domenica 31 agosto 2025

Tacito

 


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Fasho ha votato al referendum?

 


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Fa schifo come donna

 


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Una delle tante stronzate edite da Libero

 


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I leghisti temono Tridico

 


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Un coglione degno della redazione di Facebook

 


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Per il topo di fogna è normale essere fascista

 


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Gli stupidi cosmici di Facebook

 


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In Italia, invece, l'istruzione è trattata come una merda!

 


In Finlandia la scuola inizia quando il bambino ha compiuto i 7 anni di età. È considerato il sistema scolastico migliore al mondo.Le lezioni hanno la durata di 60 minuti di cui 45 +15 di pausa. Dal lunedì al giovedì 8 ore al giorno, il venerdì fino alle 13 e sabato libero. In Finlandia, l'istruzione scolastica è assolutamente gratuita. I genitori non pagano un centesimo per niente. È tutto a spesa dello stato. Ogni bambino riceve dallo stato un tablet gratis,e tutti i libri di testo sono apposti sul tablet in modo che i ragazzi non debbano portare zaini pesanti. Il cibo scolastico è gratis, vario e pulito ed ogni studente può ottenere ciò che vuole e quanto vuole. Ogni investimento nell'istruzione di un paese è un investimento nel suo futuro. Questo è l' investimento più importante. La nazione istruita è il motore sia dell'economia che della sanità e della giustizia...

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Ornella Muti, 1982 Buona Domenica!

 



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Stan Laurel & Oliver Hardy, 1931 Buon Appetito!

 



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Pensionato fa la comparsa ne "I Delitti del BarLume" per 188 euro, l'Inps gliene chiede 20mila: «Non poteva lavorare»

 


La partecipazione nel telefilm stava per costargli 20mila euro perché incompatibile con “Quota 100”

Pensionato fa la comparsa ne "I Delitti del BarLume" per 188 euro, l'Inps gliene chiede 20mila: «Non poteva lavorare»


Ha prestato il suo volto per una scena della serie tv di Sky "I delitti del BarLume" e si è ritrovato in causa con l'Inps, che voleva privarlo della pensione.

La partecipazione nel telefilm, pagata appena 188 euro, stava per costargli 20mila euro perché incompatibile con “Quota 100”, il congedo dal lavoro anticipato introdotto dal Governo Conte.

Il pensionato si oppone: come è finita

Per evitare di pagare, l'uomo, ex bagnino e giardiniere, si è affidato all’avvocato Marco Guercio con la consulenza previdenziale della dottoressa Valentina Paoli. Grazie al loro aiuto è riuscito a salvare il denaro che l’Inps gli avrebbe voluto togliere fra il 2023 e il 2024. Lo riporta Il Tirreno. 

Per l'Inps, quella partecipazione alla serie tv era da considerare come un contratto a tempo determinato. Da qui la richiesta di versare immediatamente 20mila euro, che ha scioccato il sessantasettenne. 

Il pensionato si è opposto alla decisione, facendo prima ricorso all’istituto – che da Livorno lo ha rigettato – e poi in tribunale, con la giudice Federica Manfrè che gli ha dato ragione. 

https://www.leggo.it/italia/cronache/pensionato_comparsa_delitti_bar_lume_inps_20mila_euro_motivo_oggi_31_8_2025-9040659.html 

 

 

DALLA CINA AVANZA LA NUOVA PANDEMIA

 

DALLA CINA AVANZA LA NUOVA PANDEMIA – NELLA PROVINCIA DEL GUANGDONG, LE AUTORITA' SANITARIE HANNO RILEVATO 225 NUOVI CASI DI FEBBRE CHIKUNGUNYA IN UNA SETTIMANA. NELLA SOLA FOSHAN, DOVE SI È VERIFICATA UN'EPIDEMIA A DI LUGLIO, SONO STATI SEGNALATI 119 CASI DI INFEZIONE – IL VIRUS VIENE TRASMESSO DA DUE TIPI DI ZANZARE INFETTE. LA MEDICINA NON CONOSCE ANCORA NÉ UNA CURA NÉ UN VACCINO – L'INSORGENZA DELLA MALATTIA È SEMPRE IMPROVVISA: BRUSCO AUMENTO DELLA TEMPERATURA, DOLORI ARTICOLARI, ERUZIONI CUTANEE..

febbre chikungunya virus oandemia cina zanzara zanzare  

(AGI) - Roma, 31 ago. - Nella provincia meridionale cinese del Guangdong, le autorita' sanitarie hanno rilevato 225 nuovi casi di febbre chikungunya in una settimana. Nella sola Foshan, dove si e' verificata un'epidemia all'inizio di luglio, sono stati segnalati 119 casi di infezione.

 

Lo ha comunicato il Centro regionale per il controllo e la prevenzione delle malattie. Altrove, a Guangzhou, sono stati rilevati 49 casi, a Shenzhen 16, e i restanti in altre citta' della provincia. Tutti i pazienti soffrono di una forma lieve della malattia.    

 

disinfestazione contro la chikungunya in cina 5

Nel Guangdong, si registra tuttavia una tendenza alla diminuzione dell'incidenza della febbre trasmessa dalle zanzare. Tra il 3 e il 9 agosto sono stati rilevati 1.387 casi, dal 10 al 16 agosto 830 casi e dal 16 al 23 agosto 336 casi.

 

Un'epidemia del virus chikungunya si e' verificata nella provincia del Guangdong all'inizio di luglio, durante un clima caldo e umido favorevole alla riproduzione delle zanzare. Il numero totale di casi di febbre rilevati nel sud della Cina e' stato di circa 10.000. Persone infette sono state registrate anche a Macao, Hong Kong e nella regione autonoma del Guangxi Zhuang. Non sono stati registrati decessi o casi gravi di malattia.    

 

disinfestazione contro la chikungunya in cina 11

La medicina non conosce ancora ne' una cura ne' un vaccino per la chikungunya. Il periodo di incubazione e' solitamente compreso tra 3 e 12 giorni. L'insorgenza della malattia e' sempre improvvisa: brusco aumento della temperatura, brividi, dolori alla schiena e alle articolazioni, eruzioni cutanee. Il virus viene trasmesso da due tipi di zanzare infette: Aedes aegypti e Aedes albopictus. (AGI)Vqv 08:34 31-08-2025

disinfestazione contro la chikungunya in cina 4allerta contro la chikungunya in cina virus chikungunya 3CHIKUNGUNYA - STOP ALLE DONAZIONI virus chikungunya 1disinfestazione contro la chikungunya in cina 9

 

https://www.dagospia.com/salute/dalla-cina-avanza-nuova-pandemia-225-casi-febbre-chikungunya-nel-445715 

 

Rodion Konstantinovic Shcedrin

 Rodion Konstantinovic Shcedrin   Rodion Shchedrin, uno dei più influenti compositori russi del XX secolo, è morto all’età di 92 anni. La notizia è stata diffusa dal Teatro Bolshoi di Mosca, che lo ha definito “uno dei più grandi geni contemporanei” e ha parlato di “una perdita irreparabile” per il mondo della musica. Le sue opere, dai balletti alle sinfonie, hanno attraversato decenni di storia, risuonando nei teatri più prestigiosi del mondo. Nato a Mosca il 16 dicembre 1932, Shchedrin ha studiato al Conservatorio della capitale e ha legato il suo nome a quello del Bolshoi, dove molte delle sue composizioni hanno debuttato. La sua carriera è stata segnata da una continua ricerca espressiva, capace di fondere tradizione e innovazione.

 

http://www.totomorti.com/ 

Massimiliano Monticone

 


Massimiliano è morto oggi insieme a sua figlia.


Due ragazzi, Matteo e Simona, che l'hanno reso felice, lo si comprende subito, e ai quali aveva trasmesso la passione per il volo. Oggi era con la piccola. Ed è stato per loro l'ultimo giorno su queste terra.


Questa mattina a Vercelli tra Crescentino e Livorno Ferraris, un ultraleggero a due posti è precipitato in una risaia all’incrocio tra la provinciale 2 e il canale Cavour. A dare l’allarme è stata una squadra di operai che lavorava nelle vicinanze e ha visto l’ultraleggero perdere quota e precipitare. 


