martedì 21 febbraio 2017

Ivan Koloff

Oreal Perras, noto con il ring name Ivan Koloff (Montréal25 agosto 1942 – Montréal18 febbraio 2017), è stato un wrestlercanadese.

Oreal Perras
Immagine di Oreal Perras
Ring nameIvan Koloff
Russian Bear
Red McNulty
Jim Parris
NazionalitàCanada Canada
NascitaMontréal
25 agosto 1942
Residenza dichiarataWinterville
Altezza dichiarata178 cm
Peso dichiarato112 - 134 kg
DebuttoIWA1967
Progetto Wrestling

Carriera nel wrestling

Inizi

Perras debuttò nel mondo del wrestling con la gimmick di un rude irlandese cattivo di nome Red McNulty, accreditato come proveniente da Dublino e che combatteva con una benda da pirata su un occhio. Per i successivi tre anni, lottò nella zona di Toronto, facendo saltuariamente qualche combattimento nella parte nord-ovest del Canada. Qui, Perras acquisì molta esperienza come lottatore, iniziando anche a recarsi in Giappone per disputare qualche match di livello internazionale.

The Russian Bear

WWWF World Heavyweight Champion (1971)

Nel 1967, Perras adottò l'identità di "The Russian Bear" Ivan Koloff, un barbuto personaggio heel comunista sovietico proveniente dall'Ucraina, e debuttò nella International Wrestling Association di Montreal. L'anno seguente sconfisse Johnny Rougeau vincendo l'IWA International Heavyweight Title. Ivan Koloff entrò nella World Wide Wrestling Federation nel 1970, affiancato da Capt. Lou Albano come manager. Iniziò subito un feud con l'allora WWWF World Heavyweight Champion Bruno Sammartino. Il 18 gennaio 1971, "L'orso russo" Ivan Koloff sconfisse Sammartino al Madison Square Garden di New York vincendo il WWWF World Heavyweight Championship, ponendo fine al leggendario regno da campione mondiale di Sammartino durato ben sette anni. Koloff perse la cintura di campione contro Pedro Morales solo 21 giorni più tardi, venendo utilizzato sostanzialmente come "campione di transizione" (noto espediente messo in atto per far passare il titolo dalle mani di Sammartino a quelle di Morales senza dover far scontrare due wrestler face della federazione, entrambi amati dal pubblico), come Stan Stasiak e The Iron Sheik saranno anch'essi negli anni successivi. Dopo la sconfitta, Koloff rimase uno dei principali sfidanti al titolo, ma non riuscì mai a riconquistarlo, e lasciò la WWWF nel 1972.
Durante il suo periodo alla WWWF, Ivan Koloff lottò in match titolati contro Bruno Sammartino, Pedro Morales, Superstar Billy Graham e Bob Backlund, tutti i maggiori campioni dell'epoca, tutti favoriti del pubblico.

NWA World Tag Team Champion

Negli anni settanta e ottanta, Koloff riscosse successi anche nella NWA, vincendo molti titoli regionali in Georgia, e Florida. Nel febbraio 1981, Koloff formò un tag team con Ray Stevens sconfiggendo Paul Jones e Masked Superstar e catturando così l'NWA World Tag Team Championship. Questo sarebbe stato il primo di quattro regni da campione mondiale di coppia per Koloff, che in seguito rivinse la cintura in tag team con Don Kernodle, e due volte con il "nipote" (kayfabe), Nikita Koloff con il quale formava la coppia denominata "The Russians".
I Russians (che successivamente comprese anche Krusher Kruschev tra i suoi membri) furono una delle stable heel di maggior prestigio e fama dal 1984 al 1986, e Nikita, grazie ai consigli e agli allenamenti di Parris, diventerà uno dei "cattivi" più odiati degli anni novanta scontrandosi con stelle di prima grandezza come Sting. Quando Nikita divenne un face passando dalla parte dei "buoni", Ivan si alleò con Vladimir Petrov e Dick Murdoch per cercare vendetta. La più grande faida a cui prese parte Ivan Koloff nella NWA, fu quella contro Dusty Rhodes, i Road Warriors, i Rock 'n' Roll Express (Ricky Morton e Robert Gibson) e Magnum T.A..
Nel 1988 Koloff fece parte per un certo periodo della stable "Paul Jones Army" capitanata da Paul Jones, dove era il "coach" dei futuri Powers of PainBarbarian e Warlord. In seguito ruppe i rapporti con Jones, riunendosi per breve tempo con Nikita, e scontrandosi con il team di Jones, i Russian Assassins, prima di lasciare la Jim Crockett Promotions nel gennaio del 1989. Il finale di carriera, Koloff lo passò alla Eastern Championship Wrestling, apparendo anche al primo house show della ECW nel 1992.

