venerdì 1 marzo 2013

Berlusconi indagato per corruzione, De Gregorio ammette, soldi dal Cav.


Avrebbe versato 3 milioni a Sergio De Gregorio, in relazione al passaggio del senatore al Pdl 

  Sergio De Gregorio e Silvio Berlusconi

 

 

Silvio Berlusconi

ROMA  -  Silvio Berlusconi è indagato dalla Procura di Napoli per corruzione e finanziamento illecito ai partiti. A quanto si è appreso, l'indagine riguarda l'erogazione di somme di denaro, quantificate in tre milioni di euro, al senatore Sergio De Gregorio in relazione al suo passaggio al Pdl.
Una cassetta di sicurezza nella disponibilità di Silvio Berlusconi è stata sequestrata dalla Guardia di Finanza su disposizione della Procura di Napoli. Contestualmente è stata depositata presso il Senato e la Camera la richiesta di autorizzazione a procedere alla perquisizione della cassetta. Oltre alla cassetta di sicurezza, la Procura di Napoli ha chiesto al Senato e alla Camera dei deputati l'acquisizione di tabulati telefonici di utenze in uso a Berlusconi e al senatore De Gregorio. A Berlusconi è stato notificato un invito a presentarsi per rendere interrogatorio per i reati di corruzione e finanziamento illecito dei partiti per i quali indagato insieme con il senatore De Gregorio e l'ex direttore dell'Avanti, Walter Lavitola.
"Non sono ancora esauriti i commenti sui giornali dei successi elettorali e già ricomincia l'aggressione della magistratura nei confronti di Silvio Berlusconi. Annunciamo fin da ora una grande manifestazione di piazza a difesa della sovranità del Pdl e della democrazia italiana". Lo afferma il segretario del Pdl Alfano.

L'inchiesta su Silvio Berlusconi, indagato per corruzione a Napoli, è condotta da un pool di magistrati di due sezioni della Procura del capoluogo campano, quella sui reati contro la pubblica amministrazione e la Direzione distrettuale antimafia.

Sulla vicenda indagano i pm Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock, titolari dell'inchiesta che nello scorso anno portò al coinvolgimento del senatore De Gregorio, nonché i pm della Dda Francesco Curcio, Alessandro Milita e Fabrizio Vanorio. In mattinata sono stati notificati avvisi agli indagati.

