giovedì 31 luglio 2025

Alessandro Venier ucciso dalla mamma e dalla compagna, la ricostruzione: il corpo segato in tre parti e gettato in un bidone coperto di calce

 

Alessandro Venier ucciso dalla mamma e dalla compagna, la ricostruzione: il corpo segato in tre parti e gettato in un bidone coperto di calce 
 
Alessandro Venier ucciso dalla mamma e dalla compagna, la ricostruzione: il corpo segato in tre parti e gettato in un bidone coperto di calce  
 
 
 
Aveva 35 anni Alessandro Venier, l’uomo trovato senza vita e fatto a pezzi nella casa di famiglia a Gemona (Udine), in via dei Lotti. Il suo corpo, sezionato e nascosto in un bidone coperto di calce viva, è stato ritrovato nel garage dell’abitazione dove viveva con la compagna trentenne, Marylin Castro Monsalvo, di origine colombiana e con la madre, un'infermiera molto conosciuta nella comunità locale. Proprio le due donne, nella mattinata di giovedì 31 luglio 2025, si sono costituite ai carabinieri, confessando l’omicidio.
La vittima, stando alle prime informazioni, conduceva una vita riservata. Era padre di una bambina di appena sei mesi e viveva sotto lo stesso tetto con la compagna e la madre. Una convivenza che, secondo quanto emerso, si sarebbe trasformata in un contesto familiare teso e carico di conflitti, culminato con un delitto efferato che ha sconvolto l’intera comunità friulana.

Il delitto: corpo sezionato e nascosto in un bidone

Le prime ricostruzioni parlano di un omicidio avvenuto alcuni giorni prima del ritrovamento del corpo. Le spoglie di Alessandro Venier erano state nascoste nel garage, all’interno di un contenitore coperto da strati di calce viva, probabilmente per ostacolare la decomposizione e nascondere l’odore. Secondo indiscrezioni, il cadavere sarebbe stato segato in tre parti. Tuttavia, nel luogo del ritrovamento non sono state trovate tracce evidenti di colluttazione, il che lascia aperte molte domande sulle esatte modalità del delitto.

A dare l’allarme, intorno alle 10 del mattino, sono state proprio la madre e la compagna di Alessandro, che si sono autodenunciate alle forze dell’ordine. Entrambe sono state fermate e accompagnate in caserma, dove sono state interrogate dagli inquirenti.

Indagini in corso: i nodi da sciogliere

La Procura di Udine, con il supporto dei carabinieri del Comando provinciale e dei reparti scientifici, ha avviato un’indagine complessa per chiarire ruoli, responsabilità e movente. La sostituta procuratrice Claudia Danelon invita alla prudenza: «Serve ampliare gli orizzonti e analizzare nel dettaglio le ricostruzioni fornite, per attribuire correttamente le singole responsabilità». Le due donne avrebbero escluso la premeditazione, parlando di una lite degenerata per futili motivi. Tuttavia, la dinamica resta incerta, e sarà l’autopsia a fornire elementi chiave sulle cause della morte e sul momento esatto del decesso.

 
https://www.leggo.it/schede/alessandro_venier_come_e_stato_ucciso_gemona_oggi_31_7_2025-indagini_in_corso_i_nodi_da_sciogliere-3-8988821.html 

 

 
 
 
 
 

IL MONDO DEL TEATRO PIANGE IL GENIALE REGISTA E ARTISTA VISIVO ROBERT “BOB” WILSON, MORTO OGGI ALL’ETÀ DI 83 ANNI

 

IL MONDO DEL TEATRO PIANGE IL GENIALE REGISTA E ARTISTA VISIVO ROBERT “BOB” WILSON, MORTO OGGI ALL’ETÀ DI 83 ANNI – CONSIDEAATO UN “POETA DELLA LUCE” WILSON HA MESSO IN SCENA DI TUTTO: SHAKESPEARE, MA ANCHE TESTI CONTEMPORANEI E OPERE LIRICHE – L’OPERA “EINSTEIN ON THE BEACH” CREATA CON PHILIP GLASS, LA DISCUSSA SCENOGRAFIA PER LA PIETÀ RONDANINI, I RITRATTI VIDEO DI LADY GAGA, ESPOSTI AL LOUVRE – “CERCARE A TUTTI I COSTI IL SENSO È RIDUTTIVO. QUELLO CHE IMPORTA È L’ESPERIENZA, DIVERSA PER CIASCUNO, PERCHÉ SPERIMENTARE LA GRANDEZZA DELL’ARTE È UN’ATTIVITÀ PERSONALE…”

 

robert wilson  

https://youtu.be/hHIF0ybG1sA

TEATRO: ADDIO A BOB WILSON, REGISTA VISIONARIO DELLA SCENA CONTEMPORANEA

robert wilson

(Adnkronos) - Bob Wilson, regista e artista visivo statunitense considerato tra i più visionari creatori della scena contemporanea, è morto all'età di 83 anni.

 

Con lui scompare non solo un regista, ma un architetto del tempo, un poeta della luce, un artista capace di trasformare il teatro in un'esperienza radicalmente sensoriale.

 

 La notizia della scomparsa in Italia è stata diffusa dal Teatro alla Scala. Proprio quest'anno al Salone del Mobile di Milano aveva presentato l'installazione "Mother", un omaggio alla Pietà Rondanini di Michelangelo, e diretto alla Scala la serata "The Night Before. Object Chairs Opera", con Marina Rebeka e l'Orchestra del Teatro alla Scala diretta da Michele Spotti.

