martedì 23 giugno 2026

Emanuela Orlandi, il fratello Pietro rivela l'ultima telefonata a casa prima di sparire: «Ecco cosa le offrirono». L'ombra del ricatto

 


Emanuela aveva spiegato alla sorella che quell'uomo «l'avrebbe aspettata fuori scuola per una risposta e per darle dei volantini da far vedere a mamma e papà». 

Emanuela Orlandi, il fratello Pietro rivela l'ultima telefonata a casa prima di sparire: «Ecco cosa le offrirono». L'ombra del ricatto


«Emanuela Orlandi, alle 19 meno dieci, è uscita dalla scuola di musica perché la lezione è terminata pochi minuti prima; ha chiamato a casa, dove c’era mia sorella Federica, e le ha raccontato che l’aveva fermata una persona in corso Rinascimento, davanti al Senato, e che le aveva offerto un lavoro da 350mila lire per distribuire volantini della ditta Avon a una sfilata il sabato successivo. Federica le ha detto che le sembrava troppo».

Inizia da questo ricordo nitido la dura presa di posizione di Pietro Orlandi, che ha voluto fare chiarezza sulla cronologia esatta del 22 giugno 1983, smentendo le recenti ricostruzioni legate alla cosiddetta "pista dei cinematografari" avanzata dal vicepresidente della Commissione parlamentare di inchiesta, Roberto Morassut.

Gli ultimi movimenti prima della scomparsa

Emanuela aveva spiegato alla sorella che quell'uomo «l'avrebbe aspettata fuori scuola per una risposta e per darle dei volantini da far vedere a mamma e papà». Non trovandolo fuori dall'istituto, la ragazza sarebbe tornata sul luogo del primo incontro.

«Lì ha visto due compagne di classe alle quali ha raccontato il fatto e alle quali ha chiesto: “che faccio, aspetto o vado?”. Le sue amiche hanno preso il bus e hanno detto che nel frattempo un’altra ragazza si è avvicinata a lei».

Pietro Orlandi evidenzia l'incongruenza logica delle tesi che collegano la scomparsa al mondo dello spettacolo: «Alle 20 o alle 21 arrivava già la prima telefonata dei presunti rapitori al centralino Vaticano.

 

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