giovedì 2 maggio 2013

Becchi: normale che si prendano le armi. M5s si dissocia: non è nostro ideologo




'Abbiamo messo un altro banchiere all'Economia '



 Paolo Becchi


I gruppi parlamentari del MoVimento 5 Stelle di Camera e Senato ''prendono nettamente le distanze da tutto quanto proferito'' da Paolo Becchi. I parlamentari sottolineano che ''Becchi non e' un ideologo del M5S, si tratta semmai di un'etichetta attaccata al personaggio sulle cui posizioni deputati e senatori non si riconoscono affatto''.
"Se qualcuno tra qualche mese prende i fucili non lamentiamoci, abbiamo messo un altro banchiere all'economia". Così Paolo Becchi, professore all'Università di Genova vicino al M5S, alla Zanzara su Radio 24. "Non so quanto il movimento possa frenare la violenza della gente, che é nella natura delle cose", aggiunge. "La situazione se non migliora peggiora - dice Becchi - e non so quanto la gente possa resistere, non so quanto il Movimento possa frenare la violenza della gente, che è nella natura delle cose". "Letta che va dalla Merkel - prosegue Becchi - è un segnale chiaro. Unica cosa fondamentale è l'Europa e la Bce. Siamo governati ancora dalla Merkel con le banche e i banchieri come l'attuale ministro dell'Economia. Se qualcuno tra qualche mese prende i fucili non lamentiamoci, abbiamo messo un altro banchiere all'economia".
SPARI P.CHIGI: BECCHI, DIETRO C'E' POTERE INVISIBILE  - Gli spari a P.Chigi hanno "rafforzato" il governo ("Tutti gli indecisi hanno votato compatti la fiducia") e in più la colpa è stata gettata sul Movimento di Grillo. Così Paolo Becchi, ideologo del M5S, che avanza il sospetto che dietro l'azione di Preiti e altre "provocazioni" ci sia un "potere invisibile". "Basta guardare la maggioranza che ha ottenuto questo governo per rendersi conto che gli spari a Palazzo Chigi lo hanno rafforzato. La colpa poi viene attribuita al Movimento 5 Stelle. Così si prendono due piccioni con una fava", dice Becchi a La Zanzara su Radio 24. "La prima provocazione - dice Becchi - doveva avvenire con atti di violenza quando Grillo era a Roma la sera dell'elezione di Napolitano. Poi lui non è andato in piazza, l'ha capito e per questo non è andato. Ora ne vedremo delle belle". Ma chi c'è dietro, chiedono i conduttori Giuseppe Cruciani e David Parenzo?: "Non lo so, ma è nell'interesse del governo che non si dia spazio a questa opposizione. Difficile pensare che Preiti sia arrivato da solo con una pistola. Non posso escludere che si tratti di una provocazione per rafforzare il governo. Tutti gli indecisi hanno votato compatti la fiducia e subito la colpa a Grillo. Mi sembra evidente". Chi sono i burattinai di queste provocazioni, insistono i conduttori?: "C'è un potere visibile, e un potere invisibile. Questo è il potere invisibile".
BECCHI,SE GOLPETTINO ANTI-M5S NORMALE UNO PRENDA ARMI - Se ai 5 Stelle saranno negate le presidenze delle commissioni di garanzia sarà un "golpettino istituzionale" e "non è una follia pensare che uno possa prendere le armi". Così Paolo Becchi, professore all'Università di Genova vicino al M5S, alla Zanzara su Radio24. "Le rivoluzioni non sono sempre pranzi di gala e quando la situazione diventa esplosiva nella storia abbiamo avuto esempi di questo genere. Abbiamo un presidente rieletto che neanche in Venezuela. Una situazione eccezionale, se poi le commissioni di garanzia non vengono date al Movimento si può parlare di golpettino istituzionale. Non è follia pensare che uno possa prendere armi", conclude Becchi.
SPERANZA, GRILLO PRENDERA' DISTANZE DA BECCHI?  - "Tra i 5 stelle qualcuno evoca i fucili. E Beppe Grillo che fa? Prende almeno le distanze?" Lo scrive su Twitter il capogruppo Pd alla Camera Roberto Speranza riferendosi alle dichiarazioni choc di Paolo Becchi
GRILLO CONTRO MINISTRI CON DOPPIO INCARICO -  Il M5S chiede ai ministri Delrio e Zanonato di dimettersi rispettivamente dall'incarico di sindaco di Padova e Reggio Emilia. Lo fa con un articolo, "Doppi incarichi ostinati", a firma Matteo Olivieri sul blog di Beppe Grillo . "I sindaci del pd (menoelle, ndr) Delrio e Zanonato - si legge - sono stati nominati ministri. Delrio ha detto che non ha nessuna intenzione di dimettersi, e vuole continuare a fare il primo cittadino di Reggio Emilia. Per corrispondenza".
"Come se la città non avesse bisogno di essere amministrata! Ha detto che è anche disposto a rinunciare agli 80 mila euro di stipendio di sindaco (da ministro dovrebbe prendere quasi 200 mila euro lordi all'anno)", prosegue l'articolo. "Tuttavia, visto che questi politici amano i cavilli, gli ricordiamo che l'articolo 13, comma 3, del decreto legge n. 138 del 2011 come convertito in legge n. 148/2011, dispone 'che le cariche di deputato, senatore, parlamentare europeo nonché le cariche di governo (Presidente del Consiglio dei Ministri, Ministri, Vice Ministri , Sottosegretari di Stato e commissari straordinari del Governo), sono incompatibili con qualsiasi altra carica pubblica elettiva di natura monocratica relativa ad organi di governo di enti pubblici territoriali aventi, alla data di indizione delle elezioni o della nomina, popolazione superiore a 5.000 abitanti'. Che è appunto il caso dei due sindaci di Reggio Emilia e di Padova", conclude il post sul blog di Grillo.
 (ANSA)

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