Nell'inchiesta della Procura di Napoli che ha indagato Berlusconi risulta indagato anche l'ex direttore dell'Avanti Valter Lavitola. Gli sviluppi dell'inchiesta - a quanto si è appreso - sarebbero legati anche alle dichiarazioni fatte dal senatore De Gregorio ai magistrati della Procura di Napoli.
E' quantificata in tre milioni di euro la somma che Berlusconi avrebbe versato al senatore Sergio De Gregorio perché passasse dall'Idv al Pdl: di tale somma un milione sarebbe stato versato all'Associazione "Italiani nel mondo" che fa capo a De Gregorio, mentre altri due milioni in nero sarebbero stati depositati su vari conti del senatore.
Si tratterebbe di circostanze, a quanto si è appreso, ammesse dallo stesso De Gregorio nel corso di recenti interrogatori. La perquisizione nella cassetta di sicurezza di Berlusconi presso un'agenzia del Monte dei Paschi di Siena, sarebbe stata disposta per individuare tracce di tali pagamenti. Tra le fonti di prova sono indicate anche le lettere scritte da parte di Lavitola all'ex premier, rinvenute lo scorso anno in un computer del suo amico Carmelo Pintabona nelle quali l'ex direttore de L'Avanti, fa riferimento, tra l'altro, alla compravendita di senatori sostenendo inoltre di avere consegnato a tale scopo somme a De Gregorio.
Berlusconi ha ricevuto dalla Procura di Napoli un invito a presentarsi per rendere interrogatorio il 5 marzo prossimo. L'avviso è stato notificato al leader del Pdl oggi dalla Guardia di Finanza.
DE GREGORIO, SOLDI DA CAV PER SABOTARE GOVERNO PRODI - Il sen. Sergio De Gregorio avrebbe ammesso di aver ricevuto ingenti somme di denaro da Silvio Berlusconi per sabotare il governo Prodi. E' quanto si evince - secondo indiscrezioni - dagli atti trasmessi oggi dalla Procura di Napoli a Camera e Senato nell'inchiesta in cui Berlusconi è indagato per corruzione e finanziamento illecito. De Gregorio - a quanto si è appreso - si è presentato a dicembre scorso ai magistrati della Procura di Napoli per rendere spontanei dichiarazioni. Gli interrogatori si sono incentrati sulla vicenda della presunta "compravendita" di senatori. De Gregorio, che fu eletto nelle liste dell'Idv prima di trasmigrare nel Pdl, avrebbe rivelato di aver ricevuto in varie 'tranche' e attraverso l'ex direttore dell'Avanti Valter Lavitola, due milioni di euro in nero depositati su propri conti bancari. Dopo un accordo con Berlusconi - ha spiegato De Gregorio ai pm - sarebbe diventato di fatto un esponente dell'opposizione determinando più volte la sconfitta in aula del Governo, che si reggeva su una esigua maggioranza.
"L'accordo si consumò nel 2006...il mio incontro a palazzo Grazioli con Berlusconi servì a sancire che la mia previsione di cassa...era di 3 milioni e che immediatamente partirono le erogazioni". E' quanto ha raccontato ai pm di Napoli il senatore De Gregorio. "Ho ricevuto 2 milioni in contanti da Lavitola a tranche da 200/300mila euro".
ALFANO, MANIFESTAZIONE IN DIFESA DEMOCRAZIA - "Non sono ancora esauriti i commenti sui giornali dei successi elettorali e già ricomincia l'aggressione della magistratura nei confronti di Silvio Berlusconi. Annunciamo fin da ora una grande manifestazione di piazza a difesa della sovranità del Pdl e della democrazia italiana". Lo afferma il segretario del Pdl Alfano. "Tutto ciò - prosegue il segretario del Pdl in una nota - mentre il Paese vive una delicatissima fase di transizione istituzionale nella quale il presidente Berlusconi sarà chiamato ad esercitare grandissima influenza come leader del Pdl. Questa circostanza rende chiara l'azione politica della magistratura e noi renderemo chiara ed evidente la difesa della sovranità popolare e ci batteremo con tutte le nostre forze perche questa sovranità venga rispettata".
GASPARRI, IN PIAZZA PER DIFENDERE DEMOCRAZIA - "In piazza in difesa della giustizia e dei principi democratici alla base di una società civile. Saremo in tanti al fianco di Silvio Berlusconi per dire basta a un uso politico della giustizia, ad inchieste ad orologeria ed al protagonismo di alcune Procure". Lo dice il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. "Sia che si tratti di fatti penalmente irrilevanti o addirittura di accuse del tutto grottesche come quelle di voto di scambio per aver comunicato un punto del programma elettorale, le notizie su Silvio Berlusconi rimbalzano - sottolinea Gasparri - sulla stampa con una eco clamorosa. Ed il tutto mentre il Paese sta vivendo una delicata fase istituzionale". "Il sospetto che qualcuno voglia intorbidire le acque e destabilizzare ulteriormente il quadro politico è forte. Non possiamo permettere che ciò accada. La sovranità popolare e la democrazia vanno rispettate sopra ogni cosa. Scendere in piazza per ribadire il nostro sdegno è una necessità" conclude Gasparri.
ANM, NON C'E' USO POLITICO GIUSTIZIA - "Respingiamo con fermezza le accuse, periodicamente reiterate, di uso politico della giustizia". Così il presidente dell'Anm Rodolfo Sabelli replica alla polemica del Pdl sulla nuova indagine della procura di Napoli a carico di Silvio Berlusconi. "Ad ascoltare certe dichiarazioni- afferma Sabelli- non si comprende quali siano i giorni giusti per poter fare indagini e processi: prima delle elezioni no, dopo le elezioni no, ci dicano loro quando". "Fra le regole della democrazia c'è il rispetto dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura, alla quale la Costituzione affida il controllo di legalità".

(ANSA)

 

Berlusconi meno ricco ma sempre 'paperone'


Tra leader Monti al 2/o posto davanti a Veltroni. Schifani batte Fini

  Silvio Berlusconi

ROMA  - Silvio Berlusconi rimane il 'Paperone' del Parlamento italiano: per il 2011 ha infatti dichiarato un reddito di 35.439.981 euro. Il reddito del Cavaliere, comunque, é in calo rispetto all'anno precedente: nel 2010, infatti, Berlusconi aveva dichiarato circa 48 milioni.

E' il presidente del Consiglio Mario Monti il secondo leader più ricco, ma ha dichiarato quasi un trentesimo del reddito di Berlusconi: 1.092.068 euro contro oltre 35 milioni.

