lunedì 27 dicembre 2021

La via della luce

 

Ma tu dormi ora ti racconto della luce bianca ero in coma stavo molto male io mi trovavo in un posto,  ero molto sola come in  un limbo, andavo a destra perche' sentivo che mia madre era alla mia destra però non riuscivo a ttovarlo andavo a sinistra li c'era Carlo ma non riuscivo a trovarlo vedevo solo vetri da li non riuscivo ad uscire al che mi fermo e vedo puntini di luce che mi attiravano erano come una calamita non riuscivo a fregarmene la luce era piu' forte di me perche' emanava una sensazione di pace. Una pace che qui non c'e' poi all'improvviso diventa una luce incandescente, la  luce del Signore quella luce mi  è entrata dentro,  nell' anima e ti da una pace che non finisce mai non ha una fine e' eterna e' continua all'infinito e stai bene e Li che a volte vorrei andare li non soffri qui e' un inferno. Mi chiefo per he' Dio mi ha sslvato quale e' il motivo a cosa gli servo qua se poi è successo tutto questo?

Anonimo 

giovedì 23 dicembre 2021

A te e famiglia

 


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Eva Gini

 


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Via col vento

 


Nel 1936 viene pubblicato il romanzo “Via Col Vento” e da subito vengono acquistati i diritti per realizzare il più famoso film della storia del Cinema. Per il ruolo di Rossella si scatena una lotta furibonda fra le divine dello schermo. Katharine Hepburn e Bette Davis fanno di tutto per avere la parte, Paulette Godard sembra essere la prescelta, ma, la sera in cui si gira la scena dell’incendio di Atlanta, appare lei ed è immediatamente chiaro a tutti chi avrà la parte: Vivien Leigh è Rossella O’Hara.

Vecchia Hollywood e dintorni 

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mercoledì 1 dicembre 2021

Amici per sempre

 


Amici per sempre.


L'antropologo americano Grover Krantz ha donato il suo corpo alla scienza, con una condizione: che uno dei suoi tre cani levrieri irlandesi, gli stesse vicino. 

I due scheletri, oggi esposti al Museo Nazionale di Storia Naturale dello Smithsonian a Washington, DC., sono stati composti nella stessa posizione in cui Krantz e il suo cane erano stati fotografati da vivi in uno scatto diventato celebre.

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Conte premier

 


Ma i 5 Stelle sono ancora vivi? La domanda è lecita, perché non toccano palla quasi mai, non incidono nel dibattito politico e sembrano costantemente in cerca d’autore. 


Sondaggi. Il M5S viene ancora dato al 15% o giù di lì, che è una cifra enorme tenendo conto della perdurante fase di stallo attraversata dai 5 Stelle dalla caduta del Conte 2 in poi. Quella percentuale scende però all’11% in altri sondaggi, che vedono addirittura Forza Italia (?) tallonarla. La sensazione è che, oggi, chi vota (o voterebbe) i 5 Stelle lo fa (o farebbe) principalmente per stima nei confronti di “Giuseppi”.


Conte. Appunto: Conte. Sta scoprendo quanto sia difficile fare il leader politico, ruolo diversissimo dal Presidente del Consiglio. Non controlla i gruppi parlamentari, pieni di belle persone ma anche di conclamati casi umani. Appoggia Draghi, ma sa bene che più il governo attuale dura e più i 5 Stelle evaporano (deduzione così lapalissiana che ci è arrivato pure Renzi). Anche la canizza sulla Rai è stata comunicata male, perché è parsa la ripicca di una forza politica che non è riuscita a partecipare alla spartizione della torta. Conte era e resta l’ultima spiaggia del M5S, ma forse si è già pentito di non aver fondato un partito tutto suo. E ha scoperto troppo tardi che il Movimento da lui ora guidato rispecchia sin troppo bene la massima resa celebre da Alberto Malesani: “È una giungla, cazzo!”.


