mercoledì 24 giugno 2026

NON DITE A VANNACCI CHE I PRIMI DUE SINDACI D’ITALIA A LEGARSI IN UN’UNIONE GAY SONO DI DESTRA

 

NON DITE A VANNACCI CHE I PRIMI DUE SINDACI D’ITALIA A LEGARSI IN UN’UNIONE GAY SONO DI DESTRA – IMPEPATA DI NOZZE PER LORIS BAZZO, PRIMO CITTADINO LEGHISTA DI CARLINO, VICINO UDINE, E ALESSANDRO BASSO, SINDACO DI FRATELLI D’ITALIA DI PORDENONE – I DUE SI SPOSERANNO SABATO, A FESTEGGIARLI 548 INVITATI (TRA CUI IL MINISTRO CIRIANI E IL GOVERNATORE FEDRIGA): “NOI SIAMO LA DIMOSTRAZIONE CHE CERTE ETICHETTE, ANCHE A DESTRA, SONO SUPERATE. LA LEGA CONTRARIA? NON POSSO NEGARLO. MA SALVINI O MELONI OGGI NON VOLGONO LO SGUARDO ALTROVE DAVANTI ALLE NOZZE GAY" – IL NO ALLE ADOZIONI GAY E ALLA MATERNITÀ SURROGATA: “UN FIGLIO VA CRESCIUTO DA UNA MADRE E DA UN PADRE. NOI SIAMO PER LA FAMIGLIA TRADIZIONALE”

 

Viola Giannoli per repubblica.it - Estratti

Persino lui, che è «il meno romantico tra i due», è piuttosto emozionato. D’altronde il matrimonio-non matrimonio di Loris Bazzo, 50 anni, ex infermiere, con il suo compagno Alessandro Basso, 47 anni, ex insegnante, ha qualcosa di storico. Sono i primi due sindaci d’Italia — Bazzo di Carlino, Basso di Pordenone — a legarsi in un’unione gay. Di più, sono cattolici, praticanti e di destra: Lega il primo, Fratelli d’Italia il secondo.

ALESSANDRO BASSO LORIS BAZZO

 

 

Sabato è vicino, sarà il giorno del vostro “sì”.

«Lo desideravamo da tanto tempo ma purtroppo ora è l’ultimo dei pensieri: con due fasce tricolori in casa gli impegni raddoppiano».

 

 

Sarà una data a suo modo storica.

«Ma noi la viviamo con semplicità; lo facciamo da persone prima che da sindaci».

 

Sindaci di destra, per giunta.

«In dieci anni, dalla legge Cirinnà sulle unioni civili, è cambiato il mondo. La cultura, la quotidianità hanno fatto passi da gigante rispetto alla politica. Noi siamo la dimostrazione che certe etichette, anche a destra, sono superate».

ALESSANDRO BASSO

 

Il suo partito, la Lega, era contraria però alle unioni civili.

«Non posso negarlo. Ma non credo che oggi Matteo Salvini o Giorgia Meloni volgano lo sguardo altrove davanti alle nozze gay».

 

Con Basso quando vi siete conosciuti?

«Nel 2021, io ero sindaco, lui consigliere regionale, eravamo a un incontro politico. Non molto romantico... Il romanticismo ci sfiorerà sabato, alle nostre nozze».

 

 

 

(...)

Nel suo partito ha mai incontrato resistenze?

«Assolutamente no. E nella mia comunità ho sentito, a sorpresa, l’affetto della gente. Quando mi sono ricandidato era palese che stessi con Alessandro: i cittadini si congratulavano per la mia scelta di essere trasparente, di vivere alla luce del sole, senza nasconderci».

 

Discriminazioni ne ha subite?

«Odio online moltissimo: il commento più gentile è stato “suicidatevi”. Pensavo di essere più vulnerabile, ma a 45 anni ho le spalle larghe. Ai più giovani e fragili, invece, questi commenti, oltre ai gesti, possono fare male».

 

ALESSANDRO BASSO LORIS BAZZO

Come sarà la vostra unione?

«Sobria, ma abbiamo perso il conto dei numeri».

 

È vero che ci saranno 500 invitati e avete dovuto cambiare location?

«Per la precisione 548! Non avevamo fatto una lista all’inizio e hanno iniziato a scriverci in tanti per partecipare. Il prefetto ha deciso di spostare la celebrazione a Pordenone dal chiostro di San Francesco a Villa Cattaneo. Ci saranno familiari, amici, politici».

 

Qualche nome?

«Il ministro Ciriani, il governatore Fedriga. Siamo amici di Cruciani e di Cerno. Se viene Mara Venier, la accogliamo a braccia aperte».

 

 

La canzone degli sposi?

«Ornella Vanoni, Un sorriso dentro al pianto, è la nostra canzone».

LORIS BAZZO

 

Lei ha due figli, come l’hanno presa?

«Hanno più di vent’anni e questo ha aiutato sia quando gli ho presentato Alessandro sia quando ho messo in discussione la mia vita sei anni fa».

 

Alle adozioni gay è favorevole?

«No e neanche alla maternità surrogata. Un figlio va cresciuto da una madre e da un padre. Noi siamo per la famiglia tradizionale».

 

La vostra non è molto tradizionale.

«È vero, ma ai figli dico no. La nostra famiglia siamo io, Alessandro, due bulldog francesi e due gatti, forse verranno al matrimonio».

https://www.dagospia.com/politica/non-dite-vannacci-i-primi-sindaci-d-italia-legarsi-in-un-unione-gay-478408 

 

Nessun commento:

Posta un commento