giovedì 30 maggio 2013

IL PREDATORE - PSICOPATICO

Ciao amici miei, questo documento che vi mando e che vi invito a leggerlo tutto, non sono seghe mentali mie, ma una analisi fatta da sociologi importanti, le cose è meglio saperle che non saperle, potrebbe essere la salvezza dei vostri figli ed anche la vostra , ve lo ripeto vi invito vivamente a leggere, poi se ritenete che siano stronzate, potete anche riempirmi di vaffa…………….culi  ma prima leggete ed analizzate ciò che è stato scritto e prima analizzato.
Ciao Franco

IL PREDATORE - PSICOPATICO
e la sua guerra contro l'Essere Umano.
Buongiorno Franco, ti mando il mio blog e vedi articoli sulla psicopatia.
1) "Il predatore-psicopatico e la sua guerra contro l'Essere Umano"
http://essereumanoinarmonia.blogspot.it/2012/12/il-predatore-psicopatico-e-la-sua.html
2) Come difendersi dai predatori-psicopatici
http://essereumanoinarmonia.blogspot.it/2013/03/come-difendersi-dai-predatori.html
3) Perché le vere definizioni delle parole anarchia e violenza ci aiutano ad essere sovrani di noi stessi e a difenderci dai dominatori e dai predatori-psicopatici.
http://essereumanoinarmonia.blogspot.it/2013/03/perche-le-vere-definizioni-delle-parole.html
Fammi sapere cosa ne pensi quando ti sarà possibile...leggi pure con calma, non c'è fretta!
Un abbraccio
A…… il nome l’ho cancellato perché questa è una ragazza che vuole che il suo nome per adesso resti chiuso
Il mio blog con altri articoli
http://essereumanoinarmonia.blogspot.it/

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Il predatore-psicopatico e la sua guerra contro 
l'Essere Umano.

Sintesi del lavoro del ricercatore indipendente Thomas Sheridan
www.thomassheridanarts.com

Dedicato ai magnifici Esseri Umani del Reparto di chirurgia del Fatebenefratelli-Isola Tiberina di Roma. Alle care Amiche della stanza e ai loro parenti, agli infermieri e alle allieve infermiere, ai medici, agli operatori del vitto, agli operatori delle pulizie, ai rappresentanti della fede cattolica, ai volontari e a tutti gli altri Esseri Umani dell'Ospedale.


"Il predatore-psicopatico è in guerra da sempre. Una guerra contro la bellezza che lo circonda. Sa che non potrà mai raggiungere lo stato di grazia in cui esiste un senso di apprezzamento e di gratitudine quindi cerca di distruggere questa bellezza. Mentre gli umani possono avere l'esperienza della bellezza della loro anima, il predatore è in cerca solo di mezzi energetici da "sottrarre", menti da torturare e disturbare e ancora corpi da pervertire ed inquinare. I predatori creano uguaglianza, portando tutti quelli intorno a sé al loro livello di non-vita. Impongono il loro odio verso lo spirito umano nel mondo intorno a loro e avvelenano ogni cosa che toccano...la vita in sé è la loro più grande psicosi!
Eternamente affamati, sempre vuoti, non smettono mai di cercare quella cosa che ci rende umani e che ai predatori-psicopatici mancherà sempre: l'Anima." Thomas Sheridan




Queste informazioni aiutano a dare un senso alla propria vita, a guarire e ad affrontare la propria quotidianità con maggiore consapevolezza. 
Si tratta di una sintesi del grande lavoro di Thomas Sheridan e invito comunque tutti ad approfondire l'argomento. Personalmente, queste informazioni sono state di enorme importanza poiché non solo il mio passato e alcune relazioni finalmente hanno avuto un senso ma anche il mondo intorno è diventato piu comprensibile grazie a questa lente di lettura che apre un percorso personale, allo stesso tempo liberatorio e intenso. Uno strumento eccezionale d'indagine che fa capire che gli Esseri Umani sono sotto attacco da parte di una sub specie senza scrupoli e che sono in pericolo sia come individui sia come specie...senza questa informazione...
Se i predatori, insieme alla coscienza parassita e attraverso la griglia di potere psicopatico sono la parte attiva di questo male sociale mondiale, chi nega la loro esistenza e non affronta questo problema è la parte passiva e collabora, rendendosi complice, al mantenimento di questo mondo violento e crudele a beneficio di pochi. E' arrivato il momento di aprire gli occhi e di affrontare questo argomento una volta per tutte, individualmente e collettivamente.

Negare l'esistenza del predatore per ignoranza o per "new age world credo" significa essere complici di quello che non va in questo mondo.

Coloro i quali e ogni azione che svaluta e non considera l'Essere Umano in quanto tale è di tipo predatorio-psicopatico! E' per questo motivo che questa conoscenza è cruciale sia per una crescita personale che per una crescita collettiva. Ora che conosciamo i mezzi, abbiamo la possibilità di affrontare insieme, senza paura, la realtà e diventare finalmenterealisti, osservando la realtà nella sua completezza. 
Pur trovandoci in un momento storico difficile, in realtà questo è un tempo glorioso in cui si è aperta una finestra di conoscenza che aiuta, per chi vuole, ad espandere la propria consapevolezza. Come ad esempio il rendersi conto che la "mancanza di umanità in sé" è un modo di essere "psicopatico".

E' quindi molto importante allontanare per sempre da sé le persone, i comportamenti, gli atteggiamenti e i concetti che fanno parte della coscienza parassita predatoria...concetti, come ad esempio quello machiavellico, dell'utilizzare tutti i mezzi per arrivare allo scopo che è un concetto completamente anti Essere Umano o anti Essere vivente e che in questo momento storico ci riguarda da vicino. Pur di realizzare il loro piano del nuovo ordine mondiale, i nostri governanti psicopatici ci stanno portando alla fame, svendendo il nostro Paese e sminuendo la nostra dignità senza nessuno scrupolo...secondo loro bisognerebbe solo realizzare un concetto astratto estraneo alla realtà, costi quel che costi!!! 

Dove c'è solo la mentalità del profitto o del business per il business troviamo predatori psicopatici oppure la coscienza predatoria.

Il mio impegno è quello di diffondere il più possibile questo materiale per fare chiarezza, in maniera particolare per sostenere i "targets" Esseri Umani danneggiati che, grazie a queste indicazioni, sono in grado di guarire e riprendere a vivere. In più queste informazioni possono ridare speranza e forza agli Esseri Umani affinché creino un mondo a loro beneficio...e soprattutto queste informazioni allontanano i predatori-psicopatici visto che questi ultimi sono attratti soprattutto da chi non sa della loro esistenza.
Anche se è assolutamente una fortuna non averne mai incontrato uno credo che oggi, a causa della crisi che ci colpisce direttamente o indirettamente, queste indicazioni riguardano il 96% di tutti noi...

Una scienza recente, l'epigenetica, che si occupa delle caratteristiche ereditabili non codificate nella sequenza del DNA, ci viene in aiuto e ci indica che il cervello ha un sistema auto-regolatore che, per mantenere tutto il corpo in funzione, disattiva ciò che non viene utilizzato. Producendo solo comportamenti e atteggiamenti che stimolano il cervello rettile rischiamo di scartare il lobo frontale e quindi, disattivarlo. Se questa strategia è messa in atto dal potere dominante con l'aiuto dei media, possiamo servirci della stessa conoscenza per fare altrettanto: con il coltivare quotidianamente l'empatia, la compassione, la riconoscenza, la cooperazione, la solidarietà, l'intuizione, la creatività...

Quindi per noi Esseri Umani le opzioni sono due:

1) abbracciare i valori psicopatici e usare, come loro, solo il cervello rettile cercando di sopravvivere in una nuova era oscura nella paura infinita fino all'estinzione . Infatti, quando si utilizza solo il cervello rettile, ossia "attacca o fuggi" pensando unicamente alla propria sopravvivenza si rinnega totalmente la propria umanità;
2) riprendersi la propria umanità, utilizzare tutto il nostro cervello e la nostra creatività per avere la possibilità di creare un mondo in armonia con gli animali, la natura e il pianeta terra. Vivere senza paura con gioia e bellezza tutto intorno. 

A noi sta la scelta...e la responsabilità!

La finalita' di queste indicazioni è quella di scoprire chi è il tuo nemico e conoscere la sua natura. Non è una questione di caccia alle streghe, è invece conoscere un "modus operandi" che se continuiamo a permetterlo porterà tutti all'estinzione. Infatti nella nostra dimensione duale esistono 2 tipi di coscienza quella predatoria/distruttiva e quella empatica/creativa. Per sapere cosa fare per difendere la propria vita iniziamo col definire che cosa sia un Essere Umano.


Angela-Patrizia Calvaruso 2012
Antropologa e ricercatrice indipendente


Ci sono 2 specie che camminano su questo pianeta:

1) Gli Esseri Umani 
Magnifici quando realizzati nel loro potenziale; un vero e proprio capolavoro della natura. Hanno capacità di amore per se stessi e per gli altri. Sono empatici, compassionevoli, riconoscenti, capaci di cooperazione e di solidarietà. Hanno una coscienza e sono consapevoli che ogni loro pensiero, parola o azione ha un impatto sul mondo esterno, sugli altri e su loro stessi. Se sbagliano fanno di tutto per rimediare, per assumersene la responsabilità e per migliorare come possono. Hanno intuizione e creatività per affrontare la vita quotidiana con flessibilità e senza stress. Se un gruppo di Esseri Umani viene messo su un'isola con  poche risorse non rischia l'estinzione grazie principalmente alla cooperazione, la solidarietà, l'empatia e naturalmente alla coscienza-consapevolezza creativa. Grazie a queste informazioni l'Essere Umano può concentrarsi sulle cose che nella vita portano gioia, serenità, pienezza e completezza piuttosto che sulle cose che i mass media e la pubblicità ci dicono che ci mancano per poterci completare ed "essere accettati". Gli Esseri Umani si manifestano nella loro unicità, accettano se stessi e gli altri per quello che sono. Gli Esseri Umani sono stati generati per immaginare e per creare. Sono incapaci di crudeltà e di violenza gratuita...

2) I Predatori-Psicopatici senza coscienza-consapevolezza
Sempre di aspetto umanoide ci sono poi i predatori chiamati anche psicopatici o i senza coscienza-consapevolezza. I predatori-psicopatici puri sono il 4% della popolazione (1 ogni 28 in Europa e 1 ogni 22 in nord America). Non rappresentano solo il concetto mitologico legato ai serial killer e anche se la maggior parte non sono violenti fisicamente, come ci vogliono fare credere, sono tutti violenti psicologicamente ed emotivamente...ed è per questo che ci danneggiano collettivamente e individualmente; con la tecnica del "crazy making" (fare "pazzo") entrano nella nostra testa e cambiano la nostra realtà facendoci credere nel tempo che il bianco è nero e il nero è bianco. Sebbene ci siano intensità diverse della patologia, tutti senza eccezioni stravolgono la vita degli Esseri Umani che li circondano e come i buchi neri li trascinano in un pozzo buio senza fine... 

Lo spectrum della patologia parte dalle zecche parassite che non mollano più il malcapitato rendendogli una vita d'inferno isolandolo dal mondo tra critiche, accuse e sensi di colpa; al finto malato o finto disabile che tortura senza fine; al socialmente funzionale che si districa nella società, sfruttando chiunque incontri grazie ad una maschera di benessere mentale portata con destrezza e con fare opportunista; al predatore che usa la maschera del maschilismo per sfruttare e schiavizzare le donne considerandole solo degli oggetti sessuali o degli oggetti di procreazione; al politico carismatico favorito dai poteri forti perché senza scrupoli e senza vergogna e infine ai serial killer, gli assassini, i pedofili, i violentatori e i truffatori che non riescono più a gestire la loro patologia e continuano ad auto-giustificarsi finché la fanno franca e non vengono colti sul fatto...

Hanno tutti più o meno gli stessi tratti e le stesse strategie e sono tutti potenzialmente degli assassini (specialmente in momenti di grande caos) anche se la maggior parte non lo farebbe mai perché troppo complicato per farla franca e per non avere problemi...

La psichiatria medica patologica ha raggiunto dei risultati avanzatissimi grazie alla tecnologia e alle eccellenti analisi e indagini dei ricercatori. Oggigiorno, infatti, è possibile individuare uno psicopatico o una psicopatica molto facilmente. Basta fare la foto del cervello con il MIR scanner o risonanza magnetica e quando il lobo frontale è atrofizzato e non funziona ci si trova davanti a uno/a psicopatico/a. Un altro test effettuato da queste nuove tecnologie, molto semplice ed efficace è quello di mostrare al paziente una serie di foto in cui si alternano foto di gioia e di amore con foto cruente di corpi straziati. Grazie agli elettrodi si può notare che nel cervello dello/a psicopatico/a non c'è differenza alcuna visto che non avendo emozioni una foto vale l'altra e ai suoi occhi sono tutte uguali. 

Il predatore o psicopatico non ha coscienza-consapevolezza e quindi non prova nessun rimorso per i danni provocati agli altri. Essere senza coscienza-consapevolezza al predatore non importa anzi lo considera un grande vantaggio e non ha nessuna intenzione di "guarire". Conosce benissimo la differenza tra il bene e il male e sceglie il male come scorciatoia per ottenere quello che vuole poichè fondamentalmente pigro e presuntuoso. Sono ben in controllo delle loro azioni e diventano dipendenti, come l'eroinomane dalla scarica adrenalinica, quando predano secondo il loro piano, a differenza di chi non riesce a gestire le proprie azioni come chi soffre di depressione, di autismo e di schizofrenia. Senza coscienza e senza emozioni il predatore ha, infatti, tutto il tempo per analizzare le sue prede per studiarle bene in maniera da manipolarle il meglio possibile. Per il predatore, gli Esseri Umani sono dei targets o degli ostacoli, nient'altro!!! 

Con gli altri predatori hanno come un radar e si riconoscono tra loro, mantengono la giusta distanza evitando di invadere il territorio dell'altro o si uniscono a "grappolo" per dominare. Si scrutano per scoprire tecniche di manipolazioni più effettive e appropriarsene. 

Non avendo emozioni, non conoscono l'Amore o la gioia di stare insieme tanto per stare insieme o la gioia di godersi un bel tramonto. Per il predatore tutto è business ed è tutto un gioco tra vincitori e perdenti. Chiaramente il predatore farà di tutto per essere sempre il vincitore in ogni situazione e in ogni relazione. Non essendo autonomo, il predatore ha bisogno di esercitare potere o controllo sugli altri specialmente sui targets che individua tra gli Esseri Umani e di cui si circonda. 
Il predatore considera targets gli Esseri Umani empatici e sensibili proprio perché sono gli unici, quando non sono a conoscenza di queste informazioni, che sempre andranno loro incontro cercando di comprenderli e continuando ad aiutarli, comunque. Una pacchia per il predatore che la fa franca facendo quello che gli pare senza mai prendersi responsabilità delle proprie azioni. Come il panda che mangia solo bambù, il cibo del predatore sono solo le emozioni sia positive sia negative degli Esseri Umani che costistuiscono i loro targets. In realtà anche se è economicamente indipendente e/o si trova in un posto di lavoro molto influente, il predatore è di fatto un parassita. Non può vivere senza cibarsi delle emozioni...degli altri!

