Dal creatore dell'apprezzato ciclo di gialli coloniali del maggiore Morosini, un noir contemporaneo, che si muove all'interno di una cornice di fatti ed episodi reali e realitici. Nulla o quasi di ciò che è descritto nel romanzo è accaduto, ma tutto (o quasi) sarebbe potuto accadere. E forse ancora potrebbe accadere.
DAL TESTO – "Avevo letto della manifestazione No Tav il giorno prima sul giornale. I tecnici della società incaricata di eseguire dei sondaggi geologici preliminari agli scavi - i cosiddetti carotaggi – avrebbero dovuto cominciare quel giorno il loro lavoro, ma tutti sapevano che non sarebbe stato possibile. Lo sapevano i tecnici, in primis. Non era la prima volta che ci provavano e che veniva loro impedito. Trattandosi di gente normale, che stava lì per guadagnarsi uno stipendio e non aveva certo la vocazione del martire, anche quel giorno s'erano presentati più che altro per onor di firma. La polizia li avrebbe protetti, certo. Ma se fossero iniziate a volar botte non ci avrebbero pensato un minuto a squagliarsela.
"Anche i giornalisti sapevano benissimo che i lavori non sarebbero cominciati quel giorno. Troppa incertezza e troppa esitazione politica, a Torino come a Roma. Il governo faceva la voce grossa, così come le autorità regionali, ma in valle la situazione era paralizzata perché sindaci e amministratori locali non ci stavano. Il Pd valsusino era al novanta per cento anti Tav, anche se la federazione provinciale minacciava scomuniche; ma pure i sindaci di area Pdl nicchiavano, sapevano che i cittadini magari votavano Berlusconi, ma poi a casa loro schifavano il super treno come tutti gli altri. Ed era lo stesso per i leghisti, infatti sull'Alta velocità il Carroccio manteneva una posizione volutamente defilata.
"Insomma, senza il via libera del territorio cominciare gli scavi sarebbe stata un'impresa complicata, a meno di comportarsi come Israele in Cisgiordania e di far proteggere i bulldozer dall'esercito. Qualcuno a dire il vero ci aveva provato: «Rendiamo i cantieri zone militari», era stata la proposta. Ma pochi l'avevano presa sul serio. In compenso, proprio negli stessi giorni, era arrivato un chiaro pronunciamento di oltre trecento fra medici e farmacisti della Val Susa: «Il progetto Tav è pericoloso per la salute pubblica». Dopo aver esaminato il piano proposto dalla società incaricata dei lavori, gli esperti avevano ribadito ciò che i comitati No Tav sostenevano da anni: i lavori avrebbero causato un innalzamento del livello delle polveri sottili nell'aria, con il rischio di veder aumentare del 10 per cento le malattie cardio-respiratorie, soprattutto nei soggetti più deboli, anziani e bambini. E poi c'era l'incognita delle gallerie sotto il massiccio dell'Orsiera, che nelle sue viscere celava da millenni rocce di amianto; e sotto il massiccio dell'Ambin, dove invece si trovavano tracce di uranio."
"Anche i giornalisti sapevano benissimo che i lavori non sarebbero cominciati quel giorno. Troppa incertezza e troppa esitazione politica, a Torino come a Roma. Il governo faceva la voce grossa, così come le autorità regionali, ma in valle la situazione era paralizzata perché sindaci e amministratori locali non ci stavano. Il Pd valsusino era al novanta per cento anti Tav, anche se la federazione provinciale minacciava scomuniche; ma pure i sindaci di area Pdl nicchiavano, sapevano che i cittadini magari votavano Berlusconi, ma poi a casa loro schifavano il super treno come tutti gli altri. Ed era lo stesso per i leghisti, infatti sull'Alta velocità il Carroccio manteneva una posizione volutamente defilata.
"Insomma, senza il via libera del territorio cominciare gli scavi sarebbe stata un'impresa complicata, a meno di comportarsi come Israele in Cisgiordania e di far proteggere i bulldozer dall'esercito. Qualcuno a dire il vero ci aveva provato: «Rendiamo i cantieri zone militari», era stata la proposta. Ma pochi l'avevano presa sul serio. In compenso, proprio negli stessi giorni, era arrivato un chiaro pronunciamento di oltre trecento fra medici e farmacisti della Val Susa: «Il progetto Tav è pericoloso per la salute pubblica». Dopo aver esaminato il piano proposto dalla società incaricata dei lavori, gli esperti avevano ribadito ciò che i comitati No Tav sostenevano da anni: i lavori avrebbero causato un innalzamento del livello delle polveri sottili nell'aria, con il rischio di veder aumentare del 10 per cento le malattie cardio-respiratorie, soprattutto nei soggetti più deboli, anziani e bambini. E poi c'era l'incognita delle gallerie sotto il massiccio dell'Orsiera, che nelle sue viscere celava da millenni rocce di amianto; e sotto il massiccio dell'Ambin, dove invece si trovavano tracce di uranio."
L'AUTORE – Giorgio Ballario è nato a Torino nel 1964. Giornalista, appassionato di storia, ha lavorato per l'agenzia di stampa Agi, è stato corrispondente per diversi quotidiani nazionali e redattore del settimanale Il Borghese. Dal 1999 lavora a La Stampa, dove si occupa di cronaca nera e giudiziaria. Con il racconto My Generation ha partecipato all'antologia "Crimini di piombo" (Laurum Editrice, 2009). Dal 2008 ha pubblicato, per i tipi della Edizioni Angolo Manzoni i noir di grande successo "Morire è un attimo. La prima indagine del maggiore Aldo Morosini nell'Eritrea italiana" (primo classificato al Premio Letterario Internazionale Arché Anguillara Sabazia 2010) e "Una donna di troppo. La seconda indagine del maggiore Aldo Morosini nell'Africa Italiana", "finalista alla 43ª edizione del Premio Acqui Storia, sezione romanzo storico", inaugurando un genere: la letteratura coloniale.
INDICE DELL'OPERA – Capitolo uno: Una misteriosa scomparsa. Anzi, due - Capitolo due: Aria di rivoluzione - Capitolo tre: Barbera e guerre moderne - Capitolo quattro: Scavare ad ogni costo - Capitolo cinque: Di padre in figlio - Capitolo sei: Caccia fuori stagione - Capitolo sette: Un appuntamento al buio - Capitolo otto: La linea della palma - Capitolo nove: Calabria-Torino, solo andata - Capitolo dieci: Un giorno in Procura - Capitolo undici: I picciotti vestono in doppiopetto - Capitolo dodici: Crisantemi fuori stagione - Capitolo tredici: Benvenuti in Val di Susistan! - Capitolo quattordici: Tex Willer in Val Susa - Capitolo quindici: Il trionfo del paradosso - Capitolo sedici: Il segreto di Pian Gelassa - Capitolo diciassette: Morti che camminano - Capitolo diciotto: La confessione - Capitolo diciannove: Corsa contro il tempo
http://www.archiviostorico.info/libri-e-riviste/6642-nero-tav-morte-ad-alta-velocita
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