Accadde oggi: il 5 agosto 1930 ricorre l’anniversario della nascita
del primo uomo che mise piede sulla Luna, Neil Armstrong.
Nato in Ohio e appassionato di volo fin da giovanissimo, Neil Armstrong ottenne il brevetto da pilota ancora prima di prendere la patente di guida. Dopo gli studi in ingegneria aeronautica, prestò servizio come coraggioso aviatore della Marina militare durante la guerra di Corea, affrontando decine di missioni di combattimento. Successivamente entrò a far parte del NACA (l'ente che sarebbe diventato la NASA), affermandosi come uno dei più brillanti piloti collaudatori al mondo: a bordo del razzo-aereo sperimentale X-15 volò a velocità ipersoniche toccando i confini dello spazio.
Sebbene la storia lo ricordi universalmente per aver comandato la missione Apollo 11 e per essersi trasformato nel primo essere umano a posare il piede sulla superficie della Luna nel luglio del 1969, la sua vita fu definita molto di più dal suo carattere che dal clamore dell'impresa.
Uomo schivo, riservato e di una modestia quasi leggendaria, Armstrong mal sopportava la fama mondiale e le luci della ribalta. Dopo l'allunaggio e il congedo definitivo dalla NASA, scelse consapevolmente di ritirarsi a vita privata lontano dal circo mediatico. Si trasferì in una fattoria in Ohio e si dedicò con passione all'insegnamento universitario come professore di ingegneria aerospaziale, rifiutando la maggior parte delle interviste, delle apparizioni televisive e delle offerte commerciali. Ha sempre considerato la conquista lunare come il risultato del lavoro di squadra di centinaia di migliaia di tecnici e scienziati, definendo se stesso semplicemente come un ingegnere che aveva svolto il proprio compito al meglio.
È scomparso nel 2012 all'età di 82 anni, lasciando il ricordo indelebile di un vero eroe dell'era spaziale che non si è mai fatto scalfire dal mito di se stesso.

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