Ritiro

Attualmente, Perras vive a WintervilleCarolina del Nord, con la moglie Rena, con la quale ha avuto quattro figli. Ha scritto anche un libro, intitolato Is That Wrestling Fake? The Bare Facts, nel quale fa le sue considerazioni sul mondo del wrestling professionistico.
Nel 1995, l'ex "ateo sovietico", è diventato un "cristiano rinato".

Morte

Il 18 febbraio 2017 Perras è deceduto a seguito di un cancro all'età di 74 anni.

Nel wrestling

Mosse finali
  • Diving Double Foot stomp (fu utilizzata per sconfiggere Bruno Sammartino e porre fine al suo regno, successivamente venne utilizzata sporadicamente)
  • Bear hug
  • Russian Sickle (Jumping lariat)
Mosse caratteristiche
Soprannomi
  • The Russian Bear
Manager
Wrestler di cui è stato manager

Titoli e riconoscimenti

  • 212° tra i 500 migliori wrestler singoli nella "PWI Years" (2003)
Great Lakes Championship Wrestling
  • Great Lakes Heavyweight Championship (1)
Georgia Championship Wrestling
  • NWA Georgia Tag Team Championship (7 - 5 con Ole Anderson - 2 con Alexis Smirnoff)
Maple Leaf Wrestling
  • NWA Canadian Heavyweight Championship (Toronto version) (1)
World Wrestling Association
  • WWA World Heavyweight Championship (1)
  • WWC Puerto Rico Heavyweight Championship (1)
Altri titoli
  • ACW Tag Team Championship (1) - con Vladimir Koloff
  • CREW Heavyweight Championship (1)
  • IWA Tag Team Championship (1) - con "Mad Dog" Maurice Vachon
  • IWA (Montreal) International Heavyweight Championship (1)
  • VWA Heavyweight Championship (1)



https://it.wikipedia.org/wiki/Ivan_Koloff

WWE in lutto: e' morto Ivan Koloff

Marco Enzo Venturini

Primo, storico campione dopo i sette anni di regno di Bruno Sammartino, è stato stroncato da un cancro al fegato. Aveva 74 anni.

WWE in lutto: e' morto Ivan Koloff

Ivan Koloff è morto. In una settimana tragica per la WWE, il mondo del wrestling saluta un'altra delle sue leggende del XX secolo: il 'Russian Bear', che in realtà era nato in Canada, a Montreal, e si chiamava Oreal Perras, si è arreso al cancro al fegato che lo affliggeva da tempo: aveva 74 anni.

Esploso in WWWF con la gimmick del Russian Bear, in precedenza aveva combattuto in Canada e in Giappone con il ring name di Red McNulty, un irlandese che come segno caratteristico aveva una benda su un occhio. Il passaggio al personaggio russo risale al 1967 e alla IWA di Montreal: da allora sarebbe stato per sempre e per tutti Ivan Koloff.

Del 1970 il passaggio in WWWF, il 1971 l'anno di grazia: affiancato da Lou Albano fu proprio lui il 18 gennaio 1971 a sconfiggere nel mitologico teatro del Madison Square Garden Bruno Sammartino, che in quella circostanza perse la cintura di WWWF World Heavyweight Champion dopo un regno di ben sette anni. Dopo soli 21 giorni cedette però il titolo a Pedro Morales, vero campione designato dalla federazione. Che però non voleva che un eroe buono come Sammartino perdesse contro un altro eroe buono. Koloff fu dunque un semplice campione di transizione, indispensabile però per la storia della futura WWF e poi WWE.