Il presidente del Senato, Renato Schifani, nel 2011 ha avuto un reddito imponibile superiore a quello del presidente della Camera Gianfranco Fini. Da quanto emerge dalle dichiarazioni dei redditi rese pubbliche risulta infatti che Schifani ha avuto un reddito imponibile di 222.547 euro a fronte dei 157.549 di Fini.

Il senatore più ricco del Senato, almeno a giudicare dal suo reddito imponibile di 1.145.068, sembra essere Alfredo Messina (Pdl) di Colleferro. Al secondo posto il senatore a vita Mario Monti con 1.092.068. Terzo, Salvatore Sciascia (Pdl) con 1.014.294. E' questo il 'podio' degli inquilini più abbienti di Palazzo che si delinea leggendo la dichiarazione dei redditi dei parlamentari. Tra i meglio 'piazzati' del Pd, invece c'é Gianrico Carofiglio con 829.010. Giacinto Boldrini (pensionati) il più povero con 35.821 euro.

E' il ministro della Giustizia Paola Severino a guidare la classifica dei più ricchi del governo Monti con dieci milioni 205.197 euro di reddito dichiarati nel 2011. Ben posizionato anche il ministro per gli affari regionali Piero Gnudi, con un milione e 850mila 532 euro. Buoni guadagni anche per Elsa Fornero, ministro del lavoro, con entrate pari a 509mila e 709 euro. Tra i più 'poveri', il ministro per gli affari europei Enzo Moavero con 53mila e 4 euro.

E' Giuseppe Vatinno il deputato più povero. Nel 2011 il parlamentare dell'Idv da poco entrato a Montecitorio ha dichiarato 16.732 euro. A poca distanza da lui c'é Marco Milanese del Pdl: malgrado sia deputato da una legislatura ha dichiarato solo 25.601 euro.

Ecco la classifica dei leader e dei presidenti delle Camere.

BERLUSCONI 35.439.981.
MONTI 1.092.068.
VELTRONI 235.063.
SCHIFANI 222.547.
ALFANO 189.428.
DI PIETRO 174.864.
LA RUSSA 166.133.
D'ALEMA 164.870.
MARONI 162.164.
BOSSI 161.542.
MELONI 160.940.
FINI 157.549.
CESA 148.310.
E. LETTA 141.697.
BERSANI 137.973.
BOCCHINO 125.592.
CASINI 116.074.

(ANSA)

Ilva: incidente a cokerie, un morto e un ferito


La vittima aveva 42 anni, grave l'altro lavoratore

  Il casco di un operaio ILVA

  Veduta esterna dello stabilimento siderurgico Ilva di Taranto

TARANTO  - Un operaio è morto e un altro è rimasto ferito in un incidente all'Ilva di Taranto. L'incidente è avvenuto alla batteria 9 delle cokerie.

Il pm di Taranto Antonella De Luca ha fatto notificare otto avvisi di garanzia, con l'ipotesi di reato di omicidio colposo, in relazione all'incidente in cui oggi è morto l'operaio Ciro Moccia. I destinatari sono dipendenti dell'Ilva e dell'azienda d'appalto Mr. Tra gli indagati c'é anche l'attuale direttore dello stabilimento Ilva, Antonio Lupoli. Nelle comunicazioni giudiziarie si fissano per domani le operazioni peritali e gli inquisiti potranno nominare loro consulenti.

La vittima dell'incidente, Ciro Moccia, di 42 anni, era un operaio della manutenzione. L'altro operaio coinvolto è Antonio Liddi, un lavoratore di 46 anni della ditta esterna MR. I dati sono diffusi dall'Ilva in una nota nella quale si spiega che Liddi è ricoverato nell'ospedale SS. Annunziata di Taranto "in condizioni che sono in corso di valutazione". L'incidente - spiega Ilva - è avvenuto alle 04.40 nell'area cokerie "durante una operazione di intervento di manutenzione alla batteria 9, una delle batterie ferme perché in rifacimento". "La dinamica - si aggiunge nella nota aziendale - è in corso di accertamento, l'autorità giudiziaria è sul posto".

