giovedì 16 aprile 2026

Mafia istituzionale

 





La definizione più lucida di quella "mafia istituzionale" è probabilmente quella di "Stato parallelo" o "Sistema di potere deviato". Non è fatta solo di picciotti o boss in latitanza, ma di quella che i magistrati chiamavano la "zona grigia": un intreccio invisibile tra criminalità organizzata, pezzi delle istituzioni, politica, massoneria e alta finanza. Per il Dottor Falcone e il Dottor Borsellino, il vero nemico non era solo la cupola di Corleone, ma la capacità della mafia di sedersi ai tavoli che contano. Definirla oggi significa parlare di:

Tradimento dall'interno. Quella parte dello Stato che non ha combattuto la mafia, ma l'ha usata come braccio armato o interlocutore politico per mantenere equilibri di potere. Un sistema che ha isolato i due magistrati prima ancora di ucciderli, togliendo loro terra bruciata attorno tramite delegittimazione e ostacoli burocratici. L'idea che lo Stato possa scendere a patti con il crimine per far cessare le bombe, accettando di convivere con il male invece di estirparlo..


In breve, è la mafia che non spara, ma firma atti, sposta voti e decide carriere, rendendo il confine tra legalità e illegalità talmente sottile da diventare invisibile.


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