lunedì 27 dicembre 2021

La via della luce

 

Ma tu dormi ora ti racconto della luce bianca ero in coma stavo molto male io mi trovavo in un posto,  ero molto sola come in  un limbo, andavo a destra perche' sentivo che mia madre era alla mia destra però non riuscivo a ttovarlo andavo a sinistra li c'era Carlo ma non riuscivo a trovarlo vedevo solo vetri da li non riuscivo ad uscire al che mi fermo e vedo puntini di luce che mi attiravano erano come una calamita non riuscivo a fregarmene la luce era piu' forte di me perche' emanava una sensazione di pace. Una pace che qui non c'e' poi all'improvviso diventa una luce incandescente, la  luce del Signore quella luce mi  è entrata dentro,  nell' anima e ti da una pace che non finisce mai non ha una fine e' eterna e' continua all'infinito e stai bene e Li che a volte vorrei andare li non soffri qui e' un inferno. Mi chiefo per he' Dio mi ha sslvato quale e' il motivo a cosa gli servo qua se poi è successo tutto questo?

Anonimo 

giovedì 23 dicembre 2021

A te e famiglia

 


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Eva Gini

 


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Via col vento

 


Nel 1936 viene pubblicato il romanzo “Via Col Vento” e da subito vengono acquistati i diritti per realizzare il più famoso film della storia del Cinema. Per il ruolo di Rossella si scatena una lotta furibonda fra le divine dello schermo. Katharine Hepburn e Bette Davis fanno di tutto per avere la parte, Paulette Godard sembra essere la prescelta, ma, la sera in cui si gira la scena dell’incendio di Atlanta, appare lei ed è immediatamente chiaro a tutti chi avrà la parte: Vivien Leigh è Rossella O’Hara.

Vecchia Hollywood e dintorni 

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mercoledì 8 dicembre 2021

Paolo Rossi

 


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George Clooney

 


Più del denaro


L’attore americano George Clooney ha rifiutato 35 milioni di dollari offerti da una compagnia aerea israeliana per una campagna pubblicitaria.


L’attore ha giustificato la sua decisione asserendo che, pur essendo uno stato amico, Israele si macchia di crimini contro lo stato/popolo palestinese e che non accetta incarichi che potrebbero togliergli anche solo un minuto di sonno (coscienza) in quanto non ne vale la pena.


I soldi non comprano tutto. È ora che il sionismo ci faccia i conti.


                                                 Youssef El Hirnou

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Piero Calamandrei



"I ragazzi delle scuole imparano chi fu Muzio Scevola o Orazio Coclite, ma non sanno chi furono i fratelli Cervi. Non sanno chi fu quel giovanetto della Lunigiana che, crocifisso ad una pianta perché non voleva rivelare i nomi dei compagni, rispose: «Li conoscerete quando verranno a vendicarmi», e altro non disse. 


Non sanno chi fu quel vecchio contadino che, vedendo dal suo campo i tedeschi che si preparavano a fucilare un gruppo di giovani partigiani trovati nascosti in un fienile, lasciò la sua vanga tra le zolle e si fece avanti dicendo: «Sono io che li ho nascosti (e non era vero), fucilate me che sono vecchio e lasciate la vita a questi ragazzi». 


Non sanno come si chiama colui che, imprigionato, temendo di non resistere alle torture, si tagliò con una lametta da rasoio le corde vocali per non parlare. E non parlò. Non sanno come si chiama quell'adolescente che, condannato alla fucilazione, si rivolse all'improvviso verso uno dei soldati tedeschi che stavano per fucilarlo, lo baciò sorridente dicendogli: «Muoio anche per te… viva la Germania libera!». 


Tutto questo i ragazzi non lo sanno: o forse imparano, su ignobili testi di storia messi in giro da vecchi arnesi tornati in cattedra".


Pietro Calamandrei


Il tempo è l'unica cosa che abbiamo

 


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Pietro Terracina

 


Quando Piero arrivò ad Auschwitz lo picchiarono. Poi lo separarono dalla famiglia. Lo spogliarono, gli rasarono la testa e gli diedero un numero. Trovatosi solo, chiese allora ad un altro dei deportati dove fossero finiti i suoi genitori. L’altro lo guardò, allungò il dito e gli disse: “Vedi quel fumo del camino? Sono già usciti da lì”.


Noi, oggi, non riusciamo neanche ad immaginare cosa possa aver provato un ragazzo di 16 anni di fronte a parole come quelle. Sembra retorico dirlo, ma è vero: per quanto ci sforziamo, è quasi impossibile. Quella sensazione di dolore, terrore e disperazione che ti assale quando qualcuno che ti guarda ti dice non solo che chi amavi è morto. Che non esiste più. Ma che li hanno bruciati. E puoi “vederli” nel fumo di quel camino. Non possiamo davvero immaginarla.