Quando un predatore individua un target farà tutto quello che è in suo potere per fare colpo. Studia la persona e specialmente se è uno psicopatico "socialmente funzionale"  inizierà a trasformarsi come fa il serpente che perde la vecchia pelle e poi "rinasce" con quella nuova. Si adatta con fare esperto al nuovo target, lo ascolta attentamente, va a ricercare gli interessi diventandone un esperto dal giorno alla notte; attenzioni continue che si succedono con corteggiamenti e complimenti mirati: un vero e proprio bombardamento d'amore... Questo fenomeno chiamato in inglese "love bombing", appunto bombardamento d'amore, agisce sulla chimica del cervello e come conseguenza crea una dipendenza dovuta alla dopamina. 
Il predatore non conosce esattamente come avviene il processo chimico nel cervello, sa solo che bombardare il target di complimenti, di finto amore e di attenzioni e poi smettere di colpo, come con una doccia fredda, funziona perfettamente per ottenere quello che vuole: una dipendenza emozionale da parte del target. Il predatore lo sa fin dalla sua adolescenza quando scopre che non ha emozioni e si mette a osservare le reazioni dei compagni di scuola e dei parenti. Capisce molto bene di avere un vantaggio sugli altri e comincia già verso i 14 anni a pianificare le sue azioni con investimenti strategici per circondarsi di targets da controllare e da distruggere a suo piacimento. 

Quando il predatore-psicopatico decide che il target non è più interessante perché ormai completamente "dissanguato" e prosciugato, una volta trovato un sostituto, lo abbandona senza alcuna pietà, un abbandono spesso accompagnato da accuse mirate per fare venire i sensi di colpa, di cui sono esperti, cosicché al target viene inflitta una ulteriore tortura e dolore come gran finale. Se i targets non conoscono queste informazioni possono addirittura per anni e anni soffrire senza capire quello che è loro successo, prendendosi tutta la colpa e ammalandosi di rimorsi quando l'unica colpa è stata quella di incontrare un predatore sulla loro strada...e questa non è certo una colpa!

Quando il predatore è uno dei due genitori ci saranno nella vita del/lla figlio/a sano/a 2 possibili alternative:
1) diventare un proto-psicopatico o predatore secondario e abbracciare in pieno la cultura e i valori della classe dominante psicopatica fino a quando non succede qualcosa di grave che lo metta in crisi.
2) oppure s'innesca una coazione a ripetere e il target per guarire la ferita aperta dal genitore cercherà di rimarginarla in ogni modo attirando a sé, ed essendo attirato, da predatori-psicopatici fino a quando non verrà a conoscenza di queste informazioni.


Quando i genitori sani si accorgono di avere un figlio o una figlia psicopatica è loro dovere proteggere il resto della famiglia, visto che il predatore utilizzerà ogni mezzo per distruggerla. A proposito cito la storia di una coppia di americani che al compimento della maggiore età del figlio che aveva loro reso la vita impossibile fino a quel momento lo costrinsero in cambio dell'eredità anticipata ad arruolarsi nella carriera militare...detto, fatto ed il figlio sparì dalla circolazione.

Dopo il "love-bombing", i predatori usano varie tattiche per rendere dipendente o scaricare "un target" e per fare fuori quelli che considerano degli ostacoli. Molto capaci con la parola ed esperti del male-dire usano tutti i mezzi per dividere le persone, mettere zizzania, far sentire in colpa, svalutare, sminuire ciò che è importante e ha valore, far sentire inadeguati, far sentire soli, nulli e senza speranza, bugie senza scrupoli e calunnie a volontà, il tutto per raggiungere i loro scopi. Con la parola riescono anche a farti fare cose che non faresti mai...<i sanguemisto: i faccendieri dell'aldilà possono solo sussurrarti nell'orecchio ma una loro parola può darti il coraggio o trasformare il tuo piacere preferito nel tuo peggiore incubo, sono quelli dal tratto demoniaco...e vivono accanto a noi!> (dal film "Constantine" del 2005 diretto da Francis Lawrence)

Mercanti del non-senso che portano a valangate nella vita dei targets o nel paese che dirigono, fanno credere che il bianco sia nero e che il nero sia bianco confondendo e ingannando il target; grazie a una maschera di benessere mentale (Mask of Sanity) impongono il loro "caos" interiore sugli altri per poter poi mettere ordine come vogliono loro; sono manipolatori, bugiardi patologici anche se la verità sarebbe stata l'opzione migliore; falsi che non mantengono le promesse date; inaffidabili e territoriali con scatti di collera, di gelosia e di rabbia quando si sentono minacciati; esperti del divide et impera riescono a dividere famiglie e organizzazioni intere lacerandole dall'interno per sempre...ma quello che senz'altro sanno fare meglio è portare il target a essere contro sè stesso!

Attenzione quindi ai trattamenti silenziosi; ai giochi mentali per rinforzare la dipendenza; al meccanismo dello specchio ossia al sentirsi fare delle accuse che in realtà riflettono chi parla; al fenomeno del "gaslighting" termine inglese usato in psichiatria, che deriva dal titolo di un film in cui il marito psicopatico di una ricca signora appena sposata,  per farla impazzire, faceva credere che quello che vedeva non c'era e viceversa (come ad esempio se la TV era accesa le faceva credere che fosse spenta o l'opposto)...infine state in guardia quando qualcuno vi fa sentire difettoso e da aggiustare, in qualche modo "rotto"...è possibile che abbiate a che fare con uno/a psicopatico/a!!!



Quello che lo psicopatico fa nel suo piccolo nelle relazioni con i propri targets succede lo stesso a un livello macro (come è il micro è il macro; come è in alto è in basso). Infatti, quando un predatore della classe dominante del governo ha a che fare con il popolo, utilizza le stesse identiche strategie come ad esempio le promesse non mantenute tipiche della democrazia o affermare senza scrupoli e senza vergogna che il bianco è nero e che il nero è bianco...


Abbiamo ora testimonianze anche da personaggi illustri che i predatori-psicopatici vengono ricercati da piccoli con molta attenzione specialmente in certe famiglie considerate "bene", e una volta individuati vengono cresciuti, sostenuti e addestrati per prendere i posti di potere in tutte le aree della società. E' cosi che in occidente ci ritroviamo una classe dominante colma di predatori-psicopatici-senza coscienza-consapevolezza. In realtà, siamo arrivati al punto che quando si va a votare, si hanno solo 2 alternative: psicopatico A o psicopatico B. In occidente la cultura non è formata dalla coscienza collettiva della popolazione come invece succede nelle culture tradizionali. Fin dai tempi dei Babilonesi la cultura occidentale è disegnata e "ingegnierizzata" dalla classe dominante e quindi ci ritroviamo una "coscienza parassita" che viene propagandata a ogni angolo grazie ai mass media e alla tecnologia. 

Le culture indigene tradizionali hanno sempre saputo della loro esistenza e conoscono bene l'impeto predatorio. Chiamati "demoni che cercano di invadere questo mondo e lo fanno impossessandosi delle persone" o " quelli che ci rubano tutti i nostri averi, vanno a letto con le nostre donne o i nostri uomini mentre noi siamo via a procurare il cibo per i nostri bambini", venivano individuati fin da piccoli ed erano considerati una minaccia per la comunità. Tant'è che quando compivano i 14-16 anni il villaggio organizzava una battuta di caccia in cui venivano fatti morire accidentalmente e la comunità era salva. E' probabile che grazie a questa saggezza innata collettiva indirizzata alla sopravvivenza della comunità la nascita dei predatori fosse rara: 1 ogni 1000 circa. Anche i Catarì e gli Gnostici avevano avvisato ed informato sull'esistenza dei predatori. Non stupisce quindi di vedere con quale accanimento se ne è voluto lo sterminio a tutti i costi come d'altronde la stessa sorte è toccata alle civiltà indigene di tutto il pianeta...

In occidente la coscienza parassita si manifesta grazie ad una "griglia di controllo psicopatico" che interagisce continuamente sulla società, condizionando strategicamente la popolazione in modo tale che i comportamenti e gli atteggiamenti psicopatici vengono promossi per essere accettati come "normali" e possibilmente abbracciati e condivisi.
Vediamo per esempio la serie dei porno-vampiri che ci propinano in tutte le salse dove viene romanticizzata la figura del predatore-psicopatico alias vampiro...il predatore non conosce l'amore e punta tutto sul sesso come gli indica il cervello rettile, l'unica parte del cervello che utilizza. 

Oppure l'altra serie televisiva molto popolare "Sex and the city" in cui la donna è ridotta a impersonare una "drag queen" e vale solo se sexy e seducente. La femminilità viene completamente negata e stravolta. D'altronde per il predatore sia maschio che femmina, la donna con la sua capacità d'intuizione è davvero la loro più grande minaccia. Sanno benissimo che attaccando la donna e la femminilità in realtà viene compromessa la società intera. Non stupisce allora che la donna e la femminilità siano sotto attacco e "negate" da secoli...

Ci fanno credere che lo stereotipo femminile che i media promuovono sia quello della donna invece quello che vediamo è lo stereotipo della donna psicopatica senza empatia e senza compassione...uomini e donne non cadete in questa trappola micidiale e mistificatoria! I media non fanno altro che umanizzare i mostri e disumanizzare l'Essere Umano. Non per niente molti predatori sono attratti dalle professioni del mondo dei media e dell'intrattenimento. Li troviamo dove ci sono grandi soldi in ballo, possibilità di potere e di sesso, meglio se tutto insieme come in politica, nel governo e nel mondo della finanza.

Un Essere Umano che abbraccia ed è sotto l'influenza della coscienza parassita diventa un proto-psicopatico o predatore secondario e può essere pericoloso quanto un predatore puro. Le famiglie aristocratiche cercano con varie tecniche di fare diventare i loro bambini mancati predatori puri in predatori secondari (come ad esempio non tenere gli infanti in braccio o creare appositamenti dei traumi come la tradizionale caccia alla volpe inglese che una volta uccisa viene sbattuta in faccia ai bambini).

La differenza tra i due è che l'Essere Umano che si atteggia a predatore avendo ancora la coscienza avrà rimorsi, crisi personali, esaurimenti nervosi e malattie psicosomatiche. Il predatore-psicopatico, invece, quando si ammala sarà un malato effettivo e non avrà mai una malattia psicosomatica non avendo emozioni e soprattutto non avendo scrupoli nell'usare e nel danneggiare gli altri.
L'homo psychopathicus ha pianificato di sostituirsi all'empatico homo sapienssu questo pianeta perché secondo gli eugenisti (vedi le tavole di Georgia) promotori del perverso movimento del transumanesimo o del postumanesimo l'Essere Umano sarebbe ormai diventato obsoleto e diffettoso. Quindi, senza rimorsi, scrupoli, vergogna o senso di colpa alcuno, gli eugenisti (molto popolari tra i predatori) si autogiustificano nel volere la diminuizione della popolazione mondiale e la sterilizzazione di massa (vedi Bill Gates e la sua sospetta ossessione con l'Africa). La verità è che c'è in atto una gara-gioco su chi sarà l'ultimo "vittorioso" predatore-psicopatico che sopravviverà su questo pianeta, costi quel che costi, come anche la distruzione del pianeta intero. Sicuramente sappiamo bene che se vengono messi un gruppo di predatori su un'isola con poche risorse...l'estinzione è certa!

Quando si capisce pienamente la funzione dell'esistenza dei predatori-psicopatici, l'allontanarli per sempre dalla propria vita non sarà motivo di odio ma bensi di comprensione e di guarigione per riprendere a vivere in modo sano.
Concludendo, Thomas Sheridan ci ricorda che la natura non sbaglia mai e che molto probabilmente il motivo dell'esistenza del predatore è quello che gli umani ritornino o diventino finalmente "Esseri Umani" capaci di abbracciare consapevolmente la propria umanità per poter fare il salto evolutivo epocale e creare così un mondo a beneficio di tutti...naturalmente di tutti gli Esseri Umani!
E quale sarà la sorte del predatore-psicopatico-senza coscienza? L'estinzione...

Queste sono le 5 caratteristiche per identificare uno/a psicopatico/a-predatore (deve avere tutti e 5 i tratti per essere considerato tale)

1) Non ha rimorsi, vergogna e senso di colpa per i danni procurati agli altri (emotivi, psicologici, fisici, intellettuali, sociali ed economici). Nella loro mente sono sempre perfetti e incapaci di sbagliare o di fare qualcosa di sbagliato e hanno sempre una giustificazione pronta. Hanno il complesso di Dio.

2) Cambia personalità a seconda della persona che ha davanti per manipolarla meglio. Sono degli organismi biologici a cui manca una struttura di personalità interna, non c'è nulla dentro di loro, come dei robot in cui c'è dentro solo una coscienza predatoria che diventa la personalità che serve come negli attori. "Dimmi cosa vuoi che io sia per avere la tua fiducia e io lo sarò". Indossano la maschera del benessere mentale.

3) Usa il senso della pietà per ottenere quello che vuole e controllare gli altri. Non autonomi cercano persone empatiche per controllarle e avere potere su di loro: le trovano raccontando le loro storie pietose. Storie pietose spesso false usate per depredare.

4) Ha un passato misterioso che non combacia. Cambia interpretazione del proprio passato a seconda di cosa serve per ottenere quello che vuole e per controllare gli altri.

5) Sia gli uomini che le donne hanno un alto tasso di testosterone. Capiscono fin da piccoli che possono usare o non usare il sesso per ottenere quello che vogliono.

Tre orientamenti e alcuni consigli per rimanere o diventare "Essere Umani" e per difendersi dai predatori e dalla coscienza parassita predatoria. 

1) Identificare i predatori-psicopatici nella propria vita con l'aiuto di queste informazioni e allontanarli per sempre (nessun contatto in nessun modo). Non essere compiacenti al potere della griglia di controllo psicopatico. Diventare più auto-sufficienti e meno dipendenti dal sistema.

2) Osservare ed eliminare i propri comportamenti ed atteggiamenti psicopatici. Sono comportamenti ed atteggiamenti indotti dalla coscienza parassita che in realtà non ci appartengono.

3) Perdonarsi di essere un Essere Umano e di avere sentimenti. Riprendersi la propria umanità e darle valore. Coltivare e praticare quotidianamente: l'empatia, la compassione, la riconoscenza, la cooperazione e la solidarietà. Senza, infatti, sarà difficile esercitare la propria intuizione e creatività, elementi essenziali per affrontare la vita di tutti i giorni con successo e senza stress. Aumenterà così l'autostima e la fiducia in se stessi fondamentali per difendersi e riconoscere i predatori. Unirsi con gli altri Esseri Umani tuoi veri fratelli e sorelle per riacquistare la fiducia in se stessi e negli altri.

Consigli


- Tenere un diario in cui scrivere quotidianamente e
scrivere i sogni fatti la notte prima senza cercare di interpretarli per essere connessi con se stessi.

- Smettere di guardare la TV.

- Non comprare più riviste specialmente quelle femminili.

- Smettere di credere al loro sistema di valori (non è il "nostro governo" bensì il loro governo, non siamo noi a distruggere il Pianeta bensì loro stanno distruggendo il Pianeta e l'Essere Umano).

- Evitare di guardare il più possibile le pubblicità.

- Considerare arte solo ciò che innalza lo spirito umano e ti fa sentire meglio. Tutto il resto è spazzatura anti-bellezza e viene promossa come strategia per farti sentire depresso e amare le pubblicità e i video giochi...

- Diventare il più possibile auto-sufficienti (sovranità personale in ogni area della nostra vita etc...). 

- Scrivere lettere di protesta e anche lettere di elogio non solo per partecipare attivamente alla nostra realtà ma anche per sostenere le belle azioni e le cortesie.