 

"Artista completo, regista e scenografo di prosa e d'opera, Wilson ha inteso sempre il teatro come opera d'arte totale, curando ogni dettaglio degli spettacoli che firmava; ma l'impatto del suo lavoro si estende alle altre arti e a tutti i campi della creatività", scrive il Teatro alla Scala in un messaggio di cordoglio del sovrintendente Fortunato Ortombina e del direttore musicale Riccardo Chailly.

 

La Pieta Rondanini di Michelangelo illuminata da Robert Wilson - salone del mobile di milano

Nato a Waco, in Texas, il 4 ottobre 1941, Robert Wilson si era formato come architetto, ma ben presto aveva trovato nella scena teatrale una tela più adatta alla sua ricerca estetica. Fondatore nel 1968 della Byrd Hoffman School of Byrds - compagnia sperimentale dedicata al recupero di giovani con disabilità - fu proprio da questa esperienza umana e artistica che nacque "Deafman Glance" (1970), l'opera che lo rese celebre in tutto il mondo.

 

I suoi spettacoli non si raccontavano: si attraversavano. Lenti, silenziosi, ipnotici. In opere come "Einstein on the Beach" (1976), creata con il compositore Philip Glass e la coreografa Lucinda Childs, Wilson costruiva cattedrali visive dove il tempo perdeva consistenza e si faceva percezione.

https://youtu.be/8i-3dUv_Xwc

Con luci scolpite, spazi vuoti e una gestualità rarefatta, ha imposto un nuovo modo di fare teatro, dove il senso non si cercava nel testo ma nella composizione visiva. Dopo l'esperienza con i ''Byrds'', Wilson cominciò a collaborare con attori professionisti, portando la sua estetica nei grandi teatri del mondo.

 

Mise in scena classici come "King Lear" e "Hamlet", ma anche testi contemporanei come "Hamletmachine" di Heiner Müller, oltre a opere liriche come "Madama Butterfly" o "Parsifal", tutte reinterpretate con una coerenza stilistica unica: essenzialità scenica, rigore cromatico, potenza iconografica. Wilson non fu mai solo un uomo di teatro.

https://youtu.be/b26E0D2pm1c

I suoi storyboard furono esposti nelle gallerie già dagli anni '70, e nel 1993 vinse il Leone d'Oro alla Biennale di Venezia per l'installazione "Memory/Loss". Le sue Voom Portraits, realizzate in collaborazione con il canale televisivo Lab HD, hanno ritratto personaggi celebri e sconosciuti con la stessa attenzione quasi rituale.

 

Memorabili i ritratti video di Lady Gaga, esposti al Louvre nel 2013. Collaborò con icone della cultura pop e underground, da Tom Waits a William S. Burroughs, da Lou Reed a Marina Abramovic, con cui creò "The Life and Death of Marina Abramovic". Ogni lavoro era un viaggio in un mondo altro, dove il visibile diventava spirituale, il banale diventava sublime.

 

IL REGISTA, SCULTORE E PITTORE ROBERT WILSON PARLA DELL’ARTE

Estratto dell’articolo di Annachiara Sacchi per “la Lettura - Corriere della Sera” – 23 febbraio 2025, pubblicato da www.cinquantamila.it – la storia raccontata da Giorgio Dell’Art

robert wilson

 

Infinita, perché causa ed effetto si rincorrono senza sosta. Incompiuta, perché «i miei lavori continuano a cambiare nella mia testa, per me non c’è fine». In questi due aggettivi Robert Wilson […] racchiude la sua poetica: infinita e incompiuta.

 

Come la Pietà Rondanini, che Wilson metterà «in scena» durante il Salone del Mobile. Glielo ha chiesto la fiera del design: un dialogo di luci e musica con il capolavoro di Michelangelo. Un’installazione inedita. […]

 

La Pieta Rondanini di Michelangelo illuminata da Robert Wilson - salone del mobile di milano

Proiezioni, effetti luminosi, musica. All’Ospedale Spagnolo del Castello Sforzesco di Milano, dal 6 aprile al 18 maggio andrà in scena Robert Wilson. Mother, e cioè una «visione» del capolavoro incompiuto di Michelangelo commissionata a Wilson dal Salone come evento culturale per celebrare con l’arte la settimana del design.

 

La Pietà sarà «rappresentata» grazie a una serie di immagini (volti, corpi, nuvole, abbracci fluttueranno sulle pareti, sul pavimento, sul marmo), in dialogo con lo Stabat Mater di Arvo Pärt in una sequenza di luci e note della durata di mezz’ora (il pubblico potrà assistere con ingresso su prenotazione; l’esecuzione dello Stabat Mater, dal vivo dal 6 al 13 aprile, è affidata all’ensemble Vox Clamantis diretto da Jaan-Eick Tulve, e a La Risonanza, diretta Fabio Bonizzoni; ingresso gratuito il 6 aprile; lunedì 7 chiuso come tutti i lunedì; gli altri giorni euro 5).

robert wilson 6

 

Il significato di tutto questo? La risposta è in queste pagine e diventa una sorta di manifesto «wilsoniano»: «Mother è qualcosa che vedi e ascolti.