Dopo l’impatto, l’aereo ha preso fuoco, rendendo drammaticamente impossibile qualsiasi tentativo di salvataggio. Sul posto sono accorsi i vigili del fuoco e il personale del 118. Il pilota, Massimiliano Monticone, 56 anni, è morto sul colpo. Ore dopo, dalle lamiere carbonizzate dell’aereo è stata estratta anche la figlia diciottenne, Simona, che spesso volava con lui. 


Pilota esperto e controllore di volo a Linate, Massimiliano aveva una lunga carriera alle spalle. Solo pochi giorni fa, il papà aveva condiviso sui social le foto di un altro volo insieme alla figlia, lo scorso 21 agosto tra l’Italia e l’Istria, accompagnando le immagini con la didascalia: «Io e la mia beautiful copilot».

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Moto si schianta su un furgoncino, Francesca Mazza muore a 31 anni: era in sella con il fidanzato. Lui è in gravi condizioni

 


Era figlia unica e si era laureata in Giurisprudenza. Da qualche tempo, lavorava per l’ufficio legale di N26

Moto si schianta su un furgoncino, Francesca Mazza muore a 31 anni: era in sella con il fidanzato. Lui è in gravi condizioni


Aveva 31 anni e stata tornando da un sabato fuoriporta sui colli dell'Oltrepo Pavese in moto con il suo fidanzato, quando la vita di Francesca Mazza si è spezzata. La giovane donna è morta sul colpo dopo che la Yamaha guidata dal suo ragazzo si è schiantata contro un furgoncino poco prima delle 13 del 30 agosto nella frazione Tornello del comune di Mezzanino (Pavia). Il fidanzato è invece ricoverato in gravi condizioni al Policlinico Sana Matteo.

La dinamica dell'incidente

Per cause ancora da accertare la Yamaha si è schiantato contro un furgoncino. L’impatto ha sbalzato entrambi per diversi metri. Le persone coinvolte complessivamente sono quattro. Sul posto, oltre agli operatori del 118, sono intervenuti i carabinieri e gli agenti della polizia stradale che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell'incidente. 

Chi era Francesca

Francesca era figlia unica e, dopo aver preso la maturità scientifica al licero Taramelli di Pavia, si era laureata in Giurisprudenza. 

Da qualche tempo lavorava nell’ufficio legale di N26, una banca telematica tedesca. Abitava in corso Garibaldi, poco distante dai genitori: mamma insegnante dell’Ipsia e papà dirigente. Da due anni era fidanzata con il ragazzo con cui era al momernto dell'incidente.

Il dolore

Increduli gli amici. «Non riusciamo ancora a credere a ciò che è successo», dice Edoardo Monti, uno degli amici, a La Provincia Pavese. «La nostra compagnia è distrutta dal dolore». Un ciordoglio a cui si è unito anche Michele Lissia, sindaco di Pavia: «Mi unisco al cordoglio per la morte di una nostra concittadina, la conoscevo: sono stato il suo catechista presso la chiesa di San Michele nel periodo 2004-2005, quando vivevo nella casa canonica e lei frequentava il corso di cresima. Ricordo una bambina molto educata e rispettosa, di una famiglia per bene. Una tragedia per i genitori e le persone a lei care».

https://www.leggo.it/italia/cronache/francesca_mazza_morta_incidente_scooter_fidanzato_chi_era_oggi_31_8_2025-9040645.html 

 

 

Alessandro Indurre, chi era il parcheggiatore abusivo ucciso a coltellate dal rivale: papà di una bambina, viveva di espedienti

 

Il 40enne è morto per una ferita all'addome inferta al culmine di una lite da Habtom Hailu

Alessandro Indurre, chi era il parcheggiatore abusivo ucciso a coltellate dal rivale: papà di una bambina, viveva di espedienti


Vittima di una guerra tra poveri. Alessandro Indurre, il parcheggiatore abusivo ucciso a coltellate da un rivale il 30 agosto a Catania, aveva 40 anni ed era padre di una bambina. Cercava di sbarcare il lunario come poteva: a volte l'imbianchino, a volte il parcheggiatore. Ed è proprio fuori dalla Lidl di corso Sicilia, dove si ritrovava per aiutare i clienti del supermercato, che è stato ammazzato dal 37enne etiope Habtom Hailu, arrestato con l’accusa di omicidio.

Chi era Alessandro Indurre

Chi lo conosceva ricorda Alessandro come un «uomo mite, educato rispettoso e infinitamente sfortunato». La vita non è stata gentile con lui: «Era una persona gentile - racconta un consocente su Facebook - che cercava di rendersi utile agli automobilisti come poteva. Non pretendeva neanche un centesimo ma era ben felice di riceverlo, ne aveva bisogno. Era sorridente e premuroso sia che gli davi qualcosa sia che non gli davi niente».

Da quello che racconta, i problemi con i rivali sarebbero nati tempo fa: «Dopo un po' non lo vedevo nel parcheggio, l'ho visto nei paraggi, mi ha subito riconosciuto e salutato. 

Mi ha detto che non veniva più perché era stato minacciato e picchiato dai "parcheggiatori abusivi"».

La dinamica dell'omicidio

Hailu al culmine di una lite con Indurre, estrae un'arma e lo accoltella. La scena, drammatica, viene registrata dalle telecamere dei sistemi di videosorveglianza della zona. Nel filmato si vedono i due litigare, poi l'indagato estrae un'arma da taglio e colpisce il 'rivale' all'addome e fugge subito dal parcheggio. Il 40enne compie dei passi, quindi cade a terra, tra i passanti in fuga. Soccorso dal personale del 118 è portato al pronto soccorso del Policlinico universitario dove è morto poco dopo. Hailu scappa ma la caccia all'uomo i conclude poche ore dopo quando una pattuglia di carabinieri nota un uomo con le mani sporche di sangue lavarsi frettolosamente in una fontanella pubblica di via Aretusea. Bloccato dai militari dell'Arma, con la'iuto degli agenti della squadra mobile viene portato nella stazione Piazza Dante, dove confessa il delitto e viene arrestato, in flagranza differita, per omicidio volontario aggravato dai futili motivi. L'arma, un coltello, non è stata trovata.

https://www.leggo.it/italia/cronache/alessandro_indurre_chi_era_parcheggiatore_abusivo_ucciso_padre_lavoretti_oggi_31_8_2025-9040663.html 

 

Alessandro Indurre, gli ultimi attimi di vita del parcheggiatore abusivo ucciso dal rivale: la lite, le coltellate, la fuga nel video della sorveglianza

 

La scena è stata registrata dalle telecamere dei sistemi di videosorveglianza della zona

Video

C'è un video che riprende gli ultimi attimi di vita di Alessandro Indurre, il parcheggiatore abusivo 40enne ucciso a coltellate il 30 agosto a Catania, fuori dalla Lidl di corso Sicilia, dal ricale 37enne etiope Habtom Hailu, arrestato con l’accusa di omicidio.

La lite e le coltellate

La scena è stata registrata dalle telecamere dei sistemi di videosorveglianza della zona. Nel filmato si vedono i due litigare, poi l'indagato estrae un'arma da taglio e colpisce Indurre all'addome e fugge subito dal parcheggio.

 

Bonifici tra parenti e amici nel mirino dell'Agenzia delle Entrate: limiti e causale da usare per evitare problemi

 

Bonifici tra parenti e amici nel mirino dell'Agenzia delle Entrate: limiti e causale da usare per evitare problemi
 
 
Nel 2025, l’Agenzia delle Entrate continua a monitorare attentamente i trasferimenti di denaro tra parenti. Per evitare che questi bonifici vengano interpretati come redditi non dichiarati, è essenziale adottare alcune strategie e precauzioni. Comprendere la natura di questi movimenti finanziari non rappresenta solo una formalità, ma una misura chiave per prevenire possibili accertamenti fiscali o controversie. Di seguito trovi tutte le indicazioni utili per gestire correttamente i trasferimenti tra familiari e rimanere in linea con le normative fiscali.
 

