Nove ore.
Tanto ci ha messo la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per riuscire a pronunciare mezza parola di condanna nei confronti dell’amico Donald Trump per gli attacchi inqualificabili a Papa Leone XIV.
Prima una nota di una debolezza e una pavidità politica sconcertanti, nella quale la sedicente “cristiana” mostrava solidarietà al Pontefice senza neanche nominare l’uomo responsabile di quelle parole indegne.
Poi, costretta dallo sdegno pubblico e dalle opposizioni, è arrivata – tardissimo – la condanna – si fa per dire – delle parole di Trump, cercando di salvare il suo elettorato cattolico e insieme la faccia, senza riuscire a fare né uno né l’altro.
Troppo poco. Troppo tardi.
E soprattutto l’assenza di ogni assunzione di responsabilità nell’aver sostenuto, omaggiato, riverito un megalomane che si auto-rappresenta come Gesù Cristo e attacca chiunque osi ricordargli l’abominio della sua guerra con l’Iran.
Signor Presidente del Consiglio, ci sono dei momenti nella Storia in cui bisogna avere il coraggio di decidere da che parte stare.
Lei non è all’altezza della Storia, e di questa storia.
Lorenzo Tosa

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