martedì 16 dicembre 2014

MILANO, LA 'NDRANGHETA VOLEVA METTERE LE MANI SUL CATERING DELLO STADIO MEAZZA -FOTO


MILANO - C'è anche un tentativo di mettere le mani sul catering alla stadio Meazza per la stagione 2014-2015 cercando di screditare la società che attualmente lo gestisce per il Milan attraverso una falsa indagine che avrebbe dovuto avere lo scopo di far sì che fosse estromessa dal servizio. È un particolare spiegato oggi in conferenza stampa dal pm Marcello Tatangelo emerso dalle indagini della dda milanese e che oggi hanno portato i carabinieri ad arrestare in tutto 58 persone di cui due in flagranza di reato, con un'operazione che ha smantellato una cosca operativa a Milano tra Piazza Prealpi e viale Certosa.






Le immagini del Ros dei membri della 'ndrangheta arrestati a Milano (Fotogramma)

La vicenda, che ha portato in carcere anche un appuntato del nucleo tutela del lavoro dei Cc di Milano, Carlo Milesi, con l'accusa di corruzione di pubblico ufficiale, rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio e falso ideologico,riguarda Cristiano Sala - tra gli imprenditori in cella da oggi e diventati da vittime a complici della 'ndrangheta - titolare della Maestro di Casa una importante società nel settore del catering che in passato si occupava, tra l'altro, del servizio per l'Inter.
Dopo il fallimento della sua società, Sala, sommerso dai debiti, nel 2011 avrebbe cercato protezione e si sarebbe rivolto all'ndranghetamettendo a sua volta a disposizione i suoi contatti e le sue strutture.
L'imprenditore, per risollevare le sorti della sua attività imprenditoriale, avrebbe cercato quindi di ottenere la gestione del servizio catering durante le partite del Milan a San Siro.


http://www.leggo.it/NEWS/MILANO/milano_meazza_catering_stadio_ndrangheta/notizie/1070417.shtml

IL MATRIMONIO È HIPSTER, IL TESTIMONE
ARRIVA IN CHIESA CONCIATO COSÌ -FOTO


di Simone Pierini
Quando il matrimonio è "hipster". I futuri sposini sono all'altare, è il momento della scambio delle fedi. Ma lui non riesce a trovarle, fruga nelle tasche e cerca il testimone.





Il matrimonio hipster, il testimone arriva in chiesa conciato cos (Instagram)

All'improvviso eccolo spuntare. Petto nudo, mutande di Superman e pattini ai piedi giungere al cospetto della coppia con gli anelli in mano. Sbigottito il pubblico presente in Chiesa, per un matrimonio più originale che mai.

Il pattinatore è divenuto una sorta di divinità su Youtube e il suo canaleDQ4E sta esplodendo di visualizzazioni


http://www.leggo.it/NEWS/ESTERI/matrimonio_hipster_testimone_arriva_pattini_video/notizie/1070371.shtml

SBANDA CONTRO UN CANCELLO, AUTOMOBILISTA MUORE
NELL'AUTO SPEZZATA IN DUE TRONCONI. GRAVE LA MOGLIE


L'auto dei coniugi distrutta (PressphotoLancia)

PORCIA - Una persona di 85 anni ha perso la vita poco prima delle 13 in un incidente stradale accaduto a Rondover di Porcia (Pordenone). Secondo quanto appreso l'auto sulla quale viaggiava la vittima - una Rover - è uscita di strada è ha urtato contro la colonna del cancello di un'abitazione danneggiandosi gravemente. La carrozzeria si è spezzata in due tronconi. Sull'auto anche la moglie che è rimasta gravemente ferita. Problemi per la viabilità lungo la strada che porta a Prata (Pordenone).









L'incidente mortale a Porcia (PressophotoLancia)

http://www.leggo.it/NEWS/ITALIA/porcia_incidente_mortale/notizie/1070407.shtml

Mafia Capitale, altri sei arresti. In manette appartenenti alla Marina

Mafia Capitale, altri sei arresti. In manette appartenenti alla Marina

Tra i protagonisti di questo nuovo blitz Massimo Perazza, detto "Massimo il romanista", già emerso nell’ambito dell’operazione 'Mondo di mezzo' del Ros dei Carabinieri. Cuore dell'inchiesta forniture di petrolio di una nave fantasma naufragata nell'Oceano Atlantico

