Al cinema il documentario «King Marracash» che parla di lui e della sua storia di riscatto
Marracash questa volta è andato oltre la musica, i suoi dischi di platino. Ora c'è un documentario al cinema, «King Marracash», che parla di lui, della sua storia di riscatto. Un racconto su di lui, su Fabio Rizzo (vero nome del rapper) la sua famiglia, quelle origini che lo ha portato a scrivere versi, a essere quello che è oggi. Il regista Pippo Mezzapesa ha seguito il rapper per quasi un anno. Undici mesi in cui Marra «cercava sé stesso nel passato - racconta il regista al Corriere della Sera - dove tutto ha preso vita. È nata una storia di riscatto, di margini e centralità, di talento che sboccia».
Nel racconto sboccia il successo che... «ha oltrepassato qualsiasi fantasia. Quel bambino della Barona non si immaginava nemmeno una felicità, figuriamoci il successo».
Il successo
Oggi Fabio Rizzo è «uno che ha mantenuto la sua essenza profonda, credo, e che ha cercato di scoprire altri lati di sé. Ma soprattutto una persona con una grande forza di volontà, cosa che pensavo di non avere minimamente», ripete con forza al Corsera. Una forza che lo ha protetto dal successo improvviso. «All’inizio il mio obiettivo era avere successo. Poi è stato non diventare matto a causa del successo: ho avuto un momento durissimo a causa dell’impatto con questa fama nazional popolare e non è stato facile, perché la mia vita era cambiata di netto. È stato devastante, per cui il mio obiettivo negli ultimi tre anni era non perdere completamente la testa, guarire, curarmi e riuscire a dipanare questa matassa impossibile». E ci è riuscito grazie alle persone che sono cresciute con lui. «Ho potuto gestire questa cosa grazie alle amicizie storiche, al cerchio stretto e al mio micromondo. Fa la differenza perché ti strutturi, hai alle spalle delle persone che hai conosciuto prima della fama, che sono lì per te davvero, che ti vogliono bene, con cui hai una famiglia allargata in cui io credo molto».
Tra i difessi che si riconosce c'è l’egoismo. «Forse è più egocentrismo, la malattia che abbiamo tutti io ce l’ho in particolare.
In verità sono molto empatico però tendo sempre a guardare me stesso». E Marra ha sempre cercato di «richiamare l’attenzione del mondo che deve accorgersi di me».
I soldi
Critica il capitalismo ma ci vive grazie al successo. «Mi piace avere i soldi - racconta ancora al quotidiano di via Solferino - ma non voglio accettarlo in pieno. Come prima non accettavo il mio stato sociale né il mio ceto, forse non lo faccio nemmeno ora». Torna il Fabio contro Fabio. «Soldi, non soldi. Fama, non fama. Ho sempre voluto riuscire nella musica, ma dall’altra parte avevo ambizioni bohemien di chi non voleva lavorare un giorno, facendo l’artista con quell’accezione di solitudine e isolamento. Che è un lato di me che uso per trovare ispirazione».
Poi aggiunge: «Forse il vero atto anticapitalistico è aiutare con la ricchezza il mondo che ti ha aiutato».
Le donne
Artisti, calciatori o tennisti lo cercano per parlare con lui. Perché nelle sue canzoni parla di sè e delle sue "turbe". Poi ci sono le donne. «Le adoro. E mi trovo benissimo con loro, lo dimostra il fatto che il mio staff è prevalentemente di donne a partire dalla mia manager. E secondo me ho un certo ascendente per la mia parte femminile, di comprensione, che mi porto dietro. Ma con loro ho tirato fuori anche lati fragili di me proprio perché mi sento a casa».
I figli
Domanda diretta: Marracash ci pensi mai ad avere figli? Risposta: «Bel casino. Perché da una parte mi attrae tantissimo. Trasmettere è una cosa che ho dentro. L’idea di insegnare a una persona a cui voglio bene, che è parte di me, mi piacerebbe. Dall’altra però faccio un po’ fatica con gli impegni a lungo termine, come mi accade nelle relazioni sentimentali. Resto fatalista, se mi deve succedere succederà».
https://www.leggo.it/gossip/news/21_maggio_2026_marracash_eta_fidanzata_dove_vive_soldi_donne-9545802.html

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