Un cerotto cucito sulla lingua per dimagrire: ecco la dieta ‘tortura’
L’incredibile metodo di un chirurgo di Beverly Hills promette di far perdere peso, ma espone a rischi molto dannosi la salute dei pazienti
foto Huffington Post
Se si pensava che il digiuno totale, l’assunzione di improbabili pillole miracolose o l’ingerimento di sbobbe viscide fossero alcuni dei rimedi più assurdi per perdere peso, adesso un’abominevole realtà prende il sopravvento sulla fantasia e mostra agli increduli l’esistenza di cerotti 'terrificanti', presentati come il modo più estremo per dimagrire.
Inventata dal chirurgo plastico di Beverly Hills, Nikolas Chugay, questa specie di adesivo abrasivo fatto di marlex -una plastica usata per riparare le ernie- va cucito sulla lingua con sei punti di sutura che rendono praticamente impossibile il consumo di alimenti solidi e costringono il paziente ad una rigida dieta composta solo da specifici liquidi e integratori preparati -manco a dirlo- proprio da Chugay.
Ideato nel 2009, questo trattamento non può essere sostenuto per più di un mese, perché dopo la lingua comincerebbe a rigenerarsi e ingloberebbe il cerotto, ma questo tempo sarebbe più che sufficiente: sempre secondo la teoria del creatore, infatti, assumendo in forma liquida un apporto giornaliero di 800 calorie “bilanciate con le necessità nutrizionali” e che “massimizzano i risultati di perdita del peso”, i risultati sarebbero garantiti, sebbene dolore e una difficoltà a parlare e a deglutire vadano messi in conto nei primi periodi.
Inoltre, “Il cerotto va visto come un'alternativa più economica rispetto ad altri interventi come il bypass gastrico, che va dai 18mila ai 35mila dollari, e il bendaggio gastrico, 15mila dollari, poiché ne costa solo 2mila”.
La dietista Giovanna Cecchetto, presidente dell’Associazione Nazionale Dietisti -intervistata da Huffington Post Italia- sostiene si tratti di “una tortura, perché si pone in contrasto con la spinta biologica ad alimentarsi che è incontrollabile dalla volontà e non esiste alcun caso giustificabile in cui applicarlo”. E aggiunge: “I rischi prevedibili sono legati alle conseguenze fisiche, psico-emotive e metaboliche del digiuno cui è costretto chi ne fa uso”.
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