Come funziona il controllo fiscale sui bonifici

L’Agenzia delle Entrate può effettuare verifiche sui conto correnti dei contribuenti per scoprire eventuali redditi non dichiarati. In assenza di prove chiare che dimostrino che i fondi ricevuti non sono di origine reddituale, questi bonifici potrebbero essere considerati redditi imponibili. La giurisprudenza stabilisce che, per dimostrare la natura non reddituale di tali trasferimenti, è necessario fornire documentazione dettagliata, come donazioni o atti di liberalità tra membri della famiglia.

Una sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Puglia (n. 4378, 31 dicembre 2024) ha affermato che i bonifici tra parenti non sono automaticamente da considerare come reddito imponibile. Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate deve presentare prove precise e circostanziate che i fondi siano derivati da attività soggette a tassazione.

In altri casi, i trasferimenti motivati da ragioni affettive o solidaristiche, come il sostegno economico tra congiunti, si considerano non soggetti a tassazione.

 

Consigli pratici per evitare complicazioni

Per ridurre i rischi di problemi fiscali, è fondamentale seguire alcune pratiche. Innanzitutto, utilizzare strumenti tracciabili come bonifici bancari o assegni che non siano trasferibili. Questi strumenti assicureranno una traccia chiara della transazione.

Poi, è importante indicare una causale comprensiva e precisa. Ad esempio, “donazione tra familiari” o “sostegno economico”. Una causale chiara aiuta a chiarire la finalità del trasferimento.

Infine, conservare tutta la documentazione relativa, come comunicazioni, accordi scritti o dichiarazioni ufficiali che giustifichino la transazione. Tale documentazione può risultare utile in caso di controlli.

Limiti da rispettare

Se si decide di effettuare una donazione in contanti superiore a 5.000 euro, è consigliabile registrare formalmente l’atto presso l’Agenzia delle Entrate prima di versare la somma sul conto. Questo passaggio, insieme alla conservazione di tutta la documentazione correlata, come contratti o dichiarazioni, rappresenta un’azione importante per evitare problemi futuri in caso di verifiche fiscali.

Gestire con attenzione i bonifici tra parenti è dunque fondamentale per evitare fraintendimenti con l’Agenzia delle Entrate. Utilizzando strumenti tracciabili, chiarendo bene le causali e conservando tutta la documentazione utile, puoi proteggerti da controlli indesiderati. Adottare queste semplici precauzioni ti consente di effettuare donazioni in modo sicuro e nel rispetto delle normative fiscali vigenti nel 2025.

 
https://www.leggo.it/schede/bonifici_parenti_agenzia_entrate_rischi_problemi_limiti_causale_quale_usare_oggi_30_8_2025-limiti_da_rispettare-4-9039137.html 

 

 
 

È STATO UCCISO A COLPI DI PISTOLA A LEOPOLI, ANDRIY PARUBIY, DEPUTATO ED EX PRESIDENTE DEL PARLAMENTO UCRAINO

 

È STATO UCCISO A COLPI DI PISTOLA A LEOPOLI, ANDRIY PARUBIY, DEPUTATO ED EX PRESIDENTE DEL PARLAMENTO UCRAINO. FIGURA DI SPICCO DELLE RIVOLTE DI EUROMAIDAN, NEL 2004 E NEL 2014, IN PASSATO AVEVA GRAVITATO NELL’ESTREMA DESTRA NAZIONALISTA, PER POI AVVICINARSI AI PARTITI CENTRISTI DI TYMOSHENKO E YATSENYUK – PER STRADA, IN PIENO GIORNO, È STATO AVVICINATO DA UN FINTO RIDER DI GLOVO, CHE GLI HA SPARATO… - LEOPOLI È LA CITTÀ PIÙ OCCIDENTALE DEL PAESE, VICINO ALLA POLONIA, POCO O NULLA COLPITA DAI MISSILI RUSSI - VIDEO

 andriy parubiy  

UCRAINA: UCCISO PARUBIY, EX PRESIDENTE PARLAMENTO

andreiy parubiy 4

(AGI) - E' stato ucciso a colpi di pistola a Leopoli, in pieno giorno, il deputato ucraino Andriy Parubiy, ex presidente della Verkhovna Rada, il Parlamento di Kiev, e figura di spicco delle rivolte filoeuropee del 2004 e del 2014.

 

La polizia e' alla ricerca dell'assassino e la Procura Generale ha aperto un'inchiesta per omicidio. Secondo quanto riportato dai media ucraini, l'aggressore, travestito da fattorino di Glovo, si e' avvicinato in bicicletta al cinquantaquattrenne, lo ha colpito con otto proiettili e, nascosta la pistola nella borsa per le consegne, e' ripartito.

 

I soccorritori non hanno potuto che constatare la morte dell'uomo che, dopo aver gravitato in gioventu' negli ambienti dell'estrema destra nazionalista, poi confluita in Svoboda, e aver combattuto per l'indipendenza dell'Ucraina dall'Unione Sovietica, prese parte alla 'rivoluzione arancione' del 2004.

 

attentato a andreiy parubiy a leopoli

Storico di formazione, propugnatore dell'utilizzo della lingua ucraina al posto del russo, all'epoca Parubiy si era pero' gia' spostato su posizioni moderate, e nel 2007 avrebbe iniziato una lunga carriera parlamentare, passando per partiti centristi o conservatori come 'Patria' di Yulia Tymoshenko e il 'Fronte del Popolo' dell'ex premier Arseniy Yatsenyuk.

 

Durante la rivolta di Euromaidan del 2014, che porto' alla fuga dell'allora presidente filorusso Viktor Yanukovich, Parubiy si distinse tra i leader delle proteste e fu nominato segretario del Consiglio per la Sicurezza Nazionale e la Difesa. Dopo alcuni mesi in questo ruolo, il politico divenne prima vicepresidente e poi, dal 2016 al 2019, presidente della Verkhovna Rada.

 

UCRAINA:ZELENSKY,UCCISIONE PARUBIY METICOLOSAMENTE PIANIFICATA

il finto rider spara a andreiy parubiy a leopoli

(AGI/AFP) - L'omicidio dell'ex presidente del Parlamento Andrii Parubiy, figura di spicco della politica ucraina, e' stato "meticolosamente pianificato", secondo il presidente Volodymyr Zelensky.

 

 "Purtroppo, il crimine e' stato meticolosamente pianificato", ha dichiarato il presidente dell'Ucraina nel suo discorso quotidiano alla nazione, assicurando che "si sta facendo tutto il possibile per risolverlo". Il parlamentare Andrii Parubiy, noto per il suo ruolo nella rivoluzione filoeuropea di Maidan del 2014, e' stato ucciso a colpi d'arma da fuoco oggi a Leopoli, una grande citta' dell'Ucraina occidentale, da "un uomo non identificato" che "ha sparato diversi colpi" prima di fuggire, secondo il procuratore generale.

 

https://www.dagospia.com/cronache/e-ucciso-colpi-pistola-leopoli-andriy-parubiy-deput-445685 

 

LA POLIZIA UCRAINA NON ESCLUDE LA PISTA RUSSA IN RELAZIONE ALL’OMICIDIO DELL’EX PRESIDENTE DEL PARLAMENTO UCRAINO, ANDRIY PARUBIY, A LEOPOLI

 

MA CHE SORPRESA: LA POLIZIA UCRAINA NON ESCLUDE LA PISTA RUSSA IN RELAZIONE ALL’OMICIDIO DELL’EX PRESIDENTE DEL PARLAMENTO UCRAINO, ANDRIY PARUBIY, A LEOPOLI – L’IDENTITÀ DELL’ASSASSINO, CHE SI ERA FINTO UN RIDER DI GLOVO, NON È ANCORA ACCERTATA: HA SPARATO 8 COLPI CON UN’ARMA DA FUOCO A CANNA CORTA…

 andreiy parubiy andriy 

Polizia ucraina, anche pista russa in omicidio Parubiy

andreiy parubiy 2

(ANSA) - Sull'omicidio dell'ex presidente del Parlamento ucraino Andriy Parubiy la polizia afferma di considerare diverse ipotesi, compreso un collegamento con la Russia.