Il procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, lo aveva annunciato l’11 dicembre scorso: “A Roma non c’è solo la mafia, presto ci saranno nuove operazioni”. Ecco che la cronaca dell’inchiesta su Mafia Capitale registra una nuova tornata di arresti dopo il secondo round che aveva fatto scattare le manette ai polsi di due presunti affiliati della ‘ndrangheta in affari conSalvatore Buzzi. Sono sei le ordinanze di custodia cautelare eseguite dalla Guardia di Finanza e tre di questi sono appartenenti alla Marina Militare. Cuore dell’inchiesta il rifornimento di unanave fantasma, il Victory I, naufragata nel settembre 2013 nell’Oceano Atlantico, tanto che alcuni componenti dell’equipaggio risultano ancora oggi formalmente dispersi.
Tra i protagonisti di questo nuovo blitz delle forze dell’ordineMassimo Perazza, detto “Massimo il romanista”, figura già emersa nell’ambito dell’operazione ‘Mondo di mezzo’  del Ros dei Carabinieri. Gli investigatori hanno registrato contatti tra Perazza eRoberto Lacopo (anche lui già arrestato nel primo blitz), anche nel distributore di corso Francia, considerata una base della banda capeggiata da Massimo Carminati.
Cuore dell’inchiesta il rifornimento per una nave fantasma, il Victory I, naufragata nel settembre 2013 nell’Oceano AtlanticoL’operazione, chiamata Ghost ship, ha permesso di scoprire che la banda consegnava solo sulla carta milioni di litri di gasolio al deposito della Marina Militare di Augusta (Siracusa) in Sicilia. Lo stratagemma utilizzato, grazie anche alla complicità di appartenenti alla stessa Marina Militare, era semplice: veniva registrato il rifornimento per la ‘Victory I’, ma questa nave cisterna, hanno scoperto gli uomini delle Fiamme gialle, in realtà era naufragata nel settembre 2013 nell’Oceano Atlantico, tanto che alcuni componenti dell’equipaggio risultano ancora oggi formalmente dispersi.
Grazie ai falsi trasporti della fantomatica Victory I, mai attraccata nel porto di Augusta, così era stata dichiarata la fornitura di oltre 11 milioni di litri di gasolio navale, per oltre 7 milioni di euro. Il carburante veniva fornito solo sulla carta dalla ditta danese O.W. Supply a/s, riconducibile a Lars P. Bohn, uno degli arrestati titolare di un appalto con l’Amministrazione della Difesa. Bohn poteva contare sulla “collaborazione” di due società italiane quali brokers, la Global chemical broker Srl di Massimo Perazza e la Abac Petroli di Andrea D’Aloja.
Grazie ai falsi trasporti della fantomatica Victory  era stata dichiarata la fornitura di oltre 11 milioni di litri di gasolio del valore di oltre 7 milioni di euro
Mario Leto e Sebastiano Distefano, il primo capitano di Corvetta della Marina Militare, capo deposito della direzione di Commissariato Militare Marittimo di Augusta, e il secondo, primo maresciallo, capo reparto Combustibili, erano, secondo l’accusa, invece i punti di contatto dell’associazione nel porto di Augusta, erano loro il trait d’union con la pubblica amministrazione militare. Ed erano loro che, secondo gli inquirenti, preparavano i documenti falsi. La banda poteva poi contare anche sulla collaborazione di altri appartenenti alla Marina Miliare, i marescialliSalvatore De Pasquale e Salvatore Mazzone, quest’ultimo arrestato, che, a vario titolo, dichiaravano l’avvenuta consegna del carburante ovvero la sua certificazione. C’era anche un tecnico chimico Francesco Ippedico che invece attestava la qualità e le caratteristiche del prodotto mai consegnato. Il gip, che ha firmato gli ordini di cattura, ha anche il sequestro preventivo di  7.401.248,36 di euro, delle risorse finanziarie e dei beni delle persone fisiche e delle società coinvolte.
“La Marina Militare è al fianco della magistratura per debellare il fenomeno della corruzione a salvaguardia del personale che quotidianamente lavora con spirito di servizio e senso dello Stato – si legge in una nota -. La trasparenza amministrativa e l’integerrimo comportamento del proprio personale  rimangono punti fermi nell’ambito del quale gli organi tecnici e di sorveglianza della forza armata continuano ad esercitare la massima attenzione in collaborazione con le forze dell’ordine e l’autorità giudiziaria, sia ordinaria che militare”.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/15/mafia-capitale-arresti-in-manette-appartenenti-marina/1274803/

Regione Lazio, dirigente Fegatelli coprì funzionario senza laurea

Regione Lazio, dirigente Fegatelli coprì funzionario senza laurea

Franco Marcoccia, rinviato a giudizio per truffa ai danni dello Stato e dichiarazione di titoli falsi, per 10 anni ha dichiarato di possedere un titolo mai conseguito. Per lui il dirigente Luca Fegatelli, arrestato nell'inchiesta sulla discarica di Malagrotta ha proposto una punizione lieve. Ma dalle intercettazioni dell’inchiesta sulla monnezza romana, emerge che Marcoccia informava Fegatelli sulle indagini che lo riguardavano


