Gli uomini che vedete nell'immagine si chiamano Osama e Mohammed Shalaby.
Sono padre e figlio, sono egiziani. Vivono a Modena.
Osama ha 56 anni e fa il muratore. È in Italia da trent'anni e non ha la cittadinanza. Mohammed di anni ne ha 20.
Ieri pomeriggio, quando Salim El Koudri ha investito otto persone con la sua auto ed è sceso dal veicolo, Osama ha guardato suo figlio Mohammed e gli ha detto una sola cosa: "Vai, prendilo! Prendilo!".
E Mohammed è andato. Ha rincorso quell'uomo armato di coltello, lo ha placcato, gli ha strappato la lama dalle mani.
Suo padre era con lui. Insieme ai negozianti pakistani della via, insieme a Signorelli, lo hanno tenuto a terra fino all'arrivo della polizia.
"Fra gli stranieri c'è gente brava e gente cattiva, non c'entra, l'importante era fermare quell'uomo", racconta oggi Osama.
Ecco, mentre già da ieri sera si scatenavano gli sciacalli come Matteo Salvini, a Modena la realtà raccontava un'altra storia. Una storia in cui chi ha fermato la strage si chiama Luca, si chiama Osama, si chiama Mohammed e si chiamano anche due negozianti pakistani di cui presto sapremo i nomi.
Ricordateveli, questi nomi.
Osama Shalaby e Mohammed Shalaby.
Perché quando qualcuno proverà a raccontarvi che gli stranieri sono il problema, voi avrete pronta la risposta giusta. Quella scritta ieri, a Modena, con il coraggio di chi non si è girato dall'altra parte.

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