Quello della notte scorsa è il terzo incidente mortale sul lavoro in quattro mesi in cui sono coinvolti dipendenti dell'Ilva di Taranto. Il 30 ottobre scorso perse la vita il 29enne Claudio Marsella, operaio del reparto Mof (Movimento ferroviario), schiacciato da un vagone durante l'operazione di aggancio di un carro ferroviario. Il 30 novembre morì Francesco Zaccaria, anch'egli 29enne, rimasto intrappolato nella cabina guida di una gru caduta in mare al passaggio di una tromba d'aria. Zaccaria era al lavoro nell'area portuale gestita dall'Ilva. Oggi è morto Claudio Moccia, di 42 anni, operaio della manutenzione, impegnato al lavoro sul piano di carico della batteria n.9 delle cokerie.
"Dopo alcuni anni in cui non si verificavano incidenti mortali, tre morti nel giro di pochi mesi sono fatti gravi e inaccettabili". Lo dice Marco Bentivogli, segretario nazionale Fim Cisl, a proposito dell'ultimo incidente sul lavoro all'Ilva di Taranto. "La Fim Cisl - aggiunge - chiede che si accertino subito le responsabilità di quanto accaduto e proporrà a Fiom e Uilm un'iniziativa di 24 ore di sciopero, il lavoro deve essere salubre e sicuro".

Uno "sciopero immediato di 24 ore": lo proclama lo Slai Cobas di Taranto e lo chiede alle altre organizzazioni sindacali per la morte di Ciro Moccia e il ferimento di Antonio Liddi, mentre erano impegnati in un lavoro di manutenzione nella batteria 9 delle cokerie dell'Ilva. "In questa fabbrica - affermano i Cobas di Taranto - la morte non si ferma mai, 3 operai morti nel breve arco di pochi mesi. Lo Slai Cobas per il sindacato di classe Ilva Taranto si unisce al dolore della famiglia e dei compagni di lavoro".

 "Il Presidente e il Direttore di Stabilimento esprimono la loro vicinanza ai parenti e in segno di cordoglio sono state sospese tutte le attività di Stabilimento". E' detto in una nota dell'Ilva in cui "con profondo dolore" si dà notizia dell'incidente sul lavoro avvenuto stamani.
 "Il ripetersi di eventi luttuosi ci costringe a riflettere sulla urgenza di iniziative di contrasto a comportamenti non sempre in linea con quanto la legge e il rispetto per la vita umana nei luoghi di lavoro richiedono". Così il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, dopo l'incidente mortale all'Ilva, esprimendo "commozione profonda". "L'ennesimo incidente sul lavoro mi colpisce e mi turba come cittadina ancor prima che come ministro e partecipo con commozione profonda al dolore dei familiari della vittima", afferma Fornero in una nota. "Superare le contrapposizioni alla ricerca di soluzioni condivise dovrebbe essere la priorità per ognuno di noi", aggiunge.

(ANSA)

 

Morto fotografo dei vip: è omicidio


Ieri si era pensato fosse morto in seguito ad un malore

Una foto senza data di Daniele Lo Presti

  Il luogo a Ponte Testaccio dove Daniele Lo Presti, noto fotografo, e' stato trovato cadavere lungo la pista ciclabile

 

 

 

 

 

ROMA  - Il fotografo dei vip Daniele Lo Presti, trovato morto a Roma, è stato ucciso da un colpo di pistola alla testa. Inizialmente si era pensato ad una caduta accidentale forse dovuta ad un malore, poi è stato verificato che l'uomo è stato ferito mortalmente da un proiettile.
"E' chiaro che Daniele era una persona che infastidiva per il lavoro che faceva, fatto di tanti scoop e foto clamorose. L'ultimo erano le foto della cantante Rihanna a Capri. Ma lui era stato parecchio anche all'estero, dove aveva per esempio scattato delle foto a Brad Pitt con una presunta amante". A parlare è un amico di Daniele Lo Presti, il paparazzo ucciso ieri pomeriggio a Roma. "Daniele era amico di tutti - prosegue - anche di alcuni vip come Fiorello, con cui aveva un bel rapporto. A Roma viveva da solo e tra i fotografi veniva chiamato 'Johnny'. Lavorava per l'agenzia fotografica La Presse".

