Al funerale di quel ragazzo andò anche Enrico Berlinguer, insieme a migliaia di altre persone.
Quando morì per due coltellate al petto, Ciro Principessa aveva infatti solo ventitré anni.
Napoletano di origine, viveva a Roma, in borgata, da quando ne aveva quindici. Aveva sette fratelli, era poverissimo. Da ragazzino rubò una radio, poi un paio di scarpe. Il più grave fu il furto di prosciutto e formaggio: lo arrestarono e finì in carcere. Quando uscì gli amici lo avvicinarono al PCI e fu la militanza a recuperarlo e a dargli una prospettiva di vita.
Divenne attivissimo. Cineforum, doposcuola e dopolavoro. E si mise a disposizione per dare una mano a gestire la biblioteca popolare della sezione di partito di Torpignattara. In quella biblioteca, il 19 aprile in entrò però Claudio Minetti, militante di Avanguardia Nazionale e figlio della compagna di Stefano Delle Chiaie, neofascista.
Chiede un libro un prestito, ma serve un documento d’identità, come da regolamento. Quello prende e scappa con il libro, come provocazione. Inseguito per farselo restituire, Minetti si gira pianta due coltellate al petto di quel ragazzo del PCI.
Morirà il giorno dopo per emorragia. Durante il corteo funebre, la gente appendeva la bandiera del PCI alle finestra.
A lui, in questo giorno, il nostro ricordo.
Leonardo Cecchi

Nessun commento:
Posta un commento