- Cercare di bere acqua senza fluoro.
- Non utilizzare le lampadine fluorescenti o a neon.
- Nell'alimentazione includere sempre i grassi saturi. Per i vegetariani e i vegani introdurre l'olio di cocco.
Bibliografia

Thomas Sheridan 

- Puzzling People: The Labyrinth of the Psychopath 

- Defeated Demons: Freedom from Consciousness Parasites in Psychopathic Society



Definizione dello psicopatico di Cleckley:

The Mask of Sanity by Hervey Cleckey,  M.D. 1941 (tradotto in questo articolo come la maschera del benessere mentale)
la persona psicopatica mostra verso l'esterno una perfetta mimica di una persona normalmente funzionante, in grado di mascherare o nascondere la fondamentale mancanza di struttura della personalità interna, un caos interiore che si traduce in un comportamento distruttivo mirato soprattutto alla distruzione degli altri, quindi all'autodistruzione. Nonostante l'apparenza sincera, intelligente e l'affascinante presentazione esterna, internamente la persona psicopatica non ha la capacità di provare emozioni genuine.
 
vedi anche
Robert Hare   "La psicopatia" astrolabio edizioni
Robert Hare   "Without Conscience" http://www.hare.org/welcome/

Alan Watt   http://cuttingthroughthematrix.com/

Mark Passio  http://www.whatonearthishappening.com/
John Lash   http://www.metahistory.org/

Vedi anche articolo: 

Come difendersi dai predatori-psicopatici
http://essereumanoinarmonia.blogspot.it/2013/03/come-difendersi-dai-predatori.html

Pubblicato da Coaches di Comunidea a 11:11
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Etichette: classe dominante, compassione, consapevolezzacooperazionecoscienzaempatiaEssere Umano, mercanti del non-senso, predatori, psicopaticiriconoscenzasenza coscienza, solidarietà
6 commenti:
1.    
Natascia Foresti02 aprile 2013 04:07
.". ...SELEZIONARE .....( "purificando".... al contempo come da Voi suggerito in questo articolo, le varie relazioni personali)... solo Chi non presenta patologie mentali...emotive... psichiche...affettivo-sessuali..ed energetiche ....in una società come la nostra, significherebbe semplicemente AUTOESTINGUERSI, ANNIENTARSI ....vicendevolmente UNO\A CON L'ALTRO\A...fino ad ALIENARSI completamente da Noi Stessi\e e da tutto ciò che ci circonda....!!
POI...Suddividere gli Esseri Viventi ...(gli Esseri Umani) ....in "sub" Umani ed in altri Esseri Umani "superiori", come vorreste fare Voi... mi pare solo orribilmente NON-UMANO!!
NON sarebbe meglio invece cominciare ad Essere Consapevoli di Ciò che Siamo in Vero...per Natura Umana...Noi Tutti\e??? IN MODO DA NON ESSERE PIù COSì TERRORIZZATI DAL NOSTRO PROSSIMO??
: E cioè Esseri Trini...Onnipotenti ...con un Corpo sia mentale che Fisico...ma anche dotati di uno Spirito Onnipotente Eterno, che ci abita Tutti\e ....e che ci ha Generato nel grembo materno NELL'AMORE...e che è in grado di Guidarci,
Proteggerci ed addirittura RI-GENERARCI...anche alivello mentale-fisico.... in caso di malattie...MORTE o violenze subite? Perchè porre l'accento solo sulla malattia....sulla Debolezza... della Dipendenza Energetica, che caratterizza il 99% di Noi... E NON INVECE SULLA nostra CAPACITà illimitata ed INNATA DI ESSERI UMANI ...DI GUARIRCI E RE-SUSCITARE A nuova Vita?....A nuove abitudini ....a nuove credenze ed a nuovi schemi comportamentali?...Più Amorevoli...più Sani ...Migliori???....QUANDO LO DESIDERIAMO DAVVERO??
Avete anche citato...la frase sacra:
"Tanto in Alto come in Basso"...senza capirne realmente il significato, nel tentativo di usarla per sezionare..dividere ed amputare l'Essere Umano nella Sua Natura.
Ma essa invece testimonia soltanto dell'opposto di ciò che Voi asserite: e cioè che l'Essere umano è Divino...
Esso\a...Esiste ...tanto nei cieli\nel bene\nella Salute mentale....quanto nell'Abisso\nel male\nella patologia mentale.!! Esiste ed è divino\a...ed è Sè Stesso\a in entrambe le Realtà!!. Perchè queste Realtà compongono la Sua Reale Natura ed Essenza. Certo ANDREBBERO arginate...indirizzate...Governate...MA NON CERTAMENTE GHETTIZZATE OD AMPUTATE O STERMINATE...COME VORRESTE FARE VOI....TUTTO CIò PORTEREBBE SEMPLICEMENTE ALL'AUTODISTRUZIONE DEL GENERE UMANO.....visto che Persone prive di codeste patologie...o abissi o Dinamiche di Dipendenza Energetica ...o vuoto interiore... come lo definite Voi...in Natura ...
nella nostra Natura umana semplicemente
NON ESISTONO. !!
SALUTI. Natascia."
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Risposte
1.    
Luca Ferretti03 aprile 2013 13:19
ottimi spunti e concordo :)
2.      
Coaches di Comunidea09 aprile 2013 10:55
Risposta a Natasha Foresti
L'Essere Umano senza il modus operandi predatorio patologico esiste eccome e negare questo dato dichiarando il contrario invita a nozze il predatore-psicopatico assicurandogli non solo un grande vantaggio, ma anche di farla franca. Anche se gli obbiettivi personali di entrambi sono analoghi ossia l'istinto di autoconservazione e di sopravvivenza c'è una grandissima differenza e sta nel metodo che impiegano per conseguirli.
L'Essere Umano integrato è sempre connesso al suo Essere Divino e opera per sua natura al maggior bene.
Vuole sopravvivere e vuole che gli altri sopravvivano, mentre il predatore-psicopatico vuole in realtà, e nascostamente, che gli altri soccombano in maniera che sia l'unico a sopravvivere. Fondamentalmente, l'Essere Umano vuole che gli altri siano felici e stiano bene, mentre il predatore-psicopatico è veramente molto ingegnoso nel far stare male gli altri. Quando l'Essere Umano ha successo, diventa spesso un bersaglio del predatore-psicopatico e per questa ragione potrebbe fallire. Il predatore-psicopatico apprezza solo la rovina altrui anche se appare l'opposto.
Finché non saremo in grado d'individuare l'Essere umano sostenerlo e mantenerlo libero da indebite restrizioni, e allo stesso modo d'individuare il predatore-psicopatico o gli atteggiamenti/comportamenti predatori fuori e dentro di noi e porgli delle restrizioni, la nostra società continuerà a soffrire di criminalità, guerra e di questa patologia, e l'uomo e la nostra civiltà non dureranno a lungo.
Non annientare l'Essere Umano e non mancare di rendere impotente il predatore-psicopatico nel suo tentativo di danneggiare il resto di noi potrebbe invece darci una chance per non estinguerci.
Se non comprendiamo e distinguiamo le caratteristiche delle due tipologie, continueremo a vivere nel dubbio su chi siano i nostri nemici e, così facendo, vittimizzeremo i nostri amici.
Tutti gli uomini hanno commesso atti di violenza o di omissione per i quali potrebbero essere biasimati e in tutta l'umanità non vi è un singolo essere umano perfetto.
Ma ci sono coloro che cercano il più possibile di agire nel bene e coloro che si specializzano nel danneggiare gli altri in tutti i modi possibili e immaginabili. L'importante e riconoscerli dalle loro caratteristiche per potersi difendere e per potersi unire con i propri affini. Non si tratta di selezione, ma di sopravvivenza e di affrontare la realtà.
Angela-Patrizia Calvaruso
2.    
Luca Ferretti03 aprile 2013 12:56
In questo articolo vi sono spunti di interesse che possono essere di aiuto. Vi è però una ricerca ed una creazione di un nemico definito quale "homo psychopathicus" che non c'è nella realtà ma che è frutto di una specifica visione di chi scrive che, pur con intento forse positivo, crea delle connessioni molto discutibili volte a focalizzare l'attenzione fuori da sé. Vi sono però delle contraddizioni nello stesso testo quindi osservo che è una fase ancora non totalmente cristallizzata e quindi che può evolvere. Inoltre quello che scrivo si basa su ciò che ho letto e forse ulteriori elementi possono essere chiariti con un dialogo di approfondimento che mi trova disponibile nel caso lo si voglia sviluppare. Il punto di partenza che voglio porre ora è che, dal mio punto di vista, la creazione di un nemico da combattere è di quanto più lontano dall'evoluzione e dall'auto-liberazione. Semplicemente si mascherano le proprie responsabilità, da un lato, ma si depotenzia anche la propria capacità di auto-analisi tramite l'indicare un riflesso come causa ed espressione del "male". Nel collettivo si muove una idea-archetipo molto potente in forme nuove dal passato ma sempre molto incisiva, che è quella dell'esistenza di una razza superiore rispetto ad una razza inferiore (come ben spiegato nel precedente commento). Ciò produce un de-sacralizzazione dell'altro, erodendo la dignità che va riconosciuta ad ognuno per poter creare rapporti equilibrati anche quando trattiamo di presunte patologie mentali. Ciò non significa alimentare l'altrui squilibrio ma considerare questo come uno stato non collegato ad elementi immodificabili e generalizzabili ma, appunto, uno stato che può mutare se non in tutti i casi certamente in molti. L'incapacità di assitere in un mutamento è una incapacità data dal limite delle conoscenze attuali ma superabile per coloro che sapranno cercare e scoprire il nuovo. Detto questo ai tempi di Lombroso si cercava tramite i tratti somatici di individuare i criminali, lo stesso atteggiamento è ora riproposto da coloro che si ammantano di ricerche apparentemente più complesse ma se queste si usano per uno scopo come quello di individuare ed eliminare dalla società gli elementi danneggiati, imperfetti od inadatti, la "cura" che viene proposta è peggio del "male" che si pensa di dover combattere. Per inciso questo tipo di selezione è proprio quella proposta da certe scuole di pensiero che sono collegate proprio a quella che ci viene descritta nel testo quale visione predatoria dell'esistenza.

Luca Ferretti (pt1)
1.    
Luca Ferretti03 aprile 2013 12:57
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
3.    
Luca Ferretti03 aprile 2013 13:05
Sarei anche curioso di conoscere le fonti dalle quali sono stati tratti questi dati per approfondirne la metodologia statistica (i dati grezzi) e non solo quelli emersi da valutazioni successive:

"E' probabile che grazie a questa saggezza innata collettiva indirizzata alla sopravvivenza della comunità la nascita dei predatori fosse rara: 1 ogni 1000 circa. "

"I predatori-psicopatici puri sono il 4% della popolazione (1 ogni 28 in Europa e 1 ogni 22 in nord America)"

Sono queste idee e spunti che confido possano essere di utilità per proseguire verso più ampi orizzonti.

Per sviluppare un altro passo, secondo la scrivente negli individui che vengono ritenuti non predatori, esistono tratti psicologici che possono essere comunque ricondotti ai comportamenti descritti quali loro caratteristica?

Infine nello scritto è stata preparata un'argomentazione che vuole offrire una scappatoia troppo semplice per evitare il dialogo

"chi nega la loro esistenza e non affronta questo problema è la parte passiva e collabora, rendendosi complice, al mantenimento di questo mondo violento e crudele a beneficio di pochi. E' arrivato il momento di aprire gli occhi e di affrontare questo argomento una volta per tutte, individualmente e collettivamente. Negare l'esistenza del predatore per ignoranza o per "new age world credo" significa essere complici di quello che non va in questo mondo."

L'argomentazione stessa è costruita basandosi su un grave errore a riguardo del concetto di "complicità" che invito ad approfondire sia in termini giuridici che, soprattutto, morali e sul piano di consapevolezza. Il concetto di complicità presuppone la consapevolezza di un fatto, una situazione, un comportamento che si agevola, quindi, con il proprio non agire o supporto. Se una persona non conosce non è complice. Questo ragionamento però è utile allo scrivente per poter delegittimare e de-sacralizzare le opinioni differenti. Questo è quanto appare ad una pur semplice osservazione.

Il dialogo quindi si instaura, come sappiamo, se ci si riconosce reciproca dignità altrimenti è solo "un parlare per confermare un proprio credo" ma a questo punto la domanda da farci è la più potente che esista: "perchè?" e nello specifico "perchè e quale utilità offre questo credo?"

Luca Ferretti

Come difendersi dai predatori-psicopatici
Come difendersi dai Predatori-Psicopatici

1) Voler bene a se stessi, comprese le proprie debolezze senza termini e  condizioni. Uno sciamano africano disse che gli occidentali sono facile preda del predatore-psicopatico proprio perchè non amano se stessi. L'anatomia del volersi bene, è soggetta alla gestione di tre fattori che dovrebbero essere in equilibrio tra loro: 1) la comunicazione con "l'altro": il partner, l'amico/a, l'animale, la natura, il concetto filosofico (fisico, economico etc...), l'arte, il cibo, l'abitazione, Dio etc...; 2) un elevato grado di accordo, che non comprometta quello con se stessi; 3) la capacità di accettare nel proprio spazio "l'altro" con cui ci si sta relazionando.

2) Prendere atto dell'esistenza di due specie completamente differenti l'una dall'altra nel modus operandi. Una specie con capacità empatica e creativa, l'altra di tipo predatorio e distruttivo. Non accettare o non volere credere a tutti i costi alla esistenza di queste ultime creature (New Age) diventa solo un vantaggio a favore dei predatori-psicopatici, usando un pensiero magico infantile: non credo ai mostri dunque i mostri non esistono...

3) Informarsi e studiare le caratteristiche di entrambe le specie per potere identificare il piu velocemente possibile i predatori-psicopatici o i senza coscienza/consapevolezza. Quando si conosce il modus operandi degli psicopatici, essi diventano prevedibili. Prima vedi "il fumo" meno ti bruci e ti fai male.

 4) Identificare i predatori-psicopatici puri presenti nella propria vita con l'aiuto di queste informazioni e allontanarli per sempre (nessun contatto in nessun modo). Ai predatori-psicopatici puri, protagonisti della classe dominante, si aggregano "a grappolo" gli psicopatici secondari, ossia quelli che si atteggiano come predatori puri, ma che in verità non lo sono e che diventano gli esecutori diretti della distorta visione del mondo dei loro padroni. C'è una grande differenza tra predatori puri e predatori secondari. I predatori puri sono circa il 3-4% della popolazione e quelli secondari sono circa il 18%. Quelli puri, almeno fino ad oggi, lo sono dalla nascita e non possono essere recuperati in alcun modo; nascono e muoiono predatori. Quelli secondari invece hanno ancora "l'hard drive umano empatico", che permette loro di avere dei sentimenti, anche se momentaneamente fuori uso; potrebbero quindi, sempre che volessero, "guarire".

Identificarli e distinguerli l'uno dall'altro è molto importante al fine di stabilire come meglio comportarsi con loro. I predatori secondari possono essere aiutati, i predatori puri assolutamente no, a meno che in un futuro prossimo ci venga incontro la tecnologia associata alla presa di coscienza. Il volerli guarire o aiutarli specialmente con l'Amore o l'empatia ha solo risultati fallimentari anzi peggio, ciò li irrita ed essi diventano ancora più ostili. Non conoscendo cosa sia l'Amore (e non lo conosceranno mai) gli psicopatici hanno infatti un costante terrore di chiunque, il loro modus vivendi è determinato da un calcolo nascosto, MA SEMPRE ATTIVO, di trarre vantaggio e di distruggere. Si presentano sorridenti e dietro alla schiena hanno un "coltello"che senza ombra di dubbio useranno. Hanno ostilità per chiunque ma lo nascondono da grandi esperti. 

5) Osservare ed eliminare i propri comportamenti ed atteggiamenti di tipo psicopatico. Sono comportamenti ed atteggiamenti indotti dalla coscienza parassita collettiva che in realtà non ci appartengono. Unirsi con e/o creare un gruppo di supporto che conosce queste informazioni, può dare un grande sostegno soprattutto se si è danneggiati da uno/a o più predatori-psicopatici. Non essere compiacenti al potere della griglia di controllo psicopatico. Diventare più auto-sufficienti e meno dipendenti dal sistema. 

