"Dovremmo proteggere e non criminalizzare il nostro modello: quello del patriarcato mediterraneo, volto alla sottolineatura delle specificità e alla formazione di maschi forti, capaci di dominare le emozioni e le passioni, proteggendo le donne e offrendo se stessi per la costruzione e la difesa della società".
Il passaggio si trova nel programma di Futuro Nazionale, il partito guidato dall'ex generale Roberto Vannacci. Il documento si intitola "Base ideologica e programmatica per l'Italia del futuro 2027-2037" ed è stato presentato l'11 agosto 2026: è la prima di tre parti.
Secondo il testo, il modello educativo della sinistra fondato sull'ideologia della costante lotta al patriarcato è "evidentemente fallimentare". Il programma sostiene che proprio dove sparisce ogni traccia di "società patriarcale" si diffonda un preoccupante aumento della violenza sulle donne.
Nello stesso capitolo il partito chiede di eliminare il femminicidio come reato autonomo. Chiede "stop alla riformulazione gramsciana del diritto e alla retorica delle categorie" e scrive che chi uccide una donna va punito "con pene fino all'ergastolo, come abbiamo sempre fatto, ovvero per omicidio", senza distinguere tra "viricidio e femminicidio".
Le reazioni sono arrivate lo stesso giorno. Il senatore del Partito democratico Filippo Sensi ha definito il passaggio sul patriarcato "una battuta macabra". Valeria Valente, sempre del Pd, ha parlato di "follia suprematista maschile" e di "una teoria delirante, incostituzionale, di stampo fascista".
Oggi, 14 agosto, Vannacci ha pubblicato sui social un sondaggio Winpoll che dà Futuro Nazionale al 7,8%, secondo partito del centrodestra dietro Fratelli d'Italia (25,3%) e davanti a Forza Italia (7,1%) e Lega (5,7%). Il suo commento: "Io non credo ai sondaggi, ma se questo è il risultato della pubblicazione della prima parte del nostro programma allora direi che il patriarcato mediterraneo porta bene".
Fonte: ANSA

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