Storico avversario di altre leggende come Superstar Billy Graham e Bob Backlund, passò poi alla NWA, dove ottenne altri grandi successi prima di diventare uno dei protagonisti dei primissimi show della neonata ECW nel 1992. Recentemente si era fatto vedere alla Mid-Atlantic Legends Fanfests a Charlotte, in North Carolina.

Così è stato ricordato sul profilo Twitter delle leggende NWA:

Godspeed, my friend! My heartfelt condolences to the family and friends of Ivan Koloff, the latest inductee into God's "Hall of Fame."

http://www.worldwrestling.it/news/wwe_news/-/3520/wwe-in-lutto-e-morto-ivan-koloff/

lunedì 20 febbraio 2017

COSMOGONIE E TEOGONIE

Di Pier Tulip –
In un mio precedente articolo, Il mito egizio eliopolitano interpretato in chiave solare, ho cercato di evidenziare quale fosse il significato reale dell’allegoria narrata dalla teologia eliopolitana, ed ho cercato di individuare il significato delle azioni di alcuni personaggi di quella mitologia arrivando alla considerazione, già peraltro espressa nel lontano 1873 da F. T. e B. Clavel in Storia della Massoneria e delle società segrete, che le divintà della Pentade Eliopolitana, Osiride-Horus-Seth e Iside-Neftis, interpretano momenti particolari del corso giornaliero, mensile e annuo dei due corpi celesti principali, il Sole e la Luna.

In questa breve analisi vorrei fare un passo indietro e vedere se è possibile fare un uguale discorso analogico per alcune antiche cosmogonie.

