domenica 28 luglio 2013

Corea, Romani: 'Nessun applauso al regime'

A 60 anni dall'armistizio l'ANSA nella capitale nordcoreana


 Da Pyongyang, mausoleo Kumsusan

di Antonio Fatiguso
La vera sorpresa l'ha fatta oggi pomeriggio il leader nordcoreano Kim Jong-un al centinaio di giornalisti stranieri invitati per le celebrazioni dei 60 anni della firma dell'armistizio della Guerra di Corea. Con un blitz, si e' presentato nel museo della 'Vittoriosa guerra di liberazione della Patria' poco dopo averlo inaugurato e dedicato alle gesta del fondatore Kim Il-sung, finendo nella tana del lupo: tutti i media stavano curiosando nella struttura a tre piani piena di cimeli e ricostruzioni delle battaglie 'epiche' (secondo la propaganda), quando applausi e cori di giubilo hanno fatto capire che c'era una presenza inconsueta. Momenti di ressa, spintoni per un footage o una foto, ma avvicinare il 'giovane generale', che ha ricambiato con saluti, e' stato impossibile malgrado la distanza di pochissimi metri.
Le forze di sicurezza hanno creato un cordone impenetrabile, mentre diversi nordcoreani presenti erano emozionati fino alle lacrime, a testimoniare la natura inconsueta dell'evento. Il fuori programma e' giunto ad alcune ore dalla imponente parata militare in piazza Kim Il-sung, come omaggio di un'intera nazione al genio rivoluzionario espresso da tre generazioni della famiglia Kim, capace di dare ''la Vittoria nella Grande Guerra di liberazione della Patria''. Cosi' come accaduto nella serata di venerdi' per i giochi di massa Arirang, Kim Jong-un ha condiviso lo spettacolo con l'ospite piu' illustre giunto a Pyongyang, il vice presidente cinese Li Yuanchao. Dalla piattaforma panoramica che si affaccia sulla piazza, i due (a una decina di posti c'era anche l'ex ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani) hanno visto sfilare in un caldo asfissiante decine di migliaia di soldati, in marcia al passo dell'oca, tra pattuglie aeree acrobatiche, elicotteri a simulare attacchi, Ilyushin 72 da trasporto truppe, corpi di elite e mezzi pesanti come artiglieria, carri armati e i temuti missili. Come quelli a breve e a medio/lunga gittata, tra cui quelli ritenuti essere i Musudan, piazzati a marzo in rampa di lancio a Wonsan, sulla costa orientale, e capaci di raggiungere Corea del Sud, Giappone e l'isola di Guam, territorio americano
. E' stato il giorno dell'orgoglio, dell'unita' intorno alla leadership e del ''monito ai nemici: la realtà dimostra che, se si cerca la pace, ci si deve preparare per la guerra'', ha detto nel suo discorso Choe Ryong-hae, tra i piu' influenti componenti del Partito dei Lavoratori e collaboratore di Kim, lanciando la parte piu' attesa della parata, con il meglio delle forze armate di 1,2 milioni di effettivi, le quarte al mondo per grandezza. La priorita' e' la pace, ma ''l'esercito deve essere pronto a rispondere a un'invasione'', ha aggiunto tra gli applausi anche dei veterani cui questa volta e' stata assegnata una delle tribune d'onore. ''Per noi, e' necessario costruire un'economia solida e capace di migliorare la vita delle persone'', ha concluso Choe riprendendo le tesi esposte da Kim nel Comitato plenario del Partito riunitosi a marzo. Il 'giovane generale', contrariamente alle attese, non ha parlato, in un mossa che farebbe pensare alla prudenza visto il pressing, soprattutto cinese, per far riavviare il tavolo multilaterale sull'abbandono dei piani nucleari di Pyongyang. In compenso, Kim, nel 'Giorno della Vittoria', e' stato acclamato a lungo dai militari e dai civili che poi hanno riempito la piazza urlando 'manse' (vittoria o lunga vita al leader) o 'Kim Jong-un gyol sa ong yu', vale a dire 'la sicurezza del nostro caro leader Kim Jong-un a costo della nostra vita', in un simbolico abbraccio.
Il Nord ha cercato colloqui diretti con gli Stati Uniti, dopo mesi di provocazioni, compreso il lancio di un razzo e un test nucleare. Tuttavia, ''senza atti concreti'', ha di recente ribadito il segretario di Stato Usa, John Kerry, e' difficile intavolare ipotesi di confronto con gli Usa. ''Se ci dovesse essere un'altra Guerra di Corea, questa la vinceremmo velocemente e definitivamente'', ha commentato Choe Su-yon, un veterano di 82 anni. ''Ne sono sicuro'', ha detto all'ANSA, proprio quando, a fine parata e dopo diverse ore sotto un sole infernale, diversi civili e militari sono stati soccorsi dalle ambulanze con equipaggiamenti dell'Unicef. Sotto il 38/mo parallelo, a Seul, alla cerimonia piu' importante tenuta al Memoriale di Guerra (presente il ministro della Difesa Mario Mauro), il presidente sudcoreano Park Geun-hye ha esortato il Nord ad accantonare le ambizioni nucleari, esprimendo disponibilità ad incrementare scambi e cooperazione in funzione delle decisioni adottate da Pyongyang
(ANSA)

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