Di Maio. È quello più a suo agio dentro il governo Draghi. Abile, scaltro, in grado di controllare ancora buona parte del movimento. Per i detrattori è ormai un democristiano fatto e finito, ma di questi tempi (e non solo di questi tempi) essere “democristiani” non è detto che sia un difetto.


Grillo. Continua a delegittimare sistematicamente Conte, mascherando gli attacchi per battutine insopportabili. Da fuori sembra che sia in atto una noiosissima gara a chi ce l’abbia più lungo tra lui, Conte e Di Maio. A chi giova tutto questo? Ai 5 Stelle no di sicuro.


Azzolina. Cito lei per alludere ai non pochi esponenti 5 Stelle oggi malmostosi, che vorrebbero un M5S più maturo, efficiente e coeso, nonché pienamente progressista e ambientalista. Al momento queste istanze paiono però minoritarie, o quantomeno non suffragate da una reale volontà politica maggioritaria interna al partito (finitela di chiamarlo “movimento”).


Di Battista. Dice spesso cose giuste, sa fare opposizione, è efficace in tivù ed è l’unico con Conte - tra i grillini - a portare ancora gente in piazza, ma col suo (legittimo) desiderio di bastonare anzitutto i suoi ex colleghi rischia di fare il gioco di renziani, berlusconiani e meloniani. Infatti, di colpo, ha cominciato a risultare simpatico alle Gaia Tortora e ai retequattrini: non è un caso.


Ex. Cunial, Barillari, De Vito, Paragone. Per non parlare delle Gambaro, Fuksas, De Pin, Mastrangeli, “Alternativa c’è”, eccetera. I 5 Stelle hanno portato nelle istituzioni personaggi che non meriterebbero di gestire neanche una bicicletta morta. Lo ricordo a chi continua a rimpiangere “il primo M5S”. Ma rimpiangere de che? C’erano buone istanze sicuramente, come pure brave persone, ma c’erano anche troppi scappati di casa e salvati (senza troppo merito) dalla buonanima di Basaglia.


Pd. Sono il primo a sperare che i 5 Stelle creino un campo progressista con Pd, Bersani, Fratoianni, sardine e società civile. È l’unica strada. Resta però un problema di fondo: se i 5 Stelle di Conte diventano un Pd 2 annacquato, perché mai qualcuno dovrebbe votare loro e non direttamente il Pd originale?


(Oggi sul Fatto)

Andrea Scanzi 

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Hogewey

 


Il villaggio si chiama Hogewey, e al suo interno è dotato di tutti i servizi, come supermercati e bus.


La differenza è che commessi, baristi, e autisti sono anche medici, infermieri e operatori sanitari.

@MamafricaO

Titti

MamAfrica 

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Romina &Albano

 


“Appena sono tornata in camera dalla sala parto, ho chiamato Albano a Brescia , dove si trovava per una serata. 

“Indovina dove sono” E lui: “Da tua madre?”

“No”.

“Dalla tua amica?”

“No”. 

“ E dove caspita sei? È tutta la mattina che ti cerco!”

“ In clinica. È nata tua figlia. Senti”

E gli feci sentire i vagiti di Ilenia”

29 novembre 1970


I ricordi dolcissimi di Romina Power, dalla sua pagina Instagram

Mary Harris Jones



"Nel 1867 negli USA scoppia un'epidemia di febbre gialla: Mary Harris Jones perde il marito e quattro figli. Distrutta, decide di indossare per sempre abiti di colore nero e cercare di andare avanti: sarta di professione, apre a Chicago una atelier che nel 1871 viene devastato da un incendio.


È in questo momento che decide di iscriversi presso i Knights of Labour, un'organizzazione sindacale segreta che aiuta i meno fortunati. Qui si occupa di difendere i bambini impiegati nelle fabbriche e nelle miniere, ma quando cerca di coinvolgere i giornali per denunciare lo sfruttamento del lavoro minorile, si rende conto che non avrà l'aiuto richiesto.


Mary decide così di organizzare una marcia con i bambini operai e nel 1903 percorrono 100 miglia a piedi in tre settimane, per denunciare le condizioni dei minori al presidente Roosevelt. Nonostante il clamore dell'evento non verrà accolta dal capo degli Stati Uniti, ma le voci si diffondono e la coraggiosa sarta di Cork diventa per tutti "Mother Jones".