 

E se noi oggi abbiamo il “lusso” di non riuscire neanche ad immaginare tutto ciò, lo dobbiamo anche a persone come Piero Terracina, che è deceduto in questo giorno, l'8 dicembre di due anni fa a 91 anni. E’ infatti anche grazie al loro aver tenuto viva la memoria che la società non è di nuovo precipitata in quell’orrore di morte sistematizzata. Di terrore scientifico.

Per questo, dunque, lo ringraziamo infinitamente. 


E ne salutiamo il ricordo, ancora una volta.

Leonardo Cecchi 

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Lo sciacallo della politica per antonomasia!italiana


 Due sere fa una ragazza viene violentata da due carogne in un treno regionale Milano-Varese. La notizia è terrificante e gela il sangue.


Salvini si butta puntualmente a capofitto sulla vicenda e scrive sui suoi profili social: “Due ragazze violentate, due stranieri ricercati. Ma per la sinistra il ‘cattivo’ sono io perché ho combattuto (e sempre combatterò) l’immigrazione di massa”.


Le parole di Salvini sono semplicemente abominevoli. Per mille motivi. Anzitutto perché Salvini unisce due fatti di cronaca unicamente per arrivare al concetto di “due stranieri”, quindi spostando il piano dal dolore alla propaganda politica. Peccato che uno dei due stupratore del treno non sia “straniero”, ma italianissimo. Un aspetto su cui Salvini soprassiede. Chissà perché.


Ma l’elemento peggiore è un altro, ed è il solito piegare ogni tragedia a mezzo per raccattare voti. Mettendo sempre Salvini al centro della scena. Come ha scritto Orso Grigio: “Di fronte ad una violenza disumana che segnerà quelle ragazze per tutta la vita, la cosa che a lui interessa è farsi la solita vetrina pubblicitaria di questa gran fava. Tre addendi sbagliati insomma, e il totale non poteva che essere l’ennesimo rutto”.


Che pena, Salvini. Che pena. E che continuo sciacallaggio politico.


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Andrea Scanzi 

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La vita e la morte

 


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lunedì 6 dicembre 2021

Morire a 20 anni



Aveva 20 anni.


Era sopravvissuto ai bombardamenti che hanno sventrato la Siria. Era riuscito a fuggire, cercava sicurezza e protezione in Europa.


I confini blindati della Polonia lo hanno ucciso.

Il freddo, la fame, la stanchezza hanno interrotto per sempre il suo viaggio verso la speranza di una vita migliore.


Quello che sta accadendo tra la Polonia e la Bielorussia è spaventoso. Migliaia di persone, oltre la metà donne e bambini, imprigionati in un lembo di terra senza cibo, acqua e medicine.


Il mondo osserva con sadica indifferenza. Ora lo chiedo io a voi: cosa possiamo fare per svegliare le coscienze delle persone?


Storie dall’altro mondo

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sabato 4 dicembre 2021

Socrates

 


SOCRATES

Moriva il 4 dicembre 2011


"Chi è l'italiano che stima di più, Mazzola o Rivera?"


"Non li conosco.  Sono qui per leggere Gramsci in lingua originale e studiare la storia del movimento operaio".


Laureato in Medicina nel 1976,  e specializzato in Pediatria, pur non esercitando la professione, diventa per tutti 'O Doutor', 'Il Dottore'.  Sviluppa fin dai tempi dell'Università  una grande passione per la politica: in un periodo storico che vede il Brasile sotto la dittatura militare dei Gorillas, si schiera apertamente a sinistra,  abbracciando gli ideali del socialismo, tanto da esultare dopo i suoi goal con il pugno chiuso rivolto al cielo, e in favore della democrazia, che elegge come 'modello vincente' anche nel calcio, dando vita all'esperimento unico della Democracia corinthiana.


Da adolescente entra a far parte del Settore giovanile del Botafogo di Ribeirão Preto, e a partire dal 1971 inizia a frequentare l'Università di Medicina, dividendosi fra l'amore per lo studio e la passione per il calcio.


Come faceva a conciliare i due impegni? Semplice, non si allenava o lo faceva poco.  


"Alla società disse: 'Vengo solo alle partite'. 

Inizialmente il calcio   resta per lui una semplice passione, tanto che a chi gli chiede cosa faccia nella vita, lui risponde:


"Sono uno studente di Medicina".


Nel 1974 qualcosa cambia: Socrates capisce che, oltre che medico, può diventare anche un calciatore importante. Inizia così ad allenarsi con costanza, anche se non sempre è entusiasta di questo. Nonostante le notti passate a fumare e a studiare, le sue prestazioni non ne risentono: Socrates, utilizzato all'epoca da centrocampista offensivo o seconda punta, incanta nel Campionato Paulista e segna a raffica.


La sera fuma e beve regolarmente, conducendo uno stile di vita che poco si confà ad un atleta e ad un medico. Iniziano a piovere critiche nei suoi confronti.