6) Tenere sempre in mente che anche se chiamati predatori, in realtà sono dei parassiti che non possono vivere senza le emozioni, la rabbia, la paura e le energie degli altri. Come si eliminano i parassiti? Non dando loro alcun cibo e nutrimento. Molto importante sarà lavorare su se stessi e su la propria rabbia e paura.

7)  Riprendersi la propria umanità e darle valore. Coltivare e praticare quotidianamente: l'empatia, la compassione, la riconoscenza, la cooperazione e la solidarietà. Senza questo sarà difficile infatti esercitare la propria intuizione e creatività, elementi essenziali per affrontare la vita di tutti i giorni con successo e senza stress. Aumenterà così l'autostima e la fiducia in se stessi, qualità fondamentali per difendersi e riconoscere i predatori. Unirsi con gli altri Esseri Umani tuoi veri fratelli e sorelle per riacquistare la fiducia in se stessi e negli altri.

Queste sono le 5 caratteristiche per identificare uno/a psicopatico/a-predatore (deve avere tutti e 5 i tratti per essere considerato tale)

1) Non hanno rimorsi, vergogna e senso di colpa per i danni (emotivi, psicologici, fisici, intellettuali, sociali ed economici) procurati agli altri . Nella loro mente sono sempre perfetti e incapaci di sbagliare o di fare qualcosa di sbagliato e hanno sempre una giustificazione pronta. Hanno il complesso di Dio.

2) Cambiano personalità a seconda della persona che hanno davanti per manipolarla meglio. Sono degli organismi biologici a cui manca una struttura di personalità interna, non c'è nulla dentro di loro, sono come dei robot in cui c'è dentro solo una coscienza predatoria che diventa la personalità da usare di volta in volta come fossero attori. "Dimmi cosa vuoi che io sia per avere la tua fiducia e io lo sarò". Indossano la maschera del benessere mentale.

3) Usano il senso della pietà per ottenere quello che vogliono e controllare gli altri. Non sono autonomi e cercano persone empatiche per controllarle e avere potere su di loro: le trovano raccontando storie pietose. Storie pietose spesso false usate per depredare.

4) Hanno un passato misterioso che non corrisponde alla realtà. Cambiano versioni sul proprio passato a seconda di cosa serve per ottenere quello che vogliono e per controllare gli altri.

5) Sia gli uomini che le donne hanno un alto tasso di testosterone. Capiscono fin da piccoli che possono usare o non usare il sesso per ottenere quello che vogliono.

vedi "Il predatore-psicopatico e la sua guerra contro l'Essere Umano"
http://essereumanoinarmonia.blogspot.it/2012/12/il-predatore-psicopatico-e-la-sua.html
Perché le vere definizioni delle parole anarchia e violenza ci aiutano ad essere sovrani di noi stessi e a difenderci dai dominatori e dai predatori-psicopatici.
dedicato ai miei fratelli e alle mie sorelle Esseri Umani Sovrani Custodi del Creato.

Quando un piccolo gruppo, specialmente un piccolo gruppo di predatori puri, vuole dominare l'intera umanità deve utilizzare varie strategie, la più importante delle quali è quella di insinuare nelle menti un'ingannevole visione del mondo studiata bene a tavolino, costruita ad hoc per il solo loro beneficio.

Ai predatori-psicopatici puri, protagonisti della classe dominante, si aggregano "a grappolo" gli psicopatici secondari, ossia quelli che si atteggiano come predatori puri, ma che in verità non lo sono e che diventano gli esecutori diretti della distorta visione del mondo dei loro padroni. C'è una grande differenza tra predatori puri e predatori secondari. I predatori puri sono circa il 3-4% della popolazione e quelli secondari sono circa il 18%. Quelli puri, almeno fino ad oggi, lo sono dalla nascita e non possono essere recuperati in alcun modo; nascono e muoiono predatori. Quelli secondari invece hanno ancora "l'hard drive umano empatico", che permette loro di avere dei sentimenti, anche se momentaneamente fuori uso; potrebbero quindi, sempre che volessero, "guarire".

Identificarli e distinguerli l'uno dall'altro è molto importante al fine di stabilire come meglio comportarsi con loro. I predatori secondari possono essere aiutati, i predatori puri assolutamente no, a meno che in un futuro prossimo ci venga incontro la tecnologia associata alla presa di coscienza.

Già due anni fa infatti il MIT (Massachusetts Institute of Technology) era riuscito a isolare l'empatia nel cervello usando campi elettromagnetici, e sviluppando per uso militare elmetti che permettano di uccidere senza scrupoli come è possibile ai predatori puri. Se potesse essere utilizzata la stessa tecnologia per attivare l'empatia potrebbero esserci allora delle possibilità di recupero per i predatori puri.  Senza consapevolezza e presa di coscienza la tecnologia porta ad esserne schiavi e da essa condizionati; mai da sola la tecnologia ci aiuta a migliorare realmente...

Insieme alla paura l'arma più potente che hanno i suddetti dominatori è proprio un' ingannevole visione del mondo costruita grazie a falsi ideologici (quali il darwinismo sociale e il relativismo morale), a scienziati corrotti (un giorno il caffè fa bene, il giorno dopo invece fa male), a religioni che manipolano le menti (il concetto salvifico paralizzante cristiano o il siamo tutti buoni dei new age) etc...

Uno degli esempi eclatanti di tale ingannevole visione del mondo è il "religioso autoritarismo", ossia l'accettare (senza termini e condizioni, senza farsi domande, con totale e cieca fede) che alcuni individui reclamino e rivendichino in vari modi la loro autorità sugli altri: i governi con le loro leggi e le loro forze dell'ordine, lo stato con le sue tasse, le banche con il loro sistema monetario (che supera di gran lunga qualsiasi strozzino su questo pianeta), i capi religiosi con i loro diktat e con le loro continue oblazioni per guadagnarsi il paradiso.

In natura questo non esiste. Nessun albero rivendica la sua autorità sull'ombra che offre al passante che cerca riposo o nessun leone va dagli altri animali e chiede il dazio per permettere loro di continuare a rimanere vivi. A differenza dell'albero e del leone l'essere umano, avendo il linguaggio, è capace di creare ed esprimere concetti. E' proprio questo il punto. I concetti non sono rigidi o fissi come le leggi della natura. Perché allora rimanere ancorati ad alcuni di essi? Perché non n'esplorarne altri? Perché accettare senza termini e condizioni un punto di vista del mondo piramidale costruito da pochi per il privilegio di pochi ai danni di molti?
Vi siete mai chiesti se sia giusto che alcuni individui rivendichino il loro potere sugli altri con giustificazioni più o meno razionali?

In natura non esiste l'autoritarismo, tra gli uomini esiste invece la rivendicazione dell'avere tale potere sugli altri e considerare un "giusto" diritto (acquisito o meno) esercitarlo. Non è così. L'unica autorità legittima nell'universo è quella derivante dai suoi limiti e dalle sue condizioni:  le leggi naturali. Non le leggi naturali conseguenti al falso ideologico del perverso darwinismo sociale, la legge del cosi detto più forte; infatti non si è mai visto un leone o un lupo predare all'interno della propria specie e/o proclamarsi "re degli animali". Nella realtà naturale quindi non esiste l'autorità in quanto tale. 

Perché quindi si accetta l'autorità?

La si accetta perché viene imposta con tecniche psicotroniche (provocando esaltazione e depressione con l'uso dei media, imponendo caldo, freddo ed emissioni elettromagnetiche provocanti disagio morale e dolore fisico), con l'uso improprio e distorto del sesso quale mezzo per degradare l'individuo e con l'eliminazione dell'identità dell'individuo.

La si accetta perché si continua a subire un ingannevole visione del mondo con gli uomini suddivisi in padroni e schiavi. Padroni proprietari di schiavi e schiavi proprietà dei padroni. 
Le parole vengono confuse, alterate e distorte dando loro significati alterati. Andrebbero sempre ricondotte al loro vero significato studiandone l'etimologia. In questo la parola Anarchia ci viene in aiuto; proviene da due radici greche:
1) A o an che significa la negazione di, l'assenza di o la mancanza di (es. apatia=assenza di sentimenti)
2) Archia viene da Arconte che nella Grecia antica era il magistrato supremo che governava o il governante.

Quindi Anarchia significa semplicemente l'assenza di arconti-governanti e di padroni proprietari di schiavi e quindi la negazione dell'esistenza di padroni e schiavi.

Chi abbraccia una visione del mondo in cui non esiste dominatore e dominato e padrone e schiavo è per definizione un anarchico.
Non ci sono vie di mezzo: o si accetta un mondo di carnefici e vittime, di dominatori e dominati, di padroni e schiavi o si ha una visione del mondo che neghi tutto questo.

I "padroni" volendo continuare a dominare hanno associato la parola anarchia al caos,  spacciando l'accettazione della schiavitù e l'essere proprietà di un padrone come necessità per evitare il caos. La parola anarchia non ha nulla a che fare con il caos anzi è vero il contrario; solo quando ci sono individui che impongono la loro autorità con violenza su altri c'è il caos, non quando la società è composta da individui sovrani senza padroni e senza schiavi nel rispetto di ciascuno. Solo quando c'è la vera libertà di esistere in un mondo senza padroni e senza schiavi c'è l'ordine e non il caos. Se ci si considera sovrani e si comprende (consapevolmente o inconsapevolmente) di non essere schiavi si è liberi e "anarchici" nella corretta accezione. 

E' importante distinguere la differenza tra forza e violenza: solo quando effettivamente si comprende cosa significhi "violenza" si può realizzare la differenza tra avere un diritto o non averlo.

Forza e violenza sono infatti diametralmente opposte.

La forza è un diritto che ci appartiene e rimane sempre un diritto. E' capacità ed energia da cui scaturisce il nostro modificare la realtà. Costruire, pulire o spostarsi sono parte del concetto di forza che viene applicata quotidianamente in armonia con le leggi naturali e senza violare i diritti degli altri.

Quando si usa la forza in maniera coercitiva contro la libertà degli altri e la si usa contro un essere pacifico e tranquillo, disturbando, danneggiando, privando di sicurezza e serenità, giungendo perfino all'estremo limite dell'omicidio o dell'induzione al suicidio non è più forza, ma violenza.

La violenza non è mai un diritto e viene dalla parola violare ossia introdursi in uno spazio che non è proprio mettendo a rischio la sicurezza e la serenità altrui, è l'uso immorale e coercitivo del potere fisico e non solo contro gli altri.

Nell'ideologia dell'aggressione, nel mondo dei padroni e degli schiavi, la violenza è la regola e prevaricare è la normalità. Violenza è imporre leggi che non considerano l'Essere Umano. Violenza è salvare le banche (sono comunque imprese private, quindi con scelta di rischio) a scapito degli Esseri Umani. Violenza è richiedere continuamente  tasse e interessi stratosferici, considerare l'Essere Umano solo come un consumatore; non occuparsi in alcun modo delle necessità della popolazione etc...questa è violenza!

L'"arcontista" (l'opposto dell'"anarchico") è chi vuole un mondo a beneficio e a privilegio di pochi, con la visione di una società fatta di violenza, di padroni e schiavi, di carnefici e vittime, di parassiti e parassitati. Chi vuole invece un mondo di individui "sovrani" senza violenza e senza padroni, a beneficio e nel rispetto di tutti:  Esseri Umani, animali, la natura, il pianeta, può essere chiamato "anarchico".

Vi siete mai chiesti quale sia l'obbiettivo principale dell'educazione scolastica? E' quello di condizionare e di fare accettare un mondo fatto di padroni e schiavi e trasformare tutti in "arcontisti" che continuino a sostenere l'ingannevole e limitante pensiero unico dell'autoritarismo in tutti gli aspetti della nostra società.

vedi "Il predatore-psicopatico e la sua guerra contro l'Essere Umano"
http://essereumanoinarmonia.blogspot.it/2012/12/il-predatore-psicopatico-e-la-sua.html

