giovedì 16 maggio 2013

NAPOLI MILIONARIA


NAPOLI MILIONARIA - LA PROCURA DI NAPOLI “PUNTA” LA REGIONE: NEL MIRINO LE SPESE PER LA COMUNICAZIONE AI GRUPPI E IL CASO DELLA “DIGIT”, SOCIETA’ REGIONALE CHE INCASSA MILIONI DI SOLDI PUBBLICI - STIPENDI A SEI CIFRE AI DIRIGENTI, NELL’ORGANIGRAMMA UOMINI DEL NUOVO PSI (TUTTI I NOMI E LE CIFRE) - CONSULENZE A GO-GO E SPUNTANO I GREMBIULINI: INDAGATO UN CONSIGLIERE UDEUR “SPONSORIZZATO” DAL GRANDE ORIENTE…


ratto da un articolo di Furio Lo Forte per "la Voce delle Voci"
STEFANO CALDORO E LUIGI DE MAGISTRISSTEFANO CALDORO E LUIGI DE MAGISTRIS
Regione che vai, Batman che trovi. Sembra questo il beffardo leitmotiv che accompagna gli investigatori intenti a scandagliare nei conti miliardari dei parlamenti locali, portando alla luce ogni giorno sempre nuovi sperperi a danno dei cittadini.
E così salta fuori che nel 2011 alla Pisana, sede del consiglio regionale del Lazio, la spesa a carico dei contribuenti per mantenere la pletora dei consiglieri con i rispettivi stuoli di cortigiani è stata pari ad oltre 141 milioni di euro. O che in Campania per le sole voci "comunicazione e assistenza istituzionale" i gruppi regionali si sono attribuiti somme per oltre 4 milioni di euro l'anno.
CALDORO STEFANOCALDORO STEFANO
PAPERONI & MASSONI
Ogni Regione ha il suo Batman, dicevamo. Nel Lazio a finire in manette per peculato è stato Franco Fiorito (12.800 euro al mese netti). In Campania la medesima ipotesi accusatoria, in fase di indagini, pende sul capo del consigliere regionale Ugo De Flaviis, da un paio d'anni stabilmente nell'Udeur di Clemente Mastella dopo rocambolesche evoluzioni nelle più diverse formazioni politiche. Già, perché il ciclone giudiziario che oggi investe la Regione Campania era cominciato con una intercettazione telefonica da cui saltava fuori, fra l'altro, che una ex cognata di De Flaviis era stata assunta da una società in rapporti d'affari con l'Arpac, quella stessa agenzia regionale per l'ambiente da sempre feudo di Mastella.
CARFAGNA CON STEFANO CALDORO jpegCARFAGNA CON STEFANO CALDORO 
Su questo scenario si allunga anche l'ombra della massoneria. Come la Voce scriveva nel numero di maggio 2010, l'allora neoeletto in consiglio regionale De Flaviis era stato caldamente sponsorizzato dalla loggia partenopea del Grande Oriente d'Italia in persona del suo attuale gran maestro, il commercialista Giovanni Esposito. Ma De Flaviis non sarebbe stato l'unico big della Regione Campania ad essere nel pieno gradimento degli incappucciati, dal momento che il braccio destro di Sandra Lonardo Mastella durante tutta la sua presidenza del consiglio regionale era stato il segretario generale Girolamo Sibilio.
CLEMENTE MASTELLACLEMENTE MASTELLA
E anche Sibilio risulta iscritto, guarda caso, al Grande Oriente d'Italia. Così come difficilmente si può imputare al caso il fatto che l'avvocato difensore di De Flaviis, al suo fianco in questa come in altre vicende giudiziarie, sia il penalista partenopeo Clemente Biondi, pure lui tra i confratelli della Loggia massonica partenopea.
Massonerie a parte, il ciclone giudiziario che si sta abbattendo sulla Regione Campania in questi giorni potrebbe essere solo all'inizio. Perché le questioni su cui l'aggiunto Francesco Greco e il pm Giancarlo Novelli puntano la loro attenzione andrebbero ben oltre le ipotesi di peculato sulle erogazioni da 6 milioni di euro ai singoli gruppi politici o il loro disinvolto utilizzo. Ma potrebbero lambire la gestione del governatore Stefano Caldoro. Visto che anche qui i punti caldi, da passare sotto la lente, sono parecchi.
Massoneria Grande Oriente ItaliaMASSONERIA GRANDE ORIENTE ITALIA
DIGIT DEI MILIONI
Il riferimento principale è a quel Piano di comunicazione dei fondi europei 2007-2013 che oggi potrebbe essere scandagliato dalla Procura per valutarne la corretta attuazione. Varato nell'era Bassolino ma rimasto sostanzialmente in vigore, quel documento, che è obbligatorio per tutte le Regioni italiane, dettava le regole per accrescere il livello d'informazione sull'impiego dei fondi miliardari in arrivo dall'Europa in un contesto come la Campania, con quasi 6 milioni di abitanti ed una miriade di piccole e medie imprese. Nel Piano la somma destinata ai media locali era stimata in 4,2 milioni di euro. Chi li ha visti?, si domandano oggi i tycoon campani, ben decisi a vederci chiaro.
«L'impressione - spiega un altro avvocato del settore - è che qui in Campania il denaro per la comunicazione sia circolato per la maggior parte senza alcuna trasparenza, come dimostrano i tanti giovani addetti all'ufficio stampa di questo o quel consigliere o gruppo politico, tutti precari e quasi sempre pagati in nero». Ma potrebbe esserci anche di peggio: se nel Lazio della Polverini sono emersi i fondi neri elargiti a tv private dai gruppi politici per pubblicità occulte, spacciate ai telespettatori come "normali" programmi d'informazione, in Campania circolano già i nomi di giornalisti di importanti testate che potrebbero essere stati "a libro paga" di questo o quel gruppo politico, all'insaputa dei loro editori.
Francesco Greco procuratore a Milano esperto in reati funzionariFRANCESCO GRECO PROCURATORE A MILANO ESPERTO IN REATI FUNZIONARI

