martedì 14 aprile 2026

L'Ungheria degli ultimi anni

 


🌹 Per capire perché oggi l’Ungheria non abbia più una vera sinistra parlamentare bisogna partire dalla sua genesi post 1989. La sinistra democratica ungherese non nasce, come in molti Paesi dell’Europa occidentale, da una lunga tradizione operaia o socialista autonoma, ma in larga parte dalla trasformazione del vecchio partito comunista di Stato nel Partito Socialista Ungherese (MSZP). Questo le ha dato di sicuro grande forza organizzativa, ma anche un marchio che per la maggior parte dell’elettorato è pesantissimo: la continuità con il sistema precedente, percepito come corrotto e oppressivo.


🔥 Ma il vero disastro avviene venti anni fa. Nel 2006 esplode lo scandalo del discorso di Ferenc Gyurcsány, in cui il premier ammette di aver mentito sulla situazione economica. Da lì la sinistra ungherese entra in una spirale di delegittimazione e fratture interne. Orban e Fidesz costruiscono allora un racconto potentissimo che vede da una parte il popolo nazionale, dall’altra una sinistra dipinta come erede del vecchio regime, corrotta, cosmopolita e ostaggio di interessi esterni. A essere onesti, neanche si possono dare grandi colpe a Orban. In realtà, quello della sinistra ungherese è quanto di più simile a schiacciare il pulsante dell'autodistruzione.


🗳️ Il passaggio finale lo abbiamo visto ieri. In parlamento sono entrati TISZA, Fidesz-KDNP e Mi Hazánk, mentre nessuna forza chiaramente socialdemocratica o di sinistra ha superato la soglia. Ma il dato più interessante è che la sinistra non è stata spazzata via da un’ondata reazionaria pura e semplice. E' stata semplicemente svuotata da una nuova opposizione di centrodestra, TISZA, che ha raccolto il voto anti-Orban senza portarsi dietro il bagaglio storico del post-comunismo. Se proprio vogliamo essere trenchant, in Ungheria il desiderio di cambiamento non si è tradotto in una rinascita della sinistra, ma in una sua sostituzione.

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