"Sono arrivato in Italia e mi sono subito infortunato. - dice - Per il vostro mondo capitalista è incomprensibile. Impossibile fermare una macchina che tira calci a un pallone. Che fa comodo soprattutto se non pensa. È lo specchio di tutto il resto. Il calcio qui è come la religione, come la Chiesa. Immobile, tutto fermo. Guai a chiedersi il perché delle cose. In questo il Brasile è uguale".


"Ho sempre fumato pur sapendo che fa male, - dirà - così come amo bere birra. Oggi come allora. Ma il calcio è uno sport collettivo e non serve che tutti corrano. Ci sono quelli che corrono e quelli che pensano".

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venerdì 3 dicembre 2021

Cristina Toncu

 


La positività della 30enne sarebbe stata rilevata due giorni dopo l'intervento e di questo nessuno ne fece mai parola con la famiglia

 

Complicazioni da Coronavirus. Sarebbe morta per Covid e non a seguito dell'intervento di fecondazione assistita in una clinica di Chisinau, in Moldavia, Cristina Toncu, la 30enne cake designer di Chivasso in provincia di Torino, ma di origini moldave. È quanto è stato comunicato alla famiglia dopo l'autopsia ordinata dalle autorità moldave per fare luce sulla morte. Un'ipotesi che la famiglia di Cristina ha respinto al mittente chiedendo, tramite i propri legali, un'altra perizia sul corpo della donna.

 Cristina e il marito si erano rivolti ad una clinica di Chisinau per il prelievo degli ovociti, per tentare di avere un figlio attraverso la fecondazione assistita. Durante l'intervento del 26 agosto, la ragazza è andata in arresto cardiaco ed è morta dopo alcuni giorni di coma. Secondo l'autopsia il decesso sarebbe stato causato dalle complicazioni provocate dal Coronavirus. Un'ipotesi che non convince la famiglia di Cristina che ha chiesto, tramite i propri legali, un'altra perizia sul corpo della donna. La positività della 30enne sarebbe stata rilevata solo il 28 agosto, due giorni dopo l'intervento, e di questo nessuno ne fece mai parola con il marito o con il resto della famiglia.

https://www.leggo.it/italia/torino/cristina_toncu_muore_30_anni_dopo_fecondazione_assistita-6359490.html

Berlusconi71

Miroslav Klose

 

"Nel calcio tanti ragazzi rubano i segreti del mestiere in fretta. Quando ero piccolo io, ero abbastanza disorientato. I calciatori imparano la tattica già nelle scuole calcio, con modelli che apparentemente portano al successo. Però ci sono cose nella vita che non si imparano nelle scuole. La voglia di migliorare dentro non te la insegna nessuno.


I social? Non ho bisogno di mettere in scena la mia vita. Ci sono probabilmente centinaia di profili con il mio nome, ma non sono io ovviamente. Penso che non sia così interessante mostrare cosa faccio nella mia vita privata. Ci sarà davvero qualcuno che vuole vedere come mangio, come bevo o come gioco con i miei figli? Non credo”.


A lezione di umiltà da Miroslav Klose ❤️


Fonte: GQ

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Chiuso Ippocrate

 


Grandi notizie: hanno chiuso Ippocrateorg.


Il cosiddetto servizio e la cosiddetta rete di medici, legati a un gruppo Facebook, fornivano anche da remoto consigli su “terapie domiciliari” contro il Covid. Ippocrateorg, vero e proprio mito di novax e complottisti, è stato chiuso perché la maggior parte dei medici sono stati sospesi poiché non vaccinati. 


Il fondatore Mauro Rango (nella foto) si lamenta ora dell’ingiustizia e rivendica di avere curato “più di 60mila persone a casa, lasciate sole, con Tachipirina e vigile attesa, che non avevano nessun altro a cui rivolgersi se non a uno dei nostri medici per telefono”. Il signor Rango si dimentica però alcuni piccolissimi passaggi. Per esempio: lo scorso 8 ottobre, a Ferrara, un uomo che aveva seguito i loro consigli era morto. Analogo destino per un 68enne di Reggio Emilia. Su questi casi sono stati aperti dei fascicoli dalle procure competenti.


Evito di andare oltre, perché se lo facessi mi comprometterei.

Andrea Scanzi 

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Gabriella Bascelli

 


Le spararono all’uscita di una discoteca. Senza motivo. Entrò in coma. Giorni difficili, molto. Una volta svegliatasi, i medici glielo dissero chiaro: non potrai fare più sport. Quello sport che ami.


Gabriella Bascelli reagì ottenendo 23 titoli italiani nel canottaggio, un Oro, un bronzo e due argenti ai Campionati Europei fino a partecipare con la Nazionale Italiana ai Giochi Olimpici di Atene 2004.


Nel 2007, purtroppo un brutto incidente stradale. Finisce sulla sedia a rotelle. L’anno dopo, il 2008, gareggia alle olimpiadi di Pechino, dopo un recupero lampo.


Gabriella è ora una grande manager dello sport, da un anno è diventata Presidente della Fondazione S.S. Lazio 1900 e si occupa di progetti europei su inclusione sociale, pari opportunità ed integrazione. 