Ecco a cosa serve andare a scuola di John Taylor Gatto

Chiamatemi professor Gatto, per favore. Ventisei anni fa, non avendo in quel momento niente di meglio da fare, provai a fare il professore di scuola. La mia licenza certifica che sono un insegnante di lingua e letteratura inglese, ma non è affatto ciò di cui mi occupo. Non insegno l’inglese, insegno la scuola – e facendolo vinco anche dei premi. La parola “Insegnare” ha significati diversi in luoghi diversi, ma sette lezioni sono universalmente impartite da Harlem[quartiere nero di New York, in passato simbolo di degrado, ndt] ad Hollywood Hills. Queste costituiscono un curriculum nazionale per cui pagate in più modi di quanti possiate immaginare, quindi dovreste ben sapere di cosa si tratta. Siete liberi, ovviamente, di considerare queste lezioni in qualunque modo vogliate, ma credetemi quando dico di non voler fare alcuna ironia in questa presentazione. E’ questo che insegno, mi pagano per insegnare quanto segue. Fate di queste lezioni quel che volete.
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1. CONFUSIONE
L’altro giorno una signora di nome Kathy mi ha scritto da Dubois, Indiana: “Quali grandi idee sono importanti per i bambini piccoli? Beh, la più grande idea di cui penso abbiano bisogno è che quanto stanno imparando non è stravagante – è un qualche sistema di approccio, e non sta semplicemente piovendo loro addosso mentre assorbono impotenti. E’ questo il compito: capire, rendere coerente”. Kathy si sbagliava. La prima lezione che insegno è quella della confusione. Tutto ciò che insegno è fuori contesto… Insegno la non-correlazione di tutto. Insegno le sconnessioni. Insegno troppo: orbite dei pianeti, legge dei grandi numeri, schiavitù, aggettivi, disegno architettonico, danza, ginnastica, coro, assemblee, ospiti a sorpresa, allarmi antincendio, linguaggi informatici, serate di genitori, giornate per la formazione dello staff, programmi extrascolastici, consigli da estranei che i miei studenti potrebbero non rivedere mai più, test standardizzati, segregazione per età come mai vista nel mondo esterno… Ma cosa hanno a che fare queste cose tra di loro? Anche nelle scuole migliori un attento esame del programma e della sua sequenza rivela una mancanza di coerenza, piena di contraddizioni interne. Fortunatamente i bambini non hanno le parole per definire il panico e la rabbia che provano per le costanti violazioni dell’ordine naturale e della sequenza che viene rifilata loro come qualità nell’educazione. La logica della mente scolastica è che sia meglio lasciare la scuola con un bagaglio di gergo superficiale derivato dall’economia, dalla sociologia, dalle scienze naturali e così via, piuttosto che lasciare i bambini con il loro genuino entusiasmo. Ma la qualità nell’educazione impone di imparare qualcosa in profondità. La confusione è inculcata ai bambini da troppi adulti strani, ognuno dei quali lavora da solo con la minor relazione possibile con gli altri, solitamente vanagloriandosi di una maestria che non possiede. L’apprendimento, e non dei fatti disconnessi, è quel che cercano gli esseri umani sani, e l’educazione è un sistema di codici per elaborare fatti grezzi in un significato. Dietro il mosaico delle routine scolastiche e l’ossessione della scuola per fatti e teorie, si trovano le vecchie, ma ben conservate, menzogne della ricerca umana. Questo è più difficile da vedere in una scuola elementare, dove la gerarchia dell’esperienza scolastica sembra aver maggior senso per via della relazione, semplice e d’indole buona, del “facciamo questo” e “facciamo quello”, che viene assunta come se avesse un significato, e la clientela non ha ancora coscientemente distinto quanta poca sostanza ci sia dietro le apparenze, dietro questa recita. Pensate a tutte le grandi sequenze naturali come imparare a camminare e imparare a parlare; seguendo la progressione della luce dall’alba al tramonto, osservando le antiche tecniche di un agricoltore, di un fabbro, di un calzolaio, guardando vostra madre che prepara il piatto per il Giorno del Ringraziamento – tutte le parti sono in perfetta armonia le une con le altre, ogni azione si giustifica da sé e illumina il passato e il futuro. Le sequenze scolastiche non sono così, non è così in una sola lezione e tantomeno nel complesso delle lezioni quotidiane. Le routine scolastiche sono folli. Non c’è alcuna ragione particolare per nessuna di esse, nulla che meriti un’attenta analisi. Pochi insegnanti oserebbero insegnare gli strumenti se i dogmi di una scuola o di un insegnante potessero essere criticati, in quanto tutto deve essere accettato. Le materie scolastiche vengono imparate se possono essere imparate, così come i bambini imparano il catechismo o imparano a memoria i trentanove articoli della Chiesa Anglicana. Io insegno la non-correlazione di tutto, una frammentazione infinita che è l’opposto della coesione; quel che faccio è più vicino ad una programmazione televisiva che alla composizione di uno schema ordinato. In un mondo dove la casa è solo un fantasma perché entrambi i genitori lavorano, o perché troppi trasferimenti o cambi di lavoro o troppa ambizione o altro hanno lasciato tutti troppo confusi per conservare una relazione familiare, io vi insegno ad accettare la confusione come vostro destino. Questa è la mia prima lezione.
2. POSIZIONE DELLA CLASSE
La seconda lezione che insegno è la posizione della vostra classe. Insegno che gli studenti devono rimanere nella classe a cui appartengono. Non so chi decida che i miei bambini le appartengano ma non è affar mio. I bambini sono numerati di modo che se qualcuno si allontana possa essere fatto tornare nella classe giusta. Nel corso degli anni la varietà di modi in cui i bambini vengono numerati dalle scuole è drammaticamente aumentata, al punto che è diventato difficile distinguere gli esseri umani sotto il peso dei numeri che portano. Numerare i bambini è un’impresa grande e molto proficua, anche se sfugge il senso di ciò che questa strategia mira a realizzare. Non so neanche perché i genitori dovrebbero consentire, senza protestare, che venga fatto questo ai loro figli. Ad ogni modo, ancora una volta, questi non sono affari miei. Il mio compito è far piacere loro il fatto di essere rinchiusi insieme ad altri bambini che hanno addosso dei numeri come loro. O almeno di tollerarlo come se si trattasse di una buona pratica sportiva. Se faccio bene il mio lavoro, i ragazzi non possono neanche immaginarsi in un altro posto, perché ho mostrato loro come invidiare e rispettare le classi migliori e come provare disprezzo per le classi insulse. Con questa efficiente disciplina la classe si controlla per lo più da sé rispettando un buon ordine di marcia. E’ questa la lezione autentica di qualsiasi competizione truccata come la scuola. Si arriva a sapere qual è il proprio posto. Nonostante il programma globale di classe dia per scontato che il novantanove percento dei ragazzi si trovi nella propria classe per restarvi, faccio tuttavia uno sforzo pubblico per spingere i bambini verso livelli più alti di buona riuscita negli esami, ventilando un eventuale trasferimento dalla classe inferiore come fosse una ricompensa. Spesso lascio intendere che arriverà il giorno in cui un datore di lavoro li assumerà in base a dei punteggi e dei voti, anche se la mia esperienza dice che i datori di lavoro sono, giustamente, indifferenti a queste cose. Non mento mai spudoratamente, ma sono giunto al punto di vedere che verità e insegnamento sono, in fondo, incompatibili proprio come diceva Socrate lo fossero migliaia di anni fa. La lezione delle classi numerate è che ognuno ha un proprio posto nella piramide e che non c’è alcuna via d’uscita dalla propria classe se non con la magia dei numeri. In mancanza di questa, si è costretti a rimanere dove si viene messi.
3. INDIFFERENZA
La terza lezione che insegno ai ragazzi è quella dell’indifferenza. Insegno ai bambini a non preoccuparsi troppo per qualcosa, anche se vogliono far vedere che è così. Il modo in cui lo faccio è molto sottile. Io pretendo che si coinvolgano totalmente nelle mie lezioni, balzando in piedi e risedendosi di scatto sulle loro sedie come se non vedessero l’ora di farlo, facendo a gara vivacemente l’uno con l’altro per ottenere la mia approvazione. Mi sento gratificato quando si comportano così; fa impressione a tutti, me compreso. Quando sono al meglio delle mie possibilità pianifico con molta attenzione le mie lezioni, per produrre questo spettacolo di entusiasmo. Ma quando suona la campanella io insisto affinché si fermino, a qualsiasi cosa stessero lavorando, e che procedano senza indugio alla sessione di lavoro successiva. Devono accendersi e spegnersi come un interruttore. Nulla d’importante viene mai finito nella mia classe, né in altre classi che conosco. Gli studenti non hanno mai un’esperienza completa se non del piano delle rate. La lezione della campanella infatti insegna che nessun lavoro vale la pena di essere finito, quindi perché preoccuparsi troppo per qualcosa? Anni ed anni di campanelle abitueranno tutti, tranne i più forti, ad un mondo che non può più offrire un’occupazione importante da fare. Le campanelle rappresentano la logica segreta dell’orario scolastico; la loro logica è inesorabile. Le campanelle distruggono il passato ed il futuro, rendendo identico ogni intervallo, come l’astrazione di una mappa fa risultare identici ogni fiume ed ogni montagna esistenti, anche se non lo sono. Le campanelle infondono d’indifferenza ogni iniziativa.
4. DIPENDENZA EMOTIVA
La quarta lezione che insegno è quella della dipendenza emotiva. Con stelle e segni rossi, sorrisi e occhiatacce, premi, onori e disonori, io insegno ai ragazzi a rinunciare alla loro volontà in favore della catena di comando prestabilita. I diritti possono essere concessi o negati senza appello da qualsiasi autorità, perché i diritti non esistono all’interno di una scuola – nemmeno il diritto alla libertà di parola, come stabilito dalla Corte Suprema – a meno che le autorità scolastiche non dicano diversamente. Come insegnante, io intervengo in molte decisioni personali, fornendo un permesso a coloro che ritengo giustificati, o dando inizio ad un confronto disciplinare per comportamenti che minacciano il mio controllo. L’individualità tenta costantemente di affermarsi tra i bambini e gli adolescenti, per cui le mie sentenze arrivano velocemente e in abbondanza. L’individualità rappresenta una contraddizione della teoria di classe, una maledizione per tutti i sistemi di classificazione. Ecco alcuni dei modi più comuni in cui si manifesta: i bambini sgusciano fuori per godersi un momento in privato in bagno col pretesto di un bisogno urgente, oppure rubano un istante tutto per loro in corridoio perché devono bere. Lo so che in realtà non ne hanno bisogno, ma permetto loro di imbrogliarmi perché questo li condiziona a dipendere dalla mia approvazione. A volte la libera volontà appare proprio di fronte a me in bambini arrabbiati, depressi o felici per delle cose che sono al di là della mia comprensione; i diritti relativi a queste materie non possono essere riconosciuti dagli insegnanti, solo i privilegi che possono essere revocati, garanzie di una buona condotta.
5. DIPENDENZA INTELLETTUALE
La quinta lezione che insegno è quella della dipendenza intellettuale. Le persone in gamba aspettano che un insegnante dica loro cosa fare. E’ la lezione più importante: dobbiamo attendere che altre persone, più esperte di noi, creino i significati delle nostre vite. L’esperto fa tutte le scelte importanti; solo io, l’insegnante, sono in grado di stabilire cosa voi dobbiate studiare, o piuttosto, solo le persone che mi pagano possono prendere quelle decisioni che io poi metto in atto. Se mi viene detto che l’evoluzione è un dato di fatto e non una teoria, io trasmetto questo come mi è stato ordinato, punendo i devianti che si oppongono a ciò che mi è stato detto di dire loro di pensare. Questo potere di controllare ciò che i bambini penseranno mi permette di separare con successo gli studenti dai fallimenti molto facilmente. I bambini di successo pensano che io li nomini con un minimo di resistenza e un’onesta parvenza di entusiasmo. Tra milioni di cose che meriterebbero di essere studiate, stabilisco io qual è quel poco per cui abbiamo tempo, o meglio, sono i miei anonimi datori di lavoro che lo decidono. Le scelte spettano a loro, perché dovrei discutere? La curiosità non ha un ruolo importante nel mio lavoro, solo la conformità ce l’ha. Naturalmente i ragazzi cattivi sfidano tutto ciò, anche se mancano loro i concetti per sapere contro cosa combattono, e lottano per prendere decisioni per se stessi su cosa impareranno e quando lo impareranno. Come possiamo permettere questo e nello stesso tempo sopravvivere come insegnanti? Per fortuna ci sono dei metodi per forzare la volontà di coloro che oppongono resistenza; certo, è più difficile se il ragazzo ha dei buoni genitori che vengono in suo aiuto, ma questo accade sempre meno, malgrado la cattiva reputazione che hanno le scuole. A dire il vero, io non ho mai incontrato nessun genitore appartenente al ceto medio che pensasse che la scuola di suo figlio rientrasse tra quelle scadenti. Non un solo genitore in ventisei anni d’insegnamento. Questo è sorprendente ed è probabilmente la miglior testimonianza di ciò che accade alle famiglie quando madre e padre sono stati essi stessi ben istruiti, attraverso l’insegnamento delle sette lezioni. Le persone in gamba aspettano che sia un esperto a dir loro cosa fare. Non è certo un’esagerazione affermare che la nostra intera economia dipende da quanto viene appresa questa lezione. Pensate che rovina se i ragazzi non venissero educati ad essere dipendenti: le imprese che si occupano di servizi sociali non potrebbero certo sopravvivere; sparirebbero, penso, in quel limbo della storia recente dal quale sono sorte. Consulenti e terapeuti guarderebbero con orrore sparire le loro scorte di invalidi psichici. L’intrattenimento commerciale di ogni sorta, compresa la televisione, appassirebbe nel momento in cui la gente imparasse di nuovo a divertirsi da sé. Ristoranti, rosticcerie e un gran mucchio di altri servizi assortiti legati alla ristorazione verrebbero drasticamente ridimensionati se le persone tornassero a prepararsi il cibo da sole, invece di dipendere da estranei che piantano, raccolgono, tritano, e cucinano per loro. Anche una buona parte del diritto moderno, della medicina, e dell’ingegneria verrebbe meno, così come l’industria dell’abbigliamento e l’insegnamento scolastico, a meno che ogni anno una scorta assicurata di persone incapaci non continuasse ad uscire a frotte dalle nostre scuole. Non siate troppo pronti a votare a favore della riforma radicale della scuola, se volete continuare a ricevere la busta paga. Abbiamo costruito un modo di vivere che dipende da persone che fanno ciò che viene loro detto, perché non sanno come dire a loro stesse cosa fare. Questa è una delle più grandi lezioni che insegno.
6. AUTOSTIMA PROVVISORIA
La sesta lezione che insegno è quella dell’autostima provvisoria. Se avete mai provato a lottare con un ragazzo giunto al livello in cui i genitori lo hanno convinto a credere che lo ameranno malgrado tutto, sapete già quanto impossibile sia riuscire a conformare gli spiriti che sono sicuri di sé. Il nostro mondo non sopravvivrebbe a lungo ad un’alluvione di persone sicure di sé, quindi io insegno che il rispetto di sé dovrebbe essere subordinato all’opinione di un esperto. I miei ragazzi sono costantemente valutati e giudicati. Una relazione mensile, la cui preparazione è impressionante, viene inviata a casa degli studenti per segnalare l’approvazione o per indicare esattamente, fino ad un particolare punto percentuale, quanto dovrebbero essere scontenti i genitori dei loro figli. L’ecologia della “buona” istruzione dipende dal fatto di perpetuare l’insoddisfazione, proprio quanto l’economia commerciale dipende dallo stesso fertilizzante. Benché alcune persone possano essere sorprese di quanto poco tempo o riflessione ci voglia per raggiungere questi record matematici, il peso complessivo di documenti apparentemente oggettivi stabilisce un profilo che obbliga i bambini a giungere a certe decisioni su loro stessi ed il loro futuro basate sul giudizio accidentale di un estraneo. L’auto-valutazione, argomento principale di ogni grande sistema filosofico che sia mai apparso sul pianeta, non è mai considerata un fattore. La lezione delle pagelle, dei voti, e degli esami è che i bambini non dovrebbero aver fiducia in se stessi o nei loro genitori, ma dovrebbero invece fare affidamento sulla valutazione di funzionari certificati. La gente ha bisogno di sentirsi dire quanto vale.
7. NON CI SI PUÒ NASCONDERE
