L'attore e regista teatrale Pippo Di Marca è morto a Roma dopo essere precipitato da una terrazza al quinto piano della sua abitazione nel quartiere Trastevere. È suo il corpo della persona che stamattina attorno alle 8,20 è morta dopo essere caduta in via di San Francesco a Ripa. Secondo la dirigente del commissariato di zona, Di Marca sarebbe caduto accidentalmente oppure si sarebbe gettato. «Non sussistono infatti elementi riconducibili a un omicidio», ha riferito all'Adnkronos.
Addio a Pippo Di Marca
In attesa dell'arrivo della polizia mortuaria, il corpo è ricoperto da un lenzuolo termico nel mezzo della strada adesso recintata dalle forze dell'ordine, mentre chi lo conosceva si accalca per chiedere informazioni sull'accaduto. I turisti, intanto, come se nulla fosse, continuano a fare tranquillamente colazione nel dehor del bar a tre metri dal corpo. Un po' più distante da loro, la disperazione del figlio del regista, seduto su una sedia all'incrocio con viale Trastevere, consolato dalle carezze di un'anziana conoscente.
L'attore e regista teatrale Pippo Di Marca è morto a Roma dopo essere precipitato da una terrazza al quinto piano della sua abitazione nel quartiere Trastevere. È suo il corpo della persona che stamattina attorno alle 8,20 è morta dopo essere caduta in via di San Francesco a Ripa. Secondo la dirigente del commissariato di zona, Di Marca sarebbe caduto accidentalmente oppure si sarebbe gettato. «Non sussistono infatti elementi riconducibili a un omicidio», ha riferito all'Adnkronos.
Addio a Pippo Di Marca
In attesa dell'arrivo della polizia mortuaria, il corpo è ricoperto da un lenzuolo termico nel mezzo della strada adesso recintata dalle forze dell'ordine, mentre chi lo conosceva si accalca per chiedere informazioni sull'accaduto. I turisti, intanto, come se nulla fosse, continuano a fare tranquillamente colazione nel dehor del bar a tre metri dal corpo. Un po' più distante da loro, la disperazione del figlio del regista, seduto su una sedia all'incrocio con viale Trastevere, consolato dalle carezze di un'anziana conoscente.
Da Catania a Roma
Nato a Catania il 12 ottobre 1939, Di Marca aveva scelto Roma come città d’elezione e come centro della propria sperimentazione. Negli anni Sessanta entrò nell’ambiente del nuovo teatro italiano, un movimento che cercava di rompere con le forme tradizionali della rappresentazione e di restituire al palcoscenico una dimensione più libera e visionaria.
Nel 1969 debuttò come attore al Teatro La Fede di Roma negli spettacoli “L’imperatore della Cina” e “A come Alice”, diretti da Giancarlo Nanni. Poco dopo iniziò il suo percorso come regista con “Evento-Collage n.1”, dando avvio a una ricerca personale che lo avrebbe portato a confrontarsi con le avanguardie storiche e con alcuni dei più importanti innovatori della scena contemporanea.
Da Catania a Roma
Nato a Catania il 12 ottobre 1939, Di Marca aveva scelto Roma come città d’elezione e come centro della propria sperimentazione. Negli anni Sessanta entrò nell’ambiente del nuovo teatro italiano, un movimento che cercava di rompere con le forme tradizionali della rappresentazione e di restituire al palcoscenico una dimensione più libera e visionaria.
Nel 1969 debuttò come attore al Teatro La Fede di Roma negli spettacoli “L’imperatore della Cina” e “A come Alice”, diretti da Giancarlo Nanni. Poco dopo iniziò il suo percorso come regista con “Evento-Collage n.1”, dando avvio a una ricerca personale che lo avrebbe portato a confrontarsi con le avanguardie storiche e con alcuni dei più importanti innovatori della scena contemporanea.
Il Meta-Teatro
Fondamentale nella sua storia fu la nascita del Meta-Teatro, compagnia e spazio dedicato alla produzione e alla promozione del teatro contemporaneo. Più che un semplice progetto artistico, il Meta-Teatro rappresentò una visione: quella di una scena intesa come luogo di incontro, sperimentazione e libertà creativa. Tra le sue numerose produzioni figurano “Ex Hamleto”, “Aspettando Godot”, “Finale di partita”, i lavori dedicati a James Joyce e il lungo percorso ispirato allo scrittore Roberto Bolaño.
Una carriera segnata dalla fedeltà a una sola idea: il teatro come ricerca permanente, mai chiuso in formule definitive. Autore anche di saggi e pubblicazioni sulla scena contemporanea, Di Marca ha continuato fino agli ultimi anni a dirigere, scrivere e promuovere iniziative culturali, mantenendo vivo il legame con quella stagione dell’avanguardia di cui era stato protagonista. Come studioso, saggista e teorico, ha pubblicatto numerosi libri, tra i quali «Meta-Teatro e oltre» (Edizioni del Meta-Teatro, 1989), «Scrivere il Teatro» (Bulzoni, 1990), «Tra memoria e presente» (Artemide Edizioni, 1998), «Percorsi nel tempo» (Archivi del Sud, 2001), «Sotto la tenda dell'avanguardia» (Titivillus, 2013).
https://www.leggo.it/schede/21_luglio_2026_pippo_di_marca_morto_attore_regista_caduto_terrazzo-il_meta_teatro-5-9663963.html

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