 

   In un briefing, ripreso dai media ucraini, il capo della polizia della regione di Leopoli, Oleksandr Shlyakhovsky ha affermato che l'identità dell'assassino non è ancora stata accertata. "Alle 11:37 in via Yefremov l'omicida ha sparato circa 8 colpi con un'arma da fuoco a canna corta. Il crimine è stato pianificato con molta attenzione", ha affermato. Shlyakhovsky ha confermato che la polizia cerca una persona che indossava abiti simili a un rider e con in testa un casco".

https://www.dagospia.com/cronache/sorpresa-polizia-ucraina-non-esclude-pista-russa-in-relazione-all-omicidio-445696 

 

IL PUSHER, L’INFLUENCER-GIORNALISTA E FIUMI DI COCAINA

 

IL PUSHER, L’INFLUENCER-GIORNALISTA E FIUMI DI COCAINA – TRA LE PERSONE CHE FREQUENTAVANO ASSIDUAMENTE IL PRESUNTO NARCOTRAFFICANTE ROMENO CRISTINEL BALINT, ARRESTATO A MILANO DOPO IL RITROVAMENTO DI 279MILA EURO IN CONTANTI NELLA SUA AUDI, C’È ANCHE LA BONISSIMA “GIORNALISTA” MOLDAVA FELICIA SIRBU, 34ENNE E 75MILA FOLLOWER SU INSTAGRAM – NON È INDAGATA, MA IL SUO NOME E LA SUA VOCE FIGURANO IN ALCUNE INTERCETTAZIONI . IN UNA DATATA NOVEMBRE 2023, L'INFLUENCER PARLA CON BALINT IN CASA SUA. L'UOMO LE CONFESSA LA PREOCCUPAZIONE PER L'INDAGINE. LEI ASCOLTA CON PARTECIPAZOINE, POI CONSUMA CON LUI UNA DOSE DI COCAINA E SI ACCORDA PER...

felicia sirbu 

Estratto dell’articolo di Ugo Milano per www.open.online

felicia sirbu 4

 

C’era anche una influencer e giornalista sportiva tra le persone che frequentavano assiduamente il presunto narcotrafficante romeno Cristinel Balint, finito in manette, e con lui consumavano droghe pesanti nella periferia di Milano.

 

Al momento la donna, che sarebbe una nota personalità tv moldava residente da tempo in Brianza, non è iscritta nel registro degli indagati. Tra le intercettazioni agli atti dell’indagine, però, il suo nome e la sua voce ritornano più volte mentre dialoga con alcuni membri di un gruppo criminale dell’Est Europa.

 

[…]  Felicia Sirbu, la donna in questione, ha 34 anni. 75mila follower su Instagram, protagonista di interviste e articoli di gossip nella sua madrepatria, da anni si è trasferita in Lombardia. Sui suoi profili ostenta uno stile di vita lussuoso, tra ristoranti e borse firmate, viaggi al mare e capitali europee. Ma la verità probabilmente è leggermente differente.

 

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[…] Sul nome di Sirbu la procura ci inciampa quasi fortuitamente mentre sta seguendo ogni movimento di una banda di narcotrafficanti. La prima traccia è un chilo di cocaina trovato all’interno di un furgoncino a Vimodrone nell’agosto di due anni fa, per cui è stato arrestato il romeno Andrei Radu Tataru.

 

Poi, in un garage di via della Burrona, all’interno di un doppiofondo di una lussuosissima Audi A6 vengono trovati 279mila euro in contanti. Difficile che provengano da attività lecite, ma di altri stupefacenti non c’è traccia. Gli inquirenti, che hanno puntato il faro su sette individui, fanno scattare le manette anche per il romeno Cristinel Balint e il 28enne ucraino Ivan Buzduhan.

 

felicia sirbu 2

[…] Ed è proprio durante le indagini che emerge la presenza di Felicia Sirbu. In un’intercettazione datata novembre 2023, l’influencer parla proprio con Balint all’interno della sua casa a Nova Milanese. L’uomo le confessa di essere preoccupato per l’indagine in corso nei suoi confronti, di cui è pienamente consapevole.

 

Lei ascolta intenta, poi consuma con lui una dose di cocaina e si accorda per essere assunta – con contratto ovviamente fittizio – presso il garage Alpha Group dove è stata ritrovata l’Audi dal ricchissimo doppiofondo. Per lei era pronto uno stipendio mensile di poco più di mille euro.

https://www.dagospia.com/cronache/pusher-l-influencer-giornalista-fiumi-cocaina-445701 

 

I CINESI NON SONO COLONIALISTI? ANDATELO A CHIEDERE AI LORO VICINI

 

I CINESI NON SONO COLONIALISTI? ANDATELO A CHIEDERE AI LORO VICINI – PER SBUGIARDARE LA PROPAGANDA DI PECHINO, CHE SI VENDE COME “POTENZA PACIFICA” RISPETTO ALL’OCCIDENTE BRUTTO E CATTIVO, È SUFFICIENTE LIMITARSI AL PASSATO RECENTE. HA PARTECIPATO ALL’AGGRESSIONE CONTRO LA SUCOREA (1950-53), HA ATTACCATO L’INDIA (1962), HA INVASO IL VIETNAM (1979). POI CI SONO LE REPRESSIONI IN TIBET, LO STERMINIO DEI MUSULMANI, RINCHIUSI NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO DELLO XINJINAG, HONG KONG E TAIWAN…

xi jinping soldati esercito militari  

Estratto dell'articolo di Federico Rampini per il “Corriere della Sera”

 

XI JINPING - PARATA MILITARE

[…] L’organo del partito comunista cinese, il Quotidiano del Popolo , espone «La Nuova teoria della sicurezza di Xi». Sfida le dottrine occidentali delle relazioni internazionali, come il realismo (o realpolitik) e il liberalismo. Offre una visione sull’ascesa della Cina: in quanto potenza globale sarà «diversa dagli egemoni del passato».

 

Propone «un’innovazione sistemica: il pensiero tradizionale è centrato sullo Stato, invece la nostra sicurezza globale guarda all’umanità nel suo complesso. È la manifestazione di una visione olistica del mondo, rappresenta una trasformazione del paradigma teorico».

 

campi di concentramento per uiguri, nella regione dello xinjiang

La dottrina di Xi «supera la teoria occidentale secondo cui la sicurezza è antagonistica; al contrario afferma l’indivisibilità della sicurezza. La teoria occidentale sostiene che gli Stati debbano massimizzare il potere per garantire la propria sicurezza, cercando di costruirla sull’insicurezza altrui.

 

Così, quando la potenza di un paese cresce, provoca la reazione di altri attraverso corse agli armamenti. Quando uno Stato non ha abbastanza potere per garantire la propria sicurezza, ricorre ad alleanze militari, dirette contro terzi. Questo aggrava i conflitti. Invece il principio cinese della sicurezza indivisibile rifiuta la logica selettiva, spinge a passare dalla frammentazione all’integrazione sistemica».

 

Non è una risposta specifica a Trump.

 

Questa propaganda antioccidentale risale all’inizio del millennio, sotto Bush e Obama.

 

Da allora il partito comunista diffonde il concetto che la Cina «è una potenza pacifica, non ha mai praticato il colonialismo dei bianchi, non invade e non fa guerra».

