Nella serata ieri 15 aprile a Padova, all’uscita del centro sociale Pedro, alcuni giovani militanti sono stati fermati dai carabinieri al termine di un’assemblea in vista del 25 aprile. Secondo le testimonianze raccolte, quello che inizialmente sarebbe stato un normale controllo si sarebbe trasformato in un intervento violento. Nonostante l’immediata consegna dei documenti, i giovani sarebbero stati fatti uscire dalle auto e strattonati. Poi spinti a terra, colpiti e immobilizzati, con la minaccia dell'utilizzo anche di spray al peperoncino. Alcuni presenti riferiscono inoltre di tentativi di impedire le riprese della scena. Alla fine, oltre all’arrivo di diverse volanti, il bilancio è di quattro arresti. Quattro ragazzi messi in carcere in un’operazione che sembra prefigurare la repressione del “reato di antifascismo” che diversi membri della maggioranza di governo vogliono introdurre nel nostro codice penale.
Sappiamo bene che i tempi sono questi e che il governo, dopo il No al referendum, cerca di limitare ulteriormente i sempre più scarsi spazi di dissenso, andando a colpire proprio le persone militanti che animano le mobilitazioni di questo paese.
Ma anche alla luce di quest’ultimo fatto, questo 25 aprile non deve essere una giornata di vuota retorica, ma un grande momento di mobilitazione e lotta.

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