Lei che ha vissuto sulla propria pelle in due circostanze incidenti terribili e la temporanea disabilità motoria, conosce il significato del termine sacrificio e quanto lo sport “rigeneri” e ci faccia sentire vivi. E come sia spesso l’àncora di salvezza per chi non ce la fa.


Ha fatto suo il motto di Nelson Mandela, “lo sport ha il potere di cambiare il mondo, ha il potere di creare speranza ed unire le persone”. La sua storia è la dimostrazione di quanto sia vero. 


A lei, a questo straordinario esempio di forza, tenacia e determinazione, il saluto di tutti.

E congratulazioni, Gabriella.

Gabriele Sepio

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Alain Delon "La Tulipe noire", 1964 Buon Pomeriggio!



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Edinho & Dirceau, Udinese-Verona, 1983-84

 


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Stefano Tacconi

 


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Marlon Brando

 


#cripto 


Marlon Brando, una delle più famose stelle hollywoodiane, oltre ad essere stato un grande attore, regista e doppiatore, a detta dei suoi colleghi pare amasse fare degli scherzi sui vari set dove spesso era protagonista. 


Durante le riprese de "Il Padrino", nella scena successiva all'attentato a don Vito Corleone, da lui magistralmente interpretato, il personaggio deve far ritorno a casa disteso su una barella. Brando introdusse furtivamente tra le coperte una serie di pesi, tali da superare un carico di 300 kg. I due attori che avrebbero dovuto trasportarlo su per una ripida scalinata furono così le "vittime" della sua ennesima burla.

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mercoledì 1 dicembre 2021

Barbara Gallavotti santa subito, idolo delle galassie e maestra di vita.



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Magnago, Maria Scampini aggredita in villa dal rapinatore e morta a 94 anni dopo 25 giorni in ospedale. Caccia all’uomo


di Francesco Sanfilippo

L’anziana scaraventata a terra durante la rapina in casa in via Kennedy a Magnago (Milano). I figli: dolore insopportabile. Sconvolta la sindaca Picco: ma qui non è il Bronx

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È morta a 94 anni, dopo una brutale rapina subita tra le mura di casa: un uomo che la afferra alle spalle, la immobilizza e le strappa con violenza gli orecchini, facendola cadere sul pavimento. Lui che riesce a fuggire. Lei che, nonostante lo choc e il dolore fortissimo alla gamba destra, riesce a prendere il telefono cellulare e a chiamare il figlio, che abita a poche decine di metri da lei. Poi il ricovero all’ospedale. Sembrava fuori pericolo, pareva che la degenza potesse essere questione di qualche settimana. Tempo di rimettere a posto il femore, fratturato nella colluttazione con l’aggressore. Invece Maria Scampini non ce l’ha fatta: è deceduta sabato all’ospedale di Busto Arsizio, dove i medici hanno fatto tutto il possibile per salvarla. Ma una caduta così rovinosa, alla sua età, le è stata fatale.

L’indagine per omicidio

Ora se la Procura di Busto Arsizio dovesse riscontrare una relazione diretta tra la rapina e il precipitare delle condizioni della donna, per il malvivente — ricercato dai carabinieri della compagnia di Legnano — l’imputazione potrebbe passare da rapina a omicidio colposo o preterintenzionale. A Magnago, centro di poco più di 9 mila abitanti, a una ventina di chilometri da Legnano, alle porte di Milano, le reazioni di sdegno sono unanimi. «Qui non siamo nel Bronx, la nostra non è per nulla una periferia degradata». Le persone si conoscono tutte e si salutano ancora, quando si incrociano per strada. Per questo la morte della signora Maria ha suscitato dolore e rabbia in tutto il paese.

La dinamica

L’aggressione è avvenuta alle 8.30 del 5 novembre, in via Kennedy, una strada tranquilla e residenziale. La signora Maria, che nonostante l’età avanzata era assolutamente autosufficiente, era sveglia già da qualche ora, quando a un tratto si è trovata alle spalle il malvivente. Quell’uomo non le ha dato neppure il tempo di gridare, di chiedere aiuto: l’ha presa alle spalle e in un attimo, facendola cadere a terra, le ha strappato gli orecchini di buona bigiotteria. Poi è fuggito via. Un attimo dopo il figlio Franco, ultrasessantenne, si è precipitato a casa della madre per soccorrerla. Lei era cosciente ma sentiva male alla gamba destra: un dolore dovuto alla frattura del femore. Trasportata d’urgenza all’ospedale di Busto Arsizio, in provincia di Varese, la signora Maria era cosciente, parlava, ricordava l’aggressione nei minimi particolari.

 
https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_dicembre_01/maria-scampini-94enne-aggredita-villa-rapinatore-morta-25-giorni-ospedale-caccia-all-uomo-f165946e-526a-11ec-ab0b-edc8d88d98d0.shtml?cx_testId=112&cx_testVariant=cx_1&cx_artPos=2#cxrecs_s
 
