sabato 25 aprile 2026

Wendy Duffy

 


Una donna britannica di 56 anni ha deciso di ricorrere al suicidio assistito in una clinica in Svizzera, non essendo riuscita a superare il dolore per la morte del figlio, avvenuta quattro anni fa in modo improvviso.

La morte ha causato nella madre un trauma profondo e, nonostante anni di terapia e cure, la donna ha dichiarato di non essere più riuscita a trovare un senso alla vita e di aver già tentato il suicidio in passato. «Non cambierò idea. Siate felici per me. So che morirò con il sorriso sulle labbra». Queste le sue parole.


Poiché nel Regno Unito il suicidio assistito è illegale (se non in casi molto limitati), la donna ha dunque scelto di recarsi in Svizzera. La sua decisione è stata condivisa con i familiari.


La notizia ha ovviamente scatenato pareri, critiche e giudizi, sollevando questioni molto controverse sul diritto a morire.

Io penso solamente che non possiamo entrare nella testa altrui e nemmeno immaginare il dolore che può provare quella madre. Se questa è la sua decisione, noi non abbiamo alcun diritto di giudicarla. Le debite valutazioni e i tentativi di salvarla sono stati fatti.

Ora questa donna merita solo di riposare in pace.


Fonte:

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/04/23/britannica-sceglie-di-morire-in-clinica-svizzera-dopo-la-perdita-del-figlio_31e21d6b-dc02-4270-89af-eb28d7dd66ef.html


(Immagine da: La Repubblica)

Dott. Alice Rotelli

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