La settima lezione che insegno è che non ci si può nascondere. Io insegno ai bambini che sono sempre tenuti d’occhio, che ognuno è sorvegliato costantemente da me e dai miei colleghi. Non esistono spazi privati per i bambini, non esiste del tempo privato. Il cambio di classe dura trecento secondi per mantenere a livelli bassi la socializzazione indiscriminata. Gli studenti vengono incoraggiati a spettegolare su loro stessi o anche sui propri genitori. Naturalmente io incoraggio i genitori anche a prendere nota della cocciutaggine del proprio figlio. Una famiglia addestrata a fare la spia su se stessa è improbabile che nasconda eventuali segreti pericolosi. Io assegno un tipo di istruzione allargata chiamata “compiti a casa”, di modo che l’effetto della sorveglianza, se non quella stessa sorveglianza, si rechi nella sfera privata delle famiglie, dove gli studenti altrimenti potrebbero usare il tempo libero per imparare qualcosa di non autorizzato da un padre o da una madre, esplorando, o facendo pratica da qualche persona saggia del vicinato. La slealtà nei confronti dell’idea di istruzione è un diavolo sempre pronto a trovare un lavoro per mani oziose. Il significato della sorveglianza costante e della negazione della privacy è che non si può aver fiducia di nessuno, che la privacy non è lecita. La sorveglianza è un antico imperativo, sposato da certi pensatori influenti, una prescrizione fondamentale messa per iscritto nella Repubblica, nella Città di Dio, nell’Istituzione della religione cristiana, nella Nuova Atlantide, nel Leviatano, e in un mucchio di altre opere. Tutti questi uomini senza figli che scrissero questi libri scoprirono la stessa cosa: i bambini devono essere controllati da vicino, se si vuole mantenere una società sotto uno stretto controllo centrale. I bambini seguiranno un percussionista solitario se non si riesce ad inserirli in una banda uniformata.
Il grande trionfo della scolarizzazione di massa obbligatoria del governo monopolista è che anche tra i migliori dei miei colleghi insegnanti, e tra i migliori genitori dei miei studenti, solo una minima parte riesce ad immaginare un modo diverso di fare le cose. “I ragazzi devono sapere leggere e scrivere, no?” “Devono sapere fare le addizioni e le sottrazioni, no?” “Devono imparare ad eseguire degli ordini se si aspettano di mantenere un posto di lavoro”. Solo poche generazioni fa le cose erano molto diverse negli Stati Uniti. L’originalità e la varietà erano moneta corrente; la nostra libertà da ogni inquadramento ci ha resi il miracolo del mondo; i confini tra le classi sociali erano abbastanza semplici da attraversare; i nostri cittadini erano meravigliosamente sicuri di sé, creativi, e capaci di fare molto per se stessi in modo indipendente, e di pensare per se stessi. Eravamo qualcosa di speciale, noi Statunitensi, tutti autonomi, senza che il governo ficcasse il naso nelle nostre vite, senza che le istituzioni e gli enti sociali ci dicessero come pensare e sentire. Eravamo qualcosa di speciale, come individui, come Statunitensi. Ma negli Stati Uniti abbiamo avuto essenzialmente una società con un potere centrale da poco prima della Guerra Civile, e una società di questo tipo richiede una scolarizzazione obbligatoria, una scolarizzazione monopolistica del governo, per mantenersi efficiente. Prima di questo sviluppo l’istruzione non era molto importante in nessun luogo. Ce l’avevamo, ma non troppa, e solo nella misura in cui un individuo la desiderasse. Si imparava comunque a leggere, a scrivere, e a far di conto molto bene; esistono alcuni studi che rivelano che il grado di istruzione all’epoca della Rivoluzione Americana, per lo meno per coloro che non erano schiavi sulla costa orientale, era quasi universale. Il Buon Senso di Thomas Paine vendette 600.000 copie in una popolazione di 3.000.000 di abitanti, il 20% dei quali erano schiavi, ed il 50% servitori a contratto. I coloni erano dei geni? No, la verità è che leggere, scrivere e l’aritmetica richiedono solamente circa cento ore per essere trasmessi, a condizione che l’uditorio sia diligente e desideroso di imparare. Il trucco è quello di attendere finché qualcuno non fa una domanda, e poi procedere velocemente mentre l’atteggiamento è ricettivo. Milioni di persone insegnano l’una all’altra queste cose, in realtà non è tanto difficile. Prendiamo una quinta classe di matematica o un manuale di retorica del 1850 e si vedrà che allora i testi erano impostati su quello che oggi sarebbe considerato un livello universitario. Il richiamo continuo alla pratica delle “competenze di base” è una cortina fumogena attraverso la quale le scuole si appropriano del tempo dei ragazzi per dodici anni, insegnando loro le sette lezioni che vi ho appena descritto. La società che, da poco prima della Guerra Civile, è sempre più controllata dal potere centrale si mostra nelle vite che conduciamo, nei vestiti che indossiamo, nel cibo che mangiamo, e nei cartelli autostradali verdi accanto ai quali passiamo viaggiando da una costa all’altra, che sono tutti prodotti di questo controllo. Questo vale anche, a mio avviso, per le epidemie di droghe, di suicidi, di divorzi, di violenza, di maltrattamenti, per il fatto che la classe diventi casta, quale prodotto della disumanizzazione delle nostre vite negli Stati Uniti, per la riduzione dell’importanza dell’individuo, della famiglia e della comunità, una diminuzione che procede dal potere centrale. Non ci si può sottrarre al carattere delle grandi istituzioni coercitive; esse vogliono sempre di più finché non rimane più nulla da dare. La scuola porta via ai nostri figli ogni possibilità di esercitare un ruolo attivo in una vita di comunità – di fatto distrugge le comunità relegando la formazione dei bambini nelle mani di esperti certificati – e facendo ciò garantisce che in nostri figli non potranno crescere pienamente umani. Aristotele insegnava che senza un ruolo pienamente attivo nella vita comunitaria non era possibile sperare di diventare un essere umano sano. Sicuramente aveva ragione. Guardatevi intorno la prossima volta che passate vicino ad una scuola o ad un’oasi per anziani, se ne volete una prova. La scuola, così com’è stata creata, è un sistema di sostegno essenziale ad una visione di ingegneria sociale che condanna la maggior parte della gente ad essere pietre di ordine inferiore in una piramide che si restringe innalzandosi ad un terminale di controllo. La scuola è un artificio che fa sembrare inevitabile un ordine sociale piramidale di questo tipo, sebbene una tale premessa costituisca un tradimento fondamentale della Rivoluzione Americana. Dall’epoca del colonialismo fino al periodo della Repubblica non avevamo scuole di cui parlare – basta leggere l’Autobiografia di Benjamin Franklin per avere l’esempio di un uomo che non aveva tempo da perdere a scuola – eppure iniziava ad essere realizzata la promessa della democrazia. Volgevamo le spalle a questa promessa resuscitando l’antico sogno faraonico dell’Egitto: sottomissione forzata per tutti. Era questo il segreto di cui Platone parlò con riluttanza nella Repubblica, quando Glaucone e Adimanto sollecitavano da Socrate il progetto per il controllo totale della vita umana da parte dello stato, un progetto necessario per mantenere una società in cui alcune persone prendono più della loro parte. “Vi mostrerò”, dice Socrate, “come determinare una tale città affetta da infiammazione, ma non vi piacerà ciò che sto per dire”. E così è stato delineato per la prima volta il programma della scuola delle sette lezioni. L’attuale dibattito su se si debba avere un programma a livello nazionale è fasullo. Abbiamo già un programma nazionale racchiuso nelle sette lezioni che ho appena delineato. Un tale programma genera una paralisi fisica, morale ed intellettuale, e nessun programma di contenuto sarà sufficiente a capovolgere i suoi esecrabili effetti. Ciò che in questo momento è in discussione nel nostro isterismo scolastico nazionale a proposito dello scarso rendimento accademico non afferra il punto. Le scuole insegnano proprio quello che intendono insegnare e lo fanno bene: come si può essere un buon Egiziano e rimanere al proprio posto nella piramide.
III Niente di tutto ciò è inevitabile. Niente di tutto ciò è impossibile da rovesciare. Abbiamo delle alternative su come educare i giovani; non esiste un modo giusto o sbagliato. Se ci aprissimo un varco nel potere dell’illusione piramidale lo vedremmo. Non c’è nessuna competizione internazionale all’ultimo sangue che minacci la nostra esistenza nazionale, difficile come quell’idea sia persino da pensare, e tanto meno da credere, in presenza di un continuo fuoco di fila mediatico di miti al contrario. Sotto ogni importante aspetto materiale la nostra nazione è autosufficiente, energia compresa. Mi rendo conto che quell’idea è in contrasto con il pensiero più alla moda degli esperti di economia politica, ma la “profonda trasformazione” della nostra economia di cui parlano queste persone non è né inevitabile, né irreversibile. L’economia globale non parla al bisogno collettivo di un lavoro che abbia un senso, di una casa che sia accessibile, di un’istruzione soddisfacente, di cure mediche adeguate, di un ambiente pulito, di un governo onesto e responsabile, di un rinnovamento sociale e culturale, o semplicemente di giustizia. Tutte le aspirazioni universali sono basate su una definizione di produttività ed io sono convinto che la bella vita così alienata dalla realtà umana comune sia sbagliata, e che la maggior parte della gente sarebbe d’accordo con me se potesse percepire l’esistenza di un’alternativa. Potremmo essere in grado di vedere che se riacquistassimo il sostegno di una filosofia che individui il significato dove il significato è davvero da trovare – nelle famiglie, negli amici, nell’alternarsi delle stagioni, nella natura, nelle cerimonie e nei riti semplici, nella curiosità, nella generosità, nella compassione, e nel servizio agli altri, in una dignitosa indipendenza e nella riservatezza, in tutte le cose libere ed economiche di cui sono costituite le vere famiglie, i veri amici e le vere comunità – allora saremmo così autosufficienti che non avremmo bisogno neanche di quella “sufficienza” materiale che, secondo le insistenze dei nostri “esperti” globali, ci preoccupa tanto. Come si sono creati questi luoghi terribili, queste “scuole”? Beh, un’istruzione occasionale è sempre stata presente in una varietà di forme, un accessorio moderatamente utile alla crescita. Ma l’”istruzione moderna” così come la conosciamo è un sottoprodotto delle due “Paure Rosse” del 1848 e del 1919, quando potenti interessi temevano una rivoluzione tra i nostri poveri dell’industria. L’istruzione generalizzata si è creata in parte anche perché le famiglie statunitensi da lunga data erano spaventate dalle culture native degli immigrati di origine celtica, slava, e latina degli anni ’40 del XIX secolo, e provavano avversione nei confronti della religione cattolica che questi portavano con sé. Un terzo fattore che ha contribuito alla creazione di una prigione per bambini chiamata scuola deve essere stato senza dubbio la costernazione con cui questi stessi “statunitensi” guardavano il movimento degli afroamericani nella società sulla scia della Guerra Civile. Diamo un’altra occhiata alle sette lezioni dell’insegnamento scolastico: confusione, posizione della classe, indifferenza, dipendenza emotiva e intellettuale, autostima provvisoria, sorveglianza – tutte queste cose rappresentano un addestramento fondamentale per classi inferiori fisse, per persone private per sempre della possibilità di trovare il centro del proprio genio speciale. E col passare del tempo questo addestramento si è scrollato di dosso la sua logica originaria: disciplinare i poveri. Perché fin dagli anni ‘20 la crescita della burocrazia scolastica, e lo sviluppo meno evidente di uno sciame di industrie che traggono profitto dall’istruzione esattamente così com’è, ha ampliato la portata originaria dell’istituzione, al punto che ora si impadronisce anche dei figli e delle figlie delle classi medie. C’è forse da stupirsi se Socrate era indignato per l’accusa di aver preso dei soldi per insegnare? Anche allora, i filosofi vedevano chiaramente la direzione inevitabile che avrebbe preso la professionalizzazione dell’istruzione, accaparrandosi la funzione dell’insegnamento che, in una comunità sana, appartiene a chiunque. Con delle lezioni come quelle che io insegno un giorno dopo l’altro, non dovremmo meravigliarci di essere in presenza di una vera e propria crisi a livello nazionale, la cui natura è molto diversa da quella indicata dai mezzi d’informazione nazionali. I giovani sono indifferenti nei confronti del mondo degli adulti e del futuro, indifferenti quasi a tutto tranne che al diversivo rappresentato dai giochi e dalla violenza. Ricchi o poveri, gli scolari che affrontano il XXI secolo non riescono a concentrarsi a lungo su qualcosa; hanno uno scarso senso del tempo passato e di quello a venire. Sono diffidenti verso l’intimità, come i figli del divorzio che effettivamente sono (perché noi li abbiamo separati dall’importante attenzione parentale); odiano la solitudine, sono crudeli, materialisti, dipendenti, passivi, violenti, timidi in presenza di qualcosa di inaspettato, drogati di distrazioni. Tutte le tendenze marginali dell’infanzia sono alimentate ed esaltate fino a rasentare il grottesco dall’istruzione che, attraverso il suo programma occulto, impedisce uno sviluppo efficace della personalità. Infatti senza sfruttare l’apprensione, l’egoismo e l’inesperienza dei bambini, le nostre scuole non potrebbero assolutamente sopravvivere, né lo potrei fare io in quanto insegnante qualificato. Nessuna scuola pubblica che osasse effettivamente insegnare l’uso degli strumenti del pensiero critico – come la dialettica, l’euristica, o altri mezzi di cui dovrebbero servirsi le menti libere – resisterebbe molto a lungo prima di essere fatta a pezzi. La scuola è diventata il sostituto della chiesa nella nostra società laica, e proprio come la chiesa esige che ai suoi insegnamenti si creda per fede. E’ giunto il momento in cui affrontare direttamente il fatto che l’insegnamento scolastico istituzionale è distruttivo per i bambini. Nessuno sopravvive completamente incolume al programma delle sette lezioni, nemmeno gli educatori. Il metodo è profondamente e completamente antieducativo. Non si può tentare di rabberciarlo. Per una delle grandi ironie delle faccende umane, il pieno ripensamento di cui hanno bisogno le scuole costerebbe molto meno di quello che stiamo sborsando, ora che potenti interessi non possono permettere che accada. Dovete capire che prima di tutto l’affare in cui sono coinvolto è un progetto di posti di lavoro e un’agenzia per la stipula di contratti. Non possiamo permetterci di risparmiare soldi riducendo la portata della nostra operazione o diversificando il prodotto che offriamo, neppure per aiutare i bambini a crescere nel modo giusto. E’ questa la legge di ferro dell’istruzione istituzionale – è un affare che non è soggetto né alle normali procedure contabili, né al bisturi razionale della concorrenza. Una qualche forma di sistema del libero mercato nell’istruzione pubblica è il luogo più probabile per cercare delle risposte, un libero mercato in cui le scuole a gestione familiare, le piccole scuole imprenditoriali, le scuole gestite da religiosi, le scuole artigiane e le scuole-fattorie esistano in abbondanza e competano con l’educazione in mano al governo. Io sto cercando di descrivere un libero mercato nell’istruzione proprio come quello che il paese possedeva fino alla Guerra Civile, quello in cui gli studenti si imbarcano nel tipo di educazione che è adatta a loro, anche se questo significa educarsi da sé; non ha fatto male a Benjamin Franklin, da quel che vedo. Queste possibilità attualmente esistono in meravigliosi resti in miniatura di un passato forte e vigoroso, ma sono accessibili solo agli intraprendenti, ai coraggiosi, ai fortunati, o ai ricchi. La quasi impossibilità che una di queste strade migliori si apra alle famiglie in frantumi dei poveri, o alla schiera di perplessi accampata ai margini della borghesia urbana suggerisce che il disastro delle scuole delle sette lezioni sta diventando sempre più grande, a meno che non facciamo qualcosa di coraggioso e decisivo con quel pasticcio dell’istruzione monopolista del governo. Dopo una vita adulta spesa nell’insegnamento, credo che il metodo della scolarizzazione di massa sia il suo solo vero contenuto. Non fatevi ingannare pensando che un buon curriculum o una buona preparazione o dei buoni insegnanti siano i fattori determinanti cruciali dell’educazione dei vostri figli. Tutte le patologie che abbiamo esaminato si verificano in larga misura perché le lezioni scolastiche impediscono ai bambini di mantenere appuntamenti importanti con se stessi e con le loro famiglie, apprendendo le lezioni dell’automotivazione, della perseveranza, dell’autonomia, del coraggio, della dignità e dell’amore – e anche le lezioni del servizio agli altri, che sono fondamentali per la vita domestica e comunitaria. Trent’anni fa [nei primi anni ‘60] queste cose potevano essere ancora imparate nelle ore che rimanevano dopo la scuola. Ma la televisione ha fagocitato la maggior parte di questo tempo, e una combinazione di televisione e tensioni proprie delle famiglie con due redditi o monoparentali hanno inghiottito anche molta parte di ciò che era solito essere il tempo dedicato alla famiglia. I nostri figli non hanno del tempo a disposizione per crescere pienamente umani, solo deserti dal terreno magro da mandare in rovina. Sulla nostra cultura sta precipitando un futuro che insisterà nel far imparare a noi tutti la saggezza dell’esperienza immateriale; un futuro che pretenderà come prezzo della sopravvivenza che noi seguiamo un percorso di vita naturale economico nel costo materiale. Queste lezioni non possono essere insegnate nelle scuole così come sono. La scuola è una sentenza da dodici anni di carcere, in cui le cattive abitudini rappresentano il solo programma davvero insegnato. Io insegno la scuola e facendolo vinco dei premi. Ne so qualcosa.