Nell’articolo citato ho già dato una descrizione dell’impalcatura generale della teogonia egizia e, per completezza, la riporto brevemente:
In principio vi fu Nun, il Caos, il non creato. Dal Nun emerse una collinetta dalla quale nacque Atum, la cui ombra era Iasaaset, poi indicata con Amonet, la madre del creato, la madre che è padre. Nun, sputando o eiaculando, diede vita a Shu (l’aria) e Tefnut (l’umido, l’acqua), i quali a loro volta generarono Geb (la terra) e Nut (il cielo). Nut e Geb, il cielo e la terra, generarono quattro figli gemelli, due maschi e due femmine, Osiride e Seth, Iside e Neftis.
Da un testo, anch’esso stampato nel lontano 1853, S. Munk, Palestina, Descrizione geografica, storica e archeologica, troviamo una teogonia relativa alla regione di Canaan e quindi dell’antica Palestina:
“Secondo Filone di Byblos, il quale parla a nome di Sanconiatone (XI sec. a.C.), Dagon è una divinita mascolina figlia del cielo e della terra. Dopo d’aver parlato dei dio Sydyk (giustizia) e de suoi figli i Dioscori o Cabiri, egli continua: “Ai loro tempi nacque un certo Elioun, il cui nome significa Altissimo, e sua moglie chiamata Beronth; i quali dimoravano nelle vicinanze di Byblos.
Da loro nacque Epigeios (terrestre) o Autochthon (indigeno), che più tardi fu chiamato Cielo. Ebbe questi una sorella nata dagli stessi genitori, la quale fu chiamata Terra, ed è dessa che in causa della sua bellezza diede il suo nome alla terra. Il loro padre Altissimo, sendo caduto in un combattimento che sostenne contro gli animali, fu divinizzato dai suoi figli, che gli consacrarono libazioni e sacrificii. Erede del regno di suo padre, Cielo (Urano) si sposò a Terra (Gea) sua sorella, ed ebbe dalla medesima quattro figli, cioè Ilos (El), chiamato anche Saturno (Kronos), Betylos (Bethel), Dagon, che significa grano, ed Atlante.”
Si osservi l’ultima frase: è esattamente la stessa descrizione della nascita di Iside, Osiride, Neftis e Seth, cambiano però nomi e significati degli déi, il periodo storico è molto più recente e gli dei sono ellenizzati e tutti maschi.
Per quanto il libro di Genesi ebraico divida la creazione in sei giorni, o fasi, e poi aggiunga l’appendice della creazione di Adamo, Eva e dei loro figli, lo schema non è dissimile da quelli citati precedentemente: Dio crea nell’ordine il Cielo e la Terra e la Luce e le Tenebre. Poi il Firmamento, Cielo, per quanto già creato prima, serve per separare le acque di sopra dalle acque di sotto e separando quindi l’umido dall’asciutto per far emergere la terra.
Il fatto che la narrazione presenti delle ripetizioni e degli aggiustamenti fa pensare che sia stata organizzata da più mani in tempi diversi, ma quello che mi sembra balzi in evidenza è che si tratta di una teogonia e non di una cosmogonia e lo vedremo subito.
Mi preme prima dire che, per quanto la narrazione si riavvolga e specifichi meglio i suoi passi con la creazione delle specie vegetali, animali e dell’uomo, dimostrandosi più fantasiosa e articolata delle cosmogonie illustrate in precedenza, essa immediatamente si riallinea alle antiche teogonie.
Naturalmente il racconto ebraico viene monoteizzato tramite un unico dio e fa scomparire tutte le altre antiche personificazioni del creato. A voler essere ortodossi dobbiamo infatti supporre che questo racconto sia stato scritto dopo la cattività babilonese e quindi dopo il VII-VI secolo a.C., altrimenti possiamo anche pensare che la monoteizzazione sia avvenuta soltanto col la versione masoretica del II sec a.C. (Il testo completo più antico che possediamo è datato solo al 1008 d.C.)
Infatti questa creazione non si discosta concettualmente dalla teogonia egizia e da quella cananea: Creazione dell’acqua e dell’aria, del cielo e della terra, il sole e la luna, la luce e le tenebre. Basta mitizzare questi elementi ed associarli a Dèi e le descrizioni si sovrappongono perfettamente.
