giovedì 2 maggio 2013


Morto Massimo Catalano
Era il “re dell’ovvio” in Tv


Massimo Catalano durante il programma Tv “Quelli della notte” con Renzo Arbore

Celebre per le apparizioni nel
programma “Quelli della notte”
dove formulava frasi ironiche
e scontate. Aveva 77 anni.
Arbore: «Perdita importante»
È morto stanotte ad Amelia dopo una lunga malattia Massimo Catalano. Nato a Roma nel 1936, è stato tra i protagonisti di “Quelli della notte”. Trombettista e intellettuale viveur, nel programma cult di Arbore formulava frasi lapalissiane come «è meglio sposare una donna ricca, bella e intelligente che una donna brutta, povera e stupida».  

«Siamo tutti mobilitati, noi appassionati vecchi musicisti del jazz. La perdita di Massimo è importante. Rimarrà nel nostro lessico, resta il re della banalità. Ormai è diventato un must dire “è una catalanata» così Renzo Arbore commenta la morte di Catalano, avvenuta la notte scorsa nella sua villa ad Amelia, in Umbria. «Era malato da tempo - racconta Arbore -. Aveva perso la moglie nell’agosto dello scorso anno. Era rimasto solo». 

«Lo ricordiamo sempre come il trombettista dei Flippers - aggiunge Arbore -, ebbe con loro un successo strepitoso nei primi anni Sessanta. Lanciarono in Italia il cha cha cha». Ricorda di averlo conosciuto a Napoli, «quando venne a fare una serata. Entrambi venivamo dal jazz tradizionale e quando sono venuto a Roma abbiamo suonato insieme, abbiamo passato delle nottate meravigliose a casa mia. A Quelli della notte era spiritoso. Mi disse “non vorrei solo suonare la tromba” e così gli domandai “sai dire delle banalità?”. Cominciammo a scherzare e vennero fuori frasi come “è meglio essere ricchi e sani che poveri e malati”, “è molto meglio essere giovani, belli e in buona salute, piuttosto che essere vecchi, brutti, poveri e malati”, “è meglio innamorarsi di una donna bella, intelligente e ricca anziché di un mostro, cretina e senza una lira”. Così - prosegue Arbore - quando ho fatto Quelli della notte, dopo un certo addestramento è diventato uno specialista. Tanto è vero che nelle mie tournee degli inizi, me lo portavo con me e lui faceva dei piccoli numeri parlati. Scriveva e recitava anche delle poesie, come quelle del Corriere dei Piccoli». Per Arbore «la passione, l’ironia e il sorriso sono sempre state le caratteristiche di Massimo, che volutamente si era ritirato. La sua eclissi non era dovuta a un calo di popolarità - conclude - . Preferiva vivere in campagna, con la moglie e gli amici». 

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