Non solo Gasparri, la Lega, Fratelli d’Italia e più o meno l’intera destra italiana.
Ora anche gli Stati Uniti di Donald Trump - tramite un suo fedelissimo - minacciano di far chiudere Report e tappare la bocca a Sigfrido Ranucci.
L’inviato speciale di Trump in Italia Paolo Zampolli ha diffidato Report dal mandare in onda il servizio su Epstein e Melania Trump che lo mette in forte imbarazzo politico e personale.
Ma anche questa volta gli è andata malissimo, come a tutti quelli che prima di lui hanno provato a censurare preventivamente Report.
La risposta di Ranucci non ha tardato ad arrivare:
“Ci limitiamo a ricordare alcuni fatti. Zampolli compare negli Epstein files decine di volte e per sua stessa ammissione ha avuto a che fare con Epstein. Ci ha ricevuti a casa sua dopo essere stato informato per iscritto dei temi dell'intervista. Ha risposto per più di un’ora alle nostre domande e addirittura, rispetto al passaggio a margine dell’intervista in cui parla delle ‘donne brasiliane’, la telecamera è stata riaccesa dopo una sua esplicita richiesta.
Zampolli non è un privato cittadino, è l'inviato del Presidente degli Stati Uniti per le partnership globali, e quello che dice, e come lo dice, è di interesse pubblico, per questo mandaremo in onda il servizio.”
Tutte le volte che hanno provato a diffidare Report è andata a finire che si sono fatti malissimo: prima del programma, dopo il programma. E soprattutto DURANTE.
Poteva chiedere a Gasparri.
Solidarietà ancora una volta a Sigfrido Ranucci per questo ennesimo, vergognoso quanto goffo attacco alla libertà di stampa e di inchiesta.
Menomale che esiste e resiste. Finché dura.
Lorenzo Tosa

Nessun commento:
Posta un commento