“Vabbè fratè, domani sai tutto”, così Franco Marcoccia, funzionario della Regione Lazio e attualmente segretario aziendale Uil Fpl, rinviato a giudizio per truffa ai danni dello Stato e dichiarazione di titoli falsi dalla Procura di Roma, parlava conLuca Fegatelli, dirigente regionale arrestato a gennaio scorso per associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti e truffa nell’ambito dell’inchiesta che ha travolto anche il patron della discarica di Malagrotta, Manlio Cerroni.
Dalle intercettazioni emerse dall’inchiesta sulla monnezza romana, Marcoccia, indagato anche per rivelazioni di segreto d’ufficio dalla Procura di Velletri, informava Fegatelli sulle indagini che lo riguardavano ed in cambio lo stesso Fegatelli, responsabile al tempo dei procedimenti disciplinari per il personale, sembrerebbe non aver fatto nulla per rimuoverlo dall’incarico una volta scoperto che Marcoccia aveva dichiarato di possedere una laurea che non aveva mai conseguito. Fegatelli ha proposto solo 11 giorni di sospensione dopo che il direttore del personale Raffaele Marra, che la Giunta Zingaretti ha rimosso prima della naturale scadenza del contratto, aveva proposto il licenziamento. Una disparità netta d’interpretazione delle norme del codice disciplinare tra l’ex direttore del personale e Fegatelli che sembrerebbe ora trovare una spiegazione in relazione al ruolo di Marcoccia nell’affaire rifiuti; una sorta di ‘gola profonda’ che teneva aggiornato Fegatelli sulle indagini che lo riguardavano.
Per circa 10 anni sostenendo di avere unalaurea in sociologia, inesistente secondo l’accusa, Marcoccia ha potuto usufruire di avanzamenti di carriera con relativi benefici economici. Attualmente la stessa Regione sembra aver fatto un passo indietro, ammettendo implicitamente che il funzionario regionale non è in possesso di una laurea, visto che non gli è stata attribuita l’alta professionalità ma la posizione organizzativa di prima fascia che viene assegnata anche ai non laureati. Ad ogni modo Marcocciaè ancora funzionario in Regione Lazio.
Da via Cristoforo Colombo fanno sapere che “la Regione Lazio ha deciso di non confermare Raffaele Marra a seguito delle irregolarità emerse nel corso della verifica amministrativo-contabile, eseguita dal 13 giugno al 31 agosto 2012 presso la Regione. In riferimento alla vicenda legata a Franco Marcoccia, la Regione Lazio ha applicato la sanzione amministrativa della sospensione e ha provveduto a non rinnovare l’assegnazione dell’alta professionalità e del relativo emolumento. Attualmente il dipendente non ricopre alcuna posizione per la quale è prevista la laurea”.
Ma la Regione non pare abbia intenzione di agevolare un chiarimento definitivo sulla questione. “In merito alla vicenda a febbraio scorso abbiamo fatto una richiesta di accesso agli atti – spiega Valentina Corrado, consigliere regionale 5 Stelle – dopo tre mesi è arrivata la comunicazione che la documentazione su Marcoccia era disponibile ma, nonostante siano trascorsi nove mesi, ancora non sono riuscita a ritirare materialmente gli atti dei quali ho potuto solo prendere visione. Mi è stato comunicato che Marcoccia ha fatto opposizione al rilascio delle copie. Sarebbe interessante capire sia le motivazioni di questa opposizione che le cause per le quali, una volta accertata l’assenza del requisito della laurea e della conseguente dichiarazione mendace, con il cambiamento del direttore del personale, sia mutata anche la sanzione disciplinare benché fossero rimaste invariate le condizioni che l’avevano determinata. Alla luce dell’anomala sanzione disciplinare di soli 11 giorni di sospensione adottata per Marcoccia – conclude la Corrado – lo stesso Fegatelli ora potrebbe essere indagato per abuso in atti d’ufficio”.
Marcoccia è stato inquadrato in Regione nel 2003 come “infermiere professionale”, (l’estensore dell’atto organizzativo è uno degli 11 dirigenti assunti senza concorso e poi sospesi) trasferito dall’Ipab San Michele, istituto pubblico di assistenza e beneficienza. “Non è chiaro – sottolinea la Corrado – nemmeno l’inquadramento ottenuto in Regione Lazio, a seguito del trasferimento dall’Ipab, che parrebbe essere di una categoria superiore rispetto a quella di provenienza. A tal proposito ci auguriamo che l’attuale direttore del personale, Alessandro Bacci, abbia verificato con cura il curriculum del funzionario prima di attribuirgli la posizione organizzativa di prima fascia. In ogni caso, anche su quest’altra vicenda vogliamo vederci chiaro e, svolti gli ulteriori accertamenti, ricorreremo all’autorità giudiziaria competente per gli eventuali reati che potessero manifestarsi a carico dei funzionari regionali ”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/15/regione-lazio-dirigente-fegatelli-copri-funzionario-laurea/1254642/

Mafia Capitale, il prefetto Pecoraro nomina commissione d’accesso agli atti


Mafia Capitale, il prefetto Pecoraro nomina commissione d’accesso agli atti

Il collegio è composto dal prefetto Marilisa Magno, dal viceprefetto Enza Caporale e da Massimiliano Bardani, dirigente di II fascia del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Entro tre mesi dalla data di accesso, rinnovabili una sola volta per ulteriori tre mesi, la Commissione dovrà portare a termine gli accertamenti

Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, comunica che il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, ha nominato la Commissione d’indagine incaricata dell’attività di accesso e accertamento presso il Comune di Roma Capitale, ai sensi dell’art. 143 del Testo unico degli enti locali, composta dal prefetto Marilisa Magno, dal viceprefetto Enza Caporale e da Massimiliano Bardani, dirigente di II fascia del Ministero dell’Economia e delle Finanze. E’ quanto si legge in una nota del Viminale. Entro tre mesi dalla data di accesso, rinnovabili una sola volta per ulteriori tre mesi – informa ancora il Viminale – la Commissione dovrà portare a termine gli accertamenti e rassegnare al Prefetto le proprie conclusioni.
Cosa dice la normativa? Il Tuel prevede la possibilità di sciogliere i consigli comunali e provinciali quando “emergono concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori”…, “ovvero su forme di condizionamento degli stessi, tali da determinare un’alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento e l’imparzialità delle amministrazioni comunali e provinciali, nonché il regolare funzionamento dei servizi alle stesse affidati ovvero che risultano tali da arrecare grave e perdurante pregiudizio per lo stato dellasicurezza pubblica“.
Tocca al prefetto disporre gli accertamenti per verificare se sussistano queste condizioni, di norma promuovendo l’accesso presso l’ente. In questo caso il prefetto nomina una commissione d’indagine che, entro tre mesi dalla data di accesso, gli consegna le proprie conclusioni. Entro 45 giorni dal deposito delle conclusioni, il prefetto invia al ministro una relazione nella quale si dà conto della eventuale sussistenza degli elementi. Lo scioglimento è quindi disposto con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del ministro dell’Interno, previa deliberazione del Consiglio dei ministri entro tre mesi dalla trasmissione della relazione.
Con il decreto di scioglimento è nominata una commissione straordinaria per la gestione dell’ente, composta di tre membri scelti tra funzionari dello Stato e magistrati, che rimane in carica fino allo svolgimento del primo turno elettorale utile. Nel caso in cui non sussistano i presupposti per lo scioglimento, il ministro, entro tre mesi dalla trasmissione della relazione del prefetto, emana comunque un decreto di conclusione del procedimento in cui dà conto degli esiti dell’attività di accertamento.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/15/mafia-capitale-prefetto-pecoraro-nomina-commissione-daccesso-agli-atti/1277209/

Potenza, assolto il viceministro Bubbico: cadono le accuse per abuso d’ufficio

Potenza, assolto il viceministro Bubbico: cadono le accuse per abuso d’ufficio

I fatti contestati si riferivano al 2005, quando l'esponente del Pd era presidente della Regione Basilicata. Al centro dell'inchiesta l'assegnazione di un incarico da circa 23mila euro

Il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico (Pd) è stato assolto dall’accusa di abuso d’ufficio perché il fatto non sussiste. La sentenza del tribunale di Potenza riguarda l’assegnazione di un incarico di circa 23mila euro per la riforma degli uffici regionali avvenuta nel 2005 a favore di un esperto esterno all’organico della Regione. Oltre a Bubbico sono stati assolti anche gli ex consiglieri regionali della Basilicata Egidio DigilioRosa Mastrosimone eGiacomo Nardiello. All’epoca Bubbico era presidente della Regione Basilicata.
I quattro accusati – ve ne era un quinto, Antonio Flovilla, il quale invece non ha rinunciato alla prescrizione come invece hanno fatto ad aprile gli altri – facevano parte dell’ufficio di presidenza del consiglio regionale. Il pm Gerardo Salvia aveva chiesto per tutti la condanna a un anno e sei mesi di reclusione spiegando che “si può escludere la necessità dell’esternalizzazione dell’incarico e la Regione si è rivolta al personale interno, una compagine folta composta da 87 dipendenti di cui nove dirigenti, in modo generico e con tempi brevi, ed è caratterizzata ‘dall’ombrosità’ anche la genericità dell’oggetto dell’incarico”.
Secondo il legale di Bubbico, l’avvocato Leonardo Pace, “si può invece escludere ogni violazione della legge, perché si deve tenere conto dell’alto profilo dell’incaricato per un progetto di ampia portata, e tutti i dirigenti e in funzionari convocati durante il dibattimento hanno chiaramente spiegato che non vi erano professionalità in grado di svolgerlo. Lo stesso viceministro ha chiarito che la rinuncia alla prescrizione era stata voluta proprio per la convinzione della bontà e della legalità delle procedure, nel pieno rispetto di tutte le norme”. Bubbico era stato prosciolto anche dalle accuse di uno dei filoni dell’inchiesta Why Not.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/15/potenza-assolto-viceministro-bubbico-cadono-accuse-per-abuso-dufficio/1277389/

“Antipolitica”, Napolitano ricorda Moroni. Ma non il sistema delle tangenti

“Antipolitica”, Napolitano ricorda Moroni. Ma non il sistema delle tangenti

Rispondendo a Galli della Loggia, il presidente ricorda la drammatica lettera del deputato Psi che si tolse la vita perché coinvolto in Mani pulite. Ma non cita le sue ammissioni: "Ho commesso l'errore di accettare una prassi comune". Tra le accuse, gli appalti per le discariche e per i treni dei pendolari