 

Cercare a tutti i costi il senso è riduttivo. Prendiamo Shakespeare: è assurdo volerlo interpretare. Quello che importa è l’esperienza, diversa per ciascuno, perché sperimentare la grandezza dell’arte è un’attività personale. Non voglio dare riposte. Per me Mother, il mio teatro, la mia arte sono un processo non intellettuale, ma esperienziale».

 

[…] «Il capolavoro del Buonarroti – rivela Wilson – muove in me molte cose. Ha a che fare con mia madre, con tutte le madri. È un mito universale con cui gli artisti si sono sempre confrontati, in musica, su tela, su pietra. Quando l’ho vista per la prima volta sono rimasto lì davanti per più di un’ora. Poi ho iniziato a camminarle intorno. Ho percepito un’energia, una presenza quasi mistica. È come una finestra sospesa tra il visibile e l’invisibile. Mi ha regalato un tempo diverso.

 

robert wilson tales

L’idea di metterla in scena mi ha colpito profondamente, anche se alla Pietà non serve una scenografia. Ha solo bisogno di uno spazio, di un respiro, perché chi la osserva possa perdersi nei propri pensieri. E allora ho pensato ad Arvo Pärt.

 

C’è qualcosa in comune tra la sua musica e questa scultura: un senso del tempo che si dilata. Insieme, arte e musica non spiegano: semplicemente, ci permettono di provare emozioni».

 

È inutile insistere sulle intenzioni. I riferimenti di Wilson sono tanti, il denominatore è unico. «Quando ero uno studente ho avuto l’occasione di incontrare il pittore Mark Rothko, noi ragazzi gli chiedemmo il significato dei suoi quadri, a cosa pensava mentre dipingeva. Lui disse: “Penso a tutto, all’amore, alla morte, a molte cose...”».

 

robert wilson

Balzo indietro, riecco Shakespeare: «Puoi leggere Amleto in una notte e la notte dopo trovarlo completamente diverso. Non scriveva per essere capito, ma per offrire qualcosa su cui riflettere».

 

[…] Mozart: «Mi piace come suonano le sue note. Il mio non è un ascolto intellettuale, quello che importa è la mia esperienza». E di nuovo avanti: «Un critico chiese a Gertrude Stein che cosa pensasse dell’arte moderna.

 

Lei rispose: “Mi piacerebbe guardarla”. Poi: miss Stein, cosa pensa di fare dopo? “Penso che prenderò un bicchiere d’acqua”». Wilson sorride compiaciuto. Il messaggio è molto chiaro […]».

 

[…] Che poi infinito e incompiuto si toccano, spesso si equivalgono. «Balanchine continuava a lavorare sui suoi spettacoli. Come me. Tutti i grandi lavori non sono mai finiti, continuano a cambiare, sono incompiuti. Anche il mio Amleto di trent’anni fa... Continuo a pensarci, nella mia testa non è finito».

 

robert wilson time and space

E in questo ciclico, perenne movimento (artistico), Wilson avverte: «La magia sta nella superficie, che deve essere accessibile. Cos’è Re Lear? È un re che divide il suo regno, impazzisce e muore. È una storia molto semplice. Come semplice, anzi stupida, è quella di Madama Butterfly: un ragazzo corteggia una ragazza, lei si innamora, lui la lascia, lei si dispera e muore. Facile no? La storia deve essere accessibile all’uomo della strada, deve porre domande senza pretendere di dare risposte. È il motivo per cui facciamo gli artisti».

 

robert wilson endgamerobert wilson 2robert wilson tales 1

robert wilson oedipus 1robert wilson 2the hat makes the man robert wilson

[…]

https://www.dagospia.com/media-tv/mondo-teatro-piange-geniale-regista-artista-visivo-robert-bob-wilson-442859 

 

 

 

AVVISATE GIORGIA MELONI: LE È ESPLOSO IL PARTITO IN SICILIA

 

AVVISATE GIORGIA MELONI: LE È ESPLOSO IL PARTITO IN SICILIA – IL DEPUTATO MANLIO MESSINA LASCIA FRATELLI D’ITALIA E SBATTE LA PORTA: “VALUTERÒ CON SENSO DI RESPONSABILITÀ SE PROSEGUIRE IL MIO MANDATO PARLAMENTARE, CONTINUANDO A SOSTENERE IL GOVERNO, OPPURE SE CONCLUDERE ANTICIPATAMENTE” – MESSINA ERA UN FEDELISSIMO DELLA DUCETTA: EX VICECAPOGRUPPO ALLA CAMERA, SI ERA DIMESSO PER LE INCHIESTE SUGLI AFFIDAMENTI DI CONTRIBUTI PUBBLICI A CARLO AUTERI, A LUI MOLTO VICINO. AVEVA CHIESTO AI VERTICI DEL PARTITO (DONZELLI) DI DIFENDERE AUTERI, MA QUELLI L’AVEVANO SCARICATO. LO SCANDALO SI È POI ALLARGATO AL PRESIDENTE DELL'ARS, GAETANO GALVAGNO, E ALL'ASSESSORE REGIONALE AL TURISMO, ELVIRA AMATA, ASCOLTATI OGGI DAI PROBIVIRI

manlio messina giorgia meloni  

Estratto dell’articolo di Accursio Sabella per www.repubblica.it

 

MANLIO MESSINA GIORGIA MELONI

Manlio Messina lascia Fratelli d'Italia. Lo ha comunicato lo stesso deputato, usando parole molto dure, che sembrano scaturire da uno scenario di grandi tensioni interne [...]: proprio oggi sono stati ascoltati dai probiviri il presidente dell'Ars Gaetano Galvagno e l'assessora regionale al Turismo Elvira Amata, ai quali la procura di Palermo ha comunicato la chiusura delle indagini a loro carico: nel mirino l'utilizzo di fondi pubblici dell'Ars e dell'assessorato, oltre a quello dell'auto blu, nel caso del presidente dell'Assemblea.

gaetano galvagno

 

“Comunico – ha detto Messina - la mia decisione di lasciare il partito Fratelli d'Italia e di rassegnare le dimissioni dal gruppo parlamentare. Non aderirò – ha aggiunto - ad altri partiti, né ora né in futuro”.