Guazzerotti71 

Gabby Petito è stata strangolata, svolta nelle indagini sulla morte della influencer di 22 anni

 


di Paolo Foschi

La ragazza era scomparsa durante un viaggio on the road in camper con il fidanzato, che è ora ricercato dall’Fbi

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Gabby Petito è morta strangolata: è questo l’esito dell’autopsia eseguita sul corpo della 22enne influencer scomparsa a fine agosto mentre stava facendo un viaggio ‘on the road’ per l’America con il fidanzato e ritrovata senza vita nella National Forest del Wyoming dopo poco meno di quattro settimane. E la morte, anche se a questo punto si può parlare di omicidio, risalirebbe proprio ai giorni della scomparsa.

Intanto continua la caccia al principale sospettato: l’Fbi è infatti alla ricerca di Brian Laundrie, fidanzato 23 enne dalla ragazza, che si è reso irreperibile da quando i genitori della giovane ne avevano denunciato la scomparsa. Su di lui pende un mandato di cattura emesso per aver usato una carta di credito intestata alla ragazza tra il 30 agosto e il 1° settembre, dopo che l’influencer era già stata uccisa. Un’accusa “minore” per permettere di fermare il fidanzato per poter accertare il suo ruolo nella drammatica vicenda. Steve Bertolino, l’avvocato di Laundrie, ha comunque cercato di minimizzare le responsabilità del suo assistito, spiegando che «il mandato di arresto per Brian Laundrie è correlato ad attività avvenute dopo la morte di Gabby Petito e non legate alla sua effettiva scomparsa». 

La morte di Gabby Petito ha scosso l’opinione pubblica americana, anche perché l’omicidio ha interrotto il racconto sui social che la ragazza stava facendo del viaggio su un furgone attrezzato come camper per girare boschi e praterie degli Stati Uniti. La giovane, che prima del viaggio viveva nella casa dei genitori del fidanzato a North Port (in Florida), è stata vista viva l’ultima volta il 27 agosto a Jackson Hole, nel Wyoming, a meno di cinquanta chilometri da dove sono stati poi ritrovati i suoi resti.

In quell’occasione, ha raccontato un testimone, era intervenuta per sedare una violenta lite fra Brian Laundrie e una hostess in un ristorante Tex-Mex: «Era visibilmente arrabbiata. Era davvero sconvolta. Lei stava piangendo». In precedenza, come testimoniata da un video diffuso dalla polizia dello Utah, la coppia era stata protagonista di una burrascosa lite che aveva reso necessario l’intervento degli agenti, ai quali i due avevano dichiarato di essere innamorati l’uno dell’altra e che presto si sarebbero sposati.

Il lungo viaggio sarebbe dovuto durare 4 mesi ed era cominciato a luglio. Poi il primo settembre Briana Laundrie è tornato da solo a casa. Secondo quanto riferito dai genitori agli interrogatori, il ragazzo avrebbe raccontato di essere andato da solo a fare un’escursione nei boschi e di non aver più trovato Gabby Petito, la cui scomparsa è stata denunciata dalla madre l’11 settembre. Da quel momento il fidanzato si è dato alla fuga.

 
https://www.corriere.it/esteri/21_ottobre_13/gabby-petito-stata-strangolata-svolta-indagini-morte-influencer-22-anni-db9902cc-2bac-11ec-b679-785d816402d6.shtml
 
Guazzerotti71

 

Influencer 22enne Paige Rice muore in un incidente insieme al fidanzato. La mamma: «Ha vissuto la vita al massimo»

 


La giovane era morta sul colpo la scorsa domenica

Il ragazzo della "bella" influencer Paige Rice, 22 anni, ucciso nell'orrore dell'incidente dell'Audi S3 muore per le ferite riportate giorni dopo lo scontro
 
 
Giovedì 21 Ottobre 2021

L'influencer 22enne Paige Rice è morta in un incidente tra un'auto e un taxi avvenuto nel tunnel di Queensway, a Liverpool, nelle prime ore di domenica mattina. Alla tragedia della sua scomparsa si aggiunge ora anche la morte del fidanzato, sopraggiunta alcuni giorni dopo a causa delle gravi ferite riportate nello scontro, come riporta The Liverpool Echo. La mamma diell'influencer ricorda così la figlia in una lettera: «Ha vissuto la vita al masimo. Aveva grandi sogni e Paige faceva sempre accadere le cose, la sua spinta al successo era fonte di ispirazione».

Doppia tregedia, il fidanzato muore dopo giorni in ospedale

Domenica mattina, dopo l'incidente avvenuto alle 12:25, Paige Rice e il suo fidanzato sono stati portati d'urgenza in ospedale con ferite multiple. La donna è morta sul colpo e ora, dopo aver lottato "diversi giorni" per sopravvivere, anche il suo fidanzato ha perso la vita. A dare l'annuncio un portavoce della polizia del Merseyside: «Stiamo confermando che il conducente coinvolto nell'incidente nel Queens Road Tunnel è deceduto». Anche il conducente del taxi, un uomo sulla quarantina, ha riportato gravi ferite ma non è in pericolo di vita. 