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Podcast Tempo di cambiare


Pubblicato da Coaches di Comunidea a 06:26 Nessun commento:
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venerdì 29 marzo 2013

La differenza tra integrità personale o etica personale e la pseudo-integrità morale

In questo momento storico c'è molto sconcerto su quello che si delinea davanti ai nostri occhi riguardo la pseudo-moralità che ci circonda. Una grande confusione ci accompagna nei diversi aspetti della vita...e molti si chiedono a cosa sia dovuto tutto ciò.

Dopo le elezioni ancora non si è costituito un governo e la maggior parte delle persone sono in totale confusione svelatasi, agli occhi di tutti la irrimediabile corrotta situazione politica in cui ci troviamo. A tutti è chiaro, infatti, anche in maniera piuttosto eclatante che il nostro governo non è qui per "servire" il popolo ma per "servire" esclusivamente se stesso

 con in aggiunta una novità inquietante, quella di farlo senza più cercare di nasconderlo, anzi imponendolo come "normalità"...

Questo indicherebbe che i nostri politici sono talmente sicuri della nostra "non ribellione" da non preoccuparsi neanche più di mascherare la loro bugia, e questo è dovuto molto probabilmente ai loro continui test sulla popolazione che sono risultati positivi, episodio dopo episodio.


Oggi credere che l'obbiettivo principale di ogni governo sia quello di proteggere i propri cittadini è come credere che sia possibile governare un temporale. Da sempre il compito del governo è quello di controllare i propri cittadini e nient'altro. L'illusione di sentirsi protetto è sfruttato strategicamente per indirizzare la popolazione a fare ciò che è predisposta a fare perché venga meglio sorvegliata. La verità è che le leggi esistenti servono solo ad imprigionare il cittadino in una rete di norme quasi del tutto inutili, che servono a fargli perdere tempo al fine di distoglierlo dall'impiegare lo stesso tempo nell'evoluzione di se stesso.

Fin dall'antichità, la paura è sempre stata lo strumento principale della classe dominante per condizionare la coscienza del popolo ed oggi grazie alla tecnologia ed ai media, il compito sembra sia addirittura arrivato ad essere di una semplicità unica.

Agiscono sulla nostra consapevolezza costruendo una coscienza plasmata da ciò che è giusto e ciò che è sbagliato stimolando continuamente l'emisfero sinistro, ossia l'emisfero della modalità logico-razionale. La società condiziona la tua mente a comportarti in un certo modo e se ti rifiuti di farlo, la "tua-loro coscienza" ti si metterà contro. Coscienza, in ambito psicologico è lo stato o l'atto di essere consci, contrapposta all'inconscio: esperienza soggettiva di eventi o di sensazioni. La consapevolezza è l'interazione del tuo stato conscio e di quello tuo inconscio che permettono di percepire la realtà nella sua totalità. Come dice Osho: "la consapevolezza ti appartiene. La coscienza ti viene data dalla società (il programma Smith). E' un'imposizione fatta nei confronti della consapevolezza. A causa di quell'imposizione diventa impossibile ascoltare la propria consapevolezza e questa diventa lontanissima: il muro insormontabile della coscienza, costruito dalla società fin dalla tua più tenera infanzia, ti separa dalla tua consapevolezza". Abbiamo così una vera e propria guerra alla nostra consapevolezza infatti è in realtà la vera ed unica guerra in atto che da sempre viene esercitata in vari modi contro la popolazione (dalle guerre con le armi, al cibo OGM, alle varie tecniche di manipolazione mentale ed emotiva etc).


Per controllare miliardi di esseri viventi non bastano le armi, specialmente se chi vuole dominare il mondo è un piccolo gruppo. E' famosa ed è tristemente passata alla storia una foto in cui si vedono centinaia di ebrei ordinati in fila sotto la supervisione di sole 4 guardie naziste. Questo è un tipico esempio di paura ipnotica da condizionamento. Secondo il piccolo gruppo di "eredi" della conoscenza di come funziona la consapevolezza, per governare la popolazione mondiale è necessario e basta controllare le loro coscienze. Questi detentori di una conoscenza della consapevolezza che deriva dalla parte più misteriosa ed iniziatica di tutte le tradizioni religiose e non, si considerano i soli eredi ed i soli "pervertitori" di essa da usare in maniera irresponsabile per servire la loro volontà egoica per il solo e proprio beneficio.  E' la conoscenza di come funziona il corpo, la mente e la consapevolezza degli esseri viventi. Questa è la conoscenza che astutamente mantengono occultata per pochi eletti. Dietro a tutti i governi esiste una classe dominante invisibile che reputa di non dovere rendere conto a nessuno, nessuna devozione, fedeltà, lealtà e responsabilità verso la popolazione come ci aveva già avvertito il presidente Theodore Roosevelt. 
"Behind the ostensible government sits enthroned an invisible government owing no allegiance and acknowledging no responsibility to the people. Theodore Roosevelt" 

Una delle tecniche più riuscite nel manipolare la consapevolezza umana è la costruzione di una sovrastruttura che possiamo definire "pseudo-integrità morale".

Quando si ha la conoscenza della consapevolezza come hanno questi pochi eletti, si ha ben chiaro che l'Essere Umano ha una naturale spinta verso l'integrità...e che quindi sarà necessario agire su di essa. 

Hanno così prodotto una integrità fondata sulla moralità, una integrità molto differente da quella naturale che ci appartiene, una pseudo integrità che ci allontana dalla consapevolezza. La differenza tra integrità personale o etica personale e pseudo-integrità morale ci chiarisce un percorso arcaico che appartiene a tutti gli Esseri Umani.
La pseudo-integrità morale ha a che fare con ciò che è giusto o ciò che è sbagliato, ciò che è buono o ciò che è male, il come dovrebbe essere o il come non dovrebbe essere.  Il discorso filosofico e di uso comune che si riflette nella parola integrità nelle definizioni dei dizionari, indica una sovrapposizione e confusione tra quattro diversi fenomeni che sono integrità, moralità, etica e legalità. Questa sovrapposizione e confusione confonde i quattro fenomeni in modo che l'efficacia e la potenza di ciascuno sia seriamente diminuita e compromessa.

In questa definizione di Integrità si differenziano tutti e quattro i fenomeni - l'integrità, la moralità, l'etica e la legalità - come esistenti a sé all'interno di due campi separati. L'integrità personale o l'etica personale esiste in un campo distinto privo di contenuto normativo. L'integrità personale non riguarda dunque il bene o il male, ciò che è giusto o sbagliato, quello che dovrebbe o non dovrebbe essere. Moralità, etica e legalità invece esistono in un contesto normativo di virtù (cioè, essi sono il bene e il male, giusto e sbagliato, quello che dovrebbe o non dovrebbe essere). Inoltre, all'interno dei loro rispettivi contesti, ciascuno dei quattro fenomeni si distingue come appartenente a un dominio distinto e separato, e la definizione di ogni termine è chiaro, inequivocabile e non sovrapponibile. 


Distinguiamo integrità personale o etica personale come lo stato oggettivo o la condizione di un oggetto, un sistema, una persona, un gruppo o entità organizzativa che in linea con la prima delle due definizioni nei dizionari, definisce integrità come uno stato o condizione di essere intero, integrato, completo, ininterrotto, perfetto e in perfetto stato. 


L'integrità personale o etica personale (la condizione di essere intero, integro e completo) è una condizione necessaria per la funzionalità dell'Essere Umano.


L'integrità personale o etica personale ha a che fare con l'essere integrati o meglio essere allineati con pensiero, parola ed azione e questo nella vita di tutti i giorni diventa una questione di parola oltre che di coerenza. L'individuo è completo quando è coerente con la propria parola in ogni momento.

Lo stesso sarà per un gruppo o entità organizzativa in cui possiamo definire integrità la parola data dal gruppo o dall'organizzazione. Si intende integrità per un individuo, un gruppo o un organizzazione quando la parola viene onorata come se stessi.


Semplificando ancora di più, "onorare la parola" significa che è necessario mantenere la propria parola o non appena si sa che la parola non sarà mantenuta è importante avvisare immediatamente coloro che contavano sulla parola data e poi riparare al meglio, dandosi da fare per rimediare cercando il più possibile di rimettere a posto qualsiasi conseguenza causata dal non mantenimento della parola. In questo modo anche se non si mantiene la parola, si ha la possibilità di comunque onorare se stessi. Mantenere la propria parola significa fare quello che si è promesso di fare il giorno e ora in cui gli altri si aspettano che venga fatta.

Onorare la propria parola è anche la strada per la creazione di relazioni sociali e di lavoro integri e completi. Inoltre, fornisce un percorso attuabile per guadagnare la fiducia degli altri e di se stessi.

La pseudo-integrità morale, invece, è disegnata a tavolino dalla classe dominante per imprigionarci in una scatola mentale limitata dal giudizio e alla lunga il giudicare uccide lo spirito umano.

Concludendo, in questo momento storico è molto importante acquisire e dare fiducia per unirci il più possibile e creare una struttura di supporto e di coesione intorno, e uno dei modi è quello di essere "in integrità". E' quindi molto importante de-programmarci e distinguere l'integrità personale da quella fittizia morale e soprattutto comprendere che quando si perde l'integrità personale o l'etica personale in realtà si perde tutto.

Pubblicato da Coaches di Comunidea a 12:21 Nessun commento:
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venerdì 22 marzo 2013

Aggregazione di Donne e Uomini Sovrani Custodi del Creato



Aggregazione di Donne e Uomini Sovrani Custodi del Creato

CreiAmo Altro

Cos'è Aggregazione?

Aggregazione si prefigge di unire individui indipendenti, associazioni, gruppi e movimenti per giungere ad una Coscienza Collettiva Consapevole.

Perché Donne e Uomini Sovrani Custodi del Creato?

Perché siamo tutti Donne e Uomini Sovrani ed in quanto tali abbiamo la responsabilità di custodire il Creato: Nostra Madre.

Creiamo Altro...come e perché? 

Per Creare Altro è essenziale l'Armonia, l'Autenticità, la Correttezza, la Coerenza che insieme, come in una danza, compongono l'Integrità parte fondante dell'Essere Umano Completo ed Integrato.

Senza l'Integrità Personale o in mancanza di Etica, continua a sopravvivere, nella collettività, tutto ciò che ha portato alla degenerazione a cui assistiamo e...possibile estinzione. Quindi diamoci da fare per Creare e Generare Insieme: "Altro".

Cos'è per Aggregazione "Altro"?

I Dieci "Comeandamenti" o le 10 linee guida per Creare Altro:

* Integrità personale in quanto coerenza di pensiero, parola e azione come Essere Umano Completo e Integrato.
* Tutti studenti e tutti insegnanti.
* Non esistono capi, padroni, schiavi ed esseri proprietà di altri, solo punti di riferimento Guida per Essere in Armonia.
* Si sostituisce al reclutamento, la cooperazione.
* Operare a beneficio di Tutti affinché ogni Nostra Azione non danneggi Esseri Umani, Animali, Natura, Pianeta Terra: il Creato Tutto.
* Al valutare e invalidare si tutela la Vita e l'Idea che favorisce l'Esistenza in quanto Seme per la Creazione e Patrimonio a Beneficio di Tutti.
* Coltivare la Riconoscenza del Visibile e dell'Invisibile come Bene Relazionale.
* Considerare la manipolazione, la diffamazione e il mettere in cattiva luce strumenti di distruzione ed annientamento.
* Creare piuttosto che lamentarsi. Proporre piuttosto che criticare.
* Autosufficienza e Serenità in tutte le aree della Nostra Vita per realizzare il contributo che siamo chiamati ad Essere.  

Dunque perché Donne e Uomini Sovrani Custodi del Creato?

Questo è tutto ciò che Siamo e scegliamo di assumere la Responsabilità e l'Impegno del Tutto prendendoci Cura, Salvaguardando, dando Protezione e infine Custodendo la Creazione.


Coloro i quali partecipano agli incontri di Aggregazione sono invitati a trasmettere eventuali scambi di informazione, di dati e di prodotti a tutti i componenti attraverso le persone che coordinano Aggregazione affinché si difenda e si onori il Patrimonio Collettivo a Beneficio di Tutti evitando comportamenti e progetti speculativi personali così da preservare il Processo di Condivisione.
Dunque viene Onorata e Rispettata solo la Cooperazione Solidale e non il reclutamento. 

www.aggregazione.it
Pubblicato da Coaches di Comunidea a 09:35 Nessun commento:
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sabato 9 marzo 2013

Perché le vere definizioni delle parole anarchia e violenza ci aiutano ad essere sovrani di noi stessi e a difenderci dai dominatori e dai predatori-psicopatici.

dedicato ai miei fratelli e alle mie sorelle Esseri Umani Sovrani Custodi del Creato.

Quando un piccolo gruppo, specialmente un piccolo gruppo di predatori puri, vuole dominare l'intera umanità deve utilizzare varie strategie, la più importante delle quali è quella di insinuare nelle menti un'ingannevole visione del mondo studiata bene a tavolino, costruita ad hoc per il solo loro beneficio.

Ai predatori-psicopatici puri, protagonisti della classe dominante, si aggregano "a grappolo" gli psicopatici secondari, ossia quelli che si atteggiano come predatori puri, ma che in verità non lo sono e che diventano gli esecutori diretti della distorta visione del mondo dei loro padroni. C'è una grande differenza tra predatori puri e predatori secondari. I predatori puri sono circa il 3-4% della popolazione e quelli secondari sono circa il 18%. Quelli puri, almeno fino ad oggi, lo sono dalla nascita e non possono essere recuperati in alcun modo; nascono e muoiono predatori. Quelli secondari invece hanno ancora "l'hard drive umano empatico", che permette loro di avere dei sentimenti, anche se momentaneamente fuori uso; potrebbero quindi, sempre che volessero, "guarire".

Identificarli e distinguerli l'uno dall'altro è molto importante al fine di stabilire come meglio comportarsi con loro. I predatori secondari possono essere aiutati, i predatori puri assolutamente no, a meno che in un futuro prossimo ci venga incontro la tecnologia associata alla presa di coscienza.

Già due anni fa infatti il MIT (Massachusetts Institute of Technology) era riuscito a isolare l'empatia nel cervello usando campi elettromagnetici, e sviluppando per uso militare elmetti che permettano di uccidere senza scrupoli come è possibile ai predatori puri. Se potesse essere utilizzata la stessa tecnologia per attivare l'empatia potrebbero esserci allora delle possibilità di recupero per i predatori puri.  Senza consapevolezza e presa di coscienza la tecnologia porta ad esserne schiavi e da essa condizionati; mai da sola la tecnologia ci aiuta a migliorare realmente...

Insieme alla paura l'arma più potente che hanno i suddetti dominatori è proprio un' ingannevole visione del mondo costruita grazie a falsi ideologici (quali il darwinismo sociale e il relativismo morale), a scienziati corrotti (un giorno il caffè fa bene, il giorno dopo invece fa male), a religioni che manipolano le menti (il concetto salvifico paralizzante cristiano o il siamo tutti buoni dei new age) etc...

Uno degli esempi eclatanti di tale ingannevole visione del mondo è il "religioso autoritarismo", ossia l'accettare (senza termini e condizioni, senza farsi domande, con totale e cieca fede) che alcuni individui reclamino e rivendichino in vari modi la loro autorità sugli altri: i governi con le loro leggi e le loro forze dell'ordine, lo stato con le sue tasse, le banche con il loro sistema monetario (che supera di gran lunga qualsiasi strozzino su questo pianeta), i capi religiosi con i loro diktat e con le loro continue oblazioni per guadagnarsi il paradiso.

In natura questo non esiste. Nessun albero rivendica la sua autorità sull'ombra che offre al passante che cerca riposo o nessun leone va dagli altri animali e chiede il dazio per permettere loro di continuare a rimanere vivi. A differenza dell'albero e del leone l'essere umano, avendo il linguaggio, è capace di creare ed esprimere concetti. E' proprio questo il punto. I concetti non sono rigidi o fissi come le leggi della natura. Perché allora rimanere ancorati ad alcuni di essi? Perché non n'esplorarne altri? Perché accettare senza termini e condizioni un punto di vista del mondo piramidale costruito da pochi per il privilegio di pochi ai danni di molti?
Vi siete mai chiesti se sia giusto che alcuni individui rivendichino il loro potere sugli altri con giustificazioni più o meno razionali?

