giovedì 2 aprile 2026

Il calcio italiano è una vita che è una merda!

 


Federico Mangiameli, 21 anni, ha lasciato il calcio professionistico nell’estate 2025 dopo un percorso nelle giovanili di Milan, Bologna e Torino. La sua testimonianza, affidata ai social, riaccende il dibattito sulle criticità del sistema calcistico italiano, emerse ancora una volta all’indomani dell’eliminazione dell’Italia nel playoff contro la Bosnia.

Nel suo sfogo, l’ex calciatore descrive un ambiente distante dall’immagine patinata spesso proposta all’esterno, denunciando dinamiche economiche e gestionali discutibili.

“Solo chi ha vissuto quel mondo può capire lo schifo che c’è dietro – si legge nel messaggio condiviso sui social a corredo di una sua foto con la maglia del Milan -. Procuratori che portano calciatori dalla Promozione alla Serie C grazie a una busta da 50mila euro. Serie A e Primavere fatte da stranieri pagati una follia al mese. Oppure allenatori che non potevano neanche decidere chi schierare.”

Parole dure, che puntano il dito contro un sistema che, secondo Mangiameli, penalizza meritocrazia e crescita dei giovani.

“Mi è capitato di vedere cose oscene di soldi. Compagni di squadra trattati in maniera oscena dai dirigenti e senza rispetto – ha aggiunto Mangiameli -. Tutto questo è il sistema calcio italiano che fortunatamente ho lasciato da un po’. A differenza degli altri sport, il calcio è diventato lo sport da non prendere come esempio.”

Nel messaggio emerge anche una critica al clima generale che si respira nel calcio, ritenuto responsabile, almeno in parte, del momento difficile della Nazionale.

“Gente che si lancia per terra in continuazione, raccomandazioni, gente ignorante e maleducata che per 4 soldi farebbe di tutto. Questo poi è il risultato.”


📌Pochi hanno il coraggio di denunciare il sistema, ma se vogliamo far pulizia non bisogna più restare in silenzio. Questo non è sport e soprattutto non é calcio! 

La Federazione non deve permettere che ciò accada!

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