Il caso che potrebbe finire nelle indagini dei pm partenopei è quello di Digit Campania, la società consortile in house della Regione che vede ai posti di comando tutti fedelissimi del Nuovo Psi, il partito di Caldoro, e che, per di più, agisce da monopolista negli appalti in Campania, lasciando a bocca asciutta tutti quei media che proprio dalla comunicazione pubblica dovrebbero ricevere una boccata d'ossigeno in base alle norme regionali. E che invece, uno ad uno, stanno chiudendo i battenti dopo decenni di attività, lasciando per strada tante centinaia di lavoratori con le loro famiglie.
Nello statuto della Digit Campania si legge che questa società dovrebbe avere tra i suoi compiti primari «lo sviluppo e la diffusione della società dell'informazione e dei media». In realtà, dicono i numeri, sta sviluppando solo se stessa. Prima di tutto grazie alla realizzazione del nuovo portale per la Regione, peraltro non ancora entrato in funzione ma pagato col denaro dei cittadini la bella cifra di 2 milioni e 800mila euro.
«Manco il portale della Casa Bianca...», sbotta un addetto ai lavori. «Tutto legittimo? - tuona un altro editore - Basta dotarsi di una società in house, riempirla di fedelissimi nei posti di comando retribuiti a spese della Regione, ed affidarle tutte le commesse milionarie del settore innovazione e comunicazione, sottraendole così al libero mercato?».La sequenza degli incarichi milionari attribuiti da Caldoro a Digit Campania è impressionante. E va, per esempio, dall'intera gestione del World Urban Forum, tenutosi a Napoli ai primi di settembre, al successivo convegno di rilievo nazionale Per il Sud.
LUIGI DE MAGISTRIS AL CONGRESSO DI ASTRONAUTICALUIGI DE MAGISTRIS AL CONGRESSO DI ASTRONAUTICA
Senza contare che a fine novembre Napoli ospiterà un altro evento di portata internazionale, il World Forum for Child Welfare. Nessun problema:il previdente Caldoro già a novembre 2011 aveva varato la delibera che affida a Digit il compito di organizzare e comunicare l'evento. Alla stessa società è inoltre andata l'intera comunicazione sui fondi europei del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013. E gli altri operatori dell'informazione in Campania? Tutti ovviamente esclusi.
Peggio: «mentre Digit viene pagata cash dalla Regione - ringhia un imprenditore alle prese col calvario quotidiano da un ufficio all'altro dell'ente a caccia del mandato - i creditori qualunque come noi aspettano fino a due anni per veder onorate le loro fatture e anticipano di tasca loro...». Il riferimento è in primo luogo allo stanziamento di 1 milione e 90 mila euro in favore della Digit Campania proprio per la comunicazione del programma operativo regionale finanziato con le risorse del fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). E poi la delibera di metà anno con il primo milione e mezzo pagato a Digit per la realizzazione del nuovo portale.
DAL PSI A SANTA LUCIA
Una vagonata di denaro pubblico insomma, quella piovuta su Digit, «che da sola avrebbe potuto risollevare le sorti delle imprese operanti in Campania nel settore della comunicazione e delle tlc, se solo i lavori fossero stati assegnati secondo le regole del libero mercato, con rigore e trasparenza», dice un altro editore. Non meno "indecente", secondo i principali operatori, l'organigramma della società consortile di Palazzo Pico, costituito da esponenti del Nuovo Psi prelevati dalla sede romana del partito in piazza Di Pietra, piazzati a Napoli e stipendiati dai cittadini campani.
LUIGI DE MAGISTRIS NEL VIDEO CIAO ALLUIGI DE MAGISTRIS NEL VIDEO CIAO AL
Sugli eventuali profili di illegalità di tutta questa situazione sono già all'opera diversi avvocati, mentre si attende il lavoro della Procura per avere un quadro più chiaro. In particolare, il rovello di queste ore - nel Lazio come in Campania - sono quelle norme che stabiliscono come un governatore abbia facoltà di prescegliere al suo fianco nuovi professionisti rispetto a quelli del suo predecessore, ma in misura non superiore ad una percentuale intorno al 10%, che invece in entrambe le Regioni sarebbe stata allegramente ed ampiamente sforata.