(ANSA)

 

Silicon Valley in campo per i giovani


Testimonial insieme ad artisti e sportivi nella campagna Code.org

  Il fondatore e presidente di Microsoft Bill Gates e il numero uno di Facebook Mark Zuckerberg

di Titti Santamato
Campagne per favorire la regolarizzazione dei migranti, maxi-premi in stile Nobel da destinare agli scienziati. E ora anche un appello per divulgare l'insegnamento nelle scuole della programmazione dei computer ''il lavoro del futuro, paragonabile ad essere una rockstar''. E' questa la nuova sfida dei miliardari della Silicon Valley come Bill Gates, Mark Zuckerberg ma anche Jack Dorsey co-fondatore di Twitter, reclutati dalla fondazione non profit Code.org. All'iniziativa di sensibilizzazione dell'insegnamento del 'coding' hanno partecipato anche Will.i.am, il cantante dei Black Eyed Peas e sportivi Nba come Chris Bosh, dei Miami Heat.
L'associazione Code.org e' stata fondata da Hadi e Ali Partovi e ruota intorno al concetto che ogni studente dovrebbe godere dell'opportunita' di imparare linguaggi di programmazione anche sulla base delle opportunita' di lavoro. Una delle stime pubblicate dal sito spiega, infatti, che entro il 2020 ci saranno piu' posti di lavoro nel settore informatico (1 milione) che persone in grado di farlo. Oltre ad avere reclutato dei testimonial d'eccezione, la fondazione offre anche corsi online per gli studenti di tutte le eta', tutorial per l'apprendimento in classe e invita gli insegnanti a chiedere che sia piu' diffuso l'insegnamento del 'coding' nelle scuole della regione in cui vivono. La campagna e' sostenuta da un video 'What Most Schools Don't Teach' diretto da Lesley Chilcott, regista di documentari come 'An Inconvenient Truth' e 'Waiting for Superman', in cui ci sono tutti i testimonial reclutati. ''Il nostro scopo e' quello di coinvolgere il piu' possibile ingegneri di talento. L'unico limite nel sistema, al momento, e' non avere abbastanza persone preparate nel settore'', spiega Mark Zuckerberg, numero 1 di Facebook.
''All'inizio e' una materia che puo' intimidire, poi invece ti prende molto'', aggiunge Drew Houston creatore di Dropbox. Il video mostra anche come si svolge il lavoro dei programmatori di computer, dell'importanza di creare in gruppo e dei benefit di cui godono. ''I programmatori sono le nuove rockstar'', dice Will.i.am. 'What Most Schools Don't Teach' racconta anche la storia di Hadi e Ali Partovi, gli ideatori della fondazione Code.org, immigrati dall'Iran nel 1984, che hanno trovato successo e stabilita' lavorativa negli Stati Uniti grazie al loro talento nella programmazione informatica. E si apre con una frase di Steve Jobs: ''Tutti dovrebbero imparare a programmare computer perche' aiuta a pensare''.

(ANSA)

 

Sentenza choc alle Maldive condannata a 100 frustate 15enne


La ragazza per anni è stata violentata dal patrigno

  Una panoramica aerea delle Maldive

MALE' - Sentenza shock alla Maldive, dove una ragazza di soli 15 anni, violentata per anni dal patrigno, é stata condannata a 100 frustate e a otto mesi di arresti domiciliari con l'accusa di avere avuto una relazione sessuale con un altro uomo. La sentenza ha suscitato proteste da parte di organismi internazionali di difesa dei diritti umani e delle donne, prima fra tutte la Missione delle Nazioni Unite nelle Maldive che ha ricordato: "siamo di fronte non ad una colpevole, ma ad una vittima di molteplici abusi". Sgomento anche da parte del presidente Waheed, che in un tweet, ha detto di "essere rattristato per la fustigazione inflitta ad una minorenne" e ha impartito alla Procura della Repubblica di presentare appello per la sentenza.

(ANSA)

Svizzera, sparatoria in una fabbrica. 3 morti


La tragedia vicino alla città di Lucerna. La polizia è sul posto

  Il luogo della sparatoria

La città di Lucerna in Svizzera

ZURIGO - Diverse persone sono rimaste uccise e altre gravemente ferite in una sparatoria in un'azienda per la lavorazione del legno a Menznau, vicino la città di Lucerna. La polizia è sul posto.
La sparatoria avvenuta questa mattina presso una fabbrica di Menznau, nei pressi di Lucerna, ha causato tre vittime tra cui il presunto autore. Lo ha indicato il Ministero pubblicato citato dall'agenzia stampa svizzera Ats. Vi sono inoltre sette feriti gravi. In un primo tempo si era parlato di cinque morti
Avrebbe aperto il fuoco nella mensa della fabbrica l'uomo che, secondo le prime informazioni, si è reso protagonista di una sparatoria nella fabbrica di Menznau. Lo riferiscono i media locali. L'area è stata recintata. Almeno 4 feriti in gravi condizioni sono stati portati in ospedale con l'ausilio di tre elicotteri.

(ANSA)