 

Ma non solo. Messina mette in discussione anche la sua permanenza all'interno del parlamento romano: “Nei prossimi giorni – ha detto infatti - valuterò con senso di responsabilità se proseguire il mio mandato parlamentare, continuando a sostenere il presidente Giorgia Meloni e il suo Governo, oppure se concludere anticipatamente questa esperienza, lasciando anche il ruolo di deputato. Un'esperienza intensa – ha proseguito - che ha rappresentato la mia passione e il mio impegno più autentico verso la politica, a cui ho dedicato gran parte della mia vita”.

 

CARLO AUTERI

Già qualche mese fa non erano mancate le fibrillazioni. Erano i giorni del “caso Auteri”, cioè della vicenda che ha fatto emergere dubbi – e inchieste - su alcuni affidamenti di contributi pubblici, finiti ad associazioni direttamente o indirettamente riconducibili al deputato regionale del Siracusano.

 

Un politico notoriamente vicino a Manlio Messina, che in quei giorni decise di dimettersi dal ruolo di vice capogruppo alla Camera. Un gesto, aveva spiegato Messina, al quale avrebbero dovuto seguire decisioni analoghe di altri colleghi di partito, cosa che però non è mai avvenuta.

 

GIORGIA MELONI E ELVIRA AMATA

Adesso Messina non è più in Fratelli d'Italia. Uno dei più influenti meloniani di Sicilia va via in uno dei giorni più caldi. Quello nel quale è iniziato il “processo politico” ad altri due big di Fdi nell'isola, Galvagno e Amata appunto, indagati per corruzione (e nel caso del presidente dell'Ars anche per peculato) in un'inchiesta che […] prende le mosse anche dagli approfondimenti sulla partecipazione della Regione siciliana al Festival di Cannes.

https://www.dagospia.com/politica/avvisate-giorgia-meloni-e-esploso-partito-in-sicilia-deputato-manlio-442861 

 

Cleo Laine

 Cleo Laine La cantante jazz vincitrice di un Grammy, Dame Cleo Laine, è morta all'età di 97 anni. Dame Cleo è stata per molti anni una figura di spicco della scena jazz britannica e ha collaborato con artisti del calibro di Ray Charles e Frank Sinatra. Il suo celebre stile di canto scat, la sua straordinaria estensione vocale che va dal tenore al contralto e la sua voce roca la resero la cantante jazz di maggior successo della Gran Bretagna, guadagnandosi il soprannome di First Lady del Jazz. Il marito di Dame Cleo, il sassofonista Sir John Dankworth, è morto nel 2010 all'età di 82 anni, dopo essere stato una figura fondamentale della scena jazz britannica per oltre 50 anni. Nel 1970 la coppia fondò un ente di beneficenza e un locale chiamato The Stables per "garantire ai giovani l'accesso a un'ottima musica e a un'educazione musicale", ha affermato David Meadowcroft, presidente dell'ente di beneficenza, aggiungendo che The Stables avrebbe portato avanti l'impegno della coppia.

http://www.totomorti.com/tmnews-cleo-laine.htm

Motorini e palloncini per l'ultimo saluto a Fabrizio Calaresu, morto in un incidente stradale

 







Alghero Centinaia di persone hanno partecipato, nella borgata algherese di Santa Maria La Palma, ai funerali di Fabrizio Calaresu, il 17enne morto martedì 22 luglio in un incidente stradale sulla provinciale 44 nei pressi dell'aeroporto di Fertilia. Tanti gli amici e i compagni di classe del giovanissimo, studente al Paglietti di Porto Torres e atleta del Taekwondo Olmedo, che lo hanno salutato con un lancio di palloncini verdi verso il cielo e con il rombo e il clacson delle moto e degli scooter per i quali Fabrizio aveva una grande passione. (video di Roberto Gabrielli)

https://www.lanuovasardegna.it/sassari/cronaca/2025/07/22/news/incidente-mortale-ad-alghero-chi-e-la-vittima-1.100738500(1)

https://www.lanuovasardegna.it/video/sardegna/2025/07/30/video/motorini-e-palloncini-per-l-ultimo-saluto-a-fabrizio-calaresu-morto-in-un-incidente-stradale-1.100742068

 

Il 17enne si stava recando a lavoro in sella alla sua moto

Alghero Si chiamava Fabrizio Calaresu il 17enne di Alghero, la vittima dell’incidente stradale verificatosi oggi 22 luglio vicino all’aeroporto di Fertilia, sulla strada provinciale 44.

Il giovane si stava recando a lavoro in un agriturismo della zona in sella alla sua moto, quando per cause ancora da accertare si è scontrato con una Peugeot di turisti che proveniva dalla direzione opposta. Il ragazzo studiava all’istituto nautico di Porto Torres e praticava taekwondo a Olmedo.