E allora vediamo lo stuolo dei socialisti in Digit. Ad amministrare la società Caldoro ha chiamato Stefano Torda, già collaboratore dell'ex ministro Luigi Nicolais, Pd. Il nome di Torda fa capolino più volte nelle relazioni rese dal consulente d'ufficio Pietro Sagona all'allora pm di Catanzaro Luigi de Magistris che indagava su quel grumo d'interessi che in Calabria coinvolgeva grossi personaggi della politica, delle istituzioni e dell'imprenditoria. In particolare, in un atto giudiziario di de Magistris relativo alla cosiddetta "Loggia San Marino", viene ricordato quanto spiega il ctu Sagona a proposito della Free Foundation for Research on European Economy, «dove compare Stefano Torda, già coinvolto in indagini aventi ad oggetto proprio il settore dei finanziamenti pubblici, nonché persona legata all'attuale coordinatore regionale in Calabria di Forza Italia (il deputato Giancarlo Pittelli, ndr)».
DE MAGISTRIS ALLO STADIODE MAGISTRIS ALLO STADIO
L'assist per l'investitura di Torda alla guida di Digit Campania era stato di Danilo Del Gaizo, proveniente dallo staff romano di Caldoro sottosegretario ed oggi retribuito dall'Ente di Santa Lucia con 128mila euro l'anno. Dal Nuovo Psi sono arrivati altri amici e compagni piazzati nei ranghi della Regione. Come Pino De Martino, coordinatore della corazzata Digit ma tuttora direttore di Socialista Lab, il semisconosciuto quotidiano del partito di Caldoro che fra l'altro riceve dallo stato contributi annui per circa mezzo milione di euro.
E poi c'è Sandro Santangelo, amico personale del presidente nonché membro della direzione nazionale del partito, oggi retribuito con 128mila euro l'anno come capo della segreteria di Caldoro a Santa Lucia. Completano il quadro Alberto Di Ferrante, 137mila euro l'anno, vicecapo di gabinetto, e Antonino Di Trapani, 80mila e 500 euro l'anno per lavorare nella segreteria tecnica del presidente. Provengono tutti dal Nuovo Psi.
CONSULENTI, CONSIGLIORI & C.
Scorrendo gli elenchi chilometrici di consulenti, co co co e collaboratori della Regione Campania, si incontrano anche voci vaghe o indecifrabili. Numerosi incarichi vengono ad esempio indicati come "non quantificabili": sono quelli degli avvocati impegnati nei contenziosi tuttora aperti, in primis Vincenzo Cocozza, e poi Beniamino Caravita di Toritto, Luciano Improta, Gaetano Paolino e Pasquale Cirillo. Nulla sappiamo sui rispettivi onorari.
LUIGI DE MAGISTRIS CON IL CAPPELLINO DEI NETSLUIGI DE MAGISTRIS CON IL CAPPELLINO DEI NETS
Altre collaborazioni di diversa natura risultano invece indicate come "importo in attesa di definizione". Riguardano la valutazione dei progetti da ammettere a finanziamento nell'ambito della "promozione della ricerca scientifica in Campania". Questi incarichi, previsti in essere ancora per tutto il 2013, sono stati assegnati a "soggetti esterni". Si tratta di Alberto Zazzaro, Paolo Vigo, Nicola Ferrara, Maria Paola Angarano, Attilio Di Lauro, Gaetano Rossi, Luciano Mayol, Maria Cartenì, Gian Paolo Casaretti, Massimo De Santo, Rita Librandi, Marco Napolitano, Angelo Matteo Palumbo, Ettore Novellino, Donato Cataldo, Emanuele Salsano, Biagio Simonetti, Giulio Belli, Mario De Felice.
Di altri, invece, sappiamo che sono super pagati. Per esempio la co coco Ornella Carbone, cui la Regione destina oltre 400mila euro in 4 anni per consulenza nel settore dei trasporti. Arriva a circa 450mila euro, stesso periodo, anche Loredana Milone, mentre per Chiara De Luca, per Ilaria Salzano e per Alberto Cicale, sempre nel comparto mobilità, se ne vanno circa 200mila euro a testa. Siamo a circa 1 milione e mezzo per consulenze nei trasporti.
LUIGI DE MAGISTRISLUIGI DE MAGISTRIS
Ma a destare scalpore sono soprattutto i cachet pagati ai consulenti del settore ecologia: 90mila euro ciascuno ai primi 12 (fanno 1 milione e 80mila euro), cui vanno ad aggiungersi i 150 mila ciascuno di Teresa Alaia e Giuseppe Luongo. Totale consulenze del settore ecologia: 1 milione e 380mila euro. Una somma esorbitante, soprattutto per una Regione che detiene il tremendo record di morti per tumore da rifiuti...


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