Nel 1912 è protagonista dello sciopero di Paint e Cabin Creek, finito con la tragica morte di 50 persone: Mother Jones ormai 75enne, tiene comizi, aiuta i minatori e viene arrestata, diventando così la "donna più pericolosa d'America". Condannata a 20 anni di reclusione, riesce ad avere gli arresti domicilari e nel contempo a mandare una lettera al senatore John Worth Kern, che apre un'inchiesta sulle tragiche condizioni di lavoro dei minatori.


Nonostante le precarie condizioni di salute Mother Jones continua le sue battaglie: si trasferisce in Colorado per prendere parte agli scioperi dei lavoratori nelle miniere. Durante un raduno, una milizia privata irrompe nel loro accampamento, uccidendo 25 adulti e 11 bambini, molti dei quali italiani.


La Jones vuole incontrare John Rockefeller Junior, miliardario proprietario delle miniere, per informarlo di quello che sta accadendo: viene più volte allontanata, ma dopo che i giornali la osannano come un'eroina popolare, il magnate è costretto ad ascoltarla. La risposta è inaspettata: Rockefeller dichiara di essere stato sino ad allora all'oscuro della situazione drammatica dei suoi operai e che accoglierà le richieste della donna.


Mother Jones però non si ferma e nel 1925 due malviventi, ingaggiati da un affarista, l'aggrediscono nella sua stessa abitazione, con lo scopo di eliminarla. Alla veneranda età di 88 anni ha la forza di imbracciare un fucile e uccidere uno dei due criminali.

Mary Harris Jones muore a 93 anni e viene sepolta a Silver Spring, accanto ai minatori uccisi nel massacro di Virden del 1898.


L’11 ottobre di ogni anno, giorno della festa dei minatori, migliaia di persone raggiungono in pellegrinaggio la sua tomba, dando vita al Mother Jones's Day. Le sue spoglie riposano nel cimitero di Mount Olive, anche se quando in un'intervista le fu chiesto dove vivesse, Mother Jones rispose: "Ovunque ci sia da lottare".


Grazie a Cripto  per aver ricordato (magistralmente) la storia di questa grande donna, che si spegneva oggi, il 30 novembre. Dalla storia, gli esempi di vita nel presente e nel futuro.

Leonardo Cecchi 

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Anna Giulia Fossanelli

 


Una pioggia di insulti ha inondato Anna Giulia Fossatelli, la diciottenne ternana eletta la scorsa settimana Miss Sorriso, che si e guadagnata così l’accesso alla prefinale di Miss Italia a Roma. 


Che vi vogliamo riportare tal quali, in modo tale che tutti possiate capire il tenore di odio razziale con cui si è dovuta confrontare, difendere e discolpare una ragazza di soli diciotto anni. 


“Sei uno strumento della sinistra, perchè c’erano 35 milioni di italiane”

”Sei mezza araba”

“In Umbria non avevano un’italiana da premiare?”

“Anche se hai un cognome italiano, non lo sei italiana, sei una meticcia”

“Sisi, è la tipica italiana di Turchia”

“Iscriviti al concorso del tuo paese”

“Non permetteremo che succeda come in Irlanda, che fra tante bellissime irlandesi ha vinto Miss Congo” . 


Anna Giulia risponde con garbo, neanche a tono come converrebbe... e i trogloditi sono pure capaci di accusarla di essere passivo aggressiva. Fu forse Denny Mendez, Miss Italia nel 1997, la prima a doversi confrontare con l'idea che l'italiano debba avere per forza la pelle chiara. 


Da quell'epoca, abbiamo continuato a far schifo. O forse, siamo addirittura peggiorati coi social network.


AltroVento Umbria

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Steve Hanks iperrealista, riconosciuto come uno dei pittori ad acquarello più bravi al mondo.

 


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Oscar Wilde

 


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Biancini for president!