Il Veneto ha 18.561 furti in casa all'anno. La Calabria quasi nessuno.
C'è uno stereotipo duro a morire in Italia: al Sud rubano di più. È radicato, è comodo, è sbagliato.
I dati Censis 2024 dicono altro. Il Veneto — terra di lavoro duro, sacrificio, "prima i fatti poi le parole" — è la seconda regione italiana per numero assoluto di furti in abitazione. 18.561 casi in un solo anno. Un'incidenza di 38,3 furti ogni 10.000 abitanti, quasi il 50% sopra la media nazionale di 26,4.
Prima del Veneto c'è solo la Lombardia.
Due delle regioni simbolo del Nord produttivo guidano una classifica che nessuno si aspetta. Non la 'ndrangheta, non la camorra, non il caldo meridionale: i furti domestici sono un fenomeno del Nord Italia.
Aspetta. Perché succede?
La risposta è controintuitiva quanto il dato stesso. Il Nord ha più bersagli: case più grandi, oggetti di valore, orari di lavoro prevedibili che svuotano le abitazioni nelle stesse fasce orarie ogni giorno. Le famiglie escono la mattina presto, tornano la sera tardi, e i ladri lo sanno.
Il Sud ha meno mobilità, più controllo sociale informale del territorio, reti di vicinato più dense. Non è assenza di criminalità in senso assoluto — è un ecosistema diverso, che per i furti in casa funziona da deterrente naturale.
Calabresi, lucani e molisani hanno i tassi più bassi d'Italia per furti domestici. Le stesse regioni che nell'immaginario collettivo incarnano il problema della sicurezza.
Spoiler: l'immaginario collettivo ha torto.
Il Nord industrioso subisce più furti in casa del Sud per una ragione precisa: ha più case da svuotare, e le svuota lui stesso ogni mattina alle 7:30.
In breve:
Il Veneto è secondo in Italia con 18.561 furti in abitazione nel 2024
Il tasso veneto (38,3 ogni 10.000 ab.) supera del 45% la media nazionale
Le regioni del Sud come Calabria, Basilicata e Molise registrano i tassi più bassi d'Italia

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