Mafia 2.0 “Mi faccio l’ergastolo ma voglio il mio iPhone”
-Redazione- Toglietegli tutto al giovane boss. Tutto, persino la libertà, ma non il suo iPhone. È il segno dei tempi. Di una mafia che cambia.
Domenico Palazzotto, secondo l'accusa, era un personaggio chiave della nuova Cosa nostra azzerata dal blitz Apocalisse. Assieme al cugino Gregorio avrebbe diretto la famiglia mafiosa dell'Arenella.
Domenico, a soli 29 anni, sarebbe stato uomo del pizzo. Dei danneggiamenti. Delle macchine mangiasoldi imposte nei bar di mezza città. Era tutto questo, ma anche un giovane dei giorni nostri. Era pronto a tutto. Pensava al peggio lungo il tragitto che lo separava, assieme al cugino, dall'ennesimo lavoro sporco. Ipotizzava il suo arresto, mentre si preparava a chiedere la messa a posto al titolare di un'impresa edile che stava ristrutturando un locale in viale Strasburgo. Ci scherzava su, ma diventava serioso quando in ballo c'era il suo smart phone.
“Io problemi non ne ho… carcere… io mi faccio pure l'ergastolo – spiegava al cugino – a me mi devono dare però un iPhone…”. Erano giorni difficili, il suo telefonino doveva essere fermo ai box per una riparazione: “Minchia per ora mi sento in carcere senza l'iPhone ti giuro smanio… però buono è che mi ci comincio ad abituare (tornava a scherzare ndr)…perché ogni minuto io ero facebook… cose… minchia è finito?”.
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