giovedì 2 maggio 2013

Usa ammettono rapporti con imprese palazzo crollato



Bilancio vittime salito a 427. Numero morti destinato ad aumentare, mancano ancora all'appello 140 persone


DACCA- Il Dipartimento di Stato Usa ha ammesso che alcune imprese tessili statunitensi ed europee si sono rifornite presso le fabbriche ospitate nell'edificio crollato alcuni giorni fa a Dacca, capitale del Bangladesh, uccidendo almeno 400 persone. Alcune società che lavoravano nello stabile (crollato) sembrano avere legami con numerose imprese negli Stati Uniti e in Europa e noi continueremo a discutere con queste imprese del modo in cui possono migliorare le condizioni di lavoro nel Bangladesh", ha dichiarato il portavoce del ministero degli esteri Usa, Patrick Ventrell. "Gli Stati Uniti sono fortemente impegnati con il governo del Bangladesh, con gli esportatori e gli importatori sulle questioni dei diritti dei lavoratori e le condizioni di lavoro e di sicurezza", ha aggiunto.
Con il ritrovamento di altri 11 corpi senza vita oggi, è salito a 427 il bilancio dei morti causati dal crollo di un palazzo alla periferia di Dacca il 24 aprile. Lo riferisce il quotidiano The Daily Star. Secondo i soccorritori, il numero delle vittime è destinato a salire nei prossimi giorni quando l'esercito, che sta rimuovendo i detriti, raggiungerà i piani inferiori dello stabile di otto piani. Oltre 140 persone mancano all'appello in base alle denunce dei familiari. Intanto, secondo quanto riferito da un'agenzia internazionale, le fabbriche tessili dei distretti industriali di Dacca hanno deciso oggi di riprendere la produzione dopo otto giorni di sospensione a causa delle violente proteste degli operai

(ANSA)

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