 
Sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118, i vigili del fuoco, i carabinieri e la polizia locale. 
 
 
https://www.lanuovasardegna.it/nuoro/cronaca/2025/07/31/news/macomer-il-7-al-via-il-cantiere-per-realizzare-la-casa-della-comunita-1.100742775 


“SEMBRA CI SIA UNA GARA NEL DARE CANZONI A CHI VA PIÙ DI MODA”

 

“SEMBRA CI SIA UNA GARA NEL DARE CANZONI A CHI VA PIÙ DI MODA” – LA RICONOSCETE DALLE TETTONE? “SONO STATA LICENZIATA DALLA MIA MAJOR VIA MAIL, ESPERIENZA SURREALE, GIUSTAMENTE MEGLIO NON GUARDARSI NEGLI OCCHI. HO PRESO ANCHE TANTE PORTE IN FACCIA (COMPRESI I NO A SANREMO) E MI SONO CHIUSA NELLA MIA COMFORT ZONE CHE È IL TEATRO” – DI CHI SI TRATTA? – VIDEO

syria 

Ivan Rota per Dagospia

 

syria

Vi ricordate Sirya? “Che fine ho fatto? Sto bene e continuo a fare tutto quello che posso a più non posso. Sono stata licenziata dalla mia major via mail, esperienza surreale, giustamente meglio non guardarsi negli occhi. Ho preso anche tante porte in faccia (compresi i no a Sanremo) e mi sono chiusa nella mia comfort zone che è il teatro”. In questo momento la cantante è in giro con due spettacoli, uno che parte dal suo repertorio, accompagnata da una band e un altro, assieme al chitarrista Tony Canto, che è un omaggio al Brasile.

 

La stilettata al mondo musicale: "Qua sembra ci sia una gara nel dare canzoni a chi va più di moda, comprensibile". E poi spiega che non ha canzoni attualmente per proporsi a Carlo Conti per Festival: "Detta tra noi quanta fila c'è per andarci! (…) Sia bene chiaro, no dramma e vittimismo…”

https://www.dagospia.com/media-tv/sembra-ci-gara-nel-dare-canzoni-piu-moda-riconoscete-dalle-tettone-442800 

 

“L’IMPORTANTE È STUPIRE. L’ARTE DELLA BUGIA È VERAMENTE UN’ARTE. IO NE HO FATTO IL MIO MESTIERE"

 

VIDEO-FLASH – VITA, OPERE E "LUCHERINATE" - IL RICORDO BY FERNANDO PROIETTI DI ENRICO LUCHERINI, CON UNA CARRELLATA COMMOVENTE DELLE IMMAGINI, DELLE FRASI E DELLE TROVATE PIÙ ECCEZIONALI DEL PIÙ GRANDE “STRESS AGENT” DELLE DIVE, MORTO IERI A 92 ANNI –   LA DOLCE VITA, FELLINI, SOPHIA LOREN E LE TROVATE ECCEZIONALI PER LANCIARE LE STAR: “L’IMPORTANTE È STUPIRE. L’ARTE DELLA BUGIA È VERAMENTE UN’ARTE. IO NE HO FATTO IL MIO MESTIERE"

enrico lucherini 

https://www.dagospia.com/media-tv/video-flash-vita-opere-bugie-enrico-lucherini-piu-grande-stress-agent-442644 

“ENRICO LUCHERINI È STATO IL MIO MAESTRO, E OGGI POSSO DIRE DI AVER PERSO IL PIÙ GIOVANE DEI MIEI AMICI”

 

“ENRICO LUCHERINI È STATO IL MIO MAESTRO, E OGGI POSSO DIRE DI AVER PERSO IL PIÙ GIOVANE DEI MIEI AMICI” – RICCARDO ROSSI RICORDA IL PIU’ GRANDE "STRESS AGENT" DELLE DIVE, SCOMPARSO A 92 ANNI: "HO CONOSCIUTO ENRICO LUCHERINI NEL 1984 A “UN MILIONE AL SECONDO”, UN QUIZ CONDOTTO DA PIPPO BAUDO SU RETE4 DOVE SAREBBE STATA OSPITE FANNY ARDANT" – LA FOTO CON L’ATTRICE FRANCESE AVUTA GRAZIE A LUI: “PER RINGRAZIARLO COMPRAI IL SUO LIBRO 'C’ERA QUESTO, C’ERA QUELLO', E GLI CHIESI L’AUTOGRAFO: 'A RICCARDO, IL PIÙ GIOVANE DEI MIEI AMICI, ENRICO'. QUALCHE ANNO PIÙ TARDI MI CHIAMÒ PER FARGLI DA SEGRETARIO NEL SUO UFFICIO, MA MI AVVERTÌ: 'RICORDATI: NON È UN GIOCO!'” - VIDEO

 

fanny ardant e riccardo rossi nel 1984 enrico lucherini 

https://youtu.be/Iu94rH29Zzc

Lettera di Riccardo Rossi a Dagospia

 

Fanny Ardant e Riccardo Rossi nel 1984

o conosciuto Enrico Lucherini nel 1984 a “Un milione al secondo”, un quiz condotto da Pippo Baudo su Rete4 dove sarebbe stata ospite Fanny Ardant che, già protagonista de “La signora della porta” accanto per la regia del suo compagno Francois Truffaut, portava in promozione “Desiderio”, diretto da Anna Maria Tatò e curato per la stampa proprio da Enrico. 