 

xi jinping in tibet

I paesi vicini sanno che la realtà è diversa. Per limitarsi al suo passato recente e comunista: la Cina ha partecipato all’aggressione contro la Corea del Sud (1950-53), ha attaccato l’India (1962), ha invaso il Vietnam (1979), ha scagliato le forze armate contro i propri civili (Pechino 1989), ha represso con interventi militari rivolte etniche nelle sue colonie interne, regioni storicamente non-cinesi (Tibet, Xinjiang, 2008-2009), ha calpestato gli impegni presi sull’autonomia di Hong Kong (2019-2021). Inoltre moltiplica le prepotenze militari per intimidire tutti i vicini con cui ha contese territoriali. Ma la storia non conta, Pechino incassa la disponibilità del Grande Sud globale a legittimare la narrazione di Xi. E alla Parata ci saranno pure Serbia e Slovacchia, un tempo nella sfera imperiale russa, oggi destinatarie di importanti investimenti cinesi.

https://www.dagospia.com/cronache/i-cinesi-non-colonialisti-andatelo-chiedere-vicini-per-sbugiardare-445686 

 

Israele: «Gaza? Nessun possibilità di una tregua temporanea». Ucciso il portavoce del braccio armato di Hamas. Morte 18 persone all'alba

 


Le notizie in tempo reale sul conflitto in Medio Oriente

A Gaza 18 morti dall'alba, 13 in fila per gli aiuti

Almeno 18 persone sono state rimaste dagli attacchi israeliani a Gaza dall'alba, tra cui 13 mentre erano in attesa degli aiuti umanitari. Lo riferisce Al Jazeera.

 

Ucciso il portavoce del braccio armato di Hamas Obeida

Una fonte palestinese ha riferito questa mattina ai canali Al Arabiya e Al Hadath che il portavoce delle Brigate Qassam, l'ala militare di Hamas, noto come Abu Obeida, è stato ucciso. La fonte palestinese ha confermato che Israele ha preso di mira una casa in cui si trovava il portavoce di Qassam e che il bombardamento israeliano ha causato la morte di tutte le persone presenti. La fonte ha riferito che la famiglia di Abu Obeida e i leader delle Brigate Qassam hanno confermato la sua morte dopo aver esaminato il corpo. Un portavoce israeliano aveva annunciato ieri che un importante leader di Hamas era stato preso di mira a Gaza.

 

Flottiglia aiuti con Greta Thunberg pronta a salpare per Gaza

Una flottiglia con a bordo aiuti umanitari e attivisti, tra cui la svedese Greta Thunberg, partirà oggi da Barcellona per cercare di «rompere l'assedio illegale di Gaza». Lo ha reso noto Global Sumud Flotilla, precisando che le navi salperanno dalla città portuale spagnola per «aprire un corridoio umanitario e porre fine al genocidio in corso del popolo palestinese». L'organizzazione non specificato quante navi salperanno, né l'orario esatto della partenza e si prevede che la flottiglia arriverà nell'enclave costiera devastata dalla guerra a metà settembre. «Questa sarà la più grande missione di solidarietà della storia, con più persone e più imbarcazioni di tutti i tentativi precedenti messi insieme», ha dichiarato la scorsa settimana ai giornalisti a Barcellona l'attivista brasiliano Thiago Ávila. Gli organizzatori affermano che si prevede che decine di altre imbarcazioni lasceranno i porti tunisini e di altri paesi del Mediterraneo il 4 settembre. 

Gli attivisti organizzeranno anche manifestazioni simultanee e altre proteste in 44 Paesi «in solidarietà con il popolo palestinese», ha scritto su Instagram la Thunberg, che fa parte del comitato direttivo della flottiglia. Oltre alla Thunberg, la flottiglia comprende attivisti di diversi Paesi, legislatori europei e personaggi pubblici come l'ex sindaco di Barcellona Ada Colau. «Sappiamo che si tratta di una missione legale secondo il diritto internazionale», ha dichiarato la scorsa settimana ai giornalisti a Lisbona la deputata portoghese di sinistra Mariana Mortágua, che si unirà alla missione. Israele ha già bloccato due tentativi da parte degli attivisti di consegnare aiuti via nave a Gaza, a giugno e luglio.

Israele: nessuna possibilità di una tregua temporanea

Il Ministro israeliano della Cultura e dello Sport, Miki Zohar, ha detto a Channel 12 che un accordo di cessate il fuoco temporaneo per il rilascio degli ostaggi israeliani detenuti a Gaza «non è all'ordine del giorno», in vista della riunione di gabinetto di oggi. «C'è una chiara decisione dello Stato di Israele, e a mio parere potrebbe essere espressa in modo più chiaro nei prossimi giorni: solo un accordo completo», ha detto Zohar ieri sera a Channel 12. «Non c'è più la possibilità di un accordo parziale. Israele ha deciso che un accordo parziale non è all'ordine del giorno. «L'unica cosa all'ordine del giorno è porre fine alla guerra - ha aggiunto Zohar -, insieme, ovviamente, al rientro di tutti gli ostaggi e alla smilitarizzazione della Striscia». Le dichiarazioni di Zohar giungono due settimane dopo che Hamas ha dichiarato di aver accettato le linee generali di un accordo di cessate il fuoco di 60 giorni che vedrebbe il rilascio di 10 prigionieri israeliani ancora vivi, dei 48 ostaggi ancora detenuti da gruppi terroristici a Gaza, almeno 20 dei quali Israele ritiene siano ancora vivi. Il governo non ha fornito una risposta a tale offerta di cessate il fuoco e ha portato avanti i suoi piani per conquistare Gaza City. Non era comunque previsto che prendesse in considerazione l'accordo nella riunione di oggi.

 
Guerra Israele, le notizie di oggi 31 agosto 
 
https://www.leggo.it/esteri/news/gaza_israele_moeri_hamas_ultime_notizie_oggi_31_8_2025-9040625.html 

 

 
 

 

Padre e figlia morti nell'ultraleggero, errore umano o guasto? «Incidente strano, lui era esperto». Aperta un'indagine

 


Massiliano era un ex pilota dell'Aeronautica

Padre e figlia morti nell'ultraleggero, errore umano o guasto? «Incidente strano, lui era esperto». Si indaga


Guasto al velivolo o manovra errata del pilota. Sono queste le due strade che gli inquirenti stanno seguendo per arrivare a capo dell'incidente con l'ultraleggero nel quale hanno perso la vita Massimiliano Monticone, insieme a sua figlia Simona di 18 anni. La procura ha aperto un'indagine che dovrà chiarire i motivi del disastro. Alla seconda opzione - quella dell'errore umano - non crede chi conosceva il 49enne.

Massiliano era un ex pilota dell'Aeronautica. «Sono decollati qui, insieme. L’incidente è avvenuto al rientro. Siamo tutti stupiti, non so cosa dire: lui era un pilota molto esperto», racconta Silvio Landi, responsabile dell’Accademia di volo dell’aeroporto, a La Stampa. Di sicuro non è stato il maltempo a provocare l'incidente. Il cielo era in perfette condizioni. 

L'incidente mortale

La tragedia si è verificata sabato mattina nelle campagne tra Livorno Ferraris e Lamporo, in provincia di Vercelli: poco dopo mezzogiorno l'ultraleggero, che stava sorvolando la zona con a bordo padre e figlia, si è schiantato al suolo finendo su un campo di riso, a pochi metri dal canale Cavour, infrastruttura irrigua che porta l'acqua del Po tra le risaie del Vercellese e Novarese. Per entrambi non c'è stato scampo.

Sul posto sono subito intervenuti i vigili del fuoco, pattuglie dei carabinieri di Livorno Ferraris e Crescentino, e un'ambulanza del 118, che non ha potuto neanche prestare i primi soccorsi. I vigili del fuoco si sono occupati della messa in sicurezza e del presidio dell'aeromobile.

Lo schianto senza testimoni

L'incidente potrebbe non aver avuto testimoni: il luogo dell'impatto è in aperta campagna, a pochi chilometri in linea d'aria dai due centri risicoli e dalla strada provinciale che li collega, nel mezzo di un campo di riso alto, quasi pronto per la raccolta. 

Il velivolo era ridotto a una carcassa dopo lo schianto a terra, e ha preso fuoco.

I primi rilievi sono stati fatti dai carabinieri, arrivati sul posto tramite le strade di ghiaia percorribili dagli addetti alla manutenzione del canale Cavour. I due corpi, carbonizzati, sono stati estratti dalle lamiere del velivolo, prelevati circa due ore dopo l'incidente, e portati all'ospedale Sant'Andrea di Vercelli, dove sarà fatta l'autopsia.

