lunedì 13 aprile 2026

Orban game over!

 


Adesso faranno finta di nulla, fingeranno di non conoscerlo, straparleranno di “democrazia”, come se bastasse un voto a dare patenti di democrazia (anche in Iran e nella Russia di Putin si vota…), faranno di tutto per negare di esserci mai stati. 


Ma io me li ricordo, ognuno di loro, in fila e in video per omaggiare l’amico Orbán e lanciargli la campagna elettorale.


Me li ricordo Salvini e Meloni a gennaio in quel delirante spottone elettorale a straparlare di sovranismo, radici culturali e religiose e a celebrare il campione dell’anti-europeismo, in (pessima) compagnia di Marine Le Pen, Benjamin Netanyahu, Alice Weidel di Afp, il neofranchista Santiago Abascal e tutta la galassia nera d’Europa.


Me lo ricordo Salvini che la settimana scorsa è addirittura tornato a Budapest assieme al vice Presidente Usa Jd Vance - per conto di Trump - per spingere l’amico Orbán verso la vittoria.


È andata a finire malissimo.


E no, non è, non può essere liquidata solo come la sconfitta di Orbán in Ungheria. 


Questa è la sconfitta di ognuno di loro, la più grande disfatta del sovranismo anti-europeo da quando esiste. 


E, insieme a Orbán, ha perso malamente ognuno di loro, anche se Meloni fa finta di dimenticarsene.


Ecco perché il voto di ieri è così importante.


Ieri in Ungheria non ha affatto vinto il miglior candidato possibile, né da domani l’Ungheria diventerà la Spagna di Sánchez, ma di sicuro ha perso il peggior leader (anti)europeo della Storia, e insieme a lui, tutti quelli che la volevano distruggere dal di dentro.


Con tanti saluti a Giorgia e Matteo da Budapest, Europa.

Lorenzo Tosa 

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