 

Li vidi parlare e gli chiesi di farmi una foto insieme all’attrice:

 

- Non so fare foto! - mi disse e si rivolse a qualcuno che scattò fuori fuoco.

enrico lucherini

 

Non mi rimaneva altro da fare che chiamare per giorni lo studio Lucherini- Spinola per sapere l’orario del volo di partenza dell’Ardant di ritorno a Parigi ma ogni volta mi chiudevano il telefono in faccia.

 

La sera della prima al Cinema Fiammetta Enrico era lì davanti alle 22.15 e lo fermai di nuovo: “Per favore mi dica se l’Ardant parte domani mattina!” – “Perché lo vuoi sapere?” –

 

“Perché voglio farmi una foto con lei!” –  Si fermò un istante e finalmente mi rispose: “Mi ricordi quand’ero ragazzo, anche io smaniavo così, domani ha il volo alle 10.30 da Fiumicino, ciao!” 

    

Per ringraziarlo comprai il suo libro C’era questo c’era quello, e gli chiesi l’autografo: “A Riccardo, il più giovane dei miei amici, Enrico”. Qualche anno più tardi mi chiamò per fargli da segretario nel suo ufficio, ma mi avvertì: “ricordati: non è un gioco!”

 

È stato il mio maestro, e oggi posso dire di aver perso il più giovane dei miei amici.

Grazie Enrico!

 

https://www.dagospia.com/media-tv/enrico-lucherini-e-mio-maestro-posso-dire-aver-perso-piu-giovane-dei-miei-442617 

 

SE NE VA A 75 ANNI CELSO VALLI, STORICO PRODUTTORE DI VASCO, RAMAZZOTTI, BAGLIONI, PAUSINI, GIORGIA

 

SE NE VA A 75 ANNI CELSO VALLI, STORICO PRODUTTORE DI VASCO, RAMAZZOTTI, BAGLIONI, PAUSINI, GIORGIA - È STATO L'ARCHITETTO DEL POP ITALIANO DAGLI ANNI ‘80 A OGGI. LA NOTIZIA DELLA SUA SCOMPARSA È STATA DIFFUSA SUI SOCIAL DA EROS RAMAZZOTTI, CHE HA POSTATO LA STORIA “MI MANCHERAI MAESTRO”. È DI VALLI LA PRODUZIONE DEL DISCO ITALIANO PIÙ VENDUTO DI SEMPRE, "LA VITA È ADESSO" DI CLAUDIO BAGLIONI – L’ULTIMA APPARIZIONE A SANREMO CON… - VIDEO

celso valli 

https://youtu.be/tLGUn_G95Mg

Da lastampa.it

 

celso valli

Celso Valli, compositore, direttore d'orchestra, arrangiatore e produttore discografico che ha segnato la storia della musica leggera italiana degli ultimi decenni, è morto all'età di 75 anni a Bologna, la città dove era nato il 14 maggio 1950. La notizia della scomparsa è stata diffusa sui social da Eros Ramazzotti, che ha postato la storia «Mi mancherai maestro». Nella sua lunga carriera ha lavorato anche con Vasco Rossi, Laura Pausini e Giorgia.

 

 

 

Dopo gli studi al Conservatorio Giovanni Battista Martini di Bologna, Celsi ha fatto il suo debutto ufficiale collaborando con Drupi nel suo album del 1978 "Provincia". Negli stessi anni ha iniziato a produrre, arrangiare e occasionalmente lavorare come compositore in diversi progetti "Italo disco", tra cui "Tantra", "Azoto" e "Passeggeri".

 

Dal 1979 inizia a collaborare con Mina; la carriera come produttore ed arrangiatore include alcuni degli artisti italiani di maggior successo tra gli anni Ottanta e Duemila. Ha lavorato con Claudio Baglioni, Gianni Morandi, Fiorella Mannoia, Miguel Bosé, Marcella Bella, Matia Bazar, Eros Ramazzotti, Vasco Rossi, Andrea Bocelli, Giorgia, Patty Pravo, Il Volo, Laura Pausini, Filippa Giordano, Mango, Raf, Renato Zero, Biagio Antonacci e Gerardina Trovato solo per citarne alcuni.

 

celso valli eros ramazzotti ultimo

Nel corso della propria attività ha ottenuto dischi d'oro e dischi di platino, e il Latin Grammy Award per il disco "Primavera Anticipada" di Laura Pausini. Nel 2006 è stato premiato con il Leone d'oro alla carriera. Nel 2011 riceve il disco di diamante con Vasco Rossi, per l'album "Vivere o niente".

 

È sua la produzione del disco italiano più venduto di sempre, "La vita è adesso" di Claudio Baglioni, e ha curato brani come "Self Control", "Ti sento", "Quello che le donne non dicono" e "Un senso".

celso valli eros ramazzotti

 

Valli è stato per decenni protagonista anche del Festival di Sanremo, dove ha diretto l'orchestra per molti artisti, spesso contribuendo a vittorie storiche. L'ultima sua apparizione all'Ariston risale al 2023, al fianco di Ultimo ed Eros Ramazzotti in un medley emozionante dei grandi successi del cantautore romano.

https://www.dagospia.com/media-tv/valli-lacrime-se-ne-75-anni-celso-valli-storico-produttore-vasco-442510 

 

MARINO NIOLA SPIEGA PERCHÉ IL 13 E IL 17 VENGONO CONSIDERATI NUMERI CHE PORTANO SFIGA

 

