REPORTAGE Corea Nord, in 40mila per giochi Arirang
Vice presidente cinese da Kim per festa 60 anni armistizio

Antonio Fatiguso
La Corea del Nord ha dedicato la vigilia dei festeggiamenti per il 60/mo anniversario dell' armistizio, che chiuse il conflitto coreano del 1950-53, a uno dei piu' seguiti giochi di massa, Arirang, capaci di mobilitare in un unico spettacolo circa 40.000 tra danzatrici, ballerini e atleti quasi circensi. Al May Day Stadium di Pyongyang, il leader nordcoreano Kim Jong-un ha seguito la coreografica performance con il vice presidente cinese Li Yuanchao che, come anticipato da una nota del ministero degli Esteri di Pechino, ha sollecitato l'alleato in un colloquio diretto a tornare al dialogo consegnando anche ''un messaggio verbale'' del presidente Xi Jinping. Una accoglienza entusiasta, quasi da rock star, è stata riservata dai 100.000 spettatori (questo il numero indicato) al loro giovane leader. Poi, tra le marce, c'è stato il discorso solenne tenuto da Kim Yong Nam (presidente del Presidium) e l'inno nazionale.
La presenza congiunta di Kim e Li e' vista come il segnale che da parte nordcoreana c'e' l'orientamento a dimostrare stretti legami con la Cina in un momento in cui Pechino sembra propensa a un atteggiamento più critico verso Pyongyang dopo il suo terzo test nucleare di febbraio e altre provocazioni. I 90 minuti di Arirang, tra prestazioni ginniche, artistiche e acrobatiche, hanno ripercorso la storia della penisola coreana dallo scorso secolo, dall'occupazione giapponese fino alla lotta di liberazione condotta dal 'presidente eterno' Kim Il-sung e al confritto coreano con la guerra del 1950-53.
Poi un riconoscimento agli 'alleati' Cina e Russia (ora molto meno che ai tempi dell'Urss) e il desiderio di vedere la penisola ''derisa e divisa'' come una unica e potente nazione, senza dimenticare i ''risultati'' nel settore aerospaziale con il lancio del razzo/satellite dello scorso dicembre. Ora mentre sul palcoscenico, il campo da calcio e atletica sistemati per l'occasione, si sono succedute le danze coreografiche, sull'ala lunga degli spalti si sono sistemati circa 20.000 studenti delle medie che hanno mosso i pannelli colorati a ricreare le scenografie alla perfezione, come un grande display umano. Rigidissime le misure di sicurezza: nessuno ha lasciato lo stadio prima di Kim Jong-un e i suoi ospiti piu' illustri. A presidio di ogni uscita c'erano gli uomini dei servizi speciali con il mitra in spalla.
Due giovani leve hanno addirittura maltrattato due colonnelli dell'esercito che volevano andar via anzitempo. Domani, la grande parata militare, per ricordare che Corea del Nord e Cina hanno combattuto contro le forze a guida Usa e sotto l'egida dell'Onu, costata milioni di morti. A Seul ci saranno i rappresentanti di una trentina di nazioni per un centinaio di rappresentanti di governi (è atteso il ministro della Difesa, Mario Mauro, per l'Italia), con un evento solenne presso il Memoriale di Guerra. L'armistizio del 27 luglio 1953 concluse le ostilità nella penisola, ma le due Coree sono ancora tecnicamente in guerra, in assenza di un trattato di pace.
(ANSA)
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