Ma possiamo entrare anche più nel dettaglio nella comparazione ebraica-egizia: Geb e Nut nel pantheon ebraico sono Adamo e Eva che generano quattro figli gemelli, due maschi Abele e Caino e due femmine. Infatti da fonti medioevali scopriamo che Caino sposa la sorella Calmana e Abele sposa l’altra sorella Delbora ( come ci viene riferito da diverse fonti molto tarde: Apocalisse dello Pseudo Metodio, Legenda Aurea di Jacopo da Varazze, Historia Scholastica in Gn 4, 1 (PL 198,
1076) di Pietro Comestore, Seder ha-Dorot) esattamente come nel mito egizio si sposano i due fratelli Osiride e Seth con le due sorelle Iside e Neftis. Poi Caino uccide Abele come Seth uccide Osiride.
La storia strappalacrime in cui Caino è presentato come il primo assassino, e non denota alcuna espressione di pentimento e di rimorso, è puro mito direttamente ripreso da quello egizio. Anche Caino e Abele sono avatar solari: il sole calante uccide il sole nascente.
Mi sembra quindi ipotizzabile una completa sovrapposizione fra la teologia egizia e la teologia ebraica da cui (si dice) sia derivata quella cristiana.
Possiamo schematizzare questa teogonia prendendo a prestito gli dèi egizi di cui abbiamo anche delle immagini stilizzate
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Alle divinità di cui abbiamo discusso precedentemente e di cui riporto per sintesi le associazioni con quelle ebraiche:
Atum-Ra-Elohim
Shu-Aria-Elioun e Tefnut-Acqua-Beronth
Geb-Terra-Adamo e Nut-Cielo-Eva
Osiris-Abele, Iside-Delbora, Nephtys-Calmana, Seth-Caino
dobbiamo aggiungere Horus, figlio di Iside ed Osiride, e Anubi.
Plutarco, De Iside et Osiride, 14, ci dice che Anubi è figlio di Osiride e Nephtys ma altre fonti lo vogliono fratello di Osiride o quarto figlio del dio sole Ra. Si tratta di una divinità molto antica che verrà anche identificata con Hermes a sua volta identificato con Thot. Inserisco Anubis nel quadro proposto come figlio di Nefthys e Seth solo per ragioni di simmetria ed anche perché, essendo una divinità legata alla morte e alla notte, mi sembra un’associazione plausibile. Ma vedremo subito qual’è il motivo per cui intendo inserire Anubi in questa teologia.
Il lettore che conosce la mia tesi relativa al mito narrato nei Vangeli cristiani saprà che ho ipotizzato una corrispondenza fra Horus e Gesù e fra Giovanni Battista e Seth quali rappresentazioni del sole nascente e del sole calante. Chi invece non conosce questa ipotesi può leggere l’altro mio articolo I vangeli erano (e sono ) racconti allegorici o il più breve e conciso Teorema di Pier Tulip: Gesù nei Vangeli, anche canonici, è un avatar di Horus .
Esiste nel Cristianesimo anche una corrispondenza con Anubi?
Anubi, Hermes, è lo psicopompo che accompagna le anime nell’aldilà, come Caronte attraverso la palude Stigia e come Cristophoros che trasporta Gesù sulle spalle per fargli attraversare un fiume.
Se questa interpretazione non dovesse soddisfare ci vengono incontro i miniaturisti copti che disegnano il portatore di Cristo con la testa di cane esattamente come Anubis ma accorciandogli le orecchie per cercare di camuffare in qualche modo la corrispondenza.
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Pier Tulip
Adattamento dal libro: KRST – Gesù un mito solare. Una nuova esegesi svela contenuti mitici e allegorici dei Vangeli. Nuova ipotesi sul Gesù storico.
 Pier Tulip si è laureato in Fisica a Napoli e ha insegnato questa materia nelle scuole superiori. Da diverso tempo si occupa di ricerche su argomenti di tipo esoterico. Dopo aver pubblicato il libro RUM MOLH, una biografia romanzata del Principe napoletano alchimista e massone Raimondo de’ Sangro, ha rivolto la sua attenzione alla genesi del Cristianesimo, con il libro KRST, perché risultati ottenuti nella precedente ricerca indicavano una possibile commistione del cristianesimo con la religione egizia. Per contattare Pier Tulip:  pier.tulip@gmail.com