LA SCARAMANZIA DA’ I NUMERI – MARINO NIOLA SPIEGA PERCHÉ IL 13 E IL 17 VENGONO CONSIDERATI NUMERI CHE PORTANO SFIGA: “LA FAMA SINISTRA CHE CIRCONDA IL 13 NASCE DAL RICORDO DELL'ULTIMA CENA, DOVE I COMMENSALI ERANO TREDICI, CRISTO PIÙ GLI APOSTOLI. SE GLI ANGLOSASSONI TEMONO IL 13 COME LA PESTE, NOI MEDITERRANEI INVECE SOFFRIAMO DI EPTACAIDECAFOBIA, LA PAURA DEL 17. LA CATTIVA AURA CHE CIRCONDA IL 17 RISALE PROBABILMENTE ALLA ROMA ANTICA DOVE LA CIFRA, SCRITTA IN NUMERO ROMANO XVII, ANAGRAMMANDOLA DIVENTAVA VIXI, CIOÈ VISSI. SE POI IL DICIASSETTE DEL MESE CAPITA DI VENERDÌ, ALLORA BISOGNA TOCCARSI, MUNIRSI DI CORNETTI E AFFIDARSI AL PROPRIO SANTO PROTETTORE, PERCHE’…”

eptacaidecafobia triscaidecafobia numero 13 17 

Estratto dell’articolo di Marino Niola per “la Repubblica”

https://www.repubblica.it/cultura/2025/07/30/news/marino_niola_serie_numeri_tabu_13_17_paura-424762305/

marino niola

 

Aggiungi un posto a tavola o c'è una sfiga in più. Potrebbe essere lo slogan dei soggetti affetti da triscaidecafobia, una parola di origine greca che sembra uno scioglilingua ed è composta da tris (tre) più deca (dieci) che fa tredici.

 

La inventò ai primi del Novecento lo psicoanalista americano Isador Coriat per definire la paura superstiziosa del numero 13. […] Probabilmente la fama sinistra che circonda questa cifra nasce proprio dal ricordo dell'Ultima cena, dove i commensali erano tredici, Cristo più gli apostoli.

 

E vista la drammatica conclusione della serata non è difficile che la tradizione popolare se la sia legata al dito facendone un presagio di sventura. Ecco perché si crede che mettersi in tredici a tavola costerà la vita a uno dei convitati. Anche l'antica mitologia germanica ha il suo Cenacolo.

 

triscaidecafobia

È il banchetto del Walhalla, l'Olimpo nordico, dove l'arrivo di Loki, il tredicesimo e sgraditissimo ospite, dà inizio a una serie di sventure che porteranno al Ragnarok, il crepuscolo degli dei.

Ma la cattiva fama che grava sul numero incriminato viene da tempi ancor più lontani. Una leggenda vuole che Filippo il Macedone, padre di Alessandro Magno, si fece erigere una statua mentre era ancora in vita e la fece aggiungere a quelle delle dodici divinità più venerate. La legge del tredici scattò inesorabile e il sovrano finì assassinato, anche lui a tavola.

 

leonardo ultima cena

L'ombra nefasta del numero si allunga fino ai nostri giorni. E non risparmia nemmeno il mondo del business. Non a caso molte compagnie aeree non hanno la fila 13 a bordo dei loro velivoli, […] in molte metropoli i grattacieli non hanno il tredicesimo piano o, meglio, lo hanno ma truccato da 12 bis. […] Lo stesso dicasi degli alberghi, dove si passa direttamente dalla camera 12 alla 14 o si ricorre all'escamotage del 12 bis. In fondo la triscaidecafobia è un tentativo di tradurre delle coincidenze negative in una regola. Un'aritmetica del mistero che dà l'illusione di prevedere l'imprevedibile e calcolare l'incalcolabile.

 

venerdi 17

[…] Nel mondo anglosassone sul 13 ci hanno messo una croce sopra. Al punto che nella stragrande maggioranza dei ristoranti, dai fish and chips agli stellati, il tavolo portasfiga è tabù. […] Se gli anglosassoni temono il 13 come la peste, noi mediterranei invece soffriamo di eptacaidecafobia, la paura del 17. […]

 

La cattiva aura che circonda il 17 risale probabilmente alla Roma antica dove la cifra, scritta in numero romano XVII, anagrammandola diventava VIXI, cioè vissi. Come dire fui, ora non più. E ho detto tutto. Se poi il diciassette del mese capita di venerdì, allora bisogna toccarsi, munirsi di cornetti e affidarsi al proprio santo protettore.

 

numero 17

Perché il calendario ci sta lanciando un doppio S.O.S. La trista nomea del venerdì era tale che a partire dal Medioevo la credenza popolare collocava di venerdì tutti gli eventi luttuosi la cui data era incerta. La cacciata di Eva e Adamo dall'Eden, l'episodio di Caino e Abele, la decollazione di San Giovanni Battista, la Strage degli innocenti. E soprattutto il giorno della morte di Cristo.