Chi era Massimiliano Monticone

Ex pilota dell'Aeronautica Militare, Monticone ora lavorava al centro radar Enav di Linate (Milano) come controllore di volo. Era residente con la famiglia in provincia di Alessandria. Il volo per Monticone non era solo lavoro ma anche una vera e propria passione che trasportava nel tempo libero e aveva trasmesso alla figlia. La sua pagina Facebook lo testimonia ed è costellata di fotografie di aerei, vecchi e di nuova concezione, molte delle quali prese in prima persona a bordo del velivolo, mentre si trovava alla cloche. Una passione che è costata la vita a lui e alla giovane figlia.

https://www.leggo.it/italia/cronache/padre_figlia_morti_ultraleggero_errore_umano_guasto_massimiliano_monticone_simona_oggi_31_8_2025-9040606.html 

 

 

 

PINOCCHIO, UNO DI QUEI LIBRI DI CUI PENSIAMO DI SAPERE TUTTO, RISERVA INVECE MILLE SORPRESE. A PARTIRE DAL FINALE, CHE ERA COMPLETAMENTE DIVERSO.




“La storia di un burattino” esce a puntate sul “Giornale per bambini” nel 1881. Per l’autore Carlo Lorenzini detto Collodi è “una bambinata”. L’ottava puntata è annunciata come ultima. Si chiude col Gatto e la Volpe che impiccano Pinocchio: “Oh babbo mio! se tu fossi qui! E non ebbe fiato per dir altro. Chiuse gli occhi, aprì la bocca, stirò le gambe e, dato un grande scrollone, rimase lì come intirizzito”. Fine. 


I lettori protestano in massa, l’editore costringe Collodi ad andare avanti. Impiegherà altri due anni per completare l’opera. Che oggi è al numero 33 nella classifica mondiale dei libri più letti, tradotta in 240 lingue, con oltre  35 milioni di copie vendute. 


In molti sostengono che non si tratta di un libro per ragazzi, ma di un’allegoria rivolta agli adulti. Una tesi tanto seria che Pinocchio è conteso fra massoneria (di cui secondo alcuni Lorenzini avrebbe fatto parte, anche se non risulta fra gli affiliati dell’epoca) e chiesa cattolica. 


L’interpretazione esoterica conterrebbe numerosi elementi simbolici appartenenti all'antica tradizione magica. L’intera vicenda sarebbe la storia di un'iniziazione: un burattino che aspira a trovare la sua anima. Così Pinocchio (mix di ghiandola pineale e occhio)

sarebbe l’uomo alla ricerca della verità, Mangiafuoco il potere temporale, Lucignolo richiamerebbe Lucifero, il Gatto e la Volpe le passioni del corpo che distraggono dalla via per la Conoscenza, la Fata Turchina l'archetipo della Grande Madre. 


I fan della lettura cattolica invece ricordano che Lorenzini dopo aver fatto il seminario e aver seguito lezioni di filosofia dai padri Scolopi, era tanto addentro alle cose della Chiesa da ottenere una rarissima dispensa per poter leggere i libri messi all'Indice. 


Per loro “Pinocchio è la narrazione della fuga della creatura dal Creatore e del ritorno”. Il cardinale Giacomo Biffi nel suo libro “Contro maestro Ciliegia” rilegge le vicende del burattino in parallelo con la storia della salvezza: secondo lui ad esempio Geppetto è il creatore che vuol essere padre, Pinocchio combatte col male interno (lui sa qual è il suo bene ma disobbedisce) e quello esterno (Gatto e Volpe, intelligenze malefiche più astute di lui), e un duplice destino attende Lucignolo, che rimane asino e muore, e Pinocchio, che si salva per intervento della Fata Turchina, ovvero la grazia che dà nuova vita. 


Se queste riletture non vi convincono, c'è sempre il film  Disney (a dire il vero non all'altezza di altre trasposizioni) che ci restituisce la “bambinata” a cartoni animati. O meglio la versione di Comencini, che ne fa un piccolo capolavoro nella “serie tv” (anche se al tempo non si chiamavano così) forse più amata dagli italiani.


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NEL CUORE DELLA LONDRA DEL 1944, MENTRE IL MONDO TRATTENEVA IL FIATO PER L'IMMINENTE SBARCO IN NORMANDIA, IN UN’AULA DI TRIBUNALE VENIVA PROCESSATA UNA STREGA.

 



Helen Duncan nasce a Callander in Scozia nel 1897. Fin da piccola ha comportamenti strani, dice di “sentire” quando le persone sono in pericolo e di prevedere eventi futuri. 


Lasciata la scuola lavora in un ospedale, e nel 1916 si sposa con Henry Duncan, un ebanista, che è anche uno spiritista e crede nei poteri medianici della moglie. Con lui farà 12 figli, di cui solo 6 sopravviveranno all'infanzia. 


Nel 1926 Helen comincia a fare regolarmente sedute spiritiche a pagamento. Negli anni Trenta raggiunge una certa fama e attira l'attenzione dei ricercatori della London Spiritualist Alliance, che la controllano. E la smascherano più volte. 


Il clou della sua esibizione è la produzione dalla bocca  di una massa biancastra e gelatinosa che si agita nell’aria come se fosse viva: ectoplasma, dice lei. I ricercatori dimostrano che non è altro che un misto di garza, carta igienica e albume rigurgitato. In un’occasione poi un assistente afferra lo “spirito” di una bambina scoprendo che si tratta di una sottoveste bianca. 


Multata e ridicolizzata, va avanti per la sua strada, seguitissima: le sue sedute sono spettacoli, fra consolazione e intrattenimento. E quando nel 1939 scoppia la guerra per lei è una manna dal cielo, con centinaia di persone disperate disposte a sborsare i 12 scellini e 6 pence richiesti (circa 40 euro odierni) per parlare con i propri morti o per sapere quando e dove sarà il prossimo bombardamento.


L'evento che cambia tutto avviene a Portsmouth nel novembre del 1941. E' sera e in una stanza sopra una farmacia, chiamata con enfasi “Master Temple”, pochi spettatori paganti, illuminati solo da una lampadina velata di rosso, seguono con grande attenzione la Duncan seduta accanto a una tenda nera. 


Preghiere, un canto sommesso, e poi il momento clou: la produzione dell'ectoplasma. E attraverso quella sostanza, prende voce lo spirito di un marinaio: annuncia che la corazzata HMS Barham è stata affondata. 


La notizia è vera, ma è stata tenuta segreta: qualche giorno prima un sommergibile tedesco ha affondato la nave e gli 862 uomini a bordo sono morti. L'Ammiragliato ha avvisato i familiari, ma ha imposto il silenzio assoluto per non minare il morale della popolazione. 


Qualcuno dei presenti informa i vertici della Marina, che iniziano a sospettare che Helen sia una spia. Così la mettono sotto osservazione senza intervenire. Nei successivi tre anni la lasciano proseguire nel suo lucroso commercio, ma con l’avvicinarsi dello sbarco in Normandia la sua attività viene considerata un rischio: così, nel gennaio del 1944, le autorità militari decidono di agire. Che sia medium, truffatrice o spia poco importa: in una fase decisiva della guerra una donna che rivela informazioni riservate è una minaccia. 


Il 14 gennaio 1944 due ufficiali della Marina si presentano a una sua seduta e la smascherano di nuovo. Pochi giorni dopo la polizia la arresta. I giudici potrebbero condannarla per frode o vagabondaggio, ma decidono di tirar fuori il vecchio Witchcraft Act del 1735, utilizzato per secoli per le accuse di stregoneria. Dopo otto giorni di processo Helen Duncan viene dichiarata colpevole e rinchiusa in prigione. Ci resterà nove mesi.


