Spending review (hanno la faccia come il culo)
da Rita Pani
Poi salta fuori il ministro, che chiede ai cittadini di segnalare gli sprechi italiani, per dare una mano alla Nazione in questa operazione dal nome inglese altisonante, scivoloso come un attrezzo medico che deve indagarti dentro, passando da posti indicibili: “Spending Review”.
130 mila cittadini probi – un poco sempliciotti – si precipitano a pestar tasti di un computer per segnalare l’Ente, la Cattedrale sul nulla, il vicino di casa che timbra il cartellino e se ne va a pescare. Il cittadino desidera così tanto partecipare che non percepisce d’esser stato preso per il culo, anzi, fiero rivendica d’aver detto finalmente la sua al ministro.
Ma davvero un ministro non sa dove vada il danaro? Quale sia il senso della corrente del fiume che porta via le monetine dalle nostre tasche per depositarle in quelle altrui? No, certo che non è vero, lo sa bene, come sa bene che se al cittadino vessato tiri l’esca, esso abboccherà come il più stupido dei pesci; incolpevole, schiavo solo del suo senso primordiale di giustizia. Una giustizia che non è mai stata un diritto reale, ma che da sempre rappresenta un sogno degno d’esser sognato.
D’altronde la verità è figlia del coraggio, e questa gente ne ha davvero poco. Conserva quel minimo di arroganza che il potere può dare, quando si ha la vita blindata sia sotto l’aspetto economico che garantisce di non conoscere mai la difficoltà e la sopravvivenza, sia sotto l’aspetto pratico, essendo impossibile insegnargliela a suon di schiaffi.
Sarebbe impossibile per Mario Monti affacciarsi negli schermi al plasma super HD 3D acquistati con sacrificio e a rate, per onorare l’Italia a Kiev, e dire: “Signori cari, non ci siamo inventati nulla di nuovo e per garantire la sopravvivenza delle banche e del capitalismo ultimo rimasto, toccherà a voi pagare, anche con la vita. Spending Review, quindi non significa un cazzo, se non che taglieremo ancora le ultime briciole rimaste, e se avrete fame non vi daremo nemmeno le brioche.” Decisamente, so da me, che sarebbe controproducente, socialmente pericoloso.
Come sarebbe pericolosissimo spiegare quanta non politica ci sia in questa cosa che sembra politica, quella inventata dalla mafia e dal malaffare che ha posto radici nel nostro sistema italiano. La Spending Review, per esempio, garantirà l’abolizione delle intercettazioni telefoniche e ambientali, grazie al taglio delle risorse alla Giustizia; sarebbe pericolosissimo se anche l’ultimo degli italioti capisse a chi giova questo risparmio, e quale possa essere stato il baratto, e soprattutto quali siano state le parti interessate allo scambio.
Quando gli ospedali italiani esploderanno gonfi di gente più di quanto già non siano, e si morirà per la mancanza di cure, che faremo? Per quel tempo, per esempio, formigoni avrà risarcito lo stato di quanto rubato in campo sanitario, o staremo ancora ad attendere che la giustizia (di fatto messa in ginocchio) faccia il suo corso?
Ci sarebbero delle belle domande da porre al Professore, per far comprendere al vecchio accaldato e solo, inebetito davanti a una TV, cosa sia la “Spending Review”, ma non ci sono rimaste risorse abbastanza libere intelligenti da porle. Perché anche i giornalisti, ormai, devono sopravvivere e combattere col coltello tra i denti, perché i giornali – quelli degni – non ci sono più. Chiusi, da questa crisi che sembra colpire tutti, ma che in realtà ha una mira eccellente, e il tiro non lo sbaglia mai.
About Rita Pani
Rita Pani è nata a Carbonia (CI) il 4 Ottobre 1964. Ha collaborato nella redazione giornalistica di una piccola televisione sarda. Ha partecipato a diversi laboratori di scrittura creativa e collettiva prediligendo il racconto breve, ed ottenendo la pubblicazione di alcuni di essi e di alcune poesie, su qualche rivista tematica e in un’ antologia. Ha lavorato presso l’ufficio stampa di una Onlus, impegnata nella promozione e nella divulgazione informativa sulle energie pulite e rinnovabili, e tutt’ora collabora con la Casa Editrice di musica classica “ClassicaViva”, come addetta stampa. Nel 2007 ha pubblicato il primo romanzo “Luce” con la Gammarò Editori di Sestri Levante, nel 2008 il secondo “Vite di vetro” e nel 2009 “Quell’amore alla finestra – Storia di Tello e Dora”, con la stessa Casa. Con la Epika Edizioni "Lo sguardo di Hermes". Da dieci anni scrive il Blog R-ESISTENZA, molto seguito, prediligendo le tematiche politiche, da cui ha tratto una Raccolta scaricabile da Web. Da novembre disponibile l'ultima pubblicazione "Quattro alberi di magnolia" di Epika edizioni.

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