“Un clima da pogrom nei confronti della classe politica”. SulCorriere della Sera, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ricorda la lettera inviata alla Camera da Sergio Moroni: un testo drammatico in cui il deputato del Psi spiegava le ragioni per cui, il 2 settembre 1992, si sarebbe tolto la vita dopo il suo coinvolgimento nell’inchiesta Mani pulite della Procura della Repubblica di Milano. Napolitano, all’epoca presidente dell’assemblea di Montecitorio, ricorda la lettura in aula di quella lettera come “il momento umanamente più angoscioso” della sua carica. Quello che però non ricorda è che in quella missiva dove rivendicava di non avere preso un soldo per sé, il deputato (padre diChiara, che sarebbe diventata a sua volta parlamentare) ammetteva in pieno l’esistenza del sistema delle tangenti che i magistrati stavano svelando dopo l’arresto di Mario Chiesa a Milano, il 17 febbraio di quell’anno: “Ho commesso un errore accettando il sistema”, scriveva Moroni in quel pubblico congedo, “ritenendo che ricevere contributi e sostegni per il partito si giustificasse in un contesto dove questo era prassi comune”. La lettera di Napolitano al Corriere è la risposta al commento domenicale di Ernesto Galli della Loggia, “All’origine dell’antipolitica”, in cui il politologo lamentava come le parole di Moroni fossero “cadute nel vuoto”. Riferendosi, anche lui, al grido di dolore del parlamentare per “essere accomunato nella definizione di ladro oggi così diffusa”, ma guardandosi bene dal citare i passaggi sull’esistenza di un sistema che con la “origine dell’antipolitica” ha molto a che fare.

Il 2 settembre 1992 Sergio Moroni comprò un fucile in armeria, scese nella cantina della sua abitazione a Brescia e si sparò. Su di lui pendeva una richiesta di autorizzazione a procedere della Procura di Milano, datata 16 luglio 1992, per corruzione eviolazione del finanziamento pubblico ai partiti. La richiesta era firmata dal pool Mani pulite al completo: Di PietroDavigo,ColomboBorrelli. Diversi imprenditori e politici lombardi interrogati dai pm avevano indicato in Moroni, segretario regionale del Garofano guidato da Bettino Craxi, un protagonista del sistema delle tangenti in Lombardia, insieme al suo omologo DcGianstefano Frigerio, poi condannato in via definitiva, riemerso alla Camera nel 2001 grazie alla candidatura blindata in Forza Italia e finito di nuovo in carcere per le tangenti Expo, per le quali ha patteggiato tre anni e quattro mesi.
Quello di Moroni non fu il primo “suicidio di Tangentopoli“, dato che prima di lui si erano tolti la vita alcuni amministratori locali coinvolti a vario titolo nelle inchieste, fra i quali il segretario del Psi di Lodi Renato Amorese, il 17 giugno. Fu, però, la prima volta di un politico nazionale, di un parlamentare, che per di più aveva scelto di sollevare il tema nel modo più tragico: “Vengo coinvolto nel cosiddetto scandalo ‘tangenti'”, scrive Moroni a Napolitano, “accomunato nella definizione di “ladro” oggi così diffusa. Non lo accetto, nella serena coscienza di non aver mai personalmente approfittato di una lira. Ma quando la parola è flebile, non resta che il gesto“.
Vengo coinvolto nel cosiddetto scandalo ‘tangenti’ – scrive Moroni a Napolitano – accomunato nella definizione di “ladro” oggi così diffusa. Non lo accetto
Ma quali erano le accuse a Moroni? Nella richiesta di autorizzazione, tra gli elementi contro di lui i pm elencano le dichiarazioni di Luigi Martinelli, democristiano, consigliere regionale lombardo e presidente della Commissione ambiente. Che ai magistrati racconta di una tangente da un miliardo e 800 milioni di lire, le cui prime tranche erano già state consegnate, per la costruzione della discarica di Pontirolo, in provincia diBergamo. La megatangente, secondo Martinelli, sarebbe stata spartita 50-50 tra Moroni e Frigerio per conto dei rispettivi partiti. Il deputato Psi, secondo gli inquirenti, è “l’autore dell’accordo di spartizione”. Dalle carte emerge anche un contrasto tra i due segretari regionali. Moroni non avrebbe spartito nulla – sempre in termini di denaro da consegnare al partito – in qualità di assessore regionale ai Trasporti, ma il secondo avrebbe fatto lo stesso con il denaro “proveniente dal settore dell’Edilizia economica popolare”. Così le discariche – non solo Pontirolo- sarebbero diventate il terreno di compensazione dei “crediti”. Moroni, infatti, era accusato di corruzione anche per l’acquisto di materiale rotabile per le Ferrovie Nord Milano, quelle che servono i pendolari. La sentenza di primo grado, emessa dal Tribunale di Milano nel 1994 a carico dei coindagati, poi confermata in appello e in Cassazione, dichiarerà pienamente provati i fatti. E cioè che il deputato Psi aveva ricevuto materialmente circa 200 milioni di lire in una cartellina da ufficio, avvolta in un giornale. Del resto lo stesso Moroni non ha mai negato di aver percepito denaro: “Mi rendo conto che spesso non è facile la distinzione tra quanti hanno accettato di adeguarsi a procedure legalmente scorrette in una logica di partito e quanti invece ne hanno fatto strumento di interessi personali”, scrive ancora nella lettera d’addio.
Non è facile la distinzione tra quanti hanno accettato di adeguarsi a procedure legalmente scorrette in una logica di partito e quanti invece ne hanno fatto strumento di interessi personali
Nel corso delle indagini, l’assessore regionale socialista Claudio Bonfanti raccontò addirittura di una diatriba interna al Psi sulla ripartizione correntizia delle tangenti. Ai magistrati che gli chiedevano conto del sistema discariche di rifiuti in Lombardia, Bonfanti descrisse una normativa fatta in modo da potere concedere i permessi a chiunque pagasse, anche senza i requisiti necessari. Nell’autunno del 1991, mise a verbale Bonfanti, “l’onorevole Balzamo (storico segretario amministrativo nazionale del Psi di Craxi, ndr) mi chiamò e mi redarguì per il fatto che stavo permettendo il finanziamento del gruppo martelliano”. Guidato appunto “da Moroni”. E quest’ultimo, continuava Bonfanti, “mi confermò che si era occupato e si stava occupando di ricevere contribuzioni dagli imprenditori”.
Le discariche di rifiuti, le case popolari, i treni per i pendolari. Temi sensibili che hanno a che fare con la vita di tutti i giorni e con la salute delle persone. Questioni che oggi, un quarto di secolo dopo quelle confessioni, esplodono. Trattati dalla politica dell’epoca come un fiume dal quale pompare una massa spaventosa di denaro pubblico, dato che gli esborsi delle mazzette sostenuti dagli imprenditori venivano scaricati sui costi delle opere e delle forniture pubbliche.
Fu soltanto il “clima da pogrom” a uccidere Sergio Moroni, come ricorda oggi il presidente della Repubblica? O fu anche quel sistema di cui il deputato socialista faceva parte? Moroni “aveva molto sofferto per il cordone sanitario che gli era stato fatto attorno”, ricorderà anni più tardi Loris Zaffra, altro politico socialista pesantemente coinvolto in Tangentopoli, che ebbe occasione di parlare con lui di quelle vicende giudiziarie. “Tangentopoli ha messo a nudo, oltre al giro delle tangenti, la slealtà dei rapporti politici. Sei stato arrestato? Peccato per te, entri nel cesto delle mele marce. Gli altri, che con te hanno diviso errori e responsabilità, si girano dall’altra parte. Inaccettabile”. Ed ecco la lettura che diede la moglie di Moroni, Sandra, in un’intervista del 1998 al settimanale Diario: “In effetti mio marito era nauseato dalla piega che aveva preso la vita politica ancor prima dell’inizio di Mani PulitePerò si è innescato un meccanismo di violenza in cui i magistrati potevano stare ai limiti della legalità perché avevano la stampa e l’opinione pubblica dalla loro parte. La rivoluzione rispetto a una certa politica”, concludeva la signora Moroni, “poteva essere giusta ma, invece che per via giudiziaria, doveva essere fatta in Parlamento. Cosa che non è successa”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/15/antipolitica-napolitano-ricorda-moroni-non-sistema-delle-tangenti/1275514/