http://apocalisselaica.net/cosmogonie-e-teogonie/ 

DDL GAMBARO: ARRIVA LA CENSURA ONLINE


DI MARCO BORDONI –
sakeritalia.it –
Se foste stati eletti nelle liste di un movimento nato e cresciuto online, se poi fossero successi incidenti, vi avessero espulsi e aveste occupato la legislatura in un lungo pellegrinaggio fra i più cangianti gruppi parlamentari (Misto, Gruppo Azione Partecipazione Popolare, Italia Lavori in Corso…) per poi approdare alla corte di Denis Verdini (sì, il gruppo di Ascari inviati da Berlusconi in missione dall’altra parte dell’emiciclo per tenere in vita i vari governi del PD)…
Se aveste votato la fiducia a qualsiasi ipotesi di governo avesse il coraggio di presentarsi alle camere, e se nonostante questo, a legislatura ormai agli sgoccioli, vi trovaste senza una reale possibilità di essere ricandidati, cosa fareste?
Mettereste la faccia su un disegno di legge che abolisce la libertà di espressione imponendo la censura sui nuovi media? La risposta dipende evidentemente da molti fattori, fra cui il vostro appetito, il vostro amor proprio, ed ovviamente la qualità della vostra faccia. La senatrice Gambaro, per fare un esempio, ha questa faccia qui:
Sono simpatica e innocua: salvo per il fatto che vi tolgo il diritto di espressione
Prendiamola alla larga. Con sentenza n. 54.946/16 la Corte di Cassazione ha stabilito che risponde penalmente il gestore del sito internet che consente la pubblicazione di un commento dal contenuto diffamatorio nei confronti di terzi. Diciamo questo per sgombrare ogni dubbio: gli strumenti legali per difendere i diritti fondamentali delle persone esistono già, e sono tranquillamente applicati dall’ordinamento. Ma qui non si sta parlando, evidentemente, di questo.
Quello uscito dal cilindro ieri è un disegno di legge (che vi invitiamo a consultare tenendo un sacchetto assorbente, di quelli che si trovano in areo infilati nel sedile davanti, sotto mano, cliccando qui) la cui unica finalità è quella di ammazzare ogni critica e di consolidare un nuovo autoritarismo.
Riassunto degli ultimi 30 anni per i distratti: fine dell’URSS, offensiva del capitale sul lavoro, tradimento dei chierici della sinistra parlamentare ed extraparlamentare convertitasi al dogma Liberismo & NATO & Unione Europea & Euro, esplosione del debito pubblico, esplosione del debito privato, disintegrazione della compagine sociale, vi facciamo paura “arriva Putin!” ma dopo un anno non se la beve più nessuno. Ci siete? Avete vissuto nello stesso mondo in cui ho vissuto io? OK, andiamo avanti.
Oggi siamo al punto in cui se tanto tanto il cittadino capisce quello che è successo (e lo può fare solo online, visto che i media mainstream sono una versione glamour del Volkischer Beobachter), si organizza e vota anche Attila pur di punire i responsabili del disastro. Contromisura: impedirgli di votare (vari papocchi elettorali con premi, sbarramenti e magheggi assortiti) impedirgli di informarsi (un saluto alla senatrice Adele) e, quando poi ci saranno le sommosse (perché ci saranno, anche se noi non ce le auguriamo*) esercito europeo. In due parole: regime e repressione. Tutto chiaro? Speriamo di si.
E’ il momento di entrare nel merito. Siamo di fronte ad una proposta di legge che entrerà in vigore fra tre mesi, fra un anno o mai a seconda del grado di priorità che le verrà assegnato dal governo, che non si è ancora espresso sul punto. Visto che questo testo è un mostro giuridico da competizione mondiale, possiamo contare sul fatto che nel corso dei lavori parlamentari cercheranno di pettinarlo, di fargli indossare un frac, e di presentarlo come un affabile gentiluomo. Nella sostanza, però, repressione era e repressione rimarrà.
Sarà importante la reazione che la cittadinanza riuscirà a dispiegare alla notizia e che verrà certamente misurata dai reali promotori (per trovare i quali bisogna partire dalla Senatrice Adele -acqua- salire alla Presidente Boldrini -acqua- e poi al Parlamento Europeo -fuochino- al Partito Democratico USA -fuoco- all’establishment che gestisce il mainstream -fuochissimo-). Se sarà fiacca prenderanno coraggio, se sarà veemente rimetteranno con gesto elegante il topo morto nella tasca da cui è uscito (quella della Senatrice) e diranno che scherzavano.
L’impianto del progetto di legge si basa sostanzialmente su tre articoli:
Art. 1: € 5.000 di multa per chi pubblica “attraverso piattaforme informatiche” (quindi non organi di stampa ufficiali: la chiameremo clausola salva Goracci) notizie “false, esagerate, tendenziose, che riguardino dati o fatti manifestamente infondati o falsi”. Capito? L’”esagerazione” e la “tendenziosità” diventano reati. Sull’”antipatia” stiamo lavorando… ah già. Sull’antipatia non si può o finisce dentro tutta la maggioranza parlamentare.
Art. 2: € 5.000 di multa e minimo 12 mesi di reclusione  anche per “chiunque… svolga una attività tale da recare nocumento agli interessi pubblici o da fuorviare settori dell’opinione pubblica, anche attraverso campagne con l’utilizzo di piattaforme informatiche”. Montepremi raddoppiato (€ 10.000 e due anni di reclusione) per le campagne volte a “minare il processo democratico, anche a fini politici” (chi sa quali altri fini ci dovrebbero essere per minare il processo democratico… fare colpo sulla fidanzata?).
Art. 4: obbligo di comunicazione al Tribunale e di pubblicità della identità del responsabile del sito, ovvero il soggetto poi destinatario delle attenzioni di cui agli art. 1 e 2 (senza esclusione della responsabilità di eventuali autori terzi).
In sostanza: se passa questa roba, la controinformazione è finita, morta, kaputt.
E’ sempre divertente vedere dispiegarsi nella pratica il paradosso filosofico a monte di tutto il progetto europeo (ne abbiamo parlato qui): quello di una struttura che pone il rifiuto di qualsiasi verità trascendente come pietra fondante della propria architettura che poi si arrabatta per affermarsi come  unica detentrice della verità e quindi reprimere tutto ciò che le si oppone. In questo caso ecco i “democratici” alla presa con la creazione di reati orwelliani intesi a punire “opinioni che se pur legittime rischiano di apparire più come fatti che come idee” (relazione introduttiva), “informazioni atte a fuorviare l’opinione pubblica”“campagne d’odio e miranti a minare il processo democratico anche a fini politici”. Non ci vuol certo un consigliere di Cassazione per capire che si tratta di una pietanza avvelenata, cucinata per ammazzare la libertà di opinione assieme la principio di legalità [spiegone tecnico: il nostro sistema si basa(va) sul principio di legalità, a sua volta articolato nell’obbligo di tassatività e determinatezza della norma penale. La determinatezza concorre a chiudere l’insieme dei reati, impedendo al Giudice di crearne di nuovi in via interpretativa. La tassatività vieta al Giudice di ricorrere a strumenti che consentono l’applicazione delle norme penali al di fuori delle fattispecie astratte descritte dalle stesse, ossia il divieto di analogia. Fine della tassatività e della determinatezza, fine della legalità, fine della democrazia].
Ora abbiamo due problemi. Primo: vi immaginate il trattamento che riceverebbe sulla nostra stampa un parlamentare, diciamo Turco o Russo, che presentasse una proposta di legge del genere? Fine del mondo. Quindi in linea torica dovremmo aspettarci una levata di scudi proprio dagli operatori “ufficiali” dell’informazione, le vestali della democrazia. Questa levata però non ci sarà. Perché questa norma fa l’occhiolino in modo osceno ai giornalisti della stampa tradizionale, garantendogli una sorta di esclusiva ai remi della galera informativa a cui sono stati condannati. Da loro non possiamo attenderci alcun sostegno. Con le solite eccezioni che si contano sulle dita di una mano e che confermano la regola, gli sventurati risponderanno.
Secondo problema: se non facciamo molto rumore adesso il regime fa un passo avanti determinante nella sua affermazione. Se c’è una cosa che abbiamo imparato da questa storia è che l’informazione online è potente e fa paura. Utilizziamo questo potere: condividiamo questa informazione ed il nostro sdegno con tutti i mezzi in nostro possesso. Facciamogli capire che il prezzo in credibilità da pagare per toglierci il diritto al dissenso è troppo alto per le loro tasche, già da anni vuote, visto che questa moneta se la sono giocata tutta sulla roulette di Bruxelles. Condividiamo, commentiamo, dibattiamo in pubblico, in privato ed anche online. Oggi la lotta per la libertà si fa anche così. Ce lo stanno dicendo loro.
****
Articolo di Marco Bordoni per SakerItalia.it
*specificazione ad usum del censore prossimo venturo;