Rilasciata a fine settembre del 1944, riprende come se niente fosse le sue sedute.  Nel 1951 il Parlamento abroga il Witchcraft act e lo sostituisce con il “Fraudulent Mediums Act”. Helen Duncan è l'ultima donna condannata per stregoneria. Nel 1956 la arrestano ancora: l'accusa stavolta è frode. Pochi mesi dopo l'ultima strega muore, non sul rogo ma nel suo letto a Edimburgo


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PER OLTRE MILLE ANNI FINO AI PRIMI DEL NOVECENTO IN CINA I CONDANNATI A MORTE PER I REATI PIÙ GRAVI VENIVANO SOTTOPOSTI A UNA PRATICA TANTO EFFERATA E INUMANA DA FAR IMPALLIDIRE QUALUNQUE ALTRA TORTURA MAI IDEATA DALL’UOMO: IL LINGCHI, LA MORTE DAI MILLE TAGLI.

 



Le prime tracce di questa forma di esecuzione risalgono al 900 dopo Cristo. Ampiamente praticata in tutta la Cina nei secoli successivi, è stata abolita solo nel 1905. Il termine lingchi si può tradurre con “la lenta scalata in montagna”; il condannato, legato ad un palo al centro della piazza, veniva  ucciso utilizzando un coltello con il quale si asportavano parti del corpo lentamente e per un lungo periodo di tempo. 


Normalmente veniva comminata per crimini particolarmente gravi: uccisione dei propri genitori, stragi, omicidio di un maestro o di un datore di lavoro, reati contro i valori del Confucianesimo. Ma gli imperatori lo utilizzavano per minacciare e terrorizzare il popolo, e lo usavano anche per reati minori. Spesso poi riservavano il trattamento ai membri della famiglia dei loro nemici. 


La punizione aveva tre effetti: la pubblica umiliazione, una morte lenta e dolorosa e le conseguenze post mortem, visto che un corpo smembrato non poteva andare in paradiso.


L’esecuzione variava molto a seconda del boia, che poteva avere l’ordine di uccidere subito il condannato con il primo taglio alla gola oppure lasciarlo vivo durante tutto il processo. Le famiglie benestanti pagavano il carnefice perché uccidesse prima possibile il condannato. 


I tagli successivi alla morte servivano solo a smembrare il cadavere. In tempi recenti poteva anche essere somministrato dell'oppio come atto di misericordia. 


Spesso l’esecuzione durava solo 15 o 20 minuti per le ingenti perdite di sangue, ma i boia più abili potevano andare avanti anche tre giorni prima di arrivare alla morte. Gli imperatori Ming (1368-1644) spesso ordinarono 3.000 tagli prima del colpo fatale. 


Fra i numerosi condannati famosi, il missionario francese Joseph Marchand, che partecipò alla rivolta di Lê Văn Khôi, e il generale Yuan Chonghuan, ucciso per antipatia dall’ultimo imperatore Ming.


Esistono (anche online) molte testimonianze fotografiche scattate dagli occidentali a inizio novecento. Io come illustrazione ho preferito mettere un’antica stampa; se volete vedere le foto basta cercare “lingchi”. Ma fatelo solo se siete molto, molto forti di stomaco: sono davvero orribili.


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ROBERT KENNEDY Jr - "SIAMO STATI NOI A VOLERE LA GUERRA CON LA RUSSIA"

 



15 gennaio 2025 


Siamo stati noi noi a volere la guerra. Per i russi il conflitto in Ucraina è una questione di sicurezza, non di territorio.


Lo ha affermato sul canale Daystar, Robert Kennedy Jr., prossimo Segretario alla Salute nell'amministrazione del Presidente eletto Donald Trump "La guerra in Ucraina non sarebbe mai dovuta iniziare. Questa guerra riguardava davvero la sicurezza. Per i russi non è una questione di territorio. Lo dicono da 30 anni: non è possibile allargare la NATO all'Ucraina". ha affermato Kennedy, aggiungendo che "Quando Hitler attaccò la Russia, uccise un russo su sette. Quindi hanno legittime preoccupazioni sulla sicurezza. Inoltre, negli ultimi 6 anni, ci siamo ritirati da due trattati missilistici permanenti e da due trattati provvisori sul nucleare", 


Kennedy ha ricordato che dopo la riunificazione della Germania e la promessa di "non allargare di nemmeno un centimetro la NATO a Est, l'Alleanza lo ha fatto di migliaia di chilometri inglobando 14 Paesi".


Il prossimo Segretario alla Salute americano ha spiegato che: "L'unica cosa che i russi vogliono è che non venga allargata la NATO all'Ucraina. E questa è stata la causa della guerra. Siamo intervenuti nel 2014, abbiamo rovesciato il governo eletto e introdotto un governo filo-NATO e i russi hanno risposto. I russi hanno chiesto un trattato di pace, abbiamo concordato: Francia e Germania hanno firmato Minsk, poi abbiamo ingannato i russi e siamo entrati nel Paese".


Kennedy poi ha concluso: "E nell'aprile 2022, Zelenskyj ha firmato un altro accordo e lo ha siglato con Putin, e Putin ha ritirato le sue truppe. E Biden ha inviato Johnson a Kiev per costringere Zelenskyj a rompere questo accordo. Da allora, molti sono morti. Se questo accordo non fosse stato violato, Donbass e Lugansk farebbero ancora parte dell'Ucraina e tutte queste risorse naturali rimarrebbero lì. Noi volevamo la guerra".


Video dell'intervista: https://www.fattieavvenimenti.it/robert-kennedy-jr-siamo-stati-noi-noi-a-volere-la-guerra-i-russi-si-difendono-pe-questione-di-sicurezza-non-di-territorio-video/

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sabato 30 agosto 2025

Melona sei solo un'imbrogliona!

 

Moolto amata 🤣💰 


Like Fantasma: La Democrazia in Vendita tra Bot Indiani e Miracoli di Engagement


Se c’è una cosa che il governo Meloni ha imparato dai social, è che i numeri—anche quelli falsi—possono far credere di essere popolari. Basta un esercito di like comprati, magari da profili indiani, sauditi o israeliani, per trasformare un post mediocre in un "trionfo della volontà popolare". Peccato che quegli stessi cittadini esteri, così affezionati alle politiche della Meloni, difficilmente saprebbero indicare l’Italia su una cartina .  


### **Come si comprano i like? Facile, basta un click (e un po’ di ipocrisia)**  

1. **Piattaforme specializzate**: Siti come *SocialAds*, *BCUBE Agency* o *MediaMister* vendono pacchetti di like a partire da 1,99€. Alcuni promettono like "italiani", altri offrono bot da tutto il mondo—perfetti per chi, come certi politici, vuole sembrare globale pur parlando solo alla propria bolla .  

2. **Targeting geografico**: Se vuoi like dall’India, basta selezionare il Paese. Se preferisci un tocco mediorientale, l’Arabia Saudita è un classico. Curioso come questi like "casualmente" compaiano sotto post nazionalisti .  

3. **Automatizzazione**: Alcuni servizi, come *InstaFollowers*, offrono like automatici per ogni nuovo post. Un bel modo per mantenere l’illusione dell’engagement senza dover convincere nessuno .  


### **Perché i follower esteri amano la Meloni? (Spoiler: non è per la politica)**  

- **Soldi, non ideali**: Molti di questi like vengono da farm di click, dove utenti pagati (o bot) interagiscono con qualsiasi contenuto. Nessuna passione politica, solo rupie o rial in cambio .  

- **Algoritmi complici**: Più like = più visibilità. Instagram premia i post "popolari", anche se la popolarità è fasulla. Un trucco utile per chi deve dimostrare consenso senza averlo .  

- **Distrazione di massa**: Mentre si discute dei like stranieri, nessuno nota i tagli al welfare o le leggi contro i diritti. Una lezione di *marketing politico*: se non puoi convincere, confondi .  


### **La grande ipocrisia: "Italiani prima!" (ma i like no)**  

Il paradosso è sublime: un governo che urla "sovranità" e "identità nazionale" riempie i suoi post di like stranieri. Forse perché, come scriveva qualcuno, *"la democrazia è diventata un prodotto da esportazione, ma solo nei numeri"* .  