Phil Stern, morto il fotografo delle star più celebri: da Brando a Marylin Monroe

Phil Stern, morto il fotografo delle star più celebri: da Brando a Marylin Monroe

“Lo dico senza falsa modestia: le personalità che iniziai a fotografare mi erano stata assegnate dalle riviste. Era iniziata una passione che non è mai terminata”, dichiarò in un'intervista. "Fossero esistite le macchine all’epoca avrei fotografato anche Gesù cristo nel Cenacolo”


Marlon Brando in t-shirt mentre fa colazione prima di indossare il chiodo ne Il Selvaggio e le semisoggettive da sopra le imbarcazioni modello Salvate il soldato Ryan al seguito dell’esercito americano in Sicilia. In questi due scatti si racchiude l’immenso patrimonio iconografico e poetico di Phil Stern, morto a Barstow in California il 13 dicembre a 95 anni, tra i più significativi fotografi del Novecento americano nella ricostruzione del dopoguerra. Primi piani su richiesta, figure intere strappate con naturalezza alle celebrità hollywoodiane, Stern non è di certo mai stato un contemplatore di campi lunghi e paesaggi, perfino quando seguendo gli Alleati in Sicilia il suo occhio si è soffermato continuamente su facce e corpi degli uomini in azione con armi ed elmetti, come su contadini e animali dell’isola liberata.
“Credevo di essere indistruttibile, volevo andare in guerra per distruggere Hitler”, spiegò in un’intervista. Ma la cruda realtà che lo accompagna in Nord Africa, e poi nello sbarco del luglio ‘43 con i “Darby’s Rangers
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Nato a Filadelfia il 3 settembre del 1919,  è poi cresciuto a Brooklyn con la sua famiglia di origine russa, a metà anni trenta incontra la sua prima macchina fotografia: laBox Brownie dellaEastman Kodak, uno scatolotto nero che a vederlo ricorda più un dagherrotipo che una Polaroid. Eppure il ragazzo sembra non potersi mai disfare di quell’aggeggio ingombrante e oltretutto la sua capacità di ritrarre le persone pare eccelsa. Iniziano ad arrivare le prime richieste delle riviste e nel ’39 l’incarico ufficiale per Friday. Nel ’41 irrompe però la seconda guerra mondiale e Stern non si tira indietro, ovviamente da fotografo: “Credevo di essere indistruttibile, volevo andare in guerra per distruggere Hitler”, spiegò in un’intervista. Ma la cruda realtà che lo accompagna in Nord Africa, e poi nello sbarco del luglio ‘43 con i “Darby’s Rangers” nel litorale siciliano tra Licata e Gela seguendo l’“Operazione Husky”, è quella di un paio di ferite non serissime ma da infermeria per diverse settimane, sia nella prima che nella seconda missione.
C’era una visibilità spettacolare”, ha sempre ricordato Stern di quei giorni italiani, “ci imbattemmo in una fattoria dove un uomo mi chiese perfino se mi poteva piacere la giovane figlia quindicenne Angelina”. Ad ogni modo Stern ricucito torna a casa e forse grazie anche alla collaborazione con Orson Welles sul set di Citizen Kane poco prima di partire volontario, le riviste che bussano alla porta per scattare fotografie stavolta sono un po’ più blasonate. Tra queste Life e Look e con loro i set di E’ nata una stellaBulli e PupeWest side story; e le nuove star di Hollywood che rifondano il mito americano: Humbrey BogartAudrey HepburnJames Dean (conosciutissimo lo scatto con il viso del “ribelle” coperto a metà da un maglione a collo alto) e ancoraMarylin MonroeBrando, Jimmy Stewart e decine di celebrità planetarie: “Lo dico senza falsa modestia: le personalità che iniziai a fotografare mi erano stata assegnate dalle riviste. Era iniziata una passione che non è mai terminata”.
“Fossero esistite le macchine all’epoca avrei fotografato anche Gesù cristo nel Cenacolo” 
