Oggi è un bel giorno perché è il giorno in cui Milano ha intitolato ufficialmente (e finalmente) una via a Pino Pinelli, l’anarchico ferroviere.
Ci sono voluti 57 anni di falsità, fango, negazionismo, depistaggi, ma alla fine la città di Milano ha voluto omaggiare un suo concittadino ingiustamente dimenticato per decenni, ristabilendo almeno simbolicamente una verità non negoziabile: la morte di Giuseppe Pinelli è un delitto di Stato e una macchia indelebile della nostra Repubblica.
La via sorgerà nell’attuale via Micene, a 50 metri dalla casa in cui abitava, lì dove già gli abitanti avevano apposto una targa non ufficiale.
Ora il Comune di Milano ha ricucito una ferita che sanguina ancora, in attesa di verità e giustizia.
Ma grazie al sindaco Beppe Sala per essersi speso ed essere presente il 19 marzo alla cerimonia di intitolazione ufficiale.
Un piccolo, grande, segnale che non cancella le ferite, ma lenisce almeno un po’ il dolore di tanti che l’hanno conosciuto e che si sono battuti per la verità.
Non sarà così per la moglie Licia, questa straordinaria donna scomparsa due anni fa, prima di poter vedere almeno il nome di suo marito su quella targa.
Meglio tardi che mai.

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