martedì 23 giugno 2026

GLI OSTACOLI PER LA PACE IN MEDIORIENTE SONO SEMPRE GLI STESSI: NETANYAHU E L'ULTRA DESTRA ISRAELIANA

 

GLI OSTACOLI PER LA PACE IN MEDIORIENTE SONO SEMPRE GLI STESSI: NETANYAHU E L'ULTRA DESTRA ISRAELIANA - "BIBI" SE NE FREGA DELL'ACCORDO DI PACE TRA USA E IRAN, CHE PREVEDE UN CESSATO IL FUOCO ANCHE IL LIBANO: "LE NOSTRE FORZE CI RIMARRANNO FINCHÉ SARÀ NECESSARIO E GODONO DI PIENA LIBERTÀ D'AZIONE" - SECONDO "CHANNEL 12", NETANYAHU SAREBBE "IN PREDA AL PANICO" PER IL NUOVO MECCANISMO DI DE-ESCALATION - QUELL'INCENDIARIO DI BEN-GVIR, MINISTRO DELL'ULTRA-DESTRA: "TUTTO IL LIBANO DOVREBBE ESSERE IL NOSTRO CAMPO DA GIOCO. NETANYAHU DEVE DIRE A TRUMP CHE NON POSSIAMO RISPETTARE QUESTO ACCORDO" (IN PASSATO DISSE: "TUTTO IL LIBANO DEVE BRUCIARE")

donald trump benjamin netanyahu 

Estratto dell'articolo di Daniele Castellani Perelli per "la Repubblica"

 

BENJAMIN NETANYAHU DONALD TRUMP

Per Israele non cambia nulla. «La direttiva è chiara e non è cambiata. Le nostre forze rimarranno nel Libano meridionale finché sarà necessario e godono di piena libertà d'azione per contrastare qualsiasi minaccia diretta o potenziale contro di loro o contro gli abitanti del nord del nostro Paese», ha detto ieri in un videomessaggio condiviso sul social X il premier Benjamin Netanyahu.

 

Al momento, dunque, le richieste arrivate dal vertice svizzero tra Stati Uniti e Iran – che erano d'altronde già parte del memorandum siglato alcuni giorni prima – vengono rispedite al mittente. L'esercito (Idf) non si ritira dalla striscia di terra ampia 10 chilometri che ha invaso in questi mesi per dare la caccia ai militanti e ai tunnel di Hezbollah, la milizia filo-iraniana che con i suoi droni minaccia il nord di Israele.

benjamin netanyahu donald trump mar a lago 3

 

Da sabato notte, tuttavia, non si registrano più spari nell'area, per la prima volta dal 2 marzo ed è una buona notizia perché il rispetto del cessate il fuoco è l'altra richiesta che viene dalla Svizzera. Che la tregua sia fragile lo dimostrano però le parole del ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, uno dei falchi del governo.

 

«Tutto il Libano dovrebbe essere il nostro campo da gioco, il nostro obiettivo. Netanyahu deve andare dal presidente Trump, abbracciarlo ma dirgli che non possiamo rispettare questo accordo. Il capo della Casa Bianca non tollererebbe la presenza di nazisti al suo confine. Lo apprezziamo, ma prima di tutto vengono i nostri soldati e i nostri cittadini», ha detto Ben Gvir, secondo il quale Israele «è al punto più vicino a una vittoria decisiva».

 

bombardamenti israeliani in libano 1

Il "tradimento" dell'alleato e amico Trump e la difficile situazione in cui si ritrovano oggi le truppe in Libano – in territorio nemico ma con le mani legate dall'accordo tra Usa e Iran, e quindi a rischio di imboscate di Hezbollah – sono fonte di imbarazzo per il premier. E le opposizioni hanno gioco facile nell'attaccarlo. [...]

 

La situazione per il premier è tale che il quotidiano conservatore americano Wall Street Journal può scrivere in un editoriale che Trump e gli ayatollah, pur divisi da tante cose, su un punto sono d'accordo: nello scaricare le colpe su Israele.

 

benjamin netanyahu donald trump mar a lago

Secondo Channel 12, Netanyahu sarebbe «in preda al panico» per il nuovo meccanismo di de-escalation in Libano e ha avviato iniziative diplomatiche per tutelare gli interessi di Israele. E il giornale progressista Haaretz ieri tesseva le lodi del generale Gadi Eisenkot, ex capo dell'Idf, un conservatore che nei sondaggi avrebbe già raggiunto il partito del primo ministro, di cui è «l'opposto»: «Netanyahu è un artista del caos. Eisenkot ama il lavoro di squadra e i piani ordinati».

 

L'unica apertura di Israele sui cui si lavora è il possibile ritiro da alcune posizioni nel sud del Libano oltre la Linea gialla di occupazione. L'esercito libanese sta avanzando ad esempio nel villaggio di Kfar Tebnit, nel distretto di Tiro, e questa potrebbe essere una delle aree "pilota" in cui può prendere il posto dell'Idf, ovviamente a condizione che non permetta a Hezbollah di operare da lì. [...]


https://www.dagospia.com/politica/gli-ostacoli-per-pace-in-medioriente-sempre-gli-stessi-netanyahu-l-ultra-478284

 

Nessun commento:

Posta un commento