La mamma di Paige, Clare Rice, ha reso omaggio a sua figlia, di Marston Green, West Midlands, e ha detto al  programma Birmingham Live: «Era una bella donna dentro e fuori. Il suo sorriso illuminerebbe una stanza». Paige aveva iniziato a lavorare come truccatrice quando aveva 15 anni e lavorava vendendo auto e come onicotecnica quando è morta. Era «incredibilmente popolare e aveva così tanti amici», ha detto sua madre.

La mamma di Paige ha postato sui social una foto con la giovane e suo fratello Tyler, un affiatato trio di famiglia  «come i tre moschettieri». «Come la maggior parte delle persone ora sa, la mia bellissima bambina Paige è morta. È stata coinvolta in un tragico incidente nelle prime ore e le parole non possono descrivere quanto io sia distrutta come sua mamma. - scrive la donna -Sono sopraffatta dall'amore mostrato. Era davvero la ragazza più bella, con il sorriso più grande, una risata catagiosa e un cuore d'oro. Se tu fossi un'amica di Paige, ti amerebbe con tutto quello che ha e sarebbe lì in un istante se mai avessi avuto bisogno di lei. Ha vissuto la vita al massimo. Aveva grandi sogni e Paige faceva sempre accadere le cose, la sua spinta al successo era fonte di ispirazione. Paige è stata la mia roccia di recente, riesco a malapena a respirare in questo momento e non so come andare avanti. La mia casa è tranquilla e tutto ciò che voglio è parlarle un'ultima volta. Il tempo è così prezioso e non sappiamo mai quando il nostro tempo è scaduto. Amatevi e raccontatevi. Saremo sempre i 3 moschettieri».

https://www.ilmessaggero.it/persone/paige_rice_morta_influencer_fidanzato_incidente_cosa_e_successo-6271803.html

Johnson71

 

Usa, maxi risarcimento da 626 milioni alla popolazione di Flint per l’acqua contaminata: “Rischi ripetutamente ignorati”

 Usa, maxi risarcimento da 626 milioni alla popolazione di Flint per l’acqua contaminata: “Rischi ripetutamente ignorati” 

Una sentenza di 178 pagine su una delle peggiori crisi sanitarie pubbliche nella storia degli Stati Uniti, con Snyder accusato di aver ripetutamente ignorato i rischi di usare tra il 2014 e il 2015 il fiume come bacino idrico senza trattare adeguatamente le sue acque, mentre si stava costruendo un nuovo impianto vicino al lago Huron. Un caso definito un esempio di "razzismo ambientale", visto che la maggior parte della popolazione è afroamericana

Il giudice federale Judith Levy ha approvato un accordo da 626 milioni di dollari per le migliaia di vittime di intossicazione per via di acqua contaminata con piombo a Flint, nello Stato americano del Michigan. Una sentenza di 178 pagine su una delle peggiori crisi sanitarie pubbliche nella storia degli Stati Uniti per cui è incriminato di Rick Snyder, il politico repubblicano governatore dello stato dal 2011 al 2019. È stato lui a nominare i manager che hanno deciso la mossa al risparmio che ha portato acqua inquinata nelle case degli abitanti di Flint. Gran parte degli indennizzi, 600 milioni, saranno pagati dallo Stato del Michigan, la città di Flint contribuirà per 20 milioni e 6,25 milioni arriveranno da due società, la Mclaren Healt e la Rowe Service. Tolti 200 milioni di dollari di spese legali, l‘80% di quello che rimane è destinato ai bambini.

Infatti lo Stato è accusato di aver ripetutamente ignorato i rischi di usare tra il 2014 e il 2015 il fiume Flint come bacino idrico senza trattare adeguatamente le sue acque, mentre si stava costruendo un nuovo impianto vicino al lago Huron, a 246 chilometri di distanza. L’allarme è stato lanciato nel 2015, quando il dottore Mona Hanna-Attisha ha pubblicamente riportato elevati livelli di piombo nei bambini, così partì una prima campagna di sensibilizzazione sul tema alla quale parteciparono molti personaggi del mondo dello spettacolo nati nel Michigan, da Aretha Franklin a Eminem. “L’accordo raggiunto qui oggi è un notevole risultato per molte ragioni, non ultimo il fatto che essa stabilisce un programma di compensazione globale”, ha dichiarato il giudice Levy, che ancora non ha stabilito la tempistica per la divisione del risarcimento. Si aprirà presto un processo in cui le famiglie che hanno firmato per gli indennizzi, più della metà dei 95mila abitanti della città, dovranno presentare le prove dell’avvelenamento con esami del sangue o risultati neurologici.  

