Dalle sfumature dei petali alla scoperta delle fioriture più rare
Chi osserva un ciliegio in fiore potrebbe credere, a prima vista, che tutti i Sakura siano uguali. Eppure, come pagine di un antico manoscritto, i loro colori narrano storie diverse, stratificate nei secoli, tra natura, poesia e simbolo.
Il Sakura, nome con cui si indicano i ciliegi ornamentali giapponesi, non è un’unica specie, ma un insieme di varietà selezionate nel corso di oltre mille anni, soprattutto a partire dall’epoca Heian (794–1185). I colori dei fiori variano dal bianco puro al rosa tenue, fino a tonalità più intense e quasi cremisi, ma anche sfumature meno note che sorprendono per la loro unicità.
La varietà Somei Yoshino, oggi la più diffusa in Giappone, presenta petali inizialmente rosa pallido che schiariscono fino al bianco prima di cadere: un simbolo perfetto della transitorietà della vita, concetto cardine dell’estetica giapponese. Al contrario, la Kanzan offre fiori doppi e di un rosa intenso, quasi sontuoso, spesso associato alla bellezza opulenta dei giardini dell’epoca Edo.
Ma è tra le varietà più rare che il Sakura rivela il suo volto più enigmatico. La Ukon, ad esempio, presenta fiori di un delicato giallo-verde, il cui nome richiama la curcuma, spezia preziosa e simbolo di prosperità. Simile, ma ancora più sorprendente, è la Gyoiko, con petali verdastri attraversati da sottili venature rosse, un colore che richiama le vesti cerimoniali della nobiltà imperiale.
Non mancano varietà come la Fugenzo, i cui fiori iniziano rosa e virano verso tonalità più scure con il passare dei giorni, o la Shirotae, con i suoi candidi petali bianchi simbolo di purezza e rinascita. Alcuni Sakura, come la Kikuzakura, presentano addirittura decine di petali, ricordando più un crisantemo che un ciliegio.
Le cronache giapponesi, come il Nihon Shoki (VIII secolo), già citano l’ammirazione per questi alberi, ma è nella poesia del Man’yōshū che il Sakura diventa simbolo dell’anima umana. Secoli dopo, la meraviglia per queste fioriture avrebbe travolto anche l'Occidente: i primi botanici e viaggiatori europei giunti nell'arcipelago descrissero con stupore quegli "alberi di nuvole" dai petali fugaci, segnando l'inizio di un dialogo estetico che avrebbe portato la magia del Sakura nei giardini di tutto il mondo.
Un antico racconto narra che i samurai scegliessero il Sakura come emblema della propria esistenza: una vita intensa, breve e luminosa, proprio come la fioritura di questi alberi. Ancora oggi, durante l’hanami, l’osservazione dei fiori, ogni colore sembra suggerire una sfumatura diversa dell’esistenza: il bianco della quiete, il rosa della gioia effimera, il verde dell’eccezione, il giallo della rarità preziosa.
Così, sotto questi alberi, il tempo non si misura in ore, ma in petali che cadono silenziosi, raccontando a chi sa osservare una storia antica quanto il mondo.
Infine, per chi desidera ammirare questi prodigi della natura anche in Italia, segnaliamo alcuni luoghi dove questo è possibile:
Roma (Istituto Giapponese di Cultura): Ospita un meraviglioso Shinkai-shiki teien (giardino in stile "da passeggio"), che comprende tutti gli elementi classici come il laghetto, la cascata e il ponticello, incorniciati dalla fioritura dei Sakura.
Roma (Laghetto dell’EUR): La "Passeggiata del Giappone", con circa 2.500 Sakura donati dalla città di Tokyo nel 1959.
Milano (Collina dei Ciliegi): Un parco sopraelevato nel quartiere Bicocca che ospita centinaia di varietà diverse.
Vignola (Modena): Celebre per la "Festa della Fioritura" lungo la Valle del Panaro, dove il bianco e il rosa dominano il paesaggio.
Firenze (Giardino Giapponese): All'interno del Giardino delle Rose, uno spazio progettato dall'architetto Yasuo Kitayama con varietà autentiche.
Merano (Giardini di Castel Trauttmansdorff): Un incantevole angolo orientale incastonato tra le montagne del Sudtirolo.
Pecetto Torinese (Torino): Famoso per la "Camminata tra i ciliegi in fiore" che si snoda tra le colline piemontesi.
Pedaso (Fermo): Nella "Contea dei Ciliegi", un parco affacciato sull'Adriatico con oltre 2.500 alberi.
Novara (Ciliegio di Via Marconi): Un maestoso esemplare giapponese di oltre 80 anni, simbolo storico della fioritura cittadina.
Besana in Brianza (Monumento Naturale): Ospita il ciliegio selvatico più grande d'Italia, un gigante secolare dalla fioritura spettacolare.
Roma (Orto Botanico): Il Giardino Giapponese curato dalla Sapienza, dove si tengono eventi ufficiali dedicati all'Hanami.
Ferrara: Il Giardino dell’Amore di Palazzo Schifanoia.
Ferrara: Il Giardino del Monastero di Sant’Antonio in Polesina a Ferrara.
Venaria Reale (Torino): La Reggia, patrimonio UNESCO, ospita nel Potager Royal del Parco basso un suggestivo viale di ciliegi ornamentali giapponesi che, con la loro fioritura, arricchiscono l’eleganza del complesso barocco.
— Antonio Vaianella 🌸🌸🌸
Le foto mostrano un magnifico Yae-zakura, in questi giorni in fase di fioritura, dimorante presso il giardino del Monastero di Sant'Antonio in Polesine a Ferrara.



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