domenica 26 aprile 2026

LA NATO E’ IN BILICO: CHE FARE?

 

LA NATO E’ IN BILICO: CHE FARE? – NON C’E’ SOLO L’ARROGANZA DI TRUMP A INDEBOLIRE L’ALLEANZA ATLANTICA (VUOLE CACCIARE LA SPAGNA PER IL RIFIUTO DI SANCHEZ A DARE UNA MANO AGLI USA NELLA GUERRA ALL’IRAN), CI SONO ANCHE LE PRESE DI POSIZIONE DI QUELLO ZERBINO DI RUTTE – IL SEGRETARIO GENERALE SI E’ SUBITO APPECORONATO A TRUMP FACENDO INCAZZARE GLI ALTRI PAESI MEMBRI – E ORA TRABALLA IL VERTICE NATO DEL 7-8 LUGLIO IN TURCHIA – RUTTE VORREBBE UN INCONTRO “TECNICO” PER DISCUTERE DI COLLABORAZIONE INDUSTRIALE E PRODUZIONE DI ARMAMENTI, EVITANDO DI AFFRONTARE IL CONFLITTO IRANIANO - ERDOGAN, PADRONE DI CASA, IMMAGINA UN SUMMIT-EVENTO, AD ALTO CONTENUTO POLITICO: È CONVINTO DI AVERE GLI STRUMENTI PER BLANDIRE TRUMP ED EVITARE INCIDENTI DIPLOMATICI…

 

rutte trump erdogan 

Estratto dell’articolo di Giuseppe Sarcina per il “Corriere della Sera”

 

Le ultime mosse degli americani stanno agitando la preparazione del vertice Nato tra i capi di Stato e di governo, in programma ad Ankara, in Turchia, il 7 e l’8 luglio. Il segretario dell’Alleanza atlantica, Mark Rutte, è al lavoro, innanzitutto, per assorbire l’impatto della mail preparata dal sottosegretario alla Difesa Usa, Elbridge Colby, in cui si ipotizza l’espulsione della Spagna, accusata di aver boicottato la guerra degli americani contro l’Iran. Sul piano giuridico il problema non esiste.

 

BILATERALE MARK RUTTE - DONALD TRUMP - DAVOS - FOTO LAPRESSE

Come ricorda Alessandro Minuto Rizzo, già vicesegretario generale della Nato dal 2001 al 2007, «il Trattato non prevede questa possibilità; nessun Paese membro può essere espulso da un’Alleanza che è stata concepita su base volontaria». In che modo, dunque, gli Stati Uniti potrebbero punire il governo guidato dal socialista Pedro Sánchez? Ancora Minuto Rizzo: «L’unica cosa concreta che il Pentagono potrebbe fare è non usare più o addirittura chiudere le basi spagnole. Ma sarebbe un clamoroso autogol. Gli Stati Uniti ne hanno bisogno, anche perché sono infrastrutture di prim’ordine. In particolare la base navale di Rota (non lontano da Cadice, ndr )».

 

Il conflitto in Medio Oriente, innescato da Trump e da Benjamin Netanyahu, ha prodotto una miscela di ansia e nervosismo tra i partner europei. Fin da subito, Rutte ha cercato di spalleggiare Trump.

pedro sanchez 24

 

Il 4 aprile scorso, nella riunione del Consiglio Nord Atlantico, l’organismo politico dell’Alleanza, il segretario generale ha usato più o meno queste parole: il programma nucleare e la capacità missilistica dell’Iran sono da lungo tempo temi di grande preoccupazione della Nato; è quindi un errore sostenere che l’attacco contro Teheran non sia la nostra guerra. Peccato che sia proprio quella l’opinione della stragrande maggioranza degli alleati.

 

donald trump recep tayyip erdogan

Certo, Sánchez è stato il più netto e il più immediato. Ma anche il premier britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e da ultimo Giorgia Meloni sostengono esattamente ciò che Rutte pensa sia «un errore»: nessuno vuole essere coinvolto nella guerra di Usa e Israele.

 

La tensione tra le due sponde dell’Atlantico, quindi, rischia di indebolire anche la posizione del segretario generale. Rutte sta studiando una strategia per evitare il clamoroso fallimento del vertice di Ankara che, inevitabilmente, metterebbe in discussione anche il suo ruolo. In realtà 31 Paesi sui 32 membri vorrebbero evitare la crisi storica dell’Alleanza.

 

BILATERALE MARK RUTTE - DONALD TRUMP - DAVOS - FOTO LAPRESSE

Ma, naturalmente, bisogna capire quali siano le vere intenzioni di Trump. Al momento oscure per tutti, compresi i leader delle principali nazioni. Nel frattempo, la comunità diplomatica di Bruxelles sta preparando l’agenda per il summit di luglio, sulla base anche delle indicazioni del generale americano Alexus Grynkevich, comandante supremo delle forze Nato in Europa. Sempre nella riunione del Consiglio Nord Atlantico del 4 aprile, Grynkevich aveva sollecitato gli alleati a non allentare il sostegno all’Ucraina e, nello stesso tempo, ad accelerare il processo di integrazione tra le diverse industrie militari europee.

 

RECEP TAYYIP ERDOGAN DONALD TRUMP

L’idea di Rutte, largamente condivisa dalla maggior parte degli Stati, è orientare il prossimo vertice su questioni più tecniche, come appunto la collaborazione industriale, la produzione di più armamenti, nel quadro di un aumento della spesa militare, giustificata da uno scenario geopolitico di massima allerta.

 

Il segretario generale vorrebbe anche stringere il più possibile i tempi della discussione, lasciando sullo sfondo il conflitto iraniano e chiudendo il vertice con un comunicato sintetico. […] Erdogan, il padrone di casa, però, la pensa diversamente. I turchi immaginano un summit-evento, spettacolare e ad alto contenuto politico. Il presidente turco è convinto di avere gli strumenti per blandire Trump ed evitare incidenti diplomatici. Ma sembra una scommessa rischiosa anche per lui.

BILATERALE MARK RUTTE - DONALD TRUMP - DAVOS - FOTO LAPRESSE

 
https://www.dagospia.com/politica/nato-e-in-bilico-fare-non-c-e-l-arroganza-trump-indebolire-472151 

 

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