Se cercate una misura della miseria, eccovela servita.
Matteo Salvini e la Lega, mentre a Modena una donna di 53 anni perdeva entrambe le gambe sull’asfalto di via Emilia Centro, erano già al computer a scrivere il comunicato.
Un concentrato di sciacallaggio, ignoranza e malafede.
Eccolo:
“In attesa di ulteriori informazioni da parte delle Forze dell’Ordine, una cosa è certa: in troppe città italiane l’integrazione delle cosiddette ‘seconde generazioni’ è fallita. Altro che ‘ius soli’ o cittadinanze facili, bisogna proseguire con ancora più determinazione sulla strada di permessi di soggiorno revocabili in caso di reati gravi. Certe persone non sono assolutamente integrabili”.
Primo.
“In attesa di ulteriori informazioni, una cosa è certa”.
In attesa, ma certa. La diagnosi prima della visita. E se si è in attesa, perché parlare e commentare?
Secondo.
Quattro anni di governo. Svariati decreti sicurezza. La legge sull’immigrazione che di nome fa Bossi-Fini. Piantedosi al Viminale. E adesso vengono qui a dirci che l’integrazione è fallita.
Fallita sotto chi? Sotto Prodi?
Terzo.
Vogliono revocare il permesso di soggiorno a Salim Elkoudri.
Peccato che Elkoudri sia italiano. Nato a Bergamo. Il permesso di soggiorno ce l’ha, semmai, più chi ciarlava e ciarla di Padania.
Quarto.
Non si sa ancora nulla del movente. Stando ai primi riscontri raccolti dalle Forze dell’Ordine, Elkoudri è stato in cura psichiatrica per disturbi schizoidi e non presentava, perlomeno nella sua abitazione, elementi di radicalizzazione. Al momento, tutto può essere.
Ma questo meglio non scriverlo. Perché altrimenti i voti non si trovano.
I voti si trovano nel nome e cognome del colpevole, nelle sue origini genitoriali. E nel cadavere ancora caldo da spremere come un limone fino all’ultima goccia di consenso.
Sciacalli.
La parola esiste a posta.

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