Entusiasta anche Ted Leopold, uno dei principali avvocati nel contenzioso, che ha dichiarato: “Questo è un giorno storico e importante per gli abitanti di Flint, che finalmente inizierà a vedere la giustizia servita”. Infatti in America si è parlato del disastro idrico come di “razzismo ambientale”, dato che la popolazione nella città è prevalentemente di colore. Melissa Mays è un’assistente sociale di 43 anni, vive a Flint e i suoi tre figli hanno avuto problemi di salute e difficoltà di apprendimento proprio a causa del livello di piombo ne loro corpo. “Molte delle cure per i miei figli non sono coperte dall’assicurazione – ha detto -, molte cure sono supplementari e costano. Ma abbiamo fatto la storia”. Mays ha detto che spera che almeno questa sentenza stabilisca un precedente per i casi di avvelenamento. Ma la saga di Flint non è ancora finita. Nove persone, tra cui l’ex governatore Snyder, andranno presto a processo per crimini per i quali si sono dichiarati innocenti.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/11/11/usa-maxi-risarcimento-da-626-milioni-alla-popolazione-di-flint-per-lacqua-contaminata-rischi-ripetutamente-ignorati/6388657/

Bush71  

Malcolm X, la figlia Malikah Shabbaz trovata morta in casa. La polizia: “Cause naturali”

 Malcolm X, la figlia Malikah Shabbaz trovata morta in casa. La polizia: “Cause naturali” 

Lo ha reso noto il dipartimento di polizia di New York alla Cnn, specificando che la donna, 56 anni, è stata trovata priva di sensi dalla figlia. Quando Malcolm X fu assassinato nel 1965 a New York, la moglie Betty Shabaz era incinta proprio di Malikah, la più giovane delle sei figlie del leader dei diritti degli afroamericani

E’ stata trovata morta dalla figlia, nella loro casa di Brooklyn, a New York. È quello che è successo a Malikah Shabazz, la figlia di Malcolm X. Lo ha reso noto il dipartimento di polizia di New York alla Cnn, specificando che la donna, 56 anni, è stata trovata priva di sensi e che le forze dell’ordine hanno parlato di una morte che sembra dovuta a cause naturali.

Quando il leader per i diritti degli afroamericani fu assassinato nel 1965 a New York, la moglie Betty Shabaz era incinta proprio di Malikah, la più giovane delle sei figlie di Malcolm X, ha ricordato Bernice King, figlia di Martin Luther King Jr., in un post su Twitter: “Sono profondamente rattristata dalla morte di Malikah Shabazz. Il mio pensiero va alla sua famiglia, i discendenti della dottoressa Betty Shabazz e Malcolm X. Riposa in pace, Malikah“. Solo pochi giorni fa la Corte suprema di New York aveva scagionato Muhammad A. Aziz, 83 anni, e il defunto Khalil Islam, due delle tre persone condannate per l’assassinio dell’uomo simbolo dei diritti civili. L’omicidio avvenne dopo l’accusa pubblica di infedeltà rivolta da Malcolm X al fondatore della Nation of Islam, Elijah Muhammad, quando lasciò l’associazione musulmana nel 1964.

(Nella foto Malikah è a sinistra, a destra la sorella Ilyasah)

 
https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/11/23/malcolm-x-la-figlia-malikah-shabbaz-trovata-morta-in-casa-la-polizia-cause-naturali/6401982/
 
Berlusconi71

 

DOPO 56 ANNI L’AMMISSIONE DEI GIUDICI: PER L’OMICIDIO DEL LEADER RADICALE NERO SONO STATI PUNITI DUE INNOCENTI

 

VIVO, MORTO O MALCOLM X - DOPO 56 ANNI L’AMMISSIONE DEI GIUDICI: PER L’OMICIDIO DEL LEADER RADICALE NERO SONO STATI PUNITI DUE INNOCENTI - MUHAMMAD AZIZ E KAHLIL ISLAM, DUE GIOVANI ATTIVISTI NERI, ERANO STATI CATTURATI SENZA PROVE. SCARCERATI PER BUONA CONDOTTA NEGLI ANNI '80, UNO DI LORO È MORTO - UN ERRORE GIUDIZIARIO FAVORITO DA UN DEPISTAGGIO I CUI MOTIVI RESTANO OSCURI. LE PAROLE DI FUOCO DI LOUIS FARRAKHAN, TUTTORA CAPO DELLA NATION OF ISLAM, CONTRO MALCOLM X, “UN TRADITORE CHE MERITAVA DI ESSERE UCCISO”

 

Massimo Gaggi per corriere.it

 

MALCOLM X MALCOLM X

Un’altra pagina nera nella storia drammatica delle battaglie razziali americane. Stavolta una storia che emerge da un passato remoto e riguarda l’assassinio, 56 anni fa, del grande leader radicale nero Malcom X. Ucciso da tre uomini di colore in circostanze mai totalmente chiarite in una sala di New York, l’Audubon Ballroom, nella quale erano presenti agenti sotto copertura dell’Fbi e della polizia locale.

