sabato 11 aprile 2026

Shikata go nai

 


Oggi voglio tornare su un argomento già trattato su questa pagina, ma che ritengo sempre attuale.


C’è un’espressione giapponese che, a prima vista, sembra pura rassegnazione o una dichiarazione di resa davanti agli avvenimenti della nostra vita.

È “Shikata ga nai” (仕方がない). La si traduce troppo spesso con un frettoloso “è inutile”, come se fosse una resa passiva davanti a una realtà incombente.

Eppure, dentro “Shikata ga nai” si nasconde qualcosa di molto più sottile.


Non è rinuncia né resa, bensì consapevolezza.

Significa riconoscere che esistono eventi, svolte, perdite e ingiustizie su cui non abbiamo alcun potere. Non perché siamo deboli, ma perché la vita, nella sua complessità, non è interamente negoziabile. A volte il compromesso semplicemente non esiste.


Allora, invece di consumarci nel tentativo inutile di cambiare l’immutabile, scegliamo di accettarlo.

E dall’accettazione nasce, paradossalmente, lo spazio per l’azione.

Quando smettiamo di opporci a ciò che non può essere cambiato, recuperiamo energia, presenza e chiarezza. Ci distacchiamo quel tanto che basta per non essere travolti, e abbastanza per poter agire dove abbiamo ancora margine.

“Shikata ga nai” diventa così una forma di disciplina interiore e non indifferenza, ma equilibrio.


Non è facile, non lo è mai!


Diventare come il bambù che si piega sotto la furia del vento, ma non si spezza. Resiste e continua a crescere.

Non a caso, molti osservatori occidentali hanno visto in questa espressione una chiave per comprendere la dignità con cui il popolo giapponese affronta tragedie e ingiustizie, spesso inevitabili. Non è rassegnazione, ma compostezza. Non è passività, ma una forza silenziosa che rifiuta di cedere al caos emotivo.


In fondo, ogni cultura ha una sua versione di questa saggezza. 

In Italia “così va il mondo”, in Francia “c’est la vie”, in Gran Bretagna “it is what it is”.


Eppure “Shikata ga nai” va oltre perchè non si limita a constatare, ma invita a trasformare lo sguardo.


E forse è proprio lì che scopriamo qualcosa di inatteso, cioè che

anche quando non possiamo cambiare ciò che accade, possiamo sempre scegliere come affrontarlo.


- Hisao

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