mercoledì 5 agosto 2026

Maria Corazza

 


Si chiamava Maria Corazza. Quarantasei anni, viveva a Pomezia, lavorava come addetta alle pulizie, era madre. 


Chi la conosceva dice che rideva spesso, che aveva un passo svelto, le mani sempre occupate in qualcosa: una pentola da sciacquare, un panno da strizzare, una borsa da raddrizzare sulla spalla. Aveva il vizio di aggiustare il mondo con gesti piccoli, che nessuno notava.


Quel giorno, Maria aveva appuntamento con Domenico Raco, un 39enne di origine calabrese, che considerava di famiglia. Uno di cui non si ha motivo di diffidare, uno che è sempre stato lì, in fondo, presente come un vecchio mobile in casa. Di quelli che non noti fino a quando non li trovi rotti.


Era il giugno del 2019, una giornata calda a Torvaianica, una località sul litorale laziale. Lui l'ha attesa, si sono parlati. Forse lei ha detto no. Forse ha provato a spiegare, a farsi capire. Lui ha tirato fuori un coltello e l’ha colpita dritto al cuore. Poi ha sistemato tutto. Ha comprato una tanica di benzina, ha scelto un posto isolato, ha versato il liquido sui sedili della Ford Fiesta. Infine, ha acceso il fuoco.


Giorni dopo, sui giornali, il suo nome era accanto a quello di lui. "Omicidio-suicidio", scrivevano. Come se fossero un’unica cosa. Come se ci fosse una storia d’amore dietro, come se fosse stata una passione. Invece era solo una morte. La sua. Perché lei non voleva, e lui non poteva sopportarlo.


Dicono che Maria fosse gentile. Che non si lamentava mai, che parlava con tutti, che amava il mare. Chissà se ha avuto il tempo di pensare ai suoi figli prima che la lama entrasse nel petto. O se il dolore è stato troppo veloce. Non ha sentito l’odore della benzina, né il calore delle fiamme. L'autopsia ha confermato che era già morta.


Le hanno dato una coltellata al cuore e poi le hanno dato fuoco. Ma non c’era nessuna passione, nessun amore tragico, nessun destino crudele. C’era solo il solito, banale, insopportabile diritto che qualcuno crede di avere sul corpo e sulla vita di una donna.


Maria voleva vivere. Non le è stato permesso.

Angela Marino 

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