Ecco allora John Wayne a riposo in boxer quadrettati, espadrillas e borsello su un set western; Jack Lemmon che se la ride travestito da donna in A qualcuno piace caldo; Frank Sinatra con camicione da spostato a braccia aperte contro una parete come fosse un cristo in croce. Seguono le foto del Rat Pack con il solito sulfureo e saltellante Sammy Davies Jr. e un Dean Martin sempre più segnato come fosse sul set di Un dollaro d’onore. E’ il trampolino di lancio per Stern che grazie alla gang di Frank finisce perfino ad essere uno dei fotografi di corte della famiglia Kennedy. Quando JFK si insedia alla Casa Bianca, Phil lo immortala sul palco d’onore e poi al tavolo della cena di gala con Sinatra che accende una sigaretta a Mister President. Hollywood  e  l’America sono ai suoi piedi anche se Stern gliene è sempre interessato il giusto. Perché era uno di quei fotografi che scattava in automatico come fosse l’atto del respirare. L’ultimo click è però quando pochi anni fa in una mostra a Milano dedicata a lui e a Erwin Olaf si permise di abbattere scherzosamente il muro della storia: “Fossero esistite le macchine all’epoca avrei fotografato anche Gesù cristo nel Cenacolo”.
(Copyright foto Phil Stern)

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/15/addio-fotografo-phil-stern-fotografo-star-celebri-brando-marylin/1276043/

Morta a Melbourne Stella Young

Attrice, scrittrice e paladina disabili

Stella Young, popolare attivista australiana per i diritti dei disabili, scrittrice e attrice comica, è morta sabato sera a Melbourne all'età di 32 anni. Affetta da osteogenesi imperfetta, condizione genetica che rende fragilissime le ossa, ha passato tutta la vita in sedia a rotelle ma fin da quando aveva 14 anni si è spesa nella difesa dei diritti dei disabili, sia come giornalista sia come star dei Comedy Festival.


http://www.tgcom24.mediaset.it/televisione/morta-a-melbourne-stella-young_2083613201402a.shtml

Stella Young, writer, comedian and disability activist, dies aged 32; tributes flow for 'passionate advocate'


Stella Young
PHOTO: Stella Young edited the ABC's disability news and opinion website, Ramp Up. (ABC News)
Prominent disability activist, writer and comedian Stella Young has died at the age of 32.
A statement from her family said she passed away unexpectedly in Melbourne on Saturday evening.
Young was born in Stawell, country Victoria, with osteogenesis imperfecta, a genetic disorder that causes bones to break easily.
At the age of 14 she began a life of advocacy in which she campaigned for the disabled community.
"With great sadness we acknowledge the passing of Stella Young, our much-loved and irreplaceable daughter and sister," the family said.
"Stella passed away on Saturday evening, unexpectedly, but in no pain.
"A private funeral will take place soon, followed by a public event in Melbourne, with more details to come."

Leaders pay tribute to Stella Young

Tributes have poured in for Young, who was the former editor of the ABC's disability news and opinion website, Ramp Up.
ABC managing director Mark Scott described her as "an unforgettable communicator and a passionate advocate".
"As a writer and broadcaster Stella was sharp and incisive, challenging and provocative," he said in a statement.
"She was very warm and generous, the first to laugh and to make us all laugh.
"Stella helped us understand disability issues by sharing with a raw honesty about her own life and forcing us to reconsider how we think about disability and create an environment where those with disability can best get on with their own lives.
"She took great delight in challenging conventional wisdom and lazy thinking."
Federal Opposition Leader Bill Shorten paid tribute to Young, saying she was "a fierce advocate for people with disabilities".
"She has battled discrimination because of her disability. But she was a much larger than life figure and she's going to be sorely missed," he said.
Federal Victorian senator and Assistant Minister for Social Services Mitch Fifield said Young had a "generosity of spirit and taught many pollies ... a great deal".
"Extremely sad to hear of the passing of Stella Young. She was a ceaseless advocate for a better deal for people with disability," Mr Fifield tweeted.
Paralympian Kurt Fearnley said the world would be "less interesting" without her.
"She fearlessly challenged every stereotype of disability," Mr Fearnley tweeted.
Comedian Josh Thomas tweeted: "Stella Young is so terrific. A hilarious, rare and super cool lady. Heart breaking news."
Former prime minister Julia Gillard, who introduced the National Disability Insurance Scheme, also tweeted a tribute to Young's advocacy.
"Stella Young was a shining light for care and action on disabilities," it read.
"We mourn her passing and rededicate ourselves to her spirit."