Fonte: http://sakeritalia.it/
16.02.2017

http://apocalisselaica.net/ddl-gambaro-arriva-la-censura-online/

CENSURA E LEGGE MARZIALE IN ITALIA


FONTE: CORVIDE (BLOG)
Caro diario,
Lo stato corporazionista si prepara a mantenere con la forza il potere nell’inferno urbano – formato da mega citta’  brutali e anarchiche, piene di bande di giovani disoccupati , da sottoproletari irrequieti, organizzazioni criminali e bande di hacker.
Non e’ il futuro. Sta accadendo ora, sotto gli sguardi degli Zombidioti Italioti.
Cominciamo da oltre oceano, l’esercito americano si prepara a combattere nelle metropoli, che devono prima essere svuotate dei civili e successivamente ripulite. Lo rivela the intercept, che e’, grazie a un FOIA, recentemente venuto in possesso di un video ad uso di propaganda interna dell’esercito USA.
Nel  l’esercito americano descrive
“criminal networks,” “substandard infrastructure,” “religious and ethnic tensions,” “impoverishment, slums,” “open landfills, over-burdened sewers,” and a “growing mass of unemployed.” The list, as long as it is grim, accompanies photos of garbage-choked streets, masked rock throwers, and riot cops battling protesters in the developing world. “Growth will magnify the increasing separation between rich and poor,

Festa cittadina a colpi di Beretta

Americanate?
Dopo 10 anni di assenza mi sono recato in Italia e passeggiando per le strade ho visto città occupate militarmente. La chiamano Operazione Strade Sicure. Ma da cosa ci devono proteggere esattamente?
La soldatessa nella foto di apertura e’ armata di un fucile automatico ARX 160 che spara 700 colpi al minuto. Si tratta della stessa arma che il nostro esercito impiegherebbe contro i Russi o i Talebani.
Ora, a chi crede alla propaganda che i soldati sono li a proteggerci dallo spauracchio dell’ISIS, consiglio di cambiare canale.
I soldati sono li per mantenere il controllo sociale, usando la forza contro la plebe inferocita dal collasso economico e sociale.
Durante la Festa della patrona di Catania, di Sant’Agata, ho visto schierati mezzi corazzati anti sommossa.

Non bastano le armi

Ma secondo i padroni dell’universo, il dissenso deve essere ucciso prima che possa divenire cinetico: in tutto il mondo occidentale la campagna che criminalizza le idee diverse, equiparandole a tradimento, se non peggio si e’ trasformata in proposte di legge.
Anche in Italia vi e’ una proposta in tal senso.
dall’articolo del Saker Italia:
L’impianto del progetto di legge si basa sostanzialmente su tre articoli:
Art. 1: € 5.000 di multa per chi pubblica “attraverso piattaforme informatiche” (quindi non organi di stampa ufficiali: la chiameremo clausola salva Goracci) notizie “false, esagerate, tendenziose, che riguardino dati o fatti manifestamente infondati o falsi”. Capito? L’”esagerazione” e la “tendenziosità” diventano reati. Sull’”antipatia” stiamo lavorando… ah già. Sull’antipatia non si può o finisce dentro tutta la maggioranza parlamentare.
Art. 2: € 5.000 di multa e minimo 12 mesi di reclusione  anche per “chiunque… svolga una attività tale da recare nocumento agli interessi pubblici o da fuorviare settori dell’opinione pubblica, anche attraverso campagne con l’utilizzo di piattaforme informatiche”. Montepremi raddoppiato (€ 10.000 e due anni di reclusione) per le campagne volte a “minare il processo democratico, anche a fini politici” (chi sa quali altri fini ci dovrebbero essere per minare il processo democratico… fare colpo sulla fidanzata?).
Art. 4: obbligo di comunicazione al Tribunale e di pubblicità della identità del responsabile del sito, ovvero il soggetto poi destinatario delle attenzioni di cui agli art. 1 e 2 (senza esclusione della responsabilità di eventuali autori terzi).
Un blogger come questo corvide, che crei “pubblico allarme” parlando di Collasso sociale e terza guerra mondiale  è passibile di reclusione non inferiore a 12 mesi.
Le Elite occidentali, incluse quelle Italiane, hanno gia’ fatto tutti i passi necessari -secondo loro- per contrastare quel collasso che sara’ negato e definito conspiratorio fino a quando ci spareranno addosso.

Fonte: http://corvide.blogspot.it
16.02.2017

http://apocalisselaica.net/censura-e-legge-marziale-in-italia/