Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha appena lanciato il più grande raduno della sinistra mondiale della Storia recente.
Una sorta di Internazionale progressista che si terrà in questi giorni a Barcellona e ospiterà tutti i più grandi leader socialisti mondiali, dal Presidente della Colombia Gustavo Petro a quello brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, dal Presidente del Consiglio europeo Antonio Costa alla Presidente messicana Claudia Sheinbaum.
E ci sarà, per l’Italia, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, ovvero colei la famiglia socialista riconosce come una delle figure più credibili e di maggior prestigio in Europa.
Qualcosa più di un attestato di stima.
Una consacrazione.
La dimostrazione della stima di cui gode Elly Schlein a livello europeo e mondiale, in barba a chi in Italia la attacca e la infanga quotidianamente, spesso senza alcun argomento.
Da Barcellona nascerà il primo vero manifesto progressista di un’Europa alternativa a Trump e che superi la vecchia - e ormai arrugginita - alleanza con gli Stati Uniti.
Mentre noi siamo ancora qui a discutere dei rapporti tra Meloni e Trump, c’è chi sta già preparando un futuro (e anche un presente) senza Trump.
Di cui Pedro Sánchez non può che essere il leader e il riferimento naturale.
E in cui, grazie a Elly Schlein, finalmente l’Italia toccherà palla e potrà giocare in prospettiva un ruolo da protagonista, dopo anni di sberle, figuracce internazionali, servi e cheerleader vari ed eventuali.
Lorenzo Tosa

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