 

Una sorta di omicidio annunciato: una settimana prima la casa nella quale l’attivista viveva con la moglie e i figli era stata attaccata di notte con bombe incendiarie e quella mattina un giornalista del Daily News ricevette una telefonata anonima nella quale veniva annunciato un attentato a Malcom X durante il suo comizio.

 

MALCOLM X MALCOLM X

Dopo l’assassinio uno dei tre autori materiali, Mujahid Abdul Halim, colpito a una gamba, fu catturato sul posto. Gli altri due riuscirono a fuggire. Due giovani attivisti neri — Norman Butler e Thomas Johnson, che poi, convertiti all’Islam, cambieranno i loro nomi in Muhammad Aziz e Kahlil Islam — furono catturati pochi giorni dopo: non c’erano prove convincenti a loro carico e i loro alibi sembravano solidi, ma un anno dopo, al processo, vennero ugualmente condannati all’ergastolo.

MUHAMMAD AZIZ E KAHLIL ISLAM MUHAMMAD AZIZ E KAHLIL ISLAM

 

 

Oggi, oltre mezzo secolo dopo, il capo della procura di Manhattan, Cyrus Vance Jr, riconosce solennemente che i due uomini sono stati ingiustamente condannati e si scusa con le loro famiglie. Aziz, che oggi ha 83 anni, fu scarcerato a metà degli anni Ottanta per buona condotta.

 

Islam, anche lui scarcerato in quegli anni, è morto nel 2009. Quello di Vance è un atto per certi versi reticente: non viene indicato il vero sospetto omicida, ormai anche lui scomparso da tempo, e la giustizia si muove con enorme ritardo, visto che per decenni sono emersi elementi che rendevano evidente l’errore giudiziario.

MALCOLM X - 3 MALCOLM X - 3

 

Ma è anche un atto coraggioso: nel ricostruire, in un’indagine durata 20 mesi, un caso ormai remoto, la procura ha messo in luce che quella condanna fu anche il frutto della decisione dell’Fbi e della polizia di non fornire, durante il processo, elementi che, se fossero stati resi noti, avrebbero portato all’assoluzione di Aziz e Islam.

 

Dunque un errore giudiziario favorito da un depistaggio i cui motivi restano oscuri. Gli agenti volevano coprire loro informatori? Pur sapendo dell’imminenza dell’attentato non l’hanno prevenuto perché consideravano Malcom X ancora più pericoloso ora che aveva lasciato l’organizzazione radicale Nation of Islam della quale era stato leader per fondare una sua formazione politica?

 

MALCOLM X - 19 MALCOLM X - 19

Hanno coperto il probabile vero killer, William Bradley, un miliziano della Nation of Islam cresciuto con Malcom X ma poi diventato suo acerrimo nemico, per lasciare in ombra l’allora giovane leader radicale nero Louis Farrakhan che è tuttora il capo della Nation of Islam? Pochi giorni prima dell’assassinio, in un infuocato comizio, Farrakhan definì Malcom X un traditore che meritava di essere ucciso.

 

Certo è che durante il processo furono ignorate testimonianze che portavano a scagionare Aziz e Islam. Il killer identificato come Aziz, ad esempio, veniva descritto di carnagione molto scura e con una barba fitta, mentre il vero Aziz era un afroamericano dalla pelle piuttosto chiara e con una barbetta rada.

 

 Il fatto più straordinario è che l’assassinio del leader nero interpretato da Denzel Washington nel film a lui dedicato da Spike Lee è stato analizzato per anni da stampa e televisioni e a Newark, in New Jersey, erano in molti a sapere che Bradley era probabilmente un coautore materiale dell’assassinio. Tutti meno il sindaco della città e poi senatore democratico, Cory Booker, per il quale Bradley ha a lungo lavorato. E meno la magistratura che si è svegliata nel febbraio del 2020 quando Netflix ha messo in onda un documentario in sei puntate dal quale è emersa in modo schiacciante l’innocenza dei due condannati.

L ASSASSINIO DI MALCOLM X L ASSASSINIO DI MALCOLM X omicidio di malcolm x 1 omicidio di malcolm x 1

 

ilyasah shabazz e il padre malcolm x 2 ilyasah shabazz e il padre malcolm x 2 muhammad ali al bar con malcolm x muhammad ali al bar con malcolm x muhammad ali malcolm x sam cooke muhammad ali malcolm x sam cooke betty shabazz moglie di malcolm x betty shabazz moglie di malcolm x malcolm x 1964 malcolm x 1964 malcolm x malcolm x malcolm x malcolm x malcolm x malcolm x malcom con la moglie e i due figli malcom con la moglie e i due figli ilyasah shabazz e il padre malcolm x 1 ilyasah shabazz e il padre malcolm x 1 Malcolm X attivista di Nation Of Islam Malcolm X attivista di Nation Of Islam omicidio di malcolm x omicidio di malcolm x 

https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/vivo-morto-malcolm-dopo-56-anni-rsquo-ammissione-giudici-289929.htm

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