non è un'identità culturale. È un gradiente misurabile, con barre su un grafico, che sale esattamente nel punto in cui ti aspettavi scendesse.
L'Europa insegna che il passato si diluisce spostandosi verso il Mediterraneo. L'Italia meridionale è l'eccezione che ha rimescolato i modelli — perché una migrazione dal Caucaso, 4.000 anni fa, ha lasciato una firma che nessun flusso successivo ha cancellato.
In breve:
I siciliani e i calabresi hanno fino al 2,5% di DNA neanderthaliano, contro l'1,5-2% del Nord Italia
La causa è una migrazione dall'area caucasica e iranica avvenuta nell'Età del Bronzo (2500-1500 a.C.)
In tutta Europa il DNA neanderthaliano diminuisce andando a Sud — in Italia accade il contrario

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