Scheletro ragazza 14 anni mostra segni chiari
Stampa raffigura coloni a Jamestown
Nel freddo e duro inverno del 1609, nella colonia di Jamestown in Virginia, i primi coloni arrivati nel Nuovo Mondo arrivarono al cannibalismo. Gli archeologi e gli antropologi del Museo nazionale di storia naturale di Washington hanno infatti trovato le prime prove di questo fenomeno, di cui c'erano racconti scritti. E' stato rinvenuto infatti lo scheletro di una ragazza di 14 anni, che mostra che la carne e il cervello furono rimossi probabilmente per essere mangiati.
A riportarlo è lo 'Smithsonian magazine'. Il cranio mostra infatti i tentativi di morsi sulla testa, e quattro colpi nella parte posteriore, uno dei quali ha aperto il teschio. Non è chiaro come la ragazza sia morta, ma quasi certamente era deceduta e sepolta prima che i suoi resti fossero scannati.
Secondo una lettera scritta nel 1625 da George Percy, presidente di Jamestown, durante quel periodo di inedia, la fame era così intensa che "si dissotterravano i cadaveri per mangiarli". I resti della ragazza sono stati scoperti l'estate scorsa in un mucchio di rifiuti con anche ossa di cavallo e cane. Dallo stato dei suoi molari si è dedotto che avesse 14 anni. Gli isotopi delle sue ossa indicano che la sua dieta era stata ricca di proteine, quindi probabilmente non era una cameriera ma la figlia di un nobile. La colonia fu salvata nel maggio 1610 dall'arrivo di coloni fuggiti nelle Bermuda, che trovarono 60 sopravvissuti, magri come scheletri.
(ANSA)
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