di Antonio Tricomi
Aveva 67 anni, i funerali si svolgeranno domani, sabato, alle 15.45 nella chiesa di San Ferdinando. Il suo ultimo articolo oggi sul Venerdì di Repubblica
Ci lascia nello stesso giorno in cui viene pubblicato il suo ultimo articolo, letto un’ora prima di chiudere gli occhi stamattina nell’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno. A pensarci bene Alfredo d’Agnese, 67 anni, giornalista e critico musicale, non poteva salutarci in un altro modo. Per lui vita e mestiere correvano in parallelo, al punto di identificarsi l’una nell’altro. I funerali si svolgeranno domani, sabato, alle 15.45, nella chiesa di San Ferdinando in piazza Trieste e Trento a Napoli.
L’intervista al grande artista britannico Elvis Costello si può leggere sul Venerdì di Repubblica, testata di cui Alfredo era collaboratore storico: ha scritto per il gruppo anche su D, Robinson, L'Espresso. Alfredo trasformava la musica e le canzoni in racconto. Il paziente e intenso lavoro come caposervizio al Giornale di Napoli negli anni Ottanta, poi la collaborazione con Gedi e l’attività di docente, l’interesse per gli artisti emergenti e le nuove tendenze e l’attenzione alle nuove tecnologie. Ha collaborato con il periodico Epoca e con Radio Rai oltre che con alcune delle maggiori case discografiche italiane e con l'Enciclopedia musicale Treccani.
Una passione nata con un disco di Elton John, “Don’t Shoot Me I’m Only the Piano Player”. Fu il primo della sua collezione, acquistato all’età di 14 anni. Da allora è iniziato un lungo viaggio che si è concluso soltanto con la sua vita. Tutto sorretto da una ineguagliabile competenza, sostenuta da centinaia di dischi ascoltati e di concerti visti. Si può star certi che ogni volta che intervistava un artista, Alfredo di quell’artista sapeva tutto.
Malato da tempo, non ha mai smesso di lavorare. Le sue conoscenze erano estese e profonde, i suoi rapporti con musicisti italiani e internazionali, molti dei quali autentiche star, sedimentate in decenni di mestiere. Era tra i pochi rimasti a tenere insieme senso della notizia e senso critico, preparazione e capacità didattica: tra i suoi meriti, la creazione del master di giornalismo presso l’università Suor Orsola Benincasa e la direzione di Run Radio. Gli allievi “sono oggi orfani di un maestro – si legge in una nota dell’ateneo - Noi che abbiamo avuto la fortuna di averlo come amico e collega sappiamo bene quanto grande sia la perdita. E lo stesso possono dire i tanti giovani professionisti che si sono formati sotto la sua guida, nei nove bienni durante i quali ha svolto il ruolo di tutor con dedizione e passione”.
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