Stella Young: A life of advocacy

Young was an ambassador for Our Watch and has been a member of various boards and committees in the disability sector.
She proudly described herself as a "crip", despite objections by others.
"People get all up in arms when I describe myself as a crip because what they hear is the word 'cripple' and they hear a word you're not allowed to say anymore," she told 720 ABC Perth in 2012.
"Crip is a word that I find empowering the same way that some members of the gay community, but not all members of the gay community, find the word 'queer' empowering."
Young was a member of the Victorian Disability Advisory Council, the Ministerial Advisory Council for the Department of Victorian Communities, the Youth Disability Advocacy Service and Women with Disabilities Victoria.
Victorian Premier Daniel Andrews said she had made the state a more "caring and compassionate" place.
"Stella dreamt of a society where people with a disability who studied, worked and achieved great things were conventional, even ordinary," Mr Andrews said in a statement.
"As she leaves this world, that dream is ever closer.
"While Victoria is poorer for her passing, I know she has inspired a generation of Victorians, of every background and ability, to live a life without limits."
She was also a passionate advocate for women experiencing family violence.
"We ask community members to consider making donations in support of Domestic Violence Victoria, one of the causes Stella felt intensely passionate about," the family statement said.
I want to live in a world where we don't have such low expectations of disabled people that we are congratulated for getting out of bed and remembering our own names in the morning.
Stella Young
Young was a two-time state finalist in Melbourne International Comedy Festival's Raw Comedy competition and hosted eight seasons of Australia's first disability culture program, No Limits, on Channel 31.
She had been a regular contributor to ABC's The Drum since 2011, writing about issues for disabled people in the wider community and the disability services sector, as well as covering the 2012 Paralympics from London.
She also wrote for Mamamia and The Punch.
Australian Paralympic Committee Chief Executive Jason Hellwig said the disability community had lost one of its most prominent and passionate spokespeople.
"Stella was never afraid to tell it like it is, to challenge people's perceptions and to fight for what she believed in," Mr Hellwig said.
"The insight Stella was able to provide was a great asset to the ABC's coverage because of her ability to look critically at the wider impact of the Paralympic Games.
"It is not just about the athletes, the sports and winning medals, it is about so much more than that.
"Stella knew that better than most and that was reflected in the depth and quality of the stories she told."

'Disability doesn't make you exceptional'

Young campaigned hard against the idea that having a disability made her exceptional or brave.
"I want to live in a world where a 15-year-old girl sitting in her bedroom watching Buffy the Vampire Slayer isn't referred to as achieving anything because she's doing it sitting down," she said in April this year.
"I want to live in a world where we don't have such low expectations of disabled people that we are congratulated for getting out of bed and remembering our own names in the morning.
"I want to live in a world where we value genuine achievement for disabled people, and I want to live in a world where a kid in Year 11 in a Melbourne high school is not one bit surprised that his new teacher is a wheelchair user.
"Disability doesn't make you exceptional, but questioning what you think you know about it does."
Young studied to become a teacher before beginning a career in journalism.

Young 'socked it to the world'

George McEncroe, a comedian and close friend of Young's, said her cheek was always matched with compassion.
She said Young would listen to people talk about euthanasia and the cost to the state of carrying disabled children full term during panel discussions and not storm off.
"She could sit there with such poise, essentially being told she shouldn't exist and yet not turn on them, not berate them, not storm off. [She would] just listen to them with great compassion and intelligence and respond with some incredible zinger," McEncroe said.
"[She was] just was so unapologetic for her presence for her voice, for her truth and she socked it to the world in a really powerful way."
McEncroe said Young's disdain for descriptions of herself as an inspiration was now a bitter-sweet irony for those she left behind.
"I think she hated being called an inspiration but, bad luck, she was. She was the funniest, kindest, most honest person I think I've ever met."
Comedian Ben Pobjie said Young was an inspiration because she lead an extraordinary life.
The pair's first encounter was when Young criticised a tweet of his.
"I, not knowing who she was, got rather angry about that. And fortunately she was not the type to hold a grudge," Pobjie said.
"She often railed against being used as what she would call 'inspiration porn'.
"And she objected to the idea that disabled people should be seen as inspiring just for living a normal life.
"She was right, it shouldn't be inspirational for people with disabilities just to live normal lives. But ... I think, she lived an extraordinary life, that she was an extraordinary women."
He said Young's humour could be confronting but she always won people over.
"People would often, they'd start off feeling like this was going to be uncomfortable, but as it turned out, she was so fearless and so good humoured about it all, that people were won over," he said.
http://www.abc.net.au/news/2014-12-08/stella-young-dies-aged-32-writer-comedian-disability-activist/5950640