 

venerdi 17

[…] Il venerdì nell'Italia tradizionale era out. Non ci si sposava, non si mangiava carne, non si debuttava con uno spettacolo, non si chiamava il medico, non si faceva il pane né il bucato, non ci si scambiavano visite né regali, non si piantavano ortaggi né legumi, non si cuciva né si rammendava. E, ciliegina sulla torta, si credeva che i nati di venerdì fossero destinati a una vita triste, a praticare la stregoneria e perfino a trasformarsi in lupi mannari. […]

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Laura Dahlmeier trovata morta dai soccorritori sul Laila Peak, a 5700 metri d’altezza: aveva 31 anni


Non c’è stato niente da fare per Laura Dahlmeier, la 31enne alpinista tedesca, ex campionessa di biathlon plurimedagliata a Olimpiadi e Mondiali, che era stata travolta da una frana sul Laila Peak, una montagna del massiccio del Karakorum, in Pakistan. L’atleta è stata ritrovata morta dai soccorritori.


30 Luglio 2025
15:17 

di Paolo Fiorenza

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Purtroppo è arrivata la terribile notizia che si temeva: Laura Dahlmeier, la 31enne alpinista tedesca che era stata una campionessa di biathlon plurimedagliata a Olimpiadi e Mondiali, è morta sul massiccio del Karakorum, in Pakistan. La donna non è sopravvissuta alla frana che l'aveva travolta mentre era impegnata nella scalata del bellissimo e temibile Laila Peak, una delle montagne simbolo della sfida dell'uomo alla montagna, con le sue grandi difficoltà anche per alpinisti esperti. Inutili i soccorsi, che sono riusciti solo ad accertare la morte dell'atleta.

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 Laura Dahlmeier è morta a 31 anni, travolta da una frana sul Laila Peak in Pakistan
Che la vicenda con ogni probabilità sarebbe finita in tragedia si era capito dalle prime notizie diffuse ieri dopo che il corpo della Dahlmeier era stato individuato dall'alto. Laura giaceva esanime, apparentemente "senza segni di vita". Era dunque "almeno gravemente ferita", diceva la nota diffusa dal suo entourage, che si sforzava di lasciare uno spiraglio di speranza, almeno finché non si fosse riusciti ad arrivare sul luogo dell'incidente.

L'alpinista tedesca, che Reinhold Messner aveva descritto come "eccellente", era arrivata vicinissima alla vetta: l'incidente è accaduto – lunedì intorno a mezzogiorno – a 5700 metri d'altezza, dunque ad appena 300 metri dalla cima (il Laila Peak è alto 6096 metri). Questa montagna, tanto affascinante col suo profilo inconfondibile a forma di lancia dritta verso il cielo, è anche molto pericolosa, come dimostrano altre vittime che ha mietuto in passato, oltre al fatto che non sono molti gli scalatori che l'hanno domata.

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https://www.fanpage.it/La compagna di scalata della Dahlmeier è stata più fortunata, riuscendo a scampare alla morte: è stata lei a lanciare subito una richiesta di soccorso. Ma le operazioni sono state rese difficili dal vento molto forte e dalla scarsa visibilità: impossibile usare gli elicotteri, l'unica opzione possibile è stato allestire una squadra di salvataggio via terra. Tutto inutile: Laura era già morta a causa dell'impatto della frana.
Chi era Laura Dahlmeier, una delle biathlete più forti della storia

Laura Dahlmeier, nata il 22 agosto 1993 a Garmisch-Partenkirchen in Germania, è stata una biathleta tra le più titolate della sua generazione. Inizia a praticare biathlon a 7 anni, dopo aver sperimentato anche lo sci alpino. Nel 2011, a 18 anni, vince tre ori (individuale, sprint e staffetta mista) al Festival Olimpico della Gioventù Europea a Liberec. Nel 2012/13 debutta in Coppa del Mondo di biathlon, ottenendo il settimo posto a Oslo e la prima vittoria a Sochi. Nello stesso anno domina i Mondiali juniores di Obertilliach con tre ori (individuale, sprint, staffetta) e un argento (inseguimento).

Partecipa alle Olimpiadi di Sochi del 2014, con un 13° posto nell'individuale come miglior risultato, ma è nel 2015 che ottiene il primo successo in Coppa del Mondo a Nove Mesto. La stagione 2016/17 è il suo apice: vince la Coppa del Mondo generale, quella di individuale e di inseguimento, oltre a cinque ori e un argento ai Mondiali di Hochfilzen, diventando la prima biathleta a vincere cinque ori in un'unica edizione iridata. Nel 2018, alle Olimpiadi di Pyeongchang, fa la storia vincendo l'oro in sprint e inseguimento (prima donna a fare doppietta) e il bronzo nell'individuale.


Laura Dahlmeier con le tre medaglie vinte nel biathlon alle Olimpiadi di Pyeongchang
Laura Dahlmeier con le tre medaglie vinte nel biathlon alle Olimpiadi di Pyeongchang

Nella sua carriera la Dahlmeier ha ottenuto complessivamente venti vittorie in Coppa del Mondo, due ori e un bronzo olimpici, sette ori, tre argenti e cinque bronzi mondiali. Nonostante problemi fisici nel 2018/19, vince ancora ad Antholz e ottiene due bronzi ai Mondiali di Ostersund. Si ritira a soli 25 anni nel maggio del 2019, sentendo di aver raggiunto tutti i suoi obiettivi sportivi. Dopo il ritiro, si dedica alla sua passione per la montagna, diventando guida alpina e sciistica certificata nel 2023. Vince gare di trail running come il Basetrail XL e il Karwendelmarsch, stabilendo record, e scala cime come il Pik Korschenewskaja (7105 metri) e l'Ama Dablam (6814 metri), quest'ultima con un tempo record per una donna.

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