Quello nella foto si chiama Luca Signorelli, è un cittadino modenese, ma è soprattutto l’uomo che oggi pomeriggio, con uno straordinario coraggio, ha letteralmente rischiato la propria vita per salvare quella di altri concittadini.
E chissà come se sarebbe andata a finire se non fosse stato per la prontezza con cui è intervenuto per bloccare e infine disarmare Salim El Koudri, l’autore della strage di Modena.
Signorelli stava prestando soccorso ai feriti, appena investiti dall’auto di El Koudri, quando si è accorto che l’uomo al volante stava cercando di scappare.
A quel punto non ci ha pensato un attimo e si è messo a inseguirlo, seguito a sua volta da altre quattro o cinque persone.
Per un attimo El Koudri è sparito dietro una pila di auto, e quando è ricomparso teneva un coltello in mano. Ma anche in quel caso Signorelli non si è tirato indietro, lo ha affrontato nel tentativo di disarmarlo.
E nella colluttazione si è preso due fendenti, uno vicino al cuore, evitato per un soffio, e uno che lo ha colpito alla testa, per fortuna in modo non grave.
Ma, alla fine, grazie anche all’aiuto degli altri passanti, è riuscito a disarmare l’uomo, scongiurando conseguenze peggiori.
Poi, intervistato dai primi giornalisti accorsi sul posto, ancora grondante di sangue, ha raccontato:
“Non so se l’abbia fatto apposta, sembra che fosse sotto l’effetto di alcool o droga, comunque non in condizioni normali”.
Credo che dovremmo tutti ringraziare quest’uomo per il coraggio fuori scala e assolutamente non scontato che ha dimostrato.
Non scomodo facilmente la parola eroe, ma non saprei definirlo in altro modo.
Il minimo che possiamo fare è raccontare quello che ha fatto.
Il minimo che possa fare lo Stato è premiarlo, per riconoscere il valore enorme di un gesto umanissimo che ha salvato (davvero) le vite di altri esseri umani.
Lorenzo Tosa

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