A Roma il problema delle case popolari ATER è una bomba che scoppia ogni estate. Migliaia di famiglie in graduatoria da anni, appartamenti sfitti che marciscono, occupazioni, e nel frattempo affitti e prezzi delle case continuano a salire.
Ma è solo inefficienza?
1. Il problema: liste che non scorrono e case vuote
A Roma ci sono oltre 50.000 domande in graduatoria ATER e solo poche centinaia di assegnazioni all'anno. Nel frattempo si stimano *tra i 5.000 e i 10.000 alloggi ATER sfitti*.
Motivo ufficiale: servono ristrutturazioni, mancano fondi, ci sono contenziosi e problemi di morosità.
Risultato: chi ne avrebbe diritto aspetta 10-15 anni, chi non ce la fa occupa.
2. Il sospetto: conviene tenere il mercato alto?
Qui entrano i sospetti di una "manovra dall'alto".
L'idea è semplice: meno case popolari disponibili = più domanda sul mercato privato.
Se una famiglia non ottiene la casa ATER dopo 10 anni, cosa fa? Va in affitto. E con la domanda alle stelle, i privati alzano i prezzi.
Dietro ci finiscono 3 nomi che tornano sempre:
1. I costruttori: meno offerta di edilizia pubblica = più persone costrette a comprare o affittare sul libero mercato. E i grandi gruppi immobiliari a Roma hanno un peso enorme nelle decisioni urbanistiche.
2. Le speculazioni: quartieri una volta popolari se si "svuotano" di ATER, si riqualificano e il valore degli immobili schizza. Vedi casi di riqualificazione dove l'ATER vende o riconverte.
3. Le infiltrazioni: Diverse inchieste negli anni, da "Mafia Capitale" in poi, hanno mostrato come cooperative, manutenzioni e assegnazioni possano diventare business. Non è che "la mafia" gestisce le case popolari, ma dove ci sono appalti, emergenza e poca trasparenza, le infiltrazioni arrivano.
Non c'è una prova di un "piano" unico. Ma c'è un dato di fatto: tenere bloccato il patrimonio pubblico fa comodo a chi guadagna sugli affitti privati.
3. La sentenza della Corte Costituzionale sugli alloggi ATER
Un pezzo chiave è arrivato dalla *Corte Costituzionale.
Nel 2023 la Consulta ha bocciato alcune norme regionali che permettevano di dare precedenza assoluta agli "assegnatari storici" e ai loro familiari, bloccando di fatto il ricambio.
La Corte ha detto una cosa chiara: la casa popolare è un diritto sociale e va assegnata in base a bisogno e graduatoria, non per "diritto di successione".
Tradotto: per sbloccare le liste bisogna far rientrare chi non ha più i requisiti e assegnare a chi sta peggio.
Il problema è che Comuni e Regioni fanno fatica ad applicarla, tra ricorsi e proteste.
Conclusione
Il problema delle case popolari a Roma non è solo burocrazia. È un mix di *mancanza di fondi, cattiva gestione, e un mercato privato che beneficia indirettamente dello stallo*.
Finché ci saranno migliaia di case ATER chiuse e liste ferme, l'unica alternativa per molti resterà il mercato privato... e i prezzi non scenderanno.
Fenix

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