In natura non esiste l'autoritarismo, tra gli uomini esiste invece la rivendicazione dell'avere tale potere sugli altri e considerare un "giusto" diritto (acquisito o meno) esercitarlo. Non è così. L'unica autorità legittima nell'universo è quella derivante dai suoi limiti e dalle sue condizioni:  le leggi naturali. Non le leggi naturali conseguenti al falso ideologico del perverso darwinismo sociale, la legge del cosi detto più forte; infatti non si è mai visto un leone o un lupo predare all'interno della propria specie e/o proclamarsi "re degli animali". Nella realtà naturale quindi non esiste l'autorità in quanto tale. 

Perché quindi si accetta l'autorità?

La si accetta perché viene imposta con tecniche psicotroniche (provocando esaltazione e depressione con l'uso dei media, imponendo caldo, freddo ed emissioni elettromagnetiche provocanti disagio morale e dolore fisico), con l'uso improprio e distorto del sesso quale mezzo per degradare l'individuo e con l'eliminazione dell'identità dell'individuo.

La si accetta perché si continua a subire un ingannevole visione del mondo con gli uomini suddivisi in padroni e schiavi. Padroni proprietari di schiavi e schiavi proprietà dei padroni. 
Le parole vengono confuse, alterate e distorte dando loro significati alterati. Andrebbero sempre ricondotte al loro vero significato studiandone l'etimologia. In questo la parola Anarchia ci viene in aiuto; proviene da due radici greche:
1) A o an che significa la negazione di, l'assenza di o la mancanza di (es. apatia=assenza di sentimenti)
2) Archia viene da Arconte che nella Grecia antica era il magistrato supremo che governava o il governante.

Quindi Anarchia significa semplicemente l'assenza di arconti-governanti e di padroni proprietari di schiavi e quindi la negazione dell'esistenza di padroni e schiavi.

Chi abbraccia una visione del mondo in cui non esiste dominatore e dominato e padrone e schiavo è per definizione un anarchico.
Non ci sono vie di mezzo: o si accetta un mondo di carnefici e vittime, di dominatori e dominati, di padroni e schiavi o si ha una visione del mondo che neghi tutto questo.

I "padroni" volendo continuare a dominare hanno associato la parola anarchia al caos,  spacciando l'accettazione della schiavitù e l'essere proprietà di un padrone come necessità per evitare il caos. La parola anarchia non ha nulla a che fare con il caos anzi è vero il contrario; solo quando ci sono individui che impongono la loro autorità con violenza su altri c'è il caos, non quando la società è composta da individui sovrani senza padroni e senza schiavi nel rispetto di ciascuno. Solo quando c'è la vera libertà di esistere in un mondo senza padroni e senza schiavi c'è l'ordine e non il caos. Se ci si considera sovrani e si comprende (consapevolmente o inconsapevolmente) di non essere schiavi si è liberi e "anarchici" nella corretta accezione. 

E' importante distinguere la differenza tra forza e violenza: solo quando effettivamente si comprende cosa significhi "violenza" si può realizzare la differenza tra avere un diritto o non averlo.

Forza e violenza sono infatti diametralmente opposte.

La forza è un diritto che ci appartiene e rimane sempre un diritto. E' capacità ed energia da cui scaturisce il nostro modificare la realtà. Costruire, pulire o spostarsi sono parte del concetto di forza che viene applicata quotidianamente in armonia con le leggi naturali e senza violare i diritti degli altri.

Quando si usa la forza in maniera coercitiva contro la libertà degli altri e la si usa contro un essere pacifico e tranquillo, disturbando, danneggiando, privando di sicurezza e serenità, giungendo perfino all'estremo limite dell'omicidio o dell'induzione al suicidio non è più forza, ma violenza.

La violenza non è mai un diritto e viene dalla parola violare ossia introdursi in uno spazio che non è proprio mettendo a rischio la sicurezza e la serenità altrui, è l'uso immorale e coercitivo del potere fisico e non solo contro gli altri.

Nell'ideologia dell'aggressione, nel mondo dei padroni e degli schiavi, la violenza è la regola e prevaricare è la normalità. Violenza è imporre leggi che non considerano l'Essere Umano. Violenza è salvare le banche (sono comunque imprese private, quindi con scelta di rischio) a scapito degli Esseri Umani. Violenza è richiedere continuamente  tasse e interessi stratosferici, considerare l'Essere Umano solo come un consumatore; non occuparsi in alcun modo delle necessità della popolazione etc...questa è violenza!

L'"arcontista" (l'opposto dell'"anarchico") è chi vuole un mondo a beneficio e a privilegio di pochi, con la visione di una società fatta di violenza, di padroni e schiavi, di carnefici e vittime, di parassiti e parassitati. Chi vuole invece un mondo di individui "sovrani" senza violenza e senza padroni, a beneficio e nel rispetto di tutti:  Esseri Umani, animali, la natura, il pianeta, può essere chiamato "anarchico".

Vi siete mai chiesti quale sia l'obbiettivo principale dell'educazione scolastica? E' quello di condizionare e di fare accettare un mondo fatto di padroni e schiavi e trasformare tutti in "arcontisti" che continuino a sostenere l'ingannevole e limitante pensiero unico dell'autoritarismo in tutti gli aspetti della nostra società.

vedi "Il predatore-psicopatico e la sua guerra contro l'Essere Umano"
http://essereumanoinarmonia.blogspot.it/2012/12/il-predatore-psicopatico-e-la-sua.html
Pubblicato da Coaches di Comunidea a 16:22 Nessun commento:
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sabato 2 marzo 2013

Come difendersi dai predatori-psicopatici

Come difendersi dai Predatori-Psicopatici

1) Voler bene a se stessi, comprese le proprie debolezze senza termini e  condizioni. Uno sciamano africano disse che gli occidentali sono facile preda del predatore-psicopatico proprio perchè non amano se stessi. L'anatomia del volersi bene, è soggetta alla gestione di tre fattori che dovrebbero essere in equilibrio tra loro: 1) la comunicazione con "l'altro": il partner, l'amico/a, l'animale, la natura, il concetto filosofico (fisico, economico etc...), l'arte, il cibo, l'abitazione, Dio etc...; 2) un elevato grado di accordo, che non comprometta quello con se stessi; 3) la capacità di accettare nel proprio spazio "l'altro" con cui ci si sta relazionando.

2) Prendere atto dell'esistenza di due specie completamente differenti l'una dall'altra nel modus operandi. Una specie con capacità empatica e creativa, l'altra di tipo predatorio e distruttivo. Non accettare o non volere credere a tutti i costi alla esistenza di queste ultime creature (New Age) diventa solo un vantaggio a favore dei predatori-psicopatici, usando un pensiero magico infantile: non credo ai mostri dunque i mostri non esistono...

3) Informarsi e studiare le caratteristiche di entrambe le specie per potere identificare il piu velocemente possibile i predatori-psicopatici o i senza coscienza/consapevolezza. Quando si conosce il modus operandi degli psicopatici, essi diventano prevedibili. Prima vedi "il fumo" meno ti bruci e ti fai male.

 4) Identificare i predatori-psicopatici puri presenti nella propria vita con l'aiuto di queste informazioni e allontanarli per sempre (nessun contatto in nessun modo). Ai predatori-psicopatici puri, protagonisti della classe dominante, si aggregano "a grappolo" gli psicopatici secondari, ossia quelli che si atteggiano come predatori puri, ma che in verità non lo sono e che diventano gli esecutori diretti della distorta visione del mondo dei loro padroni. C'è una grande differenza tra predatori puri e predatori secondari. I predatori puri sono circa il 3-4% della popolazione e quelli secondari sono circa il 18%. Quelli puri, almeno fino ad oggi, lo sono dalla nascita e non possono essere recuperati in alcun modo; nascono e muoiono predatori. Quelli secondari invece hanno ancora "l'hard drive umano empatico", che permette loro di avere dei sentimenti, anche se momentaneamente fuori uso; potrebbero quindi, sempre che volessero, "guarire".

Identificarli e distinguerli l'uno dall'altro è molto importante al fine di stabilire come meglio comportarsi con loro. I predatori secondari possono essere aiutati, i predatori puri assolutamente no, a meno che in un futuro prossimo ci venga incontro la tecnologia associata alla presa di coscienza. Il volerli guarire o aiutarli specialmente con l'Amore o l'empatia ha solo risultati fallimentari anzi peggio, ciò li irrita ed essi diventano ancora più ostili. Non conoscendo cosa sia l'Amore (e non lo conosceranno mai) gli psicopatici hanno infatti un costante terrore di chiunque, il loro modus vivendi è determinato da un calcolo nascosto, MA SEMPRE ATTIVO, di trarre vantaggio e di distruggere. Si presentano sorridenti e dietro alla schiena hanno un "coltello"che senza ombra di dubbio useranno. Hanno ostilità per chiunque ma lo nascondono da grandi esperti. 

5) Osservare ed eliminare i propri comportamenti ed atteggiamenti di tipo psicopatico. Sono comportamenti ed atteggiamenti indotti dalla coscienza parassita collettiva che in realtà non ci appartengono. Unirsi con e/o creare un gruppo di supporto che conosce queste informazioni, può dare un grande sostegno soprattutto se si è danneggiati da uno/a o più predatori-psicopatici. Non essere compiacenti al potere della griglia di controllo psicopatico. Diventare più auto-sufficienti e meno dipendenti dal sistema. 

6) Tenere sempre in mente che anche se chiamati predatori, in realtà sono dei parassiti che non possono vivere senza le emozioni, la rabbia, la paura e le energie degli altri. Come si eliminano i parassiti? Non dando loro alcun cibo e nutrimento. Molto importante sarà lavorare su se stessi e su la propria rabbia e paura.

7)  Riprendersi la propria umanità e darle valore. Coltivare e praticare quotidianamente: l'empatia, la compassione, la riconoscenza, la cooperazione e la solidarietà. Senza questo sarà difficile infatti esercitare la propria intuizione e creatività, elementi essenziali per affrontare la vita di tutti i giorni con successo e senza stress. Aumenterà così l'autostima e la fiducia in se stessi, qualità fondamentali per difendersi e riconoscere i predatori. Unirsi con gli altri Esseri Umani tuoi veri fratelli e sorelle per riacquistare la fiducia in se stessi e negli altri.

Queste sono le 5 caratteristiche per identificare uno/a psicopatico/a-predatore (deve avere tutti e 5 i tratti per essere considerato tale)

1) Non hanno rimorsi, vergogna e senso di colpa per i danni (emotivi, psicologici, fisici, intellettuali, sociali ed economici) procurati agli altri . Nella loro mente sono sempre perfetti e incapaci di sbagliare o di fare qualcosa di sbagliato e hanno sempre una giustificazione pronta. Hanno il complesso di Dio.

2) Cambiano personalità a seconda della persona che hanno davanti per manipolarla meglio. Sono degli organismi biologici a cui manca una struttura di personalità interna, non c'è nulla dentro di loro, sono come dei robot in cui c'è dentro solo una coscienza predatoria che diventa la personalità da usare di volta in volta come fossero attori. "Dimmi cosa vuoi che io sia per avere la tua fiducia e io lo sarò". Indossano la maschera del benessere mentale.

3) Usano il senso della pietà per ottenere quello che vogliono e controllare gli altri. Non sono autonomi e cercano persone empatiche per controllarle e avere potere su di loro: le trovano raccontando storie pietose. Storie pietose spesso false usate per depredare.

4) Hanno un passato misterioso che non corrisponde alla realtà. Cambiano versioni sul proprio passato a seconda di cosa serve per ottenere quello che vogliono e per controllare gli altri.

5) Sia gli uomini che le donne hanno un alto tasso di testosterone. Capiscono fin da piccoli che possono usare o non usare il sesso per ottenere quello che vogliono.

vedi "Il predatore-psicopatico e la sua guerra contro l'Essere Umano"
http://essereumanoinarmonia.blogspot.it/2012/12/il-predatore-psicopatico-e-la-sua.html
Pubblicato da Coaches di Comunidea a 11:00 Nessun commento:
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domenica 3 febbraio 2013

Dieci indicazioni per mantenersi sani di mente


Dieci indicazioni per mantenersi sani di mente

10 indicazioni da condividere per mantenerci sani di mente ed equilibrati nell'affrontare i tempi che verranno.

1. Cercare di evitare il più possibile l'acqua con il fluoro. Aggiungere mezzo cucchiaino di bicarbonato di sodio ogni litro d'acqua per eliminare i metalli pesanti.

2. Ogni sera sciacquarsi la bocca con acqua e bicarbonato di sodio e poi pulirsi i denti.

3. Mangiare cibo di qualità (ricordiamo sempre che noi siamo quello che mangiamo).

4. Spegnere la TV o tenerla spenta il più possibile o ancor meglio eliminarla per non diventare paranoici e subire l'esperienza passiva degli alti e bassi continui creati strategicamente dalla classe dominante per controllarci. L'obbiettivo è quello di farci "volare" da un estremo all'altro per non rimanere equilibrati, autonomi e centrati nel proprio buon senso facendoci passare continuamente dalla paura/terrore a un rilassamento sintetico fatto di gioie superficiali e viceversa, proprio come succedeva per esempio ai tempi dell'Inquisizione in un tipico clima di terrore da propaganda. Questa altalena di su e giù ostacola la possibilità di fermarci, rilassarci e riflettere in maniera cognitiva e matura per valutare ed elaborare quello che ci succede o quello che succede intorno a noi. Su e giù, positivo e negativo che sballano in continuazione i nostri ormoni di dopamina e serotonina creandoci solo confusione. Se vivessimo così nella giungla verremmo divorati in un baleno perchè non saremmo capaci di elaborare gli stimoli esterni per dare la risposta adatta al pericolo che si presenta di fronte a noi. Informarsi e cercare le notizie attraverso internet.

5. Praticare e coltivare l'integrità personale che si differenzia dalla "pseudo integrità morale". Integrità personale significa onorare se stessi come la propria parola e la parola data perché si fa quello che si è detto di fare e se succede che non si mantiene la parola data si rimedia nel migliore dei modi. Così, anche quando non si riesce a mantenere la parola data, si ha la possibilità di onorare se stessi comunque. Come ad esempio prendere accordi sull'essere presenti per aiutare e poi non poterlo più fare, una possibilità per rimediare potrebbe essere mandare qualcuno di fiducia al proprio posto per fare quello su cui ci si era accordati e per cui si era data la propria parola. Questo permette in ogni caso di onorare se stessi anche se non si è stati presenti.
Onorare la parola data comporta non solo un percorso potente per guadagnare la fiducia degli altri, ma anche avere un allineamento armonico del proprio pensiero con la propria parola e con la propria azione.
La "pseudo integrità morale", invece, è disegnata a tavolino dalla classe dominante e ha a che fare con ciò che è giusto o ciò che è sbagliato, ciò che è buono o ciò che è male, il come dovrebbe essere o il come non dovrebbe essere, imprigionandoci in una scatola mentale limitata del giudizio che piano piano uccide lo spirito umano. L'integrità è tutto e se si perde...si perde tutto!

6. Avere un diario personale e scrivere quotidianamente, inclusi i sogni.

7. Creare un progetto che ci proietti nel futuro nonostante potrebbe sembrare "impossibile" e lavorare su questo, nella misura in cui la mente è occupata a tal riguardo.

8. Essere in contatto giornalmente con la stessa persona per vegliare l'uno sull'altro reciprocamente. Farlo almeno con una persona ma anche con più persone, l'importante è che sia un impegno quotidiano.

9. Quando succede un'incomprensione con una o più persone cercare di comunicare e comprendersi a vicenda. Stare in comunicazione dando all'altro una chance per porre rimedio e la possibilità di salvarsi la faccia senza metterlo in cattiva luce e senza infierire sull'altro.

10. Praticare la contemplazione per sviluppare l'osservazione ossia creare il vuoto dentro di sè e osservare: dare tutta la propria attenzione ad un tramonto, un quadro, un bambino, un animale etc...
Franco

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