**Morale della favola?**  

Se un giorno vedrete la Meloni condividere un post con 50k like e 3 commenti (di cui 2 sono "????"), ora sapete perché. E se vi chiedete come mai tanti indiani siano così appassionati di autonomia differenziata, la risposta è semplice: *non lo sono*. È solo l’ultima farsa di chi ha capito che, nell’era digitale, l’unica cosa che conta è sembrare, non essere .  


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**PS**: Per chi volesse provare, i siti ci sono. Ma attenzione: Instagram potrebbe bannarvi. A meno che non siate un governo, ovvio. In quel caso, chiamatelo *"diplomazia digitale"* .  


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Fonti selezionate:

Facebook 

Macho Man Randy Savage

 


Oltre ad essere un ottimo wrestler, L'italo-americano Angelo Poffo sembra fosse anche un eccezionale padre.


Nonostante avesse acquisito una notorietà non da poco nel mondo della lotta libera professionistica, fu coscienzoso nei confronti dei suoi due figli maschi, Randall e Lanny, spronandoli solo a cercare il meglio per loro e non forzandoli a seguire le sue orme sul quadrato. Alla fine, però, il richiamo della tradizione familiare deve essere stato molto forte, portandoli ad intraprendere lo stesso viaggio e - nel caso di Randy - a diventare anche più famoso del padre stesso.


Ma nella loro giovinezza, i due fratelli Poffo furono attratti da un altro sport: il baseball. Angelo allora, convinto sempre dell'idea di aiutarli in ogni loro desiderio, fece costruire una piccola gabbia nel giardino con una macchina spara-palle, per aiutarli ad allenarsi, e nel frattempo, tra un tour di wrestling e l'altro, cercava di portarli a quante più partite possibili.


Soprattutto Randy spiccava per la sua straordinaria abilità atletica, che ne fecero subito una promessa per le leghe minori di categoria dello sport in questione. Durante un lungo periodo nel territorio delle Hawaii, il padre Angelo vide una grossa opportunità per ambedue i figli di potersi allenare senza sosta, lontano dal pericolo di essere chiamati per la guerra in Vietnam. Pertanto, portandoseli con sé, riuscì ad affinare ancora di più le loro qualità.


Purtroppo il destino si mise in mezzo: dopo un ritorno a casa ed una straordinaria carriera nel baseball delle leghe minori, Randy iniziò a finire nel mirino delle discussioni per un probabile ingaggio nella MLB , la lega americana del baseball, ma una febbre alta lo tenne fuori dai giochi proprio quando i selezionatori erano giunti in città e successivamente non furono più presenti, instillando per un lungo periodo una fortissima delusione nel ragazzo.


Questo però non fermo le aspirazioni di Poffo e grazie al padre, che si mise alla guida per oltre 300 miglia, fece un provino con i St.Louis Cardinals, finendo finalmente per essere preso! Era il 1971 e la vita stava offrendo una carriera incredibile nel mondo del baseball al giovane Randy.


La sua attitudine al lavoro di squadra si vide subito: aiutava gli altri, si impegnava fino a tardi uscendo per ultimo dal campo da gioco e cercando di alleviare l'umore dei ragazzi con scherzi e battute. Ed ovviamente aveva una incredibile dote atletica naturale.


Ma c'era un piccolo problema: lontano da casa e con soli 500 dollari al mese (del resto Randy era ancora molto giovane e con un contratto da nuovo prospetto) sbarcare il lunario era alquanto complicato ed occorreva un secondo, piccolo lavoro che facesse alzare le entrate. 


Per un pò Randy racimolò qualche soldo grazie alle partite di poker, sfruttando la sua innata memoria affilata come un rasoio, ma poi la vita di tutti i giorni richiese qualcosa di più redditizio.


Intanto la sua carriera nel baseball procedeva tra alti e bassi: Randy era molto bravo, ma non eccezionale o con qualche talento particolare per la disciplina. La sua caparbietà lo portava ad allenarsi continuamente, cercando anche di diventare ambidestro, tentando persino di mangiare con la sinistra per rendersi sempre più importante agli occhi del suo manager.


Poi, il 29 Aprile 1974, in una partita fu coinvolto in una rissa, da cui non si tirò indietro ed anzi dimostrò una notevole aggressività, tanto che il giornale, il giorno dopo, dichiarò che Randy si era comportato con atteggiamenti da "uomo macho". Da quell'articolo, gli amici, gli avversari, persino la gente per strada iniziò scherzosamente a chiamarlo "Macho Man"... non sapevano ancora che quel soprannome avrebbe significato molto di più nel corso della sua vita.


Intanto, Randy aveva iniziato una seconda vita, nascosto sotto la maschera del wrestler "The Spider". Era un lavoro che teneva segreto, in quanto non era possibile effettuare ambedue le cose (wrestling e baseball) contemporaneamente, una clausola nel suo contratto da giocatore glielo impediva.


Riuscì persino ad avere un contratto migliore con i White Sox, ma alla fine anche loro lo scaricarono. Randy, deluso dal baseball, prese la sua mazza e la frantumò contro un albero. Ormai era certo che il baseball avesse chiuso con la sua vita, ma una porta diversa, ben più grande, si stava aprendo.


Lo stesso giorno, il promoter di Detroit Francis Flessner lo chiamò, per farlo debuttare nel mondo del wrestling come Randy Poffo, figlio del più famoso Angelo.


Mise su muscoli (nel baseball non gli era possibile), cambiò radicalmente aspetto, ispirandosi ad un wrestler dalla gimmick selvaggia e turbolenta, Pampero Firpo. Non solo, la sua voce - a dire del fratello Lanny - era normalissima ma la sua costante ricerca e dedizione lo portarono persino ad adottare nella vita reale quella ruvida e graffiante di Firpo.


E come sempre, avido di conquistarsi da solo il proprio posto anche qui nel mondo del wrestling senza sfruttare il nome del padre, decise di cambiare il suo cognome con qualcosa che suonasse più aggressivo, più minaccioso per gli avversari... più selvaggio.


E per non dimenticare quel nomignolo che gli era stato attribuito e che ormai aveva adottato anche lui in maniera scherzosa, decise di farne parte nel suo ring name.


E nel 1985,  dopo anni di gavetta anche nel mondo della lotta libera, alla World Wrestling Federation, debuttò Macho Man Randy Savage.


Ed il resto è leggenda.


#RandyPoffo #LannyPoffo #AngeloPoffo #RandySavage #MachoMan #MachoManRandySavage #MLB #baseball #WWE #wrestling #WWEHallOfFame #maestrozamo

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Alessandro Del Piero

 


“La sera, in casa, i miei genitori prendevano carta e penna. Facevano i conti. Dividere quei pochi soldi tra bollette, spesa, medicine, cose indispensabili. E quasi sempre mancava qualcosa. Io li osservavo in silenzio e capivo quanto fosse dura tenere in piedi una famiglia con un solo stipendio.


Mamma, per aiutarci, faceva le pulizie a Conegliano e la baby sitter. Erano sacrifici che non si dimenticano, sacrifici che hanno costruito la mia forza e quella di mio fratello. Eppure non li ho mai sentiti lamentarsi, mai un accenno di vittimismo. Solo dignità, solo amore.


Crescevo imparando che le difficoltà non erano un ostacolo, ma una spinta. Se non potevano regalarmi un pallone nuovo, avrei aspettato il compleanno. Se i compagni indossavano le Timberland, io mi accontentavo delle “Fimberman”. Se portavo i vestiti smessi di mio fratello maggiore, non importava: quello che contava era correre dietro a un pallone.


Guardavo gli altri e pensavo: sì, magari voi avete le scarpe di marca, le macchine più grandi, i vestiti alla moda… ma se scendiamo in campo, io sono più forte.

Era una certezza che tenevo dentro, ma che cresceva con me.


E col tempo ho capito che quel pallone, quella passione, sarebbero stati la mia strada. Avrei dato ai miei genitori la serenità che non avevano mai avuto. Perché dopo tanti sacrifici, si meritavano di smettere di soffrire.”


Alessandro Del Piero


Le parole